Come possono le PMI diventare efficaci con la tecnologia? Con Microsoft !!

Per la prima volta da quando abbiamo creato la nostra società partner di Microsoft partecipo a questo evento a Milano. Non mi aspettavo certo la magnificenza degli aventi americani a cui ero abituato, tuttavia ho apprezzato l’organizzazione di stile anglosassone e il format assolutamente copiato dagli eventi d’oltre oceano. Ovviamente a costi molto inferiori e l’obiettivo di condividere con un’ampia popolazione di clienti e partner l’innovazione, a mio parere, è raggiunto.

Una cosa che mi ha colpito è stata la capacità di Microsoft di inserire l’Intelligenza artificiale in tutti i suoi servizi e piattaforme. Questo non è ancora ben compreso dalla maggior parte della popolazione tecnica, tuttavia ritengo sia dirompente il desiderio di democraticizzare l’AI.

L’evento si è svolto al Convention Center di Milano, comoda location che ha sullo sfondo i più bei grattacieli della Milano rinnovata. Le sessioni specialistiche sono le stesse del Microsoft Ignite di Luglio dell’anno precedente, e gli speakers in parte italiani in parte Europei ovviamente spiegano in inglese. Ci sono learning path che rappresentano le priorità definite da Microsoft all’inizio dell’anno fiscale 2020 che va da luglio 2019 a giugno 2020: Teams, AI, Azure e Security a cui si aggiunge un interessante percorso sul Change Management e l’Adoption, da sempre il problema principale della tecnologia di Microsoft, piena di funzionalità ma poco utilizzata dalle persone che l’acquistano.

Come spieghiamo ai corsi, la velocità di acquisto e implementazione delle tecnologie è estremamente veloce oggi, e la loro crescita in complessità e completezza di servizi è esponenziale mentre la capacità cognitiva dell’uomo è logaritmica. Anche quando le aziende investono in formazione frontale, è difficile che le persone dopo i corsi comincino a cambiare in modo significativo i comportamenti.

I corsi che facciamo su Teams e in generale su Office 365 cominciano sempre con una chiara visione della difficoltà e dell’applicazione necessaria per cambiare il proprio comportamento, creare il nuovo percorso neuronale che ci fa agire in modo diverso dall’abitudine consolidata.

Facciamo qui alcuni esempi di cambiamenti abilitati dalla tecnologia che spesso le persone non adottano ricadendo nel vecchio modo di lavorare.

 

La generazione a cui si appartiene è importante nell’adozione di nuovi modi di collaborare e comunicare, tuttavia non è una gabbia. Io faccio parte dei “baby boomers” e non posso paragonarmi alla maggior parte dei tecnici che conosco eppure non ho problemi a usare strumenti digitali per lavorare ovunque. Quando vedo come vivono i miei figli però comprendo cosa significa “nativo digitale”. Per le nuove generazioni semplicemente comunicare attraverso le e.mail non rientra nel loro radar.

Ebbene il percorso di acquisizione di una mentalità digitale al lavoro passa attraverso un cambiamento fatto di tante predisposizioni: curiosità, nessuna paura di sbagliare, voglia di migliorare, obiettivi sfidanti sono solo alcune delle caratteristiche necessarie per essere efficaci oggi e fanno parte di percorsi di crescita persona e di coaching che tutte le aziende dovrebbero intraprendere, partendo dal management. (un paradigma organizzativo in cui crediamo è “il pesce puzza dalla testa”)

Noi abbiamo una metodologia collaudata che può aiutare in questo percorso di cambiamento per usare meglio le tecnologie acquistate, con l’auto della formazione “blended” e di evoluzioni organizzative.

Microsoft sta cercando di creare un impatto della tecnologia più ampio con i percorsi “no code” dove lo smart user fa le sue applicazioni da solo e crea direttamente cosa gli serve con la Power Platform, inclusa in Microsoft 365 e Business Central.

Speriamo tutti che questa sia la strada giusta, tuttavia alla fine di questi eventi si torna alla vita reale e incontro persone che usano “orgogliosi” l’agenda di carta. Quanta strada dobbiamo fare per avvicinarci al resto del mondo nonostante i Tour di Microsoft!!

Sarebbe sufficiente dare spazio ai giovani che sono nati con una capacità cognitiva di tipo differente, che adottano in modo naturale le tecnologie digitali. Togliere le rendite di posizione, pensionare i consigli di amministrazione con persone di età superiore ai 60 anni, e lo dico contro di me che sto raggiungendo quell’età. Vogliamo creare un mondo migliore con l’aiuto della giusta tecnologia utilizzata bene e ci conforta il fatto che noi siamo in prima linea ed i nostri clienti hanno scollinato e vanno avanti da soli sul percorso di evoluzione. Questo è il migliore riconoscimento del nostro lavoro.

EXO: le organizzazioni esponenziali

Ho finito un bellissimo libro che consiglio a tutti di leggere in queste vacanze per ripartire con una buona dose di ottimismo. Leggendo questo libro ho scoperto che molte delle metodologie che stavamo usando per incrementare il business dei nostri clienti sono assolutamente valide e sono state codificate e organizzate da Salim Ismail con la Singularity University e quindi possono essere trasferite in modo ancora più strutturato dei nostri progetti. Per fare questo abbiamo costruito un gruppo di lavoro dedicato alle PMI che utilizzerà la metodologia messa a punto dal “Metodo Awan® per la r-evoluzione d’impresa” unita a quella presentata nel libro Exponential Organization. Abbiamo inoltre codificato l’organizzazione esponenziale e localizzato i processi e le tecnologie che permettono di portare le nostre aziende italiane in quella direzione.

Cosè una “Exponential Organization” o EXO: le “organizzazioni esponenziali”, polverizzano i tempi di crescita mediante le tecnologie, riducendo i costi in modo esponenziale. Se nel business la performance è la chiave principale di valutazione, negli ultimi cinque anni queste realtà emergenti hanno sconvolto i parametri abituali: operano online con accesso a banda larga, immensi capitali in crowdfunding, il cloud computing, la stampa 3D, i sensori, la biologia sintetica, e sfruttano complessi algoritmi elaborati attraverso l’Intelligenza artificiale e i Big Data. Non acquistano asset, ma fanno leva sulle idee e le iniziative delle community che le sostengono. Sono innovatori e cambiano le regole, al proprio interno come all’esterno, rivoluzionando interi mercati.”

Sembra folle parlare di crescita 10 volte superiore ai concorrenti in un paese come il nostro, tuttavia ci sono molti esempi di società e start-up di successo anche da noi, il nostro compito è di portarle all’evidenza degli imprenditori che ancora non conoscono le potenzialità e le modalità di lavoro nel nuovo modo di fare business e di usare la tecnologia.

Serve un approccio nuovo alla consulenza e questo lo è inoltre lo stiamo facendo diventare sostenibile nella maggior parte delle aziende che costituiscono il tessuto economico dell’Italia ed a breve la divulgheremo attraverso un’iniziativa online.

Per il momento vi consiglio di leggere in queste vacanze il libro di Salim Ismail.

E’ nato il Metodo Awan® per la R-evoluzione digitale dell’impresa

E’ stato un parto abbastanza lungo, poi finalmente è nato il Metodo Awan® per la R-evoluzione digitale dell’impresa! La nostra metodologia di consapevolezza strategica delle potenzialità digitali è diventata un Metodo standard, applicabile da chiunque nei propri progetti di innovazione digitale. Questo potente metodo è anche semplice da spiegare e eseguire con i suoi passi definiti in modo chiaro ed i documenti codificati.

Il Metodo Awan® consiste in 4 passi fondamentali:

  1. Workshop che includono la formazione, svolti in modalità “coaching” in cui l’imprenditore prende consapevolezza dei PARADIGMI DIGITALI e delle proprie potenzialità:
    1. Scaricare la testa
    2. Pensare come una startup
    3. Ri-progettare la proposta di valore
    4. Decidere la strategia per la crescita esponenziale
  2. Studio approfondito del settore e dei concorrenti
  3. Definizione del Modello di Business Aggiornato (con i paradigmi e le tecnologie digitali)
  4. Pianificazione dei progetti di evoluzione per implementare il Modello di business Digitale

Ognuno di questi passi è collaudato e applicabile ad ogni settore o dimensione di azienda, considerando che i partecipanti ai Workshop strategici devono essere manager con visione completa dell’azienda come ad esempio l’imprenditore o il marketing Manager.

Quali sono gli effetti del metodo sull’impresa:

  1. Consapevolezza della propria potenzialità digitale

     


     

  2. Visualizzazione della propria impresa nel mondo “digitale” con una nuova offerta “Oceano Blu”


 

  1. Attivazione di progetti esecutivi per l’evoluzione “digitale” dell’impresa


     

  2. Misurazione dei risultati di business dal termine dei progetti di evoluzione: esempio aumento della redditività e del fatturato, acquisizione nuovi clienti importanti, sviluppo nuovi prodotti e servizi, efficienza interna e risparmio risorse, e soprattutto soddisfazione delle persone.

     


 

Non ci sono royalties, nessuna sorpresa, lo stiamo divulgando gratuitamente a tutte le persone che vorranno applicarlo per la propria impresa.

Chi vuole approfondire il metodo può iscriversi al corso gratuito sul Metodo Awan®

SCOMPONIAMO IL MODELLO DI BUSINESS DELL’AZIENDA, E RITORNIAMO ALL’ORIZZONTE DI SENSO DELL’IMPRENDITORE;

QUINDI RIGENERIAMO L’IMPRESA COME FOSSE UNA START-UP, INNESTANDO I NUOVI PARADIGMI E LE TECNOLOGIE DEL MONDO DIGITALE

 


 

Olivetti: Il valore del lavoro, l’idea di comunità

Quest’anno sono stata invitata a partecipare nella giuria tecnica del Premio Olivetti – AIF Awards 5° edizione in qualità di Socio AIF, Business Coach della scuola di Marina Osnaghi di Milano e Advisor Starboost.

E’ stata un’esperienza molto interessante ed un’occasione di apprendimento nell’ambito di un evento dedicato all’Alta Formazione.

Adriano Olivetti, in un periodo storico in cui si fronteggiavano due grandi potenze: capitalismo e comunismo, credeva che fosse possibile creare un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, tanto che l’organizzazione del lavoro comprendeva un’idea di felicità collettiva che generava efficienza. Meritocrazia, aspetti retributivi, benefit aziendali e rispetto per l’ambiente circostante erano motori all’interno dell’organizzazione.

Durante le pause i dipendenti potevano servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti, seguire dibattiti, e non c’era una divisione netta tra ingegneri e operai, in modo che conoscenze e competenze fossero alla portata di tutti.

L’azienda accoglieva anche artisti, scrittori, disegnatori e poeti, poiché l’imprenditore Adriano Olivetti riteneva che la fabbrica non avesse bisogno solo di tecnici ma anche di persone in grado di arricchire il lavoro con creatività e sensibilità.

Si sta parlando del primo dopoguerra. Queste idee dove sono finite da allora fino ai giorni nostri? Fagocitate da una classe imprenditoriale avida di profitto e maniaca del controllo che non lascia nulla allo sviluppo delle persone e che preferisce comprarne il “tempo” anziché valorizzarne la “testa”.

Oggi, quando tutti parlano di “Trasformazione Digitale” e “Intelligenza Artificiale” stiamo assistendo ad una rinascita del potenziale umano in tutte le sue forme e, nelle piccole aziende, ad una migrazione da “modello dinastico” a “modello manageriale”.

Al concorso siamo stati invitati ad esprimerci proprio su 5 aree: Innovazione, Cambiamento, Trasferibilità, Utilità Sociale ed Efficacia

Nelle varie giornate in cui ho partecipato sono stati presentati più di 35 case history suddivise tra “Ricerca & Innovazione” , “Competitività e Mercato” e “Sanità, Benessere Personale & Organizzativo “.

Si è passati da innovazioni progettuali e metodologiche a cambiamenti organizzativi e scalabilità dei percorsi formativi anche in altre aree per concludere, nell’ultima giornata di concorso, con progetti dal taglio decisamente più sociale e di pubblica utilità.

Il livello è sempre stato altissimo in tutte le sessioni sia dal punto di vista dei progetti presentati che dall’attenzione dei giurati. E’ sicuramente emersa da tutti la necessità di operare sul fattore umano all’interno delle aziende, delle associazioni, della PA e delle scuole per migliorare le competenze trasversali e migliorare il giusto equilibrio tra lavoro-tempo creativo e relazioni.

In alcuni progetti sono stati elaborati elementi di importanza sociale per aumentare il benessere non solo all’interno dell’azienda ma anche nella comunità circostante.

In un’epoca dove la robotica, l’informatica, l’internet-connessione, la velocità, i dati, sicuramente si è evinta un’evoluzione dei paradigmi legati all’essere umano e quanto sia importante cambiare il mind-set per poter governare i nuovi strumenti digitali.

Mi ha particolarmente toccato la tematica delle life Skills riconosciute dall’OMS. Skills che ci appartengono e che la formazione dovrebbe aiutarci a nutrire fin dall’infanzia.

Esse possono essere raggruppate in tre aree

  • EMOTIVE- consapevolezza di sè, gestione delle emozioni, gestione dello stress

  • RELAZIONALI – empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci
  • COGNITIVE – risolvere i problemi, prendere decisioni,pensiero critico, pensiero creativo

Tali Skills rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo.

Le Life Skills, così come noi le intendiamo, possono essere insegnate ai giovani come abilità che si acquisiscono attraverso l’apprendimento e l’allenamento e non di meno possono essere introdotte in azienda, come si è visto durante il concorso, con metodologie innovative ed efficaci.

Le Life Skills rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo.

Acquisire e applicare in modo efficace le Life Skills può influenzare il modo in cui ci sentiamo rispetto a noi stessi e agli altri ed il modo in cui noi siamo percepiti dagli altri.

Se inserite accuratamente e professionalmente in ambito aziendale portano ad una maggiore consapevolezza delle capacità e potenzialità proprie e del gruppo di lavoro rendendo accessibili nuove frontiere per il proprio business e per il benessere aziendale e personale


Pensando alle mie life skills le parole SENTIERO – CONSAPEVOLEZZA – ALLEANZA mi portano ad una riflessione:

“Immagino il sentiero come il percorso da intraprendere per arrivare da “A” a “B”. Più allargo gli orizzonti di “A” e “B”, quanto più chiaro è il punto di arrivo “B” esplorando bene e guardandolo da diversi punti di vista tanto più breve sarà la distanza che mi separa per il raggiungimento del mio obiettivo. A questo punto devo acquisire la consapevolezza di avere le risorse per affrontare il viaggio che per essere di successo deve avvalersi di diverse collaborazioni/alleanze. Non bisogna aver paura di sbagliare ma bisogna essere capaci di apprendere dagli errori, occorre saper lavorare in team, saper leggere tra le righe dei milioni di dati che ci accompagnano ormai ogni giorno e ultimo ma non meno importante dotarsi degli strumenti digitali e non che ci facilitano nel percorso: formazione, coaching, competenze trasversali, collaborazione, condivisione, strumenti informatici e digitali professionali, metodologie innovative e digitalizzazione.”

Dal comunicato stampa relativo alla manifestazione:

“Il Premio AIF “Adriano Olivetti” ha la finalità di diffondere le buone pratiche riguardanti percorsi innovativi di apprendimento e valorizzazione delle persone e di sviluppo delle organizzazioni di riferimento.

A tal fine intende identificare e segnalare professionisti, enti di formazione, aziende, pubbliche amministrazioni, gruppi e persone che abbiano ideato e realizzato progetti formativi e di valorizzazione del capitale umano e che si sono contraddistinti per i risultati di apprendimento ed evolutivi ottenuti a livello individuale, di team e organizzativi.”

Gli investimenti di Cloudea sono rivolti all’essere sempre formati sull’eccellenza e competenti sugli strumenti e le metodologie attive nel nuovo mondo digitale.

In futuro vogliamo sfidarci nell’accompagnare un numero ancora maggiore di PMI nella r-evoluzione grazie al nostro apporto in termini di consulenza, formazione, coaching e Metodologia AWAN.

Far arrivare alcune di loro al Premio Olivetti è stimolante soprattutto per evidenziare che evolvere è possibile se si crede nelle persone e nel loro potenziale.


La consulenza per la Trasformazione Digitale diventa formazione

Questo mese riflettendo su come estendere l’utilizzo della potente metodologia che abbiamo creato per rinnovare in chiave digitale le imprese già consolidate, abbiamo condiviso, la possibilità di farla diventare una formazione gratuita.

Il nostro obiettivo è avere tante persone che come noi traggono beneficio dall’utilizzo dei Canvas, che sono diventati il nostro strumento di lavoro, e soprattutto diventano consapevoli di quale futuro scegliere per la propria impresa. Forti del successo dei nostri clienti vogliamo che altri comincino a adottare una Metodologia potente che permette di raggiungere risultati concreti in breve tempo.

I workshop sono ormai consolidati e anche i risultati di questi workshop sono chiaramente definiti.

Quello che più stupisce ogni volta è che semplicemente applicando la nostra metodologia dei Canvas l’imprenditore acquisisce consapevolezza degli sviluppi futuri possibili per la propria azienda e diventa motivato a cambiare per ottenere ciò che ha visto potrebbe fare per i propri clienti, cioè quello che i clienti vogliono ed emerge dal workshop “Value Proposition Canvas”.

Esempio 1: un cliente aveva pensato di offrire 4 servizi ai propri clienti, dopo l’applicazione della Metodologia AWAN ha realizzato che essi acquisterebbero da loro altri 10 servizi e che con poco investimento sarebbero in grado realizzare.

Esempio 2: un piccolo  cliente con un punto vendita ha duplicato il fatturato in 1 anno e raggiunto la consapevolezza di come è possibile crescere con il giusto approccio.

Successivamente avendo acquisito la fiducia nel metodo e nelle proprie possibilità di cambiare concretamente per adeguare l’azienda al nuovo mondo digitale, il cliente sente l’esigenza di avviare progetti di trasformazione digitale consapevole della importanza dell’investimento.

I progetti possono essere avviati anche autonomamente e l’impegno di risorse è commisurato ai risultati che si vedono già nei primi sei mesi. La potenza della metodologia è la creazione della consapevolezza di intraprendere un percorso che porta l’impresa al successo nel nuovo mondo digitale, e questo oggi non è cosa da poco considerando il comune disorientamento collettivo degli imprenditori del nostro paese

Noi adottiamo le metodologie “Agile” e “Lean” per implementare gli strumenti rigorosamente “Cloud” al fine di dare velocemente risultati attesi e aumentare la fiducia dell’imprenditore sul metodo e sulla Trasformazione Digitale. E’ Importante lavorare su 3 assi (Tecnologia, Persone, Processi) e a volte anche sul 4° asse dei modelli di business che oggi diventa fondamentale per creare nuovo valore. I progetti che nascono dall’approccio strategico iniziale sono di cambiamento organizzativo e di crescita delle persone, in linea con i paradigmi e le tecnologie del nuovo mondo digitale.

Il risultato di questo processo di crescita dell’imprenditore è la consapevolezza che la trasformazione digitale è possibile e questa colloca l’azienda avanti rispetto ai competitor di settore e permette di controllare il proprio futuro invece di sentirsi in balia di eventi troppo veloci da poter essere gestiti.

Sotto un esempio di progetti realizzati presso un cliente al termine del periodo “Strong” della pianificazione evolutiva.

Siamo davvero soddisfatti, anche se ci rendiamo conto che diventare nostri clienti per questa tipologia di progetti non è facile poiché richiede una rara apertura al cambiamento da parte dell’imprenditore.

Tuttavia crediamo che sempre più aziende stanno cercando una risposta alla decrescita del loro business attuale e alla nascita di competitor “digitali” dirompenti che cambiano le regole del settore, e acquisiscono velocemente quote di mercato. Noi ce l’abbiamo!

Questo effetto della digitalizzazione e dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle start-up colpisce ogni settore anche nel nostro arretrato paese, e anche l’imprenditore che oggi si sente al sicuro, avrà bisogno di un supporto metodologico nuovo per riacquistare fiducia nelle possibilità della propria azienda.

Per questo motivo abbiamo scelto di divulgare questa nostra esperienza attraverso la formazione ed il coaching e non solo con la consulenza che già attuiamo.

Se vuoi partecipare al gratuito di 1 giorno sulla Metodologia AWAN per lo sviluppo dell’impresa

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Oppure scrivi a:

marketing@cloudea.it

Talenti e digitalizzazione per imprese di successo

human-capital-360x240Mai come oggi, periodo di profondi cambiamenti e rivoluzioni digitali, le aziende che vogliono aver successo devono puntare sul capitale umano.

La valutazione delle competenze classiche e digitali sono sicuramente un obbligo ma sempre più il mondo della gestione HR ricerca risorse con i cosiddetti “soft skills”, ovvero qualità che vanno oltre formalismi e tecnicismi accademici o meno e conseguentemente sono alla ricerca di talenti.

Creatività, problem solving, spirito critico, assertività sono solo alcuni dei campi in cui i talenti possono esprimersi.

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Quali sono alcuni indicatori permettono di individuare capacità basilari per trovare persone chiave in azienda ?

  • adattivitaCompetenza e flessibilità: competenza, esperienza e preparazione nel proprio ambito abbinate però ad una certa flessibilità e curiosità. Non basta essere solo ben preparati ma anche essere disposti ad addentrarsi e a conoscere ambiti diversi dal proprio, per accrescere le proprie competenze e cimentarsi in nuove sfide lavorative. Sostanzialmente non bisogna aver timore di affrontare nuovi “campi di battaglia”.

 

  • attitudine-positiva.jpgAtteggiamento positivo: affrontare le sfide e i problemi in modo positivo e propositivo, adoperarsi per una soluzione il più rapida ed efficace in uno stile collaborativo

 

 

    • Iniziativa: questa forse è la caratteristica più importante. Una risorsa di talento proattivo.jpgprende l’iniziativa, si porta avanti piuttosto che aspettare o farsi limitare nella
      realizzazione dei propri compiti.

 

 

  • teamsSpirito di squadra: Collaborazione e condivisione. Coordinazione e coesione per arrivare al risultato. Il lavoro in team non si esime dall’autonomia di controllo, disciplina e gestione efficace. Il collaboratore di talento è un pilastro fondamentale della squadra e capisce che non esiste un “proprio orticello” ma un obiettivo comune e un “giusto mix di individui-talenti-competenze” per raggiungerlo

 

  • Apertura al cambiamento: le persone di talento non hanno paura del cambiamento, anzi lo ricercano e lo cavalcano. Sono sempre contenti di affrontare positivamente una nuova sfida, sono alla ricerca di nuove idee e soluzioni e non si irrigidiscono sulle vecchie posizioni. Come diceva il noto sociologo Alessandro Chelo, facendo un confronto con il mondo animale:

 

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“i delfini si ammalano e muoiono se non fanno mai qualcosa di diverso, gli squali sono estremamente conservatori e sono disturbati dalle cose differenti e poi ci sono le meduse gregarie, svogliate che seguono massa e corrente. Negli ambienti lavorativi normalmente si trovano un 20% di Delfini e un 20% di squali e tutto il resto sono meduse”.

Le aziende di successo vogliono aumentare la percentuale in azienda di delfini anche perché così facendo le meduse rimanenti non fanno che seguire i migliori

  • Motivazione all’apprendimento: nei corsi di formazione, nel lavoro, nello studio quando le persone sono motivate ad apprendere, a migliorarsi e a perfezionare le proprie competenze, ciò equivale nella maggioranza dei casi al raggiungimento dell’obiettivo in minor tempo e con risultati sopra la media.

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Gli strumenti digitali per facilitare lo sviluppo degli indicatori ci sono tutti , come ad esempio Office 365 con Teams, quello che manca alle aziende è una propensione all’evoluzione dell’individuo:

  • Formazione soft-skills, visto che le scuole italiane non preparano in tal senso
  • Lavoro per obiettivi
  • Smart-working
  • Collaboration
  • Coaching
  • Delega
  • Organizzazioni reticolari

Visto che al momento non si puo’ agire sul fronte scuola per incrementare i talenti e in ogni caso il personale impiegato è già numeroso le aziende che vogliono evolvere seriamente e ampliare i propri orizzonti e di conseguenza il proprio business devono impegnarsi in prima persona ma possono essere coadiuvate dai fondi professionali formativi , da formatori esperti e da consulenti , come quelli di Awan, che approcciano alle organizzazioni con metodologie innovative.

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L’IA per le PMI

Recentemente ho letto un articolo in cui si parla della generazione Z come l’ultima generazione umana. Questo significa che ad un certo punto della nostra storia l’Uomo per sopravvivere avrà la necessità di utilizzare tecnologie di intelligenza avanzata ed artificiale in modo naturale come se fossero parte di se, nasce una specie superiore all’homo sapiens che include la simbiosi con le macchine.

Oggi siamo veramente agli albori dell’utilizzo di questa tecnologia intelligenza artificiale tuttavia gli effetti sulla nostra vita già si vedono punto molto spesso ci affidiamo per gli acquisti a proposte che ci fanno dei siti in base ai nostri comportamenti, abbiamo in casa Google ho ci facciamo consigliare da Netflix le prossime serie TV da vedere oppure ancora il prossimo video su YouTube da vedere ho il documento da allegare una mail scelto da Office tra gli ultimi che ho modificato.

Tutti questi meccanismi basati su algoritmi sono un esempio primordiale di applicazioni di intelligenza artificiale che, se vogliamo comprendere, dobbiamo cominciare oggi a studiare perché avranno sviluppi dirompenti nel nostro futuro.

Al di là della paura delle persone perdere il lavoro che pervade l’immaginario degli uomini, utilizzare intelligenza artificiale significa essere aiutati in modo semplice ed efficace dalle macchine, senza per questo perdere la nostra caratteristica gli esseri senzienti delegando completamente all’algoritmo ultima parola.

Governare l’IA invece ci obbliga a comprendere fin d’ora le applicazioni che collegate che si possono sviluppare per il nostro lavoro e per l’azienda in modo da iniziare avviare progetti di sperimentazione. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono infinite però possono essere classificate come ogni altra applicazione di processo al fine di aumentare la fidelizzazione del cliente o le vendite oppure la produttività interna dell’azienda.

Quello che cambia radicalmente sono le potenzialità: ad esempio la possibilità di suggerire in modo intelligente all’utilizzatore sia esso un venditore o un esperto di contabilità delle attività operative migliorative per il proprio ruolo oppure di aiutare nei processi previsionali come il forecast vendite o ancora nell’offrire servizio assistenza clienti rispondendo ad una richiesta vocale con la soluzione spiegata in modo semplice, senza intervento umano.

Oggi è semplice sviluppare applicazione di questo tipo come le famose “chatbot” perché aziende come Microsoft hanno messo a disposizione dei programmatori strumenti evoluti per impostare dei programmi che ragionano secondo le logiche dell’intelligenza artificiale che sono il “machine learning”, advanced analytics etc…

Perché oggi si parla di intelligenza artificiale sempre più prepotentemente? Perché c’è una convergenza tra 3 aree tecnologiche importanti che sono:

  1. l’aumento dei dati a disposizione

    che servono per istruire le macchine intelligenti a dare risposte valide.

  2. l’aumento della capacità computazionale che serve per eseguire velocemente algoritmi complessi apprendimento e di previsione statistica
  3. infine la diffusione dei linguaggi come il Python e l’R che sono molto diversi da quelli precedenti e permettono analisi semantiche e statistiche con funzioni dedicate all’apprendimento delle macchine.

Siamo appena all’inizio del viaggio che avrà il suo punto di svolta quando si creerà l’effetto che gli esperti chiamano “SINGOLARITA” cioè la convergenza di tutte le tecnologie verso la costruzione di robot antropomorfi che potranno sostituire l’uomo superando tranquillamente il test di Turing anche visuale.

ora però cerchiamo almeno di capire questo fenomeno dell’Intelligenza Artificiale e cominciamo a fare sperimentazioni nelle nostre aziende PMI, visto che le grandi aziende da qualche anno stanno già utilizzando gli algoritmi e i chatbot, e visto che Microsoft attraverso i “Cognitive Services di Azure” e i nuovi strumenti di Visual Studio o la PowerBI sta rendendo accessibili a tutti gli elementi di IA utili per i business.

Noi abbiamo cominciato a fare le nostre strategie per aiutare i clienti a capire meglio come adottare elementi di IA in modo efficace e con il giusto investimento e da settembre cominceremo con le prime sperimentazioni. Chi fosse interessato ad approfondire può contattarci www.awan.it.