Olivetti: Il valore del lavoro, l’idea di comunità

Quest’anno sono stata invitata a partecipare nella giuria tecnica del Premio Olivetti – AIF Awards 5° edizione in qualità di Socio AIF, Business Coach della scuola di Marina Osnaghi di Milano e Advisor Starboost.

E’ stata un’esperienza molto interessante ed un’occasione di apprendimento nell’ambito di un evento dedicato all’Alta Formazione.

Adriano Olivetti, in un periodo storico in cui si fronteggiavano due grandi potenze: capitalismo e comunismo, credeva che fosse possibile creare un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, tanto che l’organizzazione del lavoro comprendeva un’idea di felicità collettiva che generava efficienza. Meritocrazia, aspetti retributivi, benefit aziendali e rispetto per l’ambiente circostante erano motori all’interno dell’organizzazione.

Durante le pause i dipendenti potevano servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti, seguire dibattiti, e non c’era una divisione netta tra ingegneri e operai, in modo che conoscenze e competenze fossero alla portata di tutti.

L’azienda accoglieva anche artisti, scrittori, disegnatori e poeti, poiché l’imprenditore Adriano Olivetti riteneva che la fabbrica non avesse bisogno solo di tecnici ma anche di persone in grado di arricchire il lavoro con creatività e sensibilità.

Si sta parlando del primo dopoguerra. Queste idee dove sono finite da allora fino ai giorni nostri? Fagocitate da una classe imprenditoriale avida di profitto e maniaca del controllo che non lascia nulla allo sviluppo delle persone e che preferisce comprarne il “tempo” anziché valorizzarne la “testa”.

Oggi, quando tutti parlano di “Trasformazione Digitale” e “Intelligenza Artificiale” stiamo assistendo ad una rinascita del potenziale umano in tutte le sue forme e, nelle piccole aziende, ad una migrazione da “modello dinastico” a “modello manageriale”.

Al concorso siamo stati invitati ad esprimerci proprio su 5 aree: Innovazione, Cambiamento, Trasferibilità, Utilità Sociale ed Efficacia

Nelle varie giornate in cui ho partecipato sono stati presentati più di 35 case history suddivise tra “Ricerca & Innovazione” , “Competitività e Mercato” e “Sanità, Benessere Personale & Organizzativo “.

Si è passati da innovazioni progettuali e metodologiche a cambiamenti organizzativi e scalabilità dei percorsi formativi anche in altre aree per concludere, nell’ultima giornata di concorso, con progetti dal taglio decisamente più sociale e di pubblica utilità.

Il livello è sempre stato altissimo in tutte le sessioni sia dal punto di vista dei progetti presentati che dall’attenzione dei giurati. E’ sicuramente emersa da tutti la necessità di operare sul fattore umano all’interno delle aziende, delle associazioni, della PA e delle scuole per migliorare le competenze trasversali e migliorare il giusto equilibrio tra lavoro-tempo creativo e relazioni.

In alcuni progetti sono stati elaborati elementi di importanza sociale per aumentare il benessere non solo all’interno dell’azienda ma anche nella comunità circostante.

In un’epoca dove la robotica, l’informatica, l’internet-connessione, la velocità, i dati, sicuramente si è evinta un’evoluzione dei paradigmi legati all’essere umano e quanto sia importante cambiare il mind-set per poter governare i nuovi strumenti digitali.

Mi ha particolarmente toccato la tematica delle life Skills riconosciute dall’OMS. Skills che ci appartengono e che la formazione dovrebbe aiutarci a nutrire fin dall’infanzia.

Esse possono essere raggruppate in tre aree

  • EMOTIVE- consapevolezza di sè, gestione delle emozioni, gestione dello stress

  • RELAZIONALI – empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci
  • COGNITIVE – risolvere i problemi, prendere decisioni,pensiero critico, pensiero creativo

Tali Skills rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo.

Le Life Skills, così come noi le intendiamo, possono essere insegnate ai giovani come abilità che si acquisiscono attraverso l’apprendimento e l’allenamento e non di meno possono essere introdotte in azienda, come si è visto durante il concorso, con metodologie innovative ed efficaci.

Le Life Skills rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo.

Acquisire e applicare in modo efficace le Life Skills può influenzare il modo in cui ci sentiamo rispetto a noi stessi e agli altri ed il modo in cui noi siamo percepiti dagli altri.

Se inserite accuratamente e professionalmente in ambito aziendale portano ad una maggiore consapevolezza delle capacità e potenzialità proprie e del gruppo di lavoro rendendo accessibili nuove frontiere per il proprio business e per il benessere aziendale e personale


Pensando alle mie life skills le parole SENTIERO – CONSAPEVOLEZZA – ALLEANZA mi portano ad una riflessione:

“Immagino il sentiero come il percorso da intraprendere per arrivare da “A” a “B”. Più allargo gli orizzonti di “A” e “B”, quanto più chiaro è il punto di arrivo “B” esplorando bene e guardandolo da diversi punti di vista tanto più breve sarà la distanza che mi separa per il raggiungimento del mio obiettivo. A questo punto devo acquisire la consapevolezza di avere le risorse per affrontare il viaggio che per essere di successo deve avvalersi di diverse collaborazioni/alleanze. Non bisogna aver paura di sbagliare ma bisogna essere capaci di apprendere dagli errori, occorre saper lavorare in team, saper leggere tra le righe dei milioni di dati che ci accompagnano ormai ogni giorno e ultimo ma non meno importante dotarsi degli strumenti digitali e non che ci facilitano nel percorso: formazione, coaching, competenze trasversali, collaborazione, condivisione, strumenti informatici e digitali professionali, metodologie innovative e digitalizzazione.”

Dal comunicato stampa relativo alla manifestazione:

“Il Premio AIF “Adriano Olivetti” ha la finalità di diffondere le buone pratiche riguardanti percorsi innovativi di apprendimento e valorizzazione delle persone e di sviluppo delle organizzazioni di riferimento.

A tal fine intende identificare e segnalare professionisti, enti di formazione, aziende, pubbliche amministrazioni, gruppi e persone che abbiano ideato e realizzato progetti formativi e di valorizzazione del capitale umano e che si sono contraddistinti per i risultati di apprendimento ed evolutivi ottenuti a livello individuale, di team e organizzativi.”

Gli investimenti di Cloudea sono rivolti all’essere sempre formati sull’eccellenza e competenti sugli strumenti e le metodologie attive nel nuovo mondo digitale.

In futuro vogliamo sfidarci nell’accompagnare un numero ancora maggiore di PMI nella r-evoluzione grazie al nostro apporto in termini di consulenza, formazione, coaching e Metodologia AWAN.

Far arrivare alcune di loro al Premio Olivetti è stimolante soprattutto per evidenziare che evolvere è possibile se si crede nelle persone e nel loro potenziale.


La consulenza per la Trasformazione Digitale diventa formazione

Questo mese riflettendo su come estendere l’utilizzo della potente metodologia che abbiamo creato per rinnovare in chiave digitale le imprese già consolidate, abbiamo condiviso, la possibilità di farla diventare una formazione gratuita.

Il nostro obiettivo è avere tante persone che come noi traggono beneficio dall’utilizzo dei Canvas, che sono diventati il nostro strumento di lavoro, e soprattutto diventano consapevoli di quale futuro scegliere per la propria impresa. Forti del successo dei nostri clienti vogliamo che altri comincino a adottare una Metodologia potente che permette di raggiungere risultati concreti in breve tempo.

I workshop sono ormai consolidati e anche i risultati di questi workshop sono chiaramente definiti.

Quello che più stupisce ogni volta è che semplicemente applicando la nostra metodologia dei Canvas l’imprenditore acquisisce consapevolezza degli sviluppi futuri possibili per la propria azienda e diventa motivato a cambiare per ottenere ciò che ha visto potrebbe fare per i propri clienti, cioè quello che i clienti vogliono ed emerge dal workshop “Value Proposition Canvas”.

Esempio 1: un cliente aveva pensato di offrire 4 servizi ai propri clienti, dopo l’applicazione della Metodologia AWAN ha realizzato che essi acquisterebbero da loro altri 10 servizi e che con poco investimento sarebbero in grado realizzare.

Esempio 2: un piccolo  cliente con un punto vendita ha duplicato il fatturato in 1 anno e raggiunto la consapevolezza di come è possibile crescere con il giusto approccio.

Successivamente avendo acquisito la fiducia nel metodo e nelle proprie possibilità di cambiare concretamente per adeguare l’azienda al nuovo mondo digitale, il cliente sente l’esigenza di avviare progetti di trasformazione digitale consapevole della importanza dell’investimento.

I progetti possono essere avviati anche autonomamente e l’impegno di risorse è commisurato ai risultati che si vedono già nei primi sei mesi. La potenza della metodologia è la creazione della consapevolezza di intraprendere un percorso che porta l’impresa al successo nel nuovo mondo digitale, e questo oggi non è cosa da poco considerando il comune disorientamento collettivo degli imprenditori del nostro paese

Noi adottiamo le metodologie “Agile” e “Lean” per implementare gli strumenti rigorosamente “Cloud” al fine di dare velocemente risultati attesi e aumentare la fiducia dell’imprenditore sul metodo e sulla Trasformazione Digitale. E’ Importante lavorare su 3 assi (Tecnologia, Persone, Processi) e a volte anche sul 4° asse dei modelli di business che oggi diventa fondamentale per creare nuovo valore. I progetti che nascono dall’approccio strategico iniziale sono di cambiamento organizzativo e di crescita delle persone, in linea con i paradigmi e le tecnologie del nuovo mondo digitale.

Il risultato di questo processo di crescita dell’imprenditore è la consapevolezza che la trasformazione digitale è possibile e questa colloca l’azienda avanti rispetto ai competitor di settore e permette di controllare il proprio futuro invece di sentirsi in balia di eventi troppo veloci da poter essere gestiti.

Sotto un esempio di progetti realizzati presso un cliente al termine del periodo “Strong” della pianificazione evolutiva.

Siamo davvero soddisfatti, anche se ci rendiamo conto che diventare nostri clienti per questa tipologia di progetti non è facile poiché richiede una rara apertura al cambiamento da parte dell’imprenditore.

Tuttavia crediamo che sempre più aziende stanno cercando una risposta alla decrescita del loro business attuale e alla nascita di competitor “digitali” dirompenti che cambiano le regole del settore, e acquisiscono velocemente quote di mercato. Noi ce l’abbiamo!

Questo effetto della digitalizzazione e dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle start-up colpisce ogni settore anche nel nostro arretrato paese, e anche l’imprenditore che oggi si sente al sicuro, avrà bisogno di un supporto metodologico nuovo per riacquistare fiducia nelle possibilità della propria azienda.

Per questo motivo abbiamo scelto di divulgare questa nostra esperienza attraverso la formazione ed il coaching e non solo con la consulenza che già attuiamo.

Se vuoi partecipare al gratuito di 1 giorno sulla Metodologia AWAN per lo sviluppo dell’impresa

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Oppure scrivi a:

marketing@cloudea.it

Talenti e digitalizzazione per imprese di successo

human-capital-360x240Mai come oggi, periodo di profondi cambiamenti e rivoluzioni digitali, le aziende che vogliono aver successo devono puntare sul capitale umano.

La valutazione delle competenze classiche e digitali sono sicuramente un obbligo ma sempre più il mondo della gestione HR ricerca risorse con i cosiddetti “soft skills”, ovvero qualità che vanno oltre formalismi e tecnicismi accademici o meno e conseguentemente sono alla ricerca di talenti.

Creatività, problem solving, spirito critico, assertività sono solo alcuni dei campi in cui i talenti possono esprimersi.

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Quali sono alcuni indicatori permettono di individuare capacità basilari per trovare persone chiave in azienda ?

  • adattivitaCompetenza e flessibilità: competenza, esperienza e preparazione nel proprio ambito abbinate però ad una certa flessibilità e curiosità. Non basta essere solo ben preparati ma anche essere disposti ad addentrarsi e a conoscere ambiti diversi dal proprio, per accrescere le proprie competenze e cimentarsi in nuove sfide lavorative. Sostanzialmente non bisogna aver timore di affrontare nuovi “campi di battaglia”.

 

  • attitudine-positiva.jpgAtteggiamento positivo: affrontare le sfide e i problemi in modo positivo e propositivo, adoperarsi per una soluzione il più rapida ed efficace in uno stile collaborativo

 

 

    • Iniziativa: questa forse è la caratteristica più importante. Una risorsa di talento proattivo.jpgprende l’iniziativa, si porta avanti piuttosto che aspettare o farsi limitare nella
      realizzazione dei propri compiti.

 

 

  • teamsSpirito di squadra: Collaborazione e condivisione. Coordinazione e coesione per arrivare al risultato. Il lavoro in team non si esime dall’autonomia di controllo, disciplina e gestione efficace. Il collaboratore di talento è un pilastro fondamentale della squadra e capisce che non esiste un “proprio orticello” ma un obiettivo comune e un “giusto mix di individui-talenti-competenze” per raggiungerlo

 

  • Apertura al cambiamento: le persone di talento non hanno paura del cambiamento, anzi lo ricercano e lo cavalcano. Sono sempre contenti di affrontare positivamente una nuova sfida, sono alla ricerca di nuove idee e soluzioni e non si irrigidiscono sulle vecchie posizioni. Come diceva il noto sociologo Alessandro Chelo, facendo un confronto con il mondo animale:

 

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“i delfini si ammalano e muoiono se non fanno mai qualcosa di diverso, gli squali sono estremamente conservatori e sono disturbati dalle cose differenti e poi ci sono le meduse gregarie, svogliate che seguono massa e corrente. Negli ambienti lavorativi normalmente si trovano un 20% di Delfini e un 20% di squali e tutto il resto sono meduse”.

Le aziende di successo vogliono aumentare la percentuale in azienda di delfini anche perché così facendo le meduse rimanenti non fanno che seguire i migliori

  • Motivazione all’apprendimento: nei corsi di formazione, nel lavoro, nello studio quando le persone sono motivate ad apprendere, a migliorarsi e a perfezionare le proprie competenze, ciò equivale nella maggioranza dei casi al raggiungimento dell’obiettivo in minor tempo e con risultati sopra la media.

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Gli strumenti digitali per facilitare lo sviluppo degli indicatori ci sono tutti , come ad esempio Office 365 con Teams, quello che manca alle aziende è una propensione all’evoluzione dell’individuo:

  • Formazione soft-skills, visto che le scuole italiane non preparano in tal senso
  • Lavoro per obiettivi
  • Smart-working
  • Collaboration
  • Coaching
  • Delega
  • Organizzazioni reticolari

Visto che al momento non si puo’ agire sul fronte scuola per incrementare i talenti e in ogni caso il personale impiegato è già numeroso le aziende che vogliono evolvere seriamente e ampliare i propri orizzonti e di conseguenza il proprio business devono impegnarsi in prima persona ma possono essere coadiuvate dai fondi professionali formativi , da formatori esperti e da consulenti , come quelli di Awan, che approcciano alle organizzazioni con metodologie innovative.

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L’IA per le PMI

Recentemente ho letto un articolo in cui si parla della generazione Z come l’ultima generazione umana. Questo significa che ad un certo punto della nostra storia l’Uomo per sopravvivere avrà la necessità di utilizzare tecnologie di intelligenza avanzata ed artificiale in modo naturale come se fossero parte di se, nasce una specie superiore all’homo sapiens ce include la simbiosi con le macchine. 

 

Oggi siamo veramente agli albori dell’utilizzo di questa tecnologia intelligenza artificiale tuttavia gli effetti sulla nostra vita già si vedono punto molto spesso ci affidiamo per gli acquisti a proposte che ci fanno dei siti in base ai nostri comportamenti, abbiamo in casa Google ho ci facciamo consigliare da Netflix le prossime serie TV da vedere oppure ancora il prossimo video su YouTube da vedere ho il documento da allegare una mail scelto da Office tra gli ultimi che ho modificato.

Tutti questi meccanismi basati su algoritmi sono un esempio primordiale di applicazioni di intelligenza artificiale che, se vogliamo comprendere, dobbiamo cominciare oggi a studiare perché avranno sviluppi dirompenti nel nostro futuro. 

 

 

Al di là della paura delle persone perdere il lavoro che pervade l’immaginario degli uomini, utilizzare intelligenza artificiale significa essere aiutati in modo semplice ed efficace dalle macchine, senza per questo perdere la nostra caratteristica gli esseri senzienti delegando completamente all’algoritmo ultima parola.

Governare l’IA invece ci obbliga a comprendere fin d’ora le applicazioni che collegate che si possono sviluppare per il nostro lavoro e per l’azienda in modo da iniziare avviare progetti di sperimentazione. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono infinite però possono essere classificate come ogni altra applicazione di processo al fine di aumentare la fidelizzazione del cliente o le vendite oppure la produttività interna dell’azienda.

 

Quello che cambia radicalmente sono le potenzialità: ad esempio la possibilità di suggerire in modo intelligente all’utilizzatore sia esso un venditore o un esperto di contabilità delle attività operative migliorative per il proprio ruolo oppure di aiutare nei processi previsionali come il forecast vendite o ancora nell’offrire servizio assistenza clienti rispondendo ad una richiesta vocale con la soluzione spiegata in modo semplice, senza intervento umano.

Oggi è semplice sviluppare applicazione di questo tipo come le famose “chatbot” perché aziende come Microsoft hanno messo a disposizione dei programmatori strumenti evoluti per impostare dei programmi che ragionano secondo le logiche dell’intelligenza artificiale che sono il “machine learning”, advanced analytics etc… 

 Perché oggi si parla di intelligenza artificiale sempre più prepotentemente? Perché c’è una convergenza tra 3 aree tecnologiche importanti che sono:

 

  1. l’aumento dei dati a disposizione

    che servono per istruire le macchine intelligenti a dare risposte valide.

  2. l’aumento della capacità computazionale che serve per eseguire velocemente algoritmi complessi apprendimento e di previsione statistica
  3. infine la diffusione dei linguaggi come il Python e l’R che sono molto diversi da quelli precedenti e permettono analisi semantiche e statistiche con funzioni dedicate all’apprendimento delle macchine.

Siamo appena all’inizio del viaggio che avrà il suo punto di svolta quando si creerà l’effetto che gli esperti chiamano “SINGOLARITA” cioè la convergenza di tutte le tecnologie verso la costruzione di robot antropomorfi che potranno sostituire l’uomo superando tranquillamente il test di Turing anche visuale.

 

 

ora però cerchiamo almeno di capire questo fenomeno dell’Intelligenza Artificiale e cominciamo a fare sperimentazioni nelle nostre aziende PMI, visto che le grandi aziende da qualche anno stanno già utilizzando gli algoritmi e i chatbot, e visto che Microsoft attraverso i “Cognitive Services di Azure e i nuovi strumenti di Visual Studio o la PowerBI sta rendendo accessibili a tutti gli elementi di IA utili per i business.

 

Noi abbiamo cominciato a fare le nostre strategie per aiutare i clienti a capire meglio come adottare elementi di IA in modo efficace e con il giusto investimento e da settembre cominceremo con le prime sperimentazioni. Chi fosse interessato ad approfondire può contattarci www.awan.it.


 

La “troppo” lenta consapevolezza delle nostre PMI

Colgo lo stimolo di questo ed altri articoli di Mariano per sostenere ancora una volta su questo blog l’importanza dell’uomo nel cambiamento di trasformazione digitale.”

Cito da un articolo del 2018

La cultura aziendale e i comportamenti di dipendenti e manager sono le chiavi per il successo della digital transformation, ma spesso le aziende li trascurano. «Bisogna avere il coraggio di abbandonare i modelli organizzativi consueti e preparare le persone a recepire le opportunità dei prossimi anni», spiega Mariano Corso, docente di Leadership & Innovation al Politecnico di Milano e Direttore Scientifico di P4I-Partners4Innovation.

Noi abbiamo sviluppato una metodologia che prima di tutto agisce sulla consapevolezza dell’imprenditore del cambiamento epocale in cui è immersa la sua azienda e unisce in modo sincrono i 4 pilastri del cambiamento

-Persone

-Processi

-Tecnologie e

– Modelli di Business (new)

Vi sarete accorti che ai 3 tradizionali delle società di consulenza abbiamo aggiunto il quarto. Oggi non basta cambiare organizzazione e tecnologie ma è necessario ripensare il proprio modello di business per non cadere nel vortice della digitalizzazione ed essere superati dall’ennesima startup di turno.

Questa consapevolezza presente nei CEO delle grandi aziende internazionali fa fatica a scende verso gli imprenditori delle nostre PMI italiane. Con workshop ad ho cerchiamo di aumentare l loro consapevolezza e i clienti che ci hanno ascoltato sono sulla strada del successo. Per questo motivo sono felice se anche il mio amico Mariano, da anni sulla stessa lunghezza d’onda ogni tanto ci stimola a lavorare sempre meglio.

Non mi piace fare il gufo, tuttavia vedo ancora troppe aziende che non hanno intrapreso un percorso di cambiamento digitale e imprenditori scettici. Certo può sembrare l’ennesima ondata tecnologica per arricchire le aziende tecnologiche. Ci sono questa volta alcuni fattori molto diversi e segnali che chi vuole capire, come molti movimenti di mercato, nuovi prodotti e startup che da un anno all’altro diventano famose. A volte poi spariscono però il movimento di nuove invenzioni e nuovi business è davvero dinamico in questo periodo. Per contro vedo aziende storiche fallire o cambiare radicalmente, chiudere i battenti. Anche gli imprenditori che incontro a volte sono disorientati. E siamo solo agli inizi, non oso pensare agli effetti dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi sulle nostre vite e sulle aziende. Se non si raggiunge la consapevolezza ed il governo della tecnologia dei processi, delle persone e dei nuovi modelli che possono essere abilitati oggi ci si lascia vivere senza raccogliere le opportunità infinite di questo periodo storico unico.

In questo momento il senso di urgenza è un fattore importante per questo organizziamo decine di workshop di visione gratuiti nelle aziende, contattateci per saperne di più

Un grande successo di Office 365: MICROSOFT TEAMS

Qualcuno si sarà accorto che Microsoft sta dismettendo Skype per Business, migrando i clienti di Office 365 su Teams. In realtà Teams è molto di più di un sistema di comunicazione per riunioni online.

Teams è il nuovo strumento di Microsoft che permette di utilizzare in modo efficace tanti servizi cloud presenti oggi su internet, sia di Office 365 sia di altri operatori, per il proprio gruppo di lavoro. Teams è unico nel panorama dei servizi cloud e attraverso la sua consolle aiuta gli utilizzatori a stare sempre in contatto con il proprio ufficio o progetto, condividendo documenti, idee, riunioni, note, decisioni etc.… Come tutti gli altri servizi di Office 365 è accessibile con semplice Browser, al PC, MAC, o tablet e smartphone. Negli ultimi mesi sì ci stanno chiedendo tantissime formazioni su Teams. Noi abbiamo cominciato ad utilizzarlo dallo scorso anno e da subito abbiamo visto i benefici perché ci permette di tenere sotto controllo tutti i progetti come clienti pianificare le attività sia per i nostri collaboratori sia per i clienti e condividere velocemente tutti i documenti se progetto. In realtà può essere utilizzato anche per attività di ufficio quando è necessario lavorare insieme ai colleghi sia su progetti interni se nella condivisione continua dei documenti. Recentemente con i clienti stiamo valutando e testando delle modalità di utilizzare il Teams assolutamente nuove come ad esempio un commercialista che sta creando per i propri clienti tutte le aree di lavoro condivise in cui caricare i documenti oppure una società di Outplacement che sta gestendo la comunicazione con i propri clienti la comunicazione esterna attraverso Teams. Inoltre, una società di costruzioni edili sta gestendo la comunicazione con i cantieri attraverso Teams. Una volta imparato ad utilizzarlo gli scopi per cui si può trattare sono molteplici questo ci permette tranquillamente di dire che teams è in questo momento lo strumento più innovativo presente del modo Microsoft e non solo perché è l’unico che riorienta tutte le attività veramente sul gruppo di lavoro o di progetto.

In questo blog darò alcune informazioni su come iniziare ad usarlo.

Accedere a Microsoft Teams è semplice ed immediato. Puoi cominciare con le credenziali della posta elettronica entrando nel tuo portale online di Office 365 (https://portal.office.com) e scegliendo Teams tra le apps disponibili. Per accedere:

  1. Apri il Browser e usa l’indirizzo Web fornito dal tuo amministratore
  2. Inserisci le tue credenziali

    Clicca su accedi

Oppure, apri il Browser, accedi a Office 365 e seleziona OneDrive dall’icona di avvio delle app.

La prima cosa che ti chiederà è di scaricare sul PC o MAC l’app per lavorare dalla consolle più efficace che si avvia da sola. Una volta scaricata tutto il lavoro che farai con essa sarà sempre disponibile web o su qualsiasi dispositivo in sincronizzazione immediata. Se si vorrà lavorare in mobilità su può scaricare l’app dal proprio store di riferimento sul tablet o sullo smartphone e accedervi sempre con le stesse credenziali di posta elettronica.

All’avvio dell’App di Teams sul PC o MAC la prima cosa che chiederà se è la prima volta è, di creare un team per cominciare a condividere. Quando si crea un Teams bisogna avere inserire:

-il nome del team

-definire se è un gruppo privato o pubblico

-chi sono i proprietari e chi sono i membri del gruppo

Gruppo privato o gruppo pubblico? Privati sono la maggior parte dei gruppi personali che nascono per lavorare u un progetto, in un ufficio specifico o su attività estemporanee di collaborazione con persone interne o esterne all’organizzazione. I membri del gruppo privato sono invitati dai proprietari e nessuno al di fuori di loro conosce l’esistenza del team. Quando sono invitati ed accettano tute le informazioni del gruppo appaiono automaticamente nella propria consolle di Teams. I membri possono fare tutto tranne invitare altri membri.

Un gruppo pubblico invece appare nella lista dei gruppi dell’organizzazione e chiunque può chiedere di farne parte, sono gruppi di discussione su argomenti pubblici ed il moderatore decide di accettare o meno la candidatura.

Queste ed altre opzioni sono anche definibili a livello di base dal pannello di controllo di amministrazione di Teams a livello aziendale.

Una volta scelto il tipo di gruppo si definiscono i membri inserendo i loro indirizzi a cui il servizio invierà una e-mail. La possibilità di inserire indirizzi esterni all’organizzazione è decisa dall’amministratore di Office 365.

Una volta creato il primo team avrete notato che il sistema crea automaticamente il primo canale del team che si chiama “Generale”. Per Teams i canali sono come delle cartelle di lavoro separate che tutto il team può vedere, ma aiutano a suddividere gli argomenti del lavoro di gruppo. Quindi se con lo stesso gruppo di lavoro ho diversi progetti o attività posso creare canali differenti ma se voglio che qualcuno veda solo alcune informazioni dovrò creare un nuovo team dove escluderò le persone con cui non voglio condividere tali informazioni. I canali possiedono delle schede di lavoro che sono le applicazioni che sceglierò di condividere con il team nel canale specifico. Quando nascono tutti i canali hanno già di base un’area “conversazione”, un area “file” ed un’area “wiki” se l’amministratore ha lasciato queste opzioni. Nella conversazione, che è come una timeline, vedrò tutto quello che succede nel team, e potrò scrivere a tutti con la chat persistente, nell’area file vedrò i file e le cartelle condivise con il team, le pagine wiki permettono di scrivere e organizzare velocemente note utili al team direttamente sul web.

Se scelgo di aprire altri argomenti di lavoro oltre al generale con TASTO DESTRO sul nome del team nella consolle si pare il menò di gestione e con l’opzione crea canale posso crearne di nuovi.

All’interno di ogni canale ci sono i servizi dedicati al gruppo di lavoro per quel canale e ognuno può aggiungerne di nuovi se è autorizzato. Con il “+” si accede ad una lista di app che sono parte di Office 365 o servizi esterni. Tutte queste app sono accessibili direttamente da dentro Teams con connettori che Microsoft ha creato appositamente per semplificare lo scambio di informazioni tra i membri del gruppo. Troviamo connettori con SharePoint, Planner, Forms ma anche con Trello, o Dropbox e Google Drive, per integrare anche cartelle di lavoro documentali esterne o altri servizi non Microsoft. Questo permette di focalizzare l’attenzione del gruppo sui documenti sulle informazioni rilevanti per ogni canale prescindendo dall’origine di queste informazioni.

Con Teams hai tanti strumenti per stare sempre in contatto con il tuo gruppo di lavoro:

  • una chat persistente (timeline)
  • un instant messaging con presenza
  • le riunioni online e l’organizzazione delle riunioni on site
  • le notifiche che arrivano sul pc o sullo smartphone (se attivate)
  • Le riunioni online registrate sui canali

     

È possibile scrivendo sulla chat informare il team delle ultime attività svolte, tuttavia tutte le attività come riunioni i file caricati ed altre attività sui canali ed attraverso le schede applicative sono tracciate automaticamente dalla timeline che viene visualizzata nella chat, cosicché se anche ti perdi una settimana di lavoro potrai recuperare velocemente scorrendo attentamente queste informazioni e vedendo i video delle riunioni registrate e salvate sul canale che ti interessa.

Per aumentare l’efficacia della collaborazione Teams permette di organizzare riunioni online programmate con i propri gruppi di lavoro. Per farlo vai nel pannello “calendario” dai tab in alto sulla sinistra e in fondo a sinistra “pianifica una riunione”

Da qui è possibile scegliere la data e l’ora della riunione, e tutte le persone del team riceveranno automaticamente una e-mail con il link per partecipare alla riunione. Una volta accettato l’invito la mail viene cancellata automaticamente e l’appuntamento è fissato nel calendario di Outlook e di Teams. Qualche minuto prima dell’inizio della riunione programmata è sufficiente andare sul calendario di Teams o di Outlook anche dal Tablet e dallo Smartphone e cliccare su “Partecipa a riunione Teams” per partecipare. L’organizzatore una volta entrato, dovrà ammettere le persone esterne che sono in sala di attesa.

Quando entro in una riunione online con Teams ho una serie di attività che mi permettono di eseguire in modo efficace la riunione e queste sono accessibili in parte da pulsanti che appaiono quando sono nella consolle della riunione, nell’area centrale verso il basso come “attiva/disattiva la webcam, “attiva/disattiva il microfono”,

“condividi”, “altre opzioni” tra cui registra… etc.…

In alto sulla destra invece ho altre attività legate alla gestione esterna della riunione, come: “tutto schermo”, “elenco partecipanti / Invita nuovi”, “Chatta con i partecipanti”, “scrivi note condivise”, “imposta il microfono e la webcam” È buona regola registrare, avvertendo prima i partecipanti, la riunione se si vuole aggiornare in modo efficace tutte le persone del team che non hanno potuto partecipare. Quando si organizza una riunione con Teams viene richiesto opzionale il canale in cui si vuole mettere la registrazione della riunione, di base se non scelgo niente viene messa sul canale “generale”. Nella timeline della conversazione del canale tutti membri del team potranno rivedere la registrazione della riunione alla fine di essa, dopo la sua conversione.

Il modo migliore per utilizzare Teams dipende dalla propria attività prevalente tuttavia è possibile identificare alcune modalità per essere produttivi con Teams. Prima di tutto installarlo sul PC e su tutti i dispositivi che si utilizzano per averlo a disposizione ovunque, in qualsiasi momento. Quindi lasciare che si avvii automaticamente con il PC e tenerlo aperto per tutta la giornata come Outlook. Aprire un team differente per gli uffici o i progetti a cui partecipano persone differenti. Aprire un canale differente per progetti eseguiti con lo stesso team.

Creare una configurazione efficace e preferita per la gestione delle attività del progetto / team, ad esempio inserire in tutti i canali sempre Planner per pianificare le attività. Comunicare con tutto il gruppo attraverso la conversazione, organizzare riunioni e registrarle sui canali di riferimento. Gestire tutto il proprio lavoro il più possibile in Teams aggiungendo le aree documentali che servono sia interne che esterne all’organizzazione.

 

E’ anche necessario abilitare dal pannello di controllo dell’amministrazione di Teams l’accesso ospite così sarà possibile per tutti gli utenti invitare nei gruppi di lavoro Teams le persone esterne all’organizzazione, cioè quelle che hanno un dominio differente nell’indirizzo e-mail e non hanno la licenza di Office 365. Una volta invitate queste persone ricevono una e-mail con link a Teams, da cui cliccando su quel link attivano una procedura automatica che permetterà al loro indirizzo e-mail di diventare un live-id Microsoft, ricevendo un codice per il primo accesso, e successivamente introducendo una password nuova per accedere a Teams. Anche su Smartphone o Tablet loro potranno scaricare l’app gratuita dallo store di riferimento mentre da PC o Mac lavoreranno via web. Una delle funzionalità che manca ancora delle riunioni via web e la possibilità di ricevere il controllo del desktop dell’interlocutore, tuttavia la condivisione dello schermo funziona perfettamente.

I file che utilizza il gruppo di lavoro sono suddivisi in “canali” che sono come delle cartelle. Infatti, aggiungendo ad un canale specifico o a quello generale del team la scheda SharePoint / Pagina iniziale è possibile visualizzare la pagina web creata automaticamente su SharePoint per gestire altre informazioni utili per il Team e vedere nella Raccolta Documentale della pagina, attraverso “visualizza tutto” sull’area documenti quali sono le cartelle a disposizione. Si vede che esse hanno gli stessi nome dei canali infatti ogni canale del Team crea una cartella su SharePoint nella raccolta documenti creata per il team. Quindi è possibile gestire i documenti del Team anche attraverso SharePoint utilizzando la funzionalità di sincronizzazione che permette di creare una cartella con il nome del Team e con le cartelle / canali direttamente sul PC. Un altro modo semplice per andare direttamente all’area documenti di SharePoint è cliccare “Apri file in SharePoint” dalla scheda “file” del canale, si va così a visualizzare online il contenuto della cartella ove è situato quel file.

Per condividere i file con il gruppo di lavoro è sufficiente caricare questi file dell’area file del canale; attraverso questo caricamento il file è nel cloud e quindi con un semplice collegamento, come già faccio con i documenti su OneDrive, posso inviare abilitare chiunque o persone della mia organizzazione o specifiche a lavorare con me sul file al di fuori del team, mentre per quelli che fanno parte del gruppo di lavoro i documenti caricati sono automaticamente disponibili in modifica, a meno di una restrizione specifica di autorizzazione che devo fare direttamente dalla gestione delle autorizzazioni di SharePoint.

Grazie a queste ed altre funzionalità distintive Teams è, per quello che stiamo vedendo uno strumento pervasivo che si sta diffondendo nelle organizzazioni di ogni dimensione e grazie ad esso abbiamo l’opportunità di cambiare, con la nostra formazione e consulenza, il livello di produttività e efficacia della collaborazione, dei nostri fortunati clienti.

Ultimi in produttività? : Lavorare meglio, non di più

sole 24 ore produttività

Questa indagine, che ho scoperto grazie ad uno dei preziosi interventi di Mariano su linkedin, conferma ancora una volta una situazione disastrosa delle aziende italiane. Per capire meglio il perché di questa bocciatura, tuttavia è necessario comprendere il tessuto economico italiano.

Il nostro paese è fatto da  PMI, molte delle quali padronali e micro. Queste sono imprese  che noi  conosciamo bene, perché anche ne facciamo parte e ci scontriamo con gli stessi problemi. Sappiamo che lo smart working e la tecnologia sono spesso le ultime priorità per loro. La maggior parte di esse lotta per la sopravvivenza con il fisco e l’INPS, che sono i primi azionisti, ed anche il commercialista è una spesa non indifferente. Quando pagano i dipendenti devono versare quasi la stessa cifra dello stipendio all’INPS per pagare le pensioni a chi ha ancora questo beneficio,e magari lo ha acquisito dopo appena 15 anni di lavoro, in tempi non sospetti.

E’ vero che non sanno motivare i collaboratori, tuttavia comprendono che essi sono la risorsa (e la spesa) principale e spesso non conoscono sistemi per aiutarli ad essere più produttivi, perché essi stessi non sanno gestire bene il loro tempo ed il loro lavoro. Del resto chi è al vertice, c’è arrivato per le conoscenze o per eredità, non certo grazie alla tecnologia o alle competenze, quindi non comprende il valore della crescita personale. Questa è la norma nelle aziende italiane che guadagnano bene, ma  investono male perché non hanno competenze in gestione e navigano a vista, del resto questi imprenditori spezzo non hanno eredi che vogliano o siano in grado di subentrare, quindi sanno che l’impresa o si vende o muore con loro.

Le vie di uscita da questa situazione, che ci distacca dal resto del mondo, ci sarebbero ma sono lunghe:

  1. Creare una scuola meritocratica, far crescere l’intelligenza emotiva nelle persone e la motivazione nei ragazzi. Le nozioni si trovano su internet, è spesso sufficiente insegnare loro il senso critico, come navigare nell’overload di informazioni e stimoli senza essere sommersi, la matematica, le lingue (incluso italiano), la storia recente, e il pensiero filosofico ma non solo quello occidentale.
  2. Fare lavorare i ragazzi in azienda molto presto, secondo i loro desideri, aiutarli a comprendere il lavoro per obiettivi
  3. Abolire il lavoro a tempo nelle aziende per legge, tuttavia monitorare per la sicurezza le presenze in ufficio con sistemi biometrici, non invasivi.
  4. Insegnare a tutti i collaboratori la meritocrazia, e aiutare i talenti ad emergere, e le persone che desiderano essere “tranquille” a trovare un ruolo stabile (sappiamo bene che il valore del “cartellino” per il dipendente “a tempo” sta nel fatto che finito il tempo dedicato all’azienda comincia il vero tempo della vita)
  5. Aiutare manager ed imprenditori a utilizzare le moderne tecniche di gestione, organizzazione e marketing.
  6. Diminuire la tassazione INPS sul lavoro ed i privilegi ingiustificati.

Queste sono le prime cose che dovremmo fare come sistema paese e noi in piccolo stiamo facendo con le aziende nostre clienti, che sono piccole e micro. Trasferiamo le metodologie più efficaci per aumentare la produttività e la redditività dell’impresa, tuttavia noi riusciamo solo ad attrarre clienti che hanno già compreso il valore dell’innovazione e del cambiamento, che hanno già capito che oggi non è possibile fare business con le stesse regole di 10 anni fa. Restano fuori dal nostro radar le aziende che,pur fatturando anche bene, non riescono a comprendere quante opportunità si stanno perdendo e che la loro perdita di posizione dominante è sicura, ed è solo questione di tempo.

samrt working

Agli imprenditori che desiderano cambiare e lavorare in modo moderno, anche per attrarre i giovani talenti innanzitutto insegniamo il lavoro per obiettivi, la gestione del tempo e l’equilibrio tra vita privata, professionale e tempo creativo. Con il workshop sulla felicità ed il benessere in azienda attiviamo il potenziale delle persone e aumentiamo la motivazione.

La produttività, per noi, passa attraverso il benessere, la condivisione e la collaborazione efficace e soprattutto attraverso la motivazione a lavorare “bene” in un ambiente sano, che dovrebbe essere un diritto per tutte le persone a partire dal management.

“Il pesce puzza dalla testa” diciamo ai nostri clienti e chi vuole intendere, comincia a farsi le giuste domande. Ammettiamo che esistono i dipendenti tipo “..cade la penna”, tuttavia chi ha davvero le risorse per aiutare anche i propri collaboratori a cambiare atteggiamento è l’imprenditore, quindi non ci sono scuse.

Applicare le regole della crescita personale e del coaching alle imprese, ha favorito il cambiamento dei nostri clienti.

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