Mai più come prima…magari!

Se è vero che il comportamento delle persone e delle organizzazioni è difficile da cambiare, non approfittare dei nuovi modi d’uso che le aziende e le persone hanno dato alla tecnologia, in questi mesi passati, è pura follia.

Il lavoro da remoto con strumenti a volte improvvisati ha permesso a molte organizzazioni di sopravvivere e obbligato le persone a riorganizzare la propria giornata in casa. Questa enorme opportunità di evoluzione, verso un maggior benessere personale e sociale legato alla flessibilità del lavoro agile, va assolutamente mantenuta anzi deve diventare il nuovo mondo del lavoro per la maggior parte delle persone.

Mai più inutili viaggi, tempo speso in inutili spostamenti casa / ufficio o visite ai clienti / fornitori inutili, ma pianificazione della giornata con riunioni online efficaci, avvalendosi di strumenti professionali e sicuri: questo vogliono le persone. Tutti ci siamo accorti che lavorando da casa, non solo siamo più produttivi e concentrati, ma riusciamo ad aumentare il benessere nella nostra vita e diminuire lo stress dovuto agli spostamenti con i mezzi di trasporto.

Perché dovremmo tornare a lavorare come prima?

I motivi per cui ,temo, si ritornerà come prima purtroppo sono molti, tuttavia il più importante è che il Management della PMI Italiana, ed il Middle Management (i capetti) della grande azienda non erano pronti prima del LOCK DOWN a gestire i propri collaboratori da remoto e non vedono l’ora di tornare ad opprimere i dipendenti in ufficio per affermare il proprio ruolo di “responsabile”.

Non si spiegherebbe diversamente il caso di aziende, che in pieno blocco e con tutti i dipendenti a casa, hanno registrato Manager che regolarmente e stoicamente continuavano ad andare in ufficio, costringendo la stessa azienda a chiedere ufficialmente di evitare questo comportamento dannoso.

E’ triste constatare l’esistenza di persone che non hanno una vera vita privata al di fuori del lavoro, ed altre che hanno la mania del controllo. Troppo spesso queste stesse persone sono riuscite a fare carriera nelle perverse organizzazioni aziendali fordiane.

Proprio costoro non vedono l’ora che si ritorni alla “normalità” e raramente parlano di NUOVA NORMALITA’.

Non ho elementi per dire se i cambiamenti virtuosi realizzati in emergenza si stabilizzeranno e subentreranno nella nostra vita, creando un nuovo modo non solo di vivere e di lavorare, ma di gestire i processi e le organizzazioni in modo da creare benessere ed aumentare la produttività.

E’ necessario un cambiamento di mentalità del lavoro da LAVORARE TANTO (siamo il popolo che sta più tempo al lavoro) al LAVORARE IN MODO INTELLIGENTE (Smart Working).

Per fare questo però tutto il sistema di valutazione del successo delle persone in azienda deve essere ripensato, devono essere applicati metodi come l’OKR (Objective and Key results) che hanno reso grandi Intel e Google (ad esempio) e le persone devono avere chiari gli obiettivi da raggiungere e non solo i compiti da svolgere!

In questa fase, in cui tutto sembra finito, è il momento di introdurre il vero SMART WORKING, un concetto di cui molti, in questi mesi, si sono riempiti la bocca purtroppo confondendolo con il “Remote Working”. Le aziende devono chiedere ai collaboratori se vogliono aderire ad un contratto di tipo “lavoro Agile” e di conseguenza fornire gli obiettivi, le valutazioni, la crescita professionale, tutti gli strumenti adeguati per il lavoro a distanza, etc…

Riguardo agli strumenti, ovviamente le aziende avvantaggiate sono quelle che avevano già creato l’infrastruttura tecnologica per il “remote working” in tempi non sospetti, avvalendosi del Cloud.

I nostri clienti, con Office 365, non hanno avuto particolari problemi, tuttavia si sono resi conto che erano talvolta carenti di una adeguata formazione per ricavare il massimo ritorno dall’investimento fatto e aiutare le persone a lavorare con produttività utilizzando tutte le funzionalità messe a disposizione della piattaforma.

 

Noi abbiamo aiutato organizzazioni a cambiare velocemente, adottando in modo efficace gli strumenti a disposizione. Ci siamo resi conto dei numerosi blocchi legati a vecchi modi di pensare che non possono essere superati solo con la formazione: ci vogliono talvolta azioni di forza da parte dell’organizzazione, come mettere da parte persone che hanno paura del cambiamento perché vogliono mantenere il proprio potere personale.

L’esperienza ci insegnato che, appena si potrà, la maggior parte delle persone e delle organizzazioni cercherà di tornare nella propria “zona di comfort”. Fortunatamente altre saranno cambiate e diventate più consapevoli che l’innovazione si può realizzare, come noi già sapevamo, solo se c’è un obiettivo più grande da raggiungere…in questi mesi era dettato dalla sicurezza e la salute dei collaboratori, o almeno per evitare sanzioni.

Quale sarà il prossimo obiettivo che aiuterà le persone e le organizzazioni a mantenere i comportamenti virtuosi? Ad ognuno il suo, però trovatelo presto.

Un aiutino…Resilienza e la sopravvivenza dell’organizzazione!

 

Un nuovo modo di lavorare e di vivere (verso la coesistenza e una nuova normalità)

Non credo che il questo post potrò essere esaustivo e coprire tutte le problematiche di questo periodo tuttavia vorrei fare alcune riflessioni su quanto stiamo vivendo e partendo dalle giornate attuali cercare di prefigurare il futuro fino a quando la pandemia in corso non sarà conclusa e diventerà un ricordo ed una avventura da raccontare ai nipoti.

Proviamo a pensare come si svolge la giornata per noi, lavoratori della conoscenza, impiegati, formatori, professionisti, etc… che in questo periodo abbiamo lavorato da casa. Ovviamente per le persone che hanno continuato ad andare in ufficio alcune cose sono diverse ma essi stessi hanno dovuto lavorare con altre persone che invece erano a casa quindi anche per loro il lavoro è cambiato. Per altri che hanno l’attività chiusa e hanno dovuto attrezzarsi a passare in modo produttivo questo tempo le cose sono differenti e non ne parlerò perché le soluzioni a cui sono giunti sono così tante e sono fuori dalla mia conoscenza.

Per cominciare vi racconto la mia giornata e quella di mia moglie che anche lei lavora da casa, oltre che quella dei figli, uno studente universitario ed uno studente delle superiori. CI vediamo a colazione, a volte, a pranzo sempre ed a cena sempre. Ognuno ha le sue attività online con differenti strumenti e, non avendo una rete sola performante, ognuno si è attrezzato come può. Dove abitiamo e io lavoro con la mia attività abbiamo una 20 Mbit di un operatore tradizione + una linea satellitare internet e 3 router mobili di 2 operatori diversi oltre a 4 smartphone di 3 operatori diversi, non tutti coperti allo stesso modo dal wireless. Abbiamo ovviamente una W-WI-FI di casa e anche la rete cablata in tutta la casa. Ciò nonostante abbiamo in questo periodo finito i Gigabyte dei router wireless e dovuto fare una estensione e stressato le linee fisse e satellitare tanto da avere delle riduzioni di servizio per troppi dati in upload.

Ovviamente tra formazioni online fatte e ricevute, video riunioni, video upload e download etc… la banda internet è la risorsa più limitata. Un’altra risorsa da considerare è la disponibilità di apparati audiovideo di qualità per seguire le lezioni o per fare formazione e riunioni online. Dovendo acquistare 2 webcam professionali abbiamo visto che online sono praticamente introvabili, essendo rimaste solo quelle con prezzo superiore ai 1000€ fino a fine Maggio.

La giornata comincia alle 8.30 o 9 secondo gli impegni e con una pausa pranzo veloce finisce alle 19 o addirittura alle 20 quando si smaltiscono le ultime telefonate.

E’ stancante seguire riunioni online, fare formazione online tutto il giorno però è impagabile stare insieme alla famiglia, non perdere tempo in viaggi. Sapete come mai ci stanchiamo tanto a seguire e partecipare alle riunioni online? Perché dobbiamo aumentare l’utilizzo della nostra parte cognitiva, del linguaggio e della comunicazione e meno la parte “limbica” delle sensazioni perché attraverso l’audio video non si riescono a trasferire bene i messaggi del corpo che sono la maggioranza in una comunicazione di persona.

Tralasciando l’allenamento a cambiare il nostro modo di comunicare che come quando si impara un nuovo sport o un nuovo comportamento all’inizio necessita di disciplina, l’effetto del lavoro a distanza è positivo sugli affetti, sull’organizzazione del tempo, sull’organizzazione e gli spazi delle aziende e sull’ambiente, e spero vivamente che non si torni a lavorare come prima.

Nel periodo di COESITENZA, quello in cui il distanziamento sociale è ancora fortemente incentivato, credo che le aziende che hanno compreso il valore del lavoro a distanza per alcune popolazioni di personale non abbiano nessun interesse ad aumentare il rischio sicurezza per i propri collaboratori facendoli tornare massivamente in azienda.

Questo è il momento in cui potrebbero ripensare gli spazi, il lavoro e prepararsi alla NUOVA NORMALITA’.

Questa fase finale in cui il mondo del lavoro soprattutto sarà cambiato (speranza forte) non ci saranno problemi di “banda internet” e di dispositivi o apparati di comunicazione a distanza. Le case e le persone ne saranno dotati, quindi la nostra attività potrà svolgersi indifferentemente a casa o negli spazi ufficio dedicati alla socializzazione delle aziende che ci accolgono.

Se in questo nuovo ambiente fisico-tecnologica le aziende sapranno organizzare il lavoro per Obiettivi e Risultati (OKR) e non in base al solo parametro “tempo” come ieri, i cambiamento sarà importante e si assisterà ad un nuovo mondo del lavoro in cui esiste la meritocrazia e le persone in gamba e quindi anche le donne possono emergere senza sacrificare la famiglia e gli affetti rincorrendo il tempo che non c’è, solo per allineare il proprio comportamento al passato tipo “tirare lungo in ufficio” per fare vedere al capo che si lavora.

Il ruolo dei manager sarà fondamentale e sopravviveranno solo i “leader” e scompariranno i “capetti”, i maniaci del controllo, quelli che amano l’organizzazione Fordiana del lavoro che serviva per le fabbriche e oggi non ha senso di esistere neanche in fabbrica dove saranno i robot a farla da padrone.

Fatemi sognare una NUOVA NORMALITA’, dopo questo choc forte, in cui le organizzazioni e le persone vivono e lavorano in un modo diverso con l’aiuto della tecnologia delle informazioni e delle comunicazioni potenziata ed a disposizione di tutti, e per il miglioramento del benessere personale, sociale e ambientale.

#andratuttomeglio

Tutti parlano dell’emergenza Covid-19, una delle più grandi sciagure degli ultimi anni con troppe persone decedute in condizioni di solitudine affettiva. Il primo pensiero va ovviamente a tutti quanti sono stati colpiti direttamente dal dramma e alle persone che stoicamente continuano ad operare in prima linea per garantirci un ritorno alla situazione di normalità.

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Questo momento epocale ci porta a ragionare sull’essere “persona”, sulla riscoperta delle relazioni, su valori umani e di rispetto che forse il più bieco interesse economico aveva fatto perdere di vista.

Oltre i discorsi personali vorrei condividere con gli imprenditori, alcune riflessioni sulle occasioni di rinnovamento e r-evoluzione del proprio fare impresa in questo periodo.

Questo virus ha messo in ginocchio non solo la salute delle persone ma anche l’economia. Quasi tutte le aziende hanno subito un blocco nel business: negozi chiusi, ordini annullati, produzione azzerata.

Il Governo ha cercato di andare incontro alle esigenze dando la possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali, del lavoro Agile e di altre forme di agevolazione per “tamponare” il periodo.

Cosa fanno gli imprenditori, invece?

Siamo così sicuri che sia una crisi passeggera e che tutto tornerà alla normalità? Possiamo approfittare di questo momento di stasi nel business per avviare dei processi di riorganizzazione, di ingaggio dei propri collaboratori che permettano di affrontare la ripresa in tempi più rapidi e che garantiscano nel futuro di essere preparati ad altre “ibernazioni economiche” come questa?

Mi riferisco a strategie che garantiscano business continuity, quindi: sistemi di monitoraggio dei rischi attuali e futuri, la redazione di un piano d’azione, l’attivazione non solo nell’immediato ma anche per il futuro del lavoro Agile, azioni migliorative e di snellimento su organizzazione e processi.

Analizzando alcuni settori vediamo cosa è successo:

tabella covid19

Quindi non tutte le aziende sono al tracollo. Molte imprese hanno preferito agire anziché sperare solo in aiuti e continuare a lamentarsi.

Le realtà aziendali snelle nei processi, con un elevato coinvolgimento dei collaboratori,  con un rapporto di fiducia nelle proprie persone fortemente marcato e soprattutto con la mancanza di tutti quei livelli gerarchici che inficiano i flussi approvativi sono riusciti in brevissimo tempo a mettere in piedi nuovi modelli commerciali, talvolta nuovi modelli di business e/o nuove produzioni. Diverse realtà hanno cominciato fin da subito a prevedere nuovi modelli organizzativi futuri a garanzia di poter ripartire alla fine dell’isolamento più forti di prima.

Mi vengono in mente alcuni esempi “virtuosi” italiani che spaziano dalla realtà artigianale/familiare fino alla media industria.

Ristorazione , cultura e sport: pizzerie che si sono dotate di un sistema di consegna rapida ed efficace, ristoranti e agriturismi che organizzano pranzi e cene a domicilio (consegnano cibo di alta qualità direttamente a casa del cliente su ordinazione) , musei che grazie alle moderne tecnologie sono riusciti a mantenere il contatto con i visitatori mettendo a disposizione sale e collezioni visualizzabili online, Amici DJ e musicisti che grazie agli strumenti di condivisione web organizzano serate “a domicilio” on the air. Per ultime le palestre che hanno organizzato corsi di fitness online.

Esercenti: hanno implementato gli ordini online e tramite strumenti digitali, hanno cercato di ridurre il contatto con il denaro preferendo i pagamenti con moneta elettronica. Alcune grosse catene mancano ancora di controlli sulla quantità di generi comprati online (persone comprano online 4-5 prodotti magari acquistabili dal negozio di alimentari vicino a casa e occupano così ½ ora di tempo che altre persone avrebbero utilizzato per quantitativi di spesa superiori)

E-commerce e presenza online: diverse aziende, anche piccole hanno colto l’occasione per sviluppare e/o migliorare la comunicazione online e attivare canali di vendita online. Sono state fatte intervenire nei progetti anche le persone dell’azienda che lavoravano in smart working per direzionare parte delle

attività produttive precedenti verso queste nuove modalità di vendita online (assistenza , chat, gestione catalogo prodotti). Tra coloro che hanno implementato l’e-commerce ci sono quelli che hanno produzioni che non rientrano tra i generi di prima necessità e che hanno visto chiudere le saracinesche dei propri negozi. Molti di questi prodotti non sono al momento remunerativi in quanto le persone, che in questo periodo hanno anche meno denaro a disposizione, non sono propense all’acquisto, tuttavia le aziende hanno approfittato del momento per formarsi e crescere nel mondo digitale ed essere più preparati nel futuro.

 

Formazione: le scuole hanno attivato i servizi online a loro disposizione e proseguono le lezioni. Noi avevamo fatto una formazione all’Istituto Elvetico di Lugano sull’utilizzo delle nuove tecnologie Office 365 per la produttività e il lavoro a distanza. Grazie a ciò sono riusciti a organizzare aule, docenti, alunni e lezioni in breve tempo e non hanno perso neppure 1 giorno di scuola.

Le agenzie formative hanno implementato la formazione a distanza (anche quella tramite i fondi interprofessionali) e speriamo che questa tendenza si protragga nel tempo con meno vincoli di certificazione legati al mondo cartaceo.

PMI: alcuni nostri clienti, avendo in corso con noi percorsi evolutivi di trasformazione e riorganizzazione grazie al Metodo Awan® hanno voluto fortemente approfittare di questo momento tranquillo rispetto alla quotidianità per velocizzare il processo di rinnovamento tecnologico ed arrivare ad essere operativi con i nuovi processi già entro la fine del periodo di crisi. Anche il ricorso alla cassa integrazione non è stata un ostacolo ma un’occasione, impostata a rotazione di persone e giorni, di far crescere i propri progetti interni che altrimenti si sarebbero protratti per lunghissimo tempo.

SmartWorking: le persone che lavorano da remoto sono più produttive, hanno più chiari gli obiettivi della giornata lavorativa, durante le riunioni online riescono ad essere maggiormente concentrate e hanno voglia di imparare e apprendere. Si sentono più libere seppur sempre nel rispetto degli orari lavorativi, sono più collaborative e disponibili e non per ultimo meno stressate. L’utilizzo delle chat, degli “stati” nell’instant messaging, delle riunioni pianificate, dei calendari condivisi riduce il numero di telefonate e il numero di interruzioni durante le attività da remoto.

Questo sarebbe il momento proficuo per le aziende di occupare il tempo per la crescita delle competenze professionali e personali, sperimentazioni organizzative, gestire gli obiettivi in modo efficace per incentivare il lavoro Agile anche in futuro, per il rinnovamento tecnologico dei propri sistemi informativi e dei processi che per tanto tempo erano stati accantonati per seguire il ritmo incalzante del business.

Certi dell’efficacia del Metodo Awan® nel far emergere le potenzialità delle imprese, abbiamo deciso come solidarietà digitale di mettere a disposizione un corso formativo online gratuito one-to-one. E’ sufficiente contattarci in mail info@awan.it per accordarsi su tempi e modalità.

Italia in testa alla classifica… del corona virus

Cosa c’entra l’innovazione con il Corona Virus con la tecnologia vi chiederete. E’ curioso che tutte le aziende chiedano ai propri collaboratori di lavorare da casa, quando per anni sono state maniache del controllo visivo del loro lavoro. Con questo tentativo maldestro, si accorgono che, non avendo preparato l’infrastruttura per il telelavoro, in tempi non sospetti, quello che vorrebbero, non è facilmente realizzabile. Non parliamo di Smart Working, che in Italia pochi stanno veramente realizzando, e ovviamente queste aziende ne stanno traendo vantaggio, ma solo del telelavoro. Per chi non lo sapesse la differenza sostanziale è che lo Smart Working significa lavorare ad obiettivi e risultati, il telelavoro semplicemente lavorare a tempo come sempre, ma anche a distanza con l’aiuto della tecnologia.

Ebbene siamo in testa alla classifica per infetti da corona virus in Europa, ma ultimi in innovazione. Questo si vede anche in questi momenti di crisi, infatti i collaboratori che possono lavorare da casa, subiscono gli effetti del traffico sulle linee Internet sottodimensionate, che le nostre Telco hanno mal distribuito sul territorio lasciando zone importanti completamente scoperte per correre dietro i profitti…”tanti (non ce la faccio a scrivere pochi), maledetti e subito”. Del resto come dare loro torto, in un certo senso se le persone e le aziende non hanno bisogno di più velocità di connessione o non sono disposte a pagarla perché la considerano inutile (dal momento che non usano abbastanza i servizi cloud e di videocomunicazione ed il lavoro in mobilità, le Telco si adeguano alla crescita logaritmica della richiesta di banda….(ricordate il mio blog…In italia l’unica banda che si conosce è quella musicale).

Contemporaneamente a queste riflessioni leggo un blog di Digital 360 sullo stato dell’imprenditoria Italiana verso l’innovazione e ho ulteriori conferme sulla desolazione nell’area PMI della situazione, però condivido l’analisi delle cause. L’articolo dal titolo Agli imprenditori manca davvero la volontà di innovare? Propone interessanti spunti che vanno oltre alle colpe imprenditoriali che pur ci sono, e son già ampiamente condivise. I più significativi sono questi che cito di seguito:

Esiste davvero un premio all’innovazione? In un Paese in cui si tende a privilegiare l’aiuto pubblico rispetto al mercato, in cui si tende a sovvenzionare e tenere in vita le realtà decotte siamo proprio sicuri che chi innova abbia il giusto premio in termini di crescita aziendale e quote di mercato quando il sistema tende a mantenere in vita artificialmente i suoi concorrenti?

Siamo sicuri inoltre che il mondo dei servizi e della consulenza fornisca il giusto supporto sia in termini di qualità dell’offerta che di trasparenza e sincerità della stessa?

In effetti l’ecosistema non aiuta e spesso ho rilevato che esiste una popolazione dei tecnici informatici “refrattaria” all’innovazione perché per loro significherebbe dover imparare cose continuamente nuove, e cambiare modello di business. E poi, in questo ecosistema profondamente ingiusto e malsano, perché non meritocratico, serve veramente “sbattersi” quando le rendite di posizione hanno potere e ricchezza ancora oggi e possono chiudere le porte a tutte le novità salvaguardando con ogni mezzo il loro status? Io credo di sì, perché di esempi virtuosi ce ne sono anche da noi, ed, avendo lavorato per anni in multinazionali con sede in Italia mi accorgo che l’approccio internazionale, che ha maggior visione e competenza, alla fine premia rispetto quello chiuso e retrogrado di molte aziende italiane.

La regola di business “il pesce puzza dalla testa” anche in questo caso è salvaguardata. Se aumentano i casi di aziende che fanno innovazione “vera” come i nostri clienti, si cercano nuove vie per eccellere e nuovi oceani blu da sviluppare e le rendite di posizione si troveranno da sole in un oceano rosso sempre più piccolo che non permetterà a loro di sopravvivere. Ci vuole coraggio? Si, però quando pensiamo all’imprenditore pensiamo ad una figura temeraria, altrimenti è molto più comodo fare il dipendente o il manager.

Se l’imprenditore non rischia, non cerca continuamente soluzioni nuove ai vecchi problemi e non usa la tecnologia fondamentale per evolvere nel mondo di oggi, ha fallito il suo ruolo. Fare soldi non è l’obiettivo dell’impresa!! Creare benessere sociale e per i collaboratori in primis deve essere il suo mantra.

Dallo scorso anno, per aiutare le imprese a innovare, mi sono iscritto, come tanti, al registro degli Innovation Manager del Mise, e ho già un bel progetto in corso; inoltre ho accettato di partecipare al PID, punto impresa digitale della camera di commercio di Torino che offre consulenza Pro-bono agli imprenditori che vogliono orientarsi nella Digital Transformation.

Non saprei cosa fare di più per aiutare il mio paese a innovare, e conosco persone che come me offrono la loro competenza anche gratuitamente all’inizio, pur di sbloccare la situazione. Fortunatamente la volontà di evoluzione, da parte dell’offerta è grande, speriamo che crei il giusto impatto nel miglioramento del tessuto economico del nostro amato paese.

www.silviofilippi.it

 

Come possono le PMI diventare efficaci con la tecnologia? Con Microsoft !!

Per la prima volta da quando abbiamo creato la nostra società partner di Microsoft partecipo a questo evento a Milano. Non mi aspettavo certo la magnificenza degli aventi americani a cui ero abituato, tuttavia ho apprezzato l’organizzazione di stile anglosassone e il format assolutamente copiato dagli eventi d’oltre oceano. Ovviamente a costi molto inferiori e l’obiettivo di condividere con un’ampia popolazione di clienti e partner l’innovazione, a mio parere, è raggiunto.

Una cosa che mi ha colpito è stata la capacità di Microsoft di inserire l’Intelligenza artificiale in tutti i suoi servizi e piattaforme. Questo non è ancora ben compreso dalla maggior parte della popolazione tecnica, tuttavia ritengo sia dirompente il desiderio di democraticizzare l’AI.

L’evento si è svolto al Convention Center di Milano, comoda location che ha sullo sfondo i più bei grattacieli della Milano rinnovata. Le sessioni specialistiche sono le stesse del Microsoft Ignite di Luglio dell’anno precedente, e gli speakers in parte italiani in parte Europei ovviamente spiegano in inglese. Ci sono learning path che rappresentano le priorità definite da Microsoft all’inizio dell’anno fiscale 2020 che va da luglio 2019 a giugno 2020: Teams, AI, Azure e Security a cui si aggiunge un interessante percorso sul Change Management e l’Adoption, da sempre il problema principale della tecnologia di Microsoft, piena di funzionalità ma poco utilizzata dalle persone che l’acquistano.

Come spieghiamo ai corsi, la velocità di acquisto e implementazione delle tecnologie è estremamente veloce oggi, e la loro crescita in complessità e completezza di servizi è esponenziale mentre la capacità cognitiva dell’uomo è logaritmica. Anche quando le aziende investono in formazione frontale, è difficile che le persone dopo i corsi comincino a cambiare in modo significativo i comportamenti.

I corsi che facciamo su Teams e in generale su Office 365 cominciano sempre con una chiara visione della difficoltà e dell’applicazione necessaria per cambiare il proprio comportamento, creare il nuovo percorso neuronale che ci fa agire in modo diverso dall’abitudine consolidata.

Facciamo qui alcuni esempi di cambiamenti abilitati dalla tecnologia che spesso le persone non adottano ricadendo nel vecchio modo di lavorare.

 

La generazione a cui si appartiene è importante nell’adozione di nuovi modi di collaborare e comunicare, tuttavia non è una gabbia. Io faccio parte dei “baby boomers” e non posso paragonarmi alla maggior parte dei tecnici che conosco eppure non ho problemi a usare strumenti digitali per lavorare ovunque. Quando vedo come vivono i miei figli però comprendo cosa significa “nativo digitale”. Per le nuove generazioni semplicemente comunicare attraverso le e.mail non rientra nel loro radar.

Ebbene il percorso di acquisizione di una mentalità digitale al lavoro passa attraverso un cambiamento fatto di tante predisposizioni: curiosità, nessuna paura di sbagliare, voglia di migliorare, obiettivi sfidanti sono solo alcune delle caratteristiche necessarie per essere efficaci oggi e fanno parte di percorsi di crescita persona e di coaching che tutte le aziende dovrebbero intraprendere, partendo dal management. (un paradigma organizzativo in cui crediamo è “il pesce puzza dalla testa”)

Noi abbiamo una metodologia collaudata che può aiutare in questo percorso di cambiamento per usare meglio le tecnologie acquistate, con l’auto della formazione “blended” e di evoluzioni organizzative.

Microsoft sta cercando di creare un impatto della tecnologia più ampio con i percorsi “no code” dove lo smart user fa le sue applicazioni da solo e crea direttamente cosa gli serve con la Power Platform, inclusa in Microsoft 365 e Business Central.

Speriamo tutti che questa sia la strada giusta, tuttavia alla fine di questi eventi si torna alla vita reale e incontro persone che usano “orgogliosi” l’agenda di carta. Quanta strada dobbiamo fare per avvicinarci al resto del mondo nonostante i Tour di Microsoft!!

Sarebbe sufficiente dare spazio ai giovani che sono nati con una capacità cognitiva di tipo differente, che adottano in modo naturale le tecnologie digitali. Togliere le rendite di posizione, pensionare i consigli di amministrazione con persone di età superiore ai 60 anni, e lo dico contro di me che sto raggiungendo quell’età. Vogliamo creare un mondo migliore con l’aiuto della giusta tecnologia utilizzata bene e ci conforta il fatto che noi siamo in prima linea ed i nostri clienti hanno scollinato e vanno avanti da soli sul percorso di evoluzione. Questo è il migliore riconoscimento del nostro lavoro.

EXO: le organizzazioni esponenziali

Ho finito un bellissimo libro che consiglio a tutti di leggere in queste vacanze per ripartire con una buona dose di ottimismo. Leggendo questo libro ho scoperto che molte delle metodologie che stavamo usando per incrementare il business dei nostri clienti sono assolutamente valide e sono state codificate e organizzate da Salim Ismail con la Singularity University e quindi possono essere trasferite in modo ancora più strutturato dei nostri progetti. Per fare questo abbiamo costruito un gruppo di lavoro dedicato alle PMI che utilizzerà la metodologia messa a punto dal “Metodo Awan® per la r-evoluzione d’impresa” unita a quella presentata nel libro Exponential Organization. Abbiamo inoltre codificato l’organizzazione esponenziale e localizzato i processi e le tecnologie che permettono di portare le nostre aziende italiane in quella direzione.

Cosè una “Exponential Organization” o EXO: le “organizzazioni esponenziali”, polverizzano i tempi di crescita mediante le tecnologie, riducendo i costi in modo esponenziale. Se nel business la performance è la chiave principale di valutazione, negli ultimi cinque anni queste realtà emergenti hanno sconvolto i parametri abituali: operano online con accesso a banda larga, immensi capitali in crowdfunding, il cloud computing, la stampa 3D, i sensori, la biologia sintetica, e sfruttano complessi algoritmi elaborati attraverso l’Intelligenza artificiale e i Big Data. Non acquistano asset, ma fanno leva sulle idee e le iniziative delle community che le sostengono. Sono innovatori e cambiano le regole, al proprio interno come all’esterno, rivoluzionando interi mercati.”

Sembra folle parlare di crescita 10 volte superiore ai concorrenti in un paese come il nostro, tuttavia ci sono molti esempi di società e start-up di successo anche da noi, il nostro compito è di portarle all’evidenza degli imprenditori che ancora non conoscono le potenzialità e le modalità di lavoro nel nuovo modo di fare business e di usare la tecnologia.

Serve un approccio nuovo alla consulenza e questo lo è inoltre lo stiamo facendo diventare sostenibile nella maggior parte delle aziende che costituiscono il tessuto economico dell’Italia ed a breve la divulgheremo attraverso un’iniziativa online.

Per il momento vi consiglio di leggere in queste vacanze il libro di Salim Ismail.

E’ nato il Metodo Awan® per la R-evoluzione digitale dell’impresa

E’ stato un parto abbastanza lungo, poi finalmente è nato il Metodo Awan® per la R-evoluzione digitale dell’impresa! La nostra metodologia di consapevolezza strategica delle potenzialità digitali è diventata un Metodo standard, applicabile da chiunque nei propri progetti di innovazione digitale. Questo potente metodo è anche semplice da spiegare e eseguire con i suoi passi definiti in modo chiaro ed i documenti codificati.

Il Metodo Awan® consiste in 4 passi fondamentali:

  1. Workshop che includono la formazione, svolti in modalità “coaching” in cui l’imprenditore prende consapevolezza dei PARADIGMI DIGITALI e delle proprie potenzialità:
    1. Scaricare la testa
    2. Pensare come una startup
    3. Ri-progettare la proposta di valore
    4. Decidere la strategia per la crescita esponenziale
  2. Studio approfondito del settore e dei concorrenti
  3. Definizione del Modello di Business Aggiornato (con i paradigmi e le tecnologie digitali)
  4. Pianificazione dei progetti di evoluzione per implementare il Modello di business Digitale

Ognuno di questi passi è collaudato e applicabile ad ogni settore o dimensione di azienda, considerando che i partecipanti ai Workshop strategici devono essere manager con visione completa dell’azienda come ad esempio l’imprenditore o il marketing Manager.

Quali sono gli effetti del metodo sull’impresa:

  1. Consapevolezza della propria potenzialità digitale

     


     

  2. Visualizzazione della propria impresa nel mondo “digitale” con una nuova offerta “Oceano Blu”


 

  1. Attivazione di progetti esecutivi per l’evoluzione “digitale” dell’impresa


     

  2. Misurazione dei risultati di business dal termine dei progetti di evoluzione: esempio aumento della redditività e del fatturato, acquisizione nuovi clienti importanti, sviluppo nuovi prodotti e servizi, efficienza interna e risparmio risorse, e soprattutto soddisfazione delle persone.

     


 

Non ci sono royalties, nessuna sorpresa, lo stiamo divulgando gratuitamente a tutte le persone che vorranno applicarlo per la propria impresa.

Chi vuole approfondire il metodo può iscriversi al corso gratuito sul Metodo Awan®

SCOMPONIAMO IL MODELLO DI BUSINESS DELL’AZIENDA, E RITORNIAMO ALL’ORIZZONTE DI SENSO DELL’IMPRENDITORE;

QUINDI RIGENERIAMO L’IMPRESA COME FOSSE UNA START-UP, INNESTANDO I NUOVI PARADIGMI E LE TECNOLOGIE DEL MONDO DIGITALE