Crescita esponenziale e tecnologie esponenziali

Quando in tempi non sospetti preparammo questa slide per il primo workshop introduttivo del Metodo Awan® dovemmo lavorare 1 giorno intero per mettere in una immagine la nostra comprensione del mondo economico attuale. Avevamo già chiara l’importanza dii alcune tecnologie nell’attrazione dei capitali che determinano la crescita delle aziende. Abbiamo spiegato ai nostri clienti come evolvere utilizzando le “giuste” tecnologie. Oggi nel libro “Exponential” di Azeem Azhar del 2021 questo fenomeno è spiegato in modo scientifico. Ci rende orgogliosi essere precursori di studi e strategie che permettono a chi ci segue di comprendere la logica attuale del business e governare il proprio successo.

Il libro recita nella sintesi di 4books:

“…Fin dai tempi più antichi gli esseri umani hanno sempre usato la

tecnologia per cercare di rendere la propria vita più semplice. Pensiamo,

per esempio, ai primissimi strumenti di selce usati dai nostri antenati per

migliorare la caccia oppure alla rivoluzione industriale dell’Ottocento.

C’è però una cosa che si tende a sottovalutare quando ci si affida alla

tecnologia ed è il suo innato potere di trasformare il mondo attorno

a noi, in un modo talmente imprevedibile che nessuno, neanche chi

quella tecnologia l’ha creata, può dire con certezza quale strada prenderà.

Questo accade perché la società in cui viviamo è un sistema complesso

dove forze diverse – politiche, economiche, culturali e sociali –

interagiscono tra loro così intimamente che ogni minimo cambiamento

può provocare conseguenze enormi sull’intero sistema.

I cambiamenti dovuti alle innovazioni ci sono sempre stati e fanno

parte della storia umana. Quando uno di questi cambiamenti arrivava,

le persone all’inizio lo respingevano, poi cercavano di adattarsi e alla

fine imparavano a trarne vantaggio. Il cervello umano non è fatto per

accettare di buon grado il cambiamento e ci mette del tempo per farlo.

Tempo che però oggi, nell’Era Esponenziale, non ha. Quello che dal 2010

in poi è diverso rispetto a ogni altra epoca di innovazioni tecnologiche

è la velocità con cui questi cambiamenti stanno avvenendo. Non si parla

più infatti di secoli o decenni, ma di anni, se non di mesi….”

Noi questo l’abbiamo detto da anni e crediamo fortemente nella possibilità di aiutare le aziende in Italia a cogliere le opportunità di questo periodo rivoluzionario. Bisogna studiare continuamente ed essere curiosi. Con il Metodo Awan® abbiamo aiutato tante aziende ad integrare i nuovi paradigmi economici e le nuove tecnologie nel loro percorso di crescita e successo

Il Metodo Awan® per le startup

Ho letto recentemente il libro “Startup Evolution curve”, ed ho avuto la conferma che tutto quello che abbiamo scritto nel libro del Metodo Awan®, nonostante sia dedicato alle aziende esistenti che vogliono rinnovarsi, è esattamente quello serve anche ad una startup, con qualche piccolo cambiamento.

Ad esempio, noi partiamo con il workshop “scarica la testa” mentre la startup inizia il suo percorso con “l’orizzonte di senso” che è il nostro secondo workshop.

Il resto e simile fino ad arrivare alla fine in cui la startup passa, secondo il libro, alla fase di raccolta dei fondi che può essere fatta attraverso diverse metodologie.

in effetti nel Metodo Awan®, non parliamo di raccolta di fondi da venture capital o Crowdfunding.

Ci limitiamo a dire che dal metodo nascono dei progetti operativi di cambiamento, perché prevediamo che l’azienda esistente e consolidata abbia le sue fonti di finanziamento. Per la startup questa è invece una fase importante.

Per raccogliere fondi la startup deve prima di tutto avere un piano marketing e un elevator pitch, ecco perché nella versione del metodo dedicato alle startup arriviamo fino a predisporre insieme questo importante documento.

Questi sono quindi gli elementi principali che differenziano il Metodo Awan®, nato per le aziende che vogliono rinnovarsi e la versione del metodo dedicato alle startup che non sono ancora nate, ma vogliono realizzare l’dea con una metodologia di successo.

L’evoluzione importante e la crescita esponenziale di una startup dipende anche dall’applicazione di una serie di azioni descritte in un altro libro, quello di Salim Ismail che si intitola “Exponential Organization”.

Noi abbiamo studiato la metodologia di questo libro a fondo abbiamo compreso quanto sia importante considerare l’ecosistema di business come ha aperto e non chiuso dei limiti aziendali punto per crescere esponenzialmente c’è bisogno di un’organizzazione che consideri di utilizzare tutte le risorse possibili all’esterno di essa senza per forza assumere risorse in modo definitivo.

Il nodo principale della crescita, tuttavia resta sempre il cliente. Sei il prodotto servizio sono apprezzati anche solo nella versione base quella del Minimum Viable Product, La startup può fare un piano di crescita basato in parte sull’autofinanziamento, ma ad un certo punto per espandersi deve trovare fonti di finanziamento esterne. Questa è una delle fasi più importanti, ma vediamo quali sono le altre.

“….. La curva evolutiva di una startup passa per queste cinque fasi:

• creazione di un modello di business e valutazione della sua fattibilità;

• ipotesi e sperimentazione per validare l’idea;

• fundraising (come finanziare il modello di business);

• lancio del prodotto;

• growth hacking (trovare la strategia di marketing più efficace per aumentare il più velocemente possibile il numero di utenti o clienti).

Per noi il percorso “Startup” del Metodo Awan® prevede la preparazione dei documenti di dettaglio che sono sintetizzati nell’ Elevator Pitch, strumento fondamentale per la ricerca degli investitori, mentre il workshop 1: Scarica la testa, non è necessario e viene fatto solo dopo che la startup è partita e vuole strutturarsi. Si utilizza infatti il Lean Model Canvas molto più veloce e leggero del “Business Model Canvas”

Inoltre, in questo caso l’analisi del mercato potenziale ed il pino marketing sono molto più estesi perché devono essere la base del convincimento degli investitori esterni.

Anche se nel libro “Startup Evolution curve”, non se ne parla molto, noi per le startup creiamo molta enfasi sulle persone e sul Team iniziale che deve essere molto motivato e coeso verso l’Orizzonte di Senso”. Questo, infatti è l’elemento fondamentale di ogni azienda di successo e viene anche citato in “Exponential Organization” con il nome di MTP “Massive Transformation Pourpose” cioè cosa la startup vuole cambiare nel mondo, lo scopo della sua esistenza!

Tutti questi concetti sono spigati nel libro “Manuale del Il Metodo Awan® per la R-evoluzione d’impresa” che è in fase di editing e uscirà in formato e.book e cartaceo tra un mese circa.

Se qualcuno vuole prenotare l’ebook gratuito può compilare il form di richiesta a questo link.

 

Microsoft Teams ed Il Metaverso

I grandi player dell’informatica come Microsoft e Facebook si sono lanciati in una nuova avventura. Ora che l’intelligenza artificiale è quasi sdoganata perché già la stiamo subendo tutti i giorni, per prosperare anche nel futuro si sta elaborando un mondo completamente virtuale per le persone e le aziende dove fare business e vivere una vita parallela: Il Metaverso. Facebook è andata oltre cambiando addirittura il nome in META. https://about.facebook.com/meta/

Qualche mese fa ad un corso che avevo preparato per un cliente su Internet per spiegare lo stato dell’arte e l’evoluzione di esso avevo proposto questo video Video su Hype-reality, non sapendo ancora degli sviluppi sul Metaverso. L’evoluzione più probabile potrebbe essere una connessione con dispositivi sempre più invasivi tra la realtà fisica e quella virtuale con l’aumento di informazioni e connessioni contestuali simili a quelle che avevamo sperimentato nel gioco / esperimento Pokemon Go.

Il video che ho proposto è inquietante perché parla di un attacco hacker all’identità virtuale che crea non pochi problemi nelle attività quotidiane semplici ma ormai gestite con la realtà aumentata.

Quando poi ho cominciato a leggere sul Metaverso, ho visto che la mia previsione non era molto discostante dalle realtà che ci stanno proponendo.

Ma cos’è il Metaverso? Cito da wikipedia…

Metaverso (in inglese Metaverse) è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza
cyberpunk, descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar.

Stephenson caratterizza il Metaverso come un’immensa sfera nera di 65536 km (216) di circonferenza, tagliata in due all’altezza dell’equatore da una strada percorribile anche su di una monorotaia con 256 (28) stazioni, ognuna a 256 km di distanza. Su questa sfera ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera, negozi, uffici, nightclub e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti.

Quella di Stephenson è una visione futuristica dell’internet moderna, frequentata dalle fasce della popolazione medio alte, dove la differenza tra le classi sociali è rappresentata dalla risoluzione del proprio avatar (da quelli in bianco e nero dei terminali pubblici, a quelli con un’ottima resa 3D delle persone agiate), e dalla possibilità di accedere a luoghi esclusivi (come ad esempio il Sole Nero).

Le aziende che stanno realizzando l’infrastruttura del Metaverso sono oggi principalmente aziende di giochi online che nella realtà virtuale o aumentata hanno esperienza pluriennale. Un recente articolo di finanza ed economia cita:

  1. Fastly. Settore Metaverso: Infrastrutture. …
  2. Nvidia. Settore Metaverso: Infrastrutture. …
  3. Roblox. Settore Metaverso: Piattaforma virtuale. …
  4. 4. Facebook. …
  5. Autodesk. …
  6. Shopify. …
  7. Roundhill Ball Metaverse ETF. …
  8. Software Unity.

A queste si è aggiunta Microsoft che come diceva Steeve Ballmer alle convention:…”non è certo la società informatica più innovativa, ma quella che sa cogliere le innovazioni mature e vincenti e sa monetizzarle..:”

La più grande acquisizione di tutti i tempi per Microsoft, l’acquisizione di Activision Blizzard (nota per essere la società creatrice del game Call of Duty) per 69 miliardi di dollari (Linkedin era stata acquisita per 26 miliardi di dollari) scatena la società nel mondo dei giochi dove è presente da anni, ma per motivi differenti dal gioco. Il gioco è sono un veicolo di ricerca, come lo era ai tempi Kinect, per evolvere il comportamento umano verso il mondo virtuale.

… Microsoft è destinata a diventare il terzo produttore di giochi al mondo con l’acquisizione di Activision Blizzard da 69 miliardi di dollari. La mossa ha senso date le sue precedenti acquisizioni di giochi ed il mondo XBOX. Il ceo Nadella ha spiegato che l’acquisizione è una scommessa a lungo termine, sul Metaverso. Nel complesso, consideriamo l’accordo come un buon adattamento strategico concluso ad una cifra che non avrà un impatto negativo sui flussi di cassa della compagnia fondata da Bill Gates. Scrive Start Magazine.


Il gigante della tecnologia Microsoft segue la scia di Facebook e annuncia una sua versione personalizzata del Metaverso. Gli utenti del suo software collaborativo Teams potranno apparire come avatar virtuali in spazi di lavoro fantasy, il che è decisamente un passo avanti rispetto alla realtà virtuale immersiva di Facebook.

La visione del “Metaverse” di Microsoft sarà molto simile a quella del suo popolare programma di videoconferenza Teams e offrirà agli utenti la possibilità di rappresentarsi tramite avatar digitali e riunirsi in spazi di lavoro virtuali, ha detto martedì a Bloomberg TV il CEO della società Satya Nadella. Oltre alla semplice videoconferenza quindi, il mondo della realtà aumentata dell’azienda consentirà anche utenti di condividere anche file di Microsoft Office, come presentazioni PowerPoint e fogli di calcolo Excel. Questo mette in chiaro come il concorrente di Facebook sia ottimizzato per il gioco piuttosto che per il lavoro. Il Metaverso di Microsoft è basato sul recente software proprietario Mesh, che consente la realtà aumentata e virtuale su piattaforme Google, incluso anche HoloLens sempre di proprietà di Microsoft.

IL Gaming per Microsoft è come la Formula 1 per le aziende automobilistiche. Un’area in cui si fa ricerca sulle tecnologie di interazione più innovative, del resto, i giocatori sono molto esperti in strumenti di collaborazione e comunicazione. Da sempre Microsoft cerca di capitalizzare l’esperienza dei giochi per creare nuove modalità di lavoro virtuale produttivo, non c’è nulla di nuovo. La vera novità è che da questo punto in poi sentiremo la parola Metaverso, che la maggior parte della gente non conosceva e anche nel mondo del lavoro le aziende più innovative porteranno a i propri dipendenti tecnologie per il lavoro ovunque che aumenteranno ulteriormente la produttività. Tutto questo è fantascienza per le PMI nostrane che ancora pensano che i dipendenti se lavorano da casa stiano rubando lo stipendio. Intanto noi cominciamo a parlarne, perché le evoluzioni saranno sicuramente alla portata di tutti come è stato per l’intelligenza artificiale che Microsoft ha messo nei sui prodotti che usiamo tutti i giorni!

Perché è difficile imparare a “disimparare”?

Vorrei, questo fine anno, unirmi anche io a Gianni Simonato che ha scritto un bellissimo articolo su Linkedin che trovare QUI: 2022: Le 3 + 1 cose da “disimparare”, per riflettere sulla difficoltà che tutti abbiamo nel fare questa operazione, anche se rappresenta la base di ogni rinascita e cambiamento importante nella nostra vita e nelle aziende.

Il momento per me è importante anche sotto un altro aspetto: sto facendo riabilitazione dopo una operazione di protesi di anca per cui devo disimparare l’andatura zoppicante che mi apparteneva ormai da quasi due anni e riprendere con il nuovo arto a fare tutte le attività come prima se non meglio.

Perché è importante “disimparare” oggi in molte organizzazioni? Ormai molte rivoluzioni nel mondo del lavoro si sono realizzate: l’online è la scelta principale di molte aziende, lo smart working è la scelta principale della maggior parte dei lavoratori, l’intelligenza artificiale pervade ogni settore, il marketing è alla portata di tutti, etc… Sono alcuni dei nuovi paradigmi economici globali che ogni azienda moderna sta cavalcando per avere successo.

Eppure, tante aziende, tra cui addirittura alcune con poco più di una decina d’anni d’attività, non riescono a cogliere nuove opportunità perché sono ancorate alla tradizione che le ha portate al successo in tempi completamente diversi.

Si adattano, ma non comprendono fino in fondo le nuove dinamiche e soprattutto i loro manager hanno paura di perdere potere cambiando il loro ruolo in Leader e Team Coach, quello che richiederebbero le organizzazioni giovani e dinamiche di oggi.

Per apprendere un modo diverso di agire nello sport (Gianni cita l’esempio del golf), che porterebbe a superare i propri limiti, oppure adattarsi ad un cambio di contesto, è necessario prima che il nostro cervello “disimpari” il modo vecchio di agire.

Perché è così difficile disimparare? Ho chiesto alla mia collega Paola Pezzuto anche lei Business Coach.

E subito è arrivata la risposta che non mi aspettavo e che condivido con voi.

“…L’uomo è legato a ciò che ha imparato perché gli dà sicurezza e sa di essere apprezzato perché sa fare bene una cosa. L’incertezza di agire in modo diverso implica il mettersi in gioco. Se la nostra sfera personale dell’autostima, nella percezione che abbiamo di noi come individui nell’ambito della socialità, è basata su quello che “facciamo” e non su quello che “siamo” ne consegue che essa ci impedirà di abbandonare la via conosciuta per intraprendere ciò che non ci è noto.

Cambiare mentalità e comportarsi in modo differente ci sembra inattuabile non tanto per la difficoltà di quello che dobbiamo affrontare ma soprattutto per quella molla che ci riporta a ricreare sempre i nostri “pattern” e le nostre abitudini. Sapere di essere bravi, ci da sicurezza e stima nelle organizzazioni e ne siamo confortati dal giudizio altrui, ma non ci permette di trasformare il “rischio” nell’opportunità di passare ad una più alta ed olistica visione di noi stessi e di emanciparci.

“E’ più facile mostrare ciò che sappiamo fare o che abbiamo (“cosa”) invece di esibire chi siamo veramente
(“chi”)”

Ho capito finalmente perché, anche con la più buona volontà, tanti imprenditori, manager e professionisti, hanno difficoltà a cambiare radicalmente il loro comportamento in azienda e la direzione delle loro imprese anche se la posta in gioco è la sua lenta ma inesorabile agonia. Essi fanno scelte mediocri senza coraggio invece di aggredire con nuove modalità e paradigmi il mercato come sarebbe necessario. Prima di tutto essi hanno difficoltà a cambiare loro stessi, le loro credenze e le loro decisioni perché da queste cose dipende la propria autostima. Essi sono ciò che hanno fatto in passato, i successi che hanno ottenuto e non vogliono rischiare di perdere questa identità. Se invece l’identità fosse legata non al “fare” ma all’essere” come i veri leader, nessuna cosa che si è fatta in passato è vincolante e non c’è nessun rischio a cambiare direzione perché quello che vale non sono le realizzazioni esteriori, ma la crescita personale e si sa che crescendo si può cambiare idea su tutto.

Questo concetto sta alla base di ogni attività evolutiva sia personale che aziendale. Se manca il coraggio di rischiare di annullarsi per rinascere, di disimparare a fare per imparare ad agire in modo completamente diverso come richiede il mondo contemporaneo si sarà sempre alla mercè delle startup di ragazzi che hanno sono da imparare senza dover disimparare e forti del nulla da cui provengono raggiungono il successo distruggendo il mercato a blasonate imprese storiche. Questo è il gioco del business oggi!

Il nostro Metodo Awan® serve proprio a questo, ad aiutare le imprese a distruggere per ricostruire sulla carta prima di agire per il proprio successo futuro.

Buon 2022

Il nostro percorso di adozione digitale

Una delle cose più difficili, quando si affronta un progetto di trasformazione digitale, è quella di realizzare il vero cambiamento, nel comportamento giornaliero delle persone.

Microsoft, a tale riguardo, ha studiato una metodologia che si applica bene a Office 365; tuttavia, alcune aziende continuano a sottovalutare la formazione e ancora di più il percorso personalizzato di cambiamento, che stiamo proponendo. Altre però hanno scelto con noi un percorso che ha permesso loro di realizzare in poco tempo gli obiettivi di cambiamento che desideravano con l’introduzione delle nuove tecnologie, cioè fare in modo che le persone siano più efficaci e produttive nel loro comportamento giornaliero al lavoro. Come abbiamo fatto insieme?

La chiave è. Considerare la collaborazione come un vero e proprio processo aziendale strategico che viene cambiato con l’introduzione di nuovi strumenti come Teams, OneDrive e SharePoint ad esempio oppure con l’automazione della Power Platform, ed in generale tutte le APP di Microsoft 365.

L’unico modo efficace per fare questo è adottare la metodologia di “Change Management” proposta da Microsoft stessa, che passa attraverso tre fasi fondamentali. La prima si chiama Envision e permette di visualizzare il cambiamento realizzato dopo avere scelto gli obiettivi di business alla base dell’introduzione delle nuove tecnologie di collaborazione. In questa fare sono coinvolti i decisori non sono dell’area ICT, ma anche di HR, Marketing e Comunicazione interna e alcune aree di Business sensibili. Si decidono i percorsi formativi in base alla raccolta dei casi d’uso reali, dei processi di business e dell’organizzazione aziendale. Si decidono gli strumenti della formazione (FAD, E.learning e raramente in aula) e le tempistiche che devono essere collegate agli piani di migrazione tecnologica. Non ultima la definizione in questa fase della governance dei dati che impatterà successivamente sulla proliferazione controllata di informazioni utente gestite dalla piattaforma e sulla loro efficacia.

Successivamente c’è la fase denominata da Microsoft Onboarding che è quella che tradizionalmente si chiamava “formazione” che nel nuovo modello include una preparazione personalizzata degli argomenti soggetti formazione legati all’analisi dei casi d’uso fatta durante L’Envision. In pratica la formazione viene ampiamente collegata al cambiamento del comportamento delle persone e viene spiegato che: se fino a ieri alcuni processi di collaborazione si eseguivano in un certo modo, con la nuova piattaforma di Microsoft 365 si dovrà agire in modo diverso. Questo permette, avendo quantificato anche i vantaggi che l’azienda, realizza con il cambiamento, di accelerare la volontà delle persone di adottare i nuovi strumenti.

Dopo questa fase che può durare anche mesi dipendendo dal numero di persone che devono adottare i nuovi processi di collaborazione, si passa alla fase di Drive Value in cui attraverso la misurazione dell’effettivo cambiamento effettivo si adottano le azioni di miglioramento che possono essere: assistenza personalizzata oppure rinforzo di formazione nelle aree in cui non c’è stato un cambiamento aspettato.

Approcciando il progetto di adozione di Microsoft 365 in questo modo abbiamo realizzato capacità di innovazione nel modo di lavorare delle persone che hanno reso più efficiente ed efficace il lavoro giornaliero co notevoli risparmi di tempo e aumento della produttività in tutti i processi aziendali. La difficoltà di introdurre questa tipologia di progetti nelle aziende nasce purtroppo dalla percezione di Microsoft 365 come una semplice evoluzione della posta elettronica e dell’Office in cloud con l’introduzione della videocomunicazione personale, già ampiamente utilizzati con vari strumenti durante i vari periodi di lavoro remoto. Questa tendenza a sottovalutare l’impatto della piattaforma di collaborazione di Microsoft è dimostrata anche dalla semplicità d’uso di alcuni strumenti; tuttavia, le aziende che hanno pianificato obiettivi di automazione importanti dei processi di collaborazione non possono esimersi dall’utilizzare la metodologia sopra descritta.

Nasce il Manuale del Metodo Awan®

Con lo sviluppo di alcune attività collegate al Metodo Awan® è diventato indispensabile avere uno strumento di divulgazione veloce che permetta a collaboratori e partner di imparare ad applicare il metodo. abbiamo quindi pensato descrivere un manualetto che permettesse alle persone di apprendere ad applicare in autonomia il mettono per la riprogettazione dell’impresa. Questo manuale che sarà pubblicato nei prossimi mesi introduce tutti Worskhop e le modalità di esecuzione, i risultati e la spiegazione di compilazione dei Canvas con diversi esempi reali mutuati dai progetti.

In questo post comincia l’anticipazione a puntate dell’intero manuale. Cominciamo con la bozza della prefazione ed introduzione

PREFAZIONE

Negli ultimi anni abbiamo cambiato pelle. Ci siamo resi conto che i nostri progetti Marketing e rinnovamento tecnologico servivano a poco perché gli imprenditori che incontravamo più che di questo avevano bisogno di “scuola di impresa”.

“Il marketing è quella magia che ti porta dove vuoi andare” raccontavamo a chi, in realtà, ci stava chiedendo “ma noi dove dobbiamo andare?”

Non voglio dire che non sapessero fare il proprio lavoro, tuttavia a causa di una gestione del tempo migliorabile, non dedicavano risorse all’aggiornamento sul tema chiave: come si fa impresa oggi nell’era digitale, quando tutto è cambiato? 

Sapevano che il “si è sempre fatto così” non funziona più e vedevano nascere realtà nuove da cui erano anche superati, ma non riuscivano a capire come approcciare in modo professionale e strutturato il nuovo modo di fare azienda oggi.

INTRODUZIONE

Quando finisce un’era non tutti se ne accorgono nello stesso momento, e pochi riescono in anticipo a pensare già come se vivessero nella nuova era che seguirà.

La maggior parte delle persone, per mancanza di cultura, o semplicemente di curiosità, oppure perché vivono in un ambiente dove non ci sono stimoli al cambiamento, continuano per la loro strada finché non sono definitivamente costretti a cambiare.

Essere costretti a cambiare non è certo un vantaggio rispetto a chi ha cambiato per scelta, per consapevolezza, però è pur sempre una trasformazione che potrebbe salvare la persona o l’azienda da una vita disagiata.

Ma cosa c’entrano le aziende? le analogie tra le persone e le aziende sono molte, poiché le aziende sono fatte di persone, e a volte incarnano lo spirito di una sola persona, il socio fondatore. Dove c’è cultura, consapevolezza si sta guidando il cambiamento nella direzione desiderata, avvalendosi delle tecnologie degli ultimi anni per il proprio vantaggio competitivo.

Ove manca tutto questo si cambia malvolentieri perché si è costretti. Noi abbiamo identificato i primi con alcune grandi aziende che stanno cavalcando l’innovazione anche nel cambiamento dei loro obiettivi, dei loro modelli di business o nell’investimento in nuovi business. Altre medie aziende particolarmente brillanti a ruota e con una chiara visione del futuro si stanno muovendo bene.

Tuttavia, vediamo la maggior parte delle PMI del nostro paese disorientate, mentre investono in maldestri tentativi di digitalizzazione avvalendosi di consulenti o tecnici locali senza visione o implementano tecnologie già superate.

Quando abbiamo incontrato aziende che hanno deciso di adottare in modo intelligente le nuove tecnologie digitali, il loro cambiamento di approccio, obiettivi e consapevolezza del futuro ci ha piacevolmente impressionati.

Abbiamo deciso di capitalizzare la nostra competenza ed esperienza nella trasformazione digitale creando un Metodo semplice ed imparziale, adottabile da chiunque con un po’ di formazione.

E’ nato www.metodoawan.it che per noi rappresenta il cuore della missione con cui era nata anche Cloudea. Offrire a tutti pari opportunità, grandi e piccoli e anche professionisti di evolvere nel mondo attuale con successo senza investire male i propri soldi con consulenti che nella migliore delle ipotesi sfruttano la situazione a loro favore.

Il metodo descritto in questo libro è molto semplice da replicare perché è strutturato e sperimentato sul campo punto abbiamo anche aggiunto diversi esempi nella nostra esperienza con alcune tipologie di aziende per ogni modello utilizzato. Utilizzate questo manuale in modo pratico seguendo passo al passo i passaggi del metodo che vi proponiamo e scoprirete senza sforzo la progettazione della vostra impresa.

Se vedete durante la progettazione dell’impresa che probabilmente la vostra idea non avrà successo non avete perso troppo tempo e denaro nella realizzazione di investimenti inutili.

Se vi fidate della vostra conoscenza del mercato e della metodologia che vi proponiamo anche se alla fine sarete costretti a fare alcuni investimenti importanti per evolvere il vostro modo di fare impresa almeno sulla carta avrete un’idea chiara di quello che può essere un futuro di successo per la vostra azienda. Molto dipenderà poi da come eseguite i passi successivi di realizzazione di progetti operativi con questo è tutta un’altra storia. Il metodo finisce con la progettazione.

 

 

Global Utilities: tutti i servizi per le PMI moderne

Da un po’ di mesi, tra le altre attività, faccio parte di una startup davvero interessante, perché vuole rivoluzionare il mercato dei servizi digitali alle imprese partendo dalla risorsa più critica: la connessione!

Tutti hanno sperimentato la difficoltà di accedere ai servizi Cloud da ogni luogo e lavorare veramente Smart senza limiti di tempo e spazio.

Servono servizi digitali avanzati ma senza la connessione il gioco è inutile.

L’approccio innovativo di Global Utilities è quello di seguire il cliente come una società di consulenza, ascoltiamo i suoi bisogni e troviamo la giusta soluzione per lui, e lo facciamo per ogni servizio digitale.

Ogni luogo del nostro paese può essere interconnesso con una velocità ragionevole per una azienda e per i suoi collaboratori, bisogna solo avere a disposizione un Telco Integrator che è attento al servizio al cliente e ci mette la faccia. Questo ho imparato lavorando con Global Utilities. Infatti le persone che hanno creato questa realtà sono tutte sempre online a disposizione dei clienti e dei partner e attraverso la videocomunicazione continua stanno in contatto con ogni parte d’Italia.

Mentre tutte le Telco si affidano ai BOT conversazionali per assistere i clienti, Global Utilities parte con l’approccio umano e lo fa con lo strumento più utilizzato oggi, la videoriunione.

Dopo che tutte le aziende, mi spiace doverlo ammettere, grazie al Covid-19, hanno imparato a fare le videoriunioni efficaci, oggi c’è spazio per il Direct Selling, la vendita a distanza e abbiamo deciso di cavalcare questo momento.

Occupandomi dei servizi digitali, formativi e strategici all’interno della startup ho apprezzato la scelta di creare un reddito continuo per i partner costruendo un listino completo di servizi utili per la trasformazione digitale delle imprese accessibile con abbonamento mensile. Questo permette anche al partner che rivende i servizi di avere una provvigione continua fino a quando il cliente usa il servizio. Inoltre abbiamo strutturato la rete di vendita su più livelli per ampliare velocemente la diffusione dei contatti e del passaparola.

Tutte le persone con cui ho lavorato in questi mesi hanno contemporaneamente passione per la tecnologia e per l’uomo che alla fine è quello che viene agevolato, se la tecnologia che utilizza è semplice, pervasiva ed efficiente.

Ringrazio tutti i colleghi di Global Utilities per aver accolto le idee innovative di Marketing e di aver applicato con successo il Metodo Awan® nella progettazione della startup e della comunicazione, e di avermi affidato il ruolo di Responsabile dei Servizi digitali a completamento dell’offerta Telco.

Cio’ dimostra che, anche in un mercato maturo si può creare innovazione nei servizi, ed un’altra applicazione pratica della strategia Oceano Blu ,che da anni proponiamo ai nostri clienti con il Metodo Awan®. www.globalutilities.it

La nostra visione dell’Azienda Automatica

Nel parlare con gli imprenditori, soprattutto quelli che non hanno la mania del controllo, uno dei maggiori desideri è la possibilità di gestire la propria azienda part-time avendo a disposizione tutte le informazioni utili per intervenire quando ci sono dei problemi strategici, e dedicare parte del tempo a costruire relazioni.

Non piace a nessuno essere coinvolto continuamente nell’operatività (sempre ad esclusione dei maniaci del controllo che non hanno mai imparato a delegare) della propria impresa per incapacità dei collaboratori o per la mancanza di informazioni sull’andamento di essa. Proprio per questo abbiamo costruito la visione dell’Azienda automatica e stiamo cercando di realizzarla con i clienti attraverso www.pmirevolution.it.

Fino a poco tempo fa la possibilità di automatizzare completamente i processi, di raccogliere automaticamente le informazioni sull’andamento dei flussi di lavoro e di analizzare queste informazioni attraverso dei cruscotti, era disponibile solo per le grandi aziende, a prezzi abbastanza alti.

Peraltro le grandi aziende riescono a gestire in modo automatico solo alcuni processi, poichè ci sono troppe interfacce, troppi passaggi manuali che impediscono, con le attuali organizzazioni, con i giochi di potere interni, di creare un’azienda realmente automatica. Ed i manager neanche lo desiderano perché diminuirebbe il loro valore.

Una PMI invece, sempre a corto di risorse, e con il desiderio di crescere, lasciando tuttavia all’imprenditore la possibilità di realizzare i propri sogni e le proprie passioni è essere un buon punto di partenza gestibile al fine del creare il modello di Azienda Automatica. La Tecnologia informatica ha fatto passi da gigante ed oggi offre tante risorse per raggiungere questo obiettivo.

Da quando infatti Microsoft ha introdotto la Powerplatform si aprono orizzonti nuovi per le aziende di ogni dimensione. Se prima la Robotic Process Automation (RPA) era appannaggio delle grandi aziende, come al solito con l’arrivo di Microsoft, che include i servizi di RPA dentro Office 365, chiunque avendo le idee chiare può permettersi di automatizzare dei processi.

Oggi tutti parlano di RPA, ma essa è solo una parte dello scenario. L’espressione Robotic Process Automation (RPA) fa riferimento a quei software “intelligenti” in grado di eseguire in automatico alcune attività ripetitive, imitando il comportamento degli operatori e interagendo con gli applicativi nello stesso modo in cui farebbe una persona, ovvero “prendendo il controllo” di mouse e tastiera.

I vantaggi dell’RPA sono molteplici: l’automazione di processi ripetitivi e monotoni permette di ridurre drasticamente il tempo necessario per completare le attività, ridurre i costi e il margine di errore, incrementando la soddisfazione dei clienti.

Ecco alcuni esempi:

  • Back office digitale: Utilizza bot non presidiati per automatizzare e semplificare le attività manuali e ripetitive
  • Supporto front-office: Utilizza i bot software presidiati per assistere gli operatori umani
  • Self-service con agenti virtuali. Utilizza i chatbot intelligenti e la risposta vocale interattiva per rispondere alle domande
  • Gestione IT: Utilizza i bot non presidiati, i bot presidiati e gli IVA (intelligent virtual agent) per automatizzare i processi IT
  • Elaborazione dei documenti. Utilizza l’OCR (optical character recognition) integrato per estrarre dati strutturati da contenuti non strutturati

Senza l’RPA non sarebbe possibile realizzare la nostra visione di azienda automatica. Nel nostro Digital Index che calcoliamo partendo da un questionario su tutti i processi aziendali l’ultimo livello e appunto l'”automazione intelligente”. Per automazione intelligente si intende la possibilità di un’azienda di costruire dei workflow automatici che permettano di gestire i processi per eccezione.

Quindi ai manager ed all’imprenditore arriveranno solo pochi dati ed informazioni attraverso Alert che evidenziano le anomalie rispetto al modello di azienda configurato in modo da rendere l’intera impresa gestibile attraverso un cruscotto di comando semplice ed efficace.

Alla base dell’Azienda Automatica, ci sono, nella nostra visione, quindi:

  • Un modello di business collaudato e scalabile
  • L’RPA nei processi transazionali ed a poco valore aggiunto
  • La raccolta di tutti i dati misurabili per attivare miglioramenti
  • Un cruscotto di controllo semplice e operativo
  • La previsione su base storica degli andamenti in modo regolare
  • La gestione per obiettivi e per eccezioni
  • La riqualificazione continua del personale per attività a valore

Organizzare un’azienda automatica non significa risparmiare nel numero di dipendenti ma significa valorizzare i propri collaboratori per spingere la crescita ed aumentare il fatturato. Facciamo un esempio: se non serve più preparare i preventivi perché degli strumenti automatici li preparano velocemente attraverso un configuratore, la persona che sa fare bene i preventivi può diventare un venditore attivo, costruire nuove relazioni e creare nuove opportunità. Se non serve più inserire fatture controllare che materiale sia stato spedito correttamente le stesse persone possono organizzare una rete di partner per creare nuovi mercati ,…eccetera. Le competenze oggi non sono un problema avendo disposizione tantissime possibilità di formazione di livello qualitativo molto alto e oltretutto finanziate.

Oggi per l’imprenditore si aprono nuovi orizzonti e la possibilità di costruire la propria Azienda Automatica è più vicina. Noi cerchiamo di realizzarla insieme ai clienti ed alcuni risultati sono interessanti. Possiamo approfondire insieme l’opportunità con voi attraverso www.pmirevolution.it

. Contattateci per la consulenza gratuita.

 

 

A che punto siamo con la Trasformazione Digitale delle PMI Italiane?

Senza dubbio il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di piccole e medie aziende. Con un’importante presenza nel settore manifatturiero (31% del totale delle PMI), nel commercio (18%) e nell’alloggio e ristorazione (13%), le piccole medie imprese sono più presenti nel Nord del Paese (58%), nelle aree metropolitane e a maggiore densità di popolazione.

A che punto sono queste aziende con la Trasformazione Digitale? Per capire ci viene in aiuto una ricerca del Politecnico di Milano. In primis bisogna considerare che “…Con l’avvento della crisi del 2020, le imprese di piccole e medie dimensioni hanno sofferto in maniera importante: durante il primo lockdown (marzo-aprile 2020), la percentuale di PMI che dichiara di aver registrato una riduzione di fatturato risulta essere pari all’84% a fronte del 75% delle grandi, mentre durante la seconda parte dell’anno (giugno- ottobre 2020) è il 68% contro il 63% delle grandi…” leggiamo nel rapporto.

I principali punti emersi dall’indagine son i seguenti:

LA CULTURA DIGITALE: C’È INTERESSE MA MANCANO LE COMPETENZE PER METTERE A TERRA GLI INVESTIMENTI

NELLA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI PRIMARI SONO PIÙ INDIETRO LE PICCOLE IMPRESE MANIFATTURIERE E DI PRODOTTO

IL DIGITALE NEI PROCESSI DI SUPPORTO10: CRESCE L’ADOZIONE, MA I BENEFICI SONO RIDOTTI DA
INFRASTRUTTURE IT NON ALLO STATO DELL’ARTE

Per quanto riguarda un confronto con le imprese Europee il Politecnico di Milano evidenzia i seguenti 3 punti:

  • le PMI italiane scontano un ritardo rispetto alle imprese europee su vari fronti (quali utilizzo dei Big Data ed impiego di risorse con competenze specialistiche), anche se in quasi tutti i casi lo stesso ritardo si riscontra guardando alle grandi imprese; ciò segnala quindi problemi a livello strutturale di sistema Paese, più che di categoria d’impresa;
  • emerge sia un altissimo grado di penetrazione della fattura elettronica – successo ormai consolidato – sia il poderoso balzo in avanti del Cloud: nel 2018 solo il 10% delle PMI italiane aveva investito in servizi in Cloud di alto livello, contro l’11% delle PMI europee;
  • in negativo, si evidenzia il tema delle competenze ICT: poche piccole e medie imprese hanno addetti che operano con le tecnologie digitali, pochi specialisti ICT popolano le PMI italiane
    e si fa ancora poca formazione. La causa risiede in buona parte nella bassa domanda di competenze da parte delle imprese, non solo nella scarsa offerta sul mercato del lavoro.

l’Osservatorio ha poi calcolato per ciascuna impresa un indice di maturità digitale, considerando 22 indicatori afferenti a due dimensioni. I valori così ottenuti per l’indice consentono di segmentare le PMI in quattro differenti approcci verso la trasformazione digitale:

Analogico (7% delle PMI): Esse gestiscono i propri processi e attività in modalità per lo più manuale, hanno una conoscenza estremamente ridotta delle tecnologie digitali e la visione strategica sul digitale è quasi ovunque assente.

Timido (40% delle PMI): include le PMI che hanno cominciato a digitalizzare alcuni processi, nella maggior parte dei casi in risposta ad un obbligo normativo (qua- le la fatturazione elettronica) o ad uno stimolo esterno.

Convinto (44% delle PMI): comprende le PMI che hanno cominciato a rivedere parte dei propri processi aziendali in chiave digitale

Avanzato (9% delle PMI): si tratta delle imprese che “pensano in digitale”, ossia strutturano i loro processi attorno agli strumenti e alle potenzialità che il digitale può offrire, con un approccio proattivo, cercando di anticipare il cambiamento, e soprattutto con un buon livello di competenze

Mentre le aziende con un livello di digitalizzazione basso soffrono di più la crisi e molte di esse sono state spazzate dalla pandemia. Quelle con un livello alto di competenza digitale hanno avuto i seguenti benefici:

le PMI più digitalmente mature mostrano una più elevata resilienza e migliori performance economiche.

Infatti, esse registrano rispetto alle aziende meno digitali un utile netto maggiore del 28%, un margine di profitto più alto del 18%, un valore aggiunto dell’11% migliore, un capitale circolante netto maggiore del 24% e un margine EBITDA più alto dell’11%.

Noi abbiamo creato www.pmirevolution.it perche’ crediamo che agire strategicamente sulla maturità digitale delle imprese, in particolare delle PMI, significa quindi contribuire significativamente alla loro produttività, al loro sviluppo dimensionale e, di conseguenza, alla crescita del Paese.

Il lavoro del futuro o il futuro del lavoro?

Approfitto di un corso / webinar che ho realizzato recentemente per descrivere quali sono, secondo me, i cambiamenti più probabili nel mondo del lavoro in futuro abilitati dalle tecnologie che si stanno diffondendo in questo periodo. Vediamo prima di tutto quali sono le tecnologie che bisogna considerare quando pensa dei possibili sviluppi nel mondo del lavoro:

  • Intelligenza Artificiale
  • Robotica
  • Stampa 3 D
  • Iot e Sensoristica
  • Realtà Virtuale e Aumentata
  • Blockchain
  • Big Data
  • 5G
  • Superprocessori, supercomputer e quantum computing

Queste sono le tecnologie che considererei per fare un’analisi di come sarà il mondo del lavoro del futuro. l’impatto di queste tecnologie è assolutamente dirompente ma vediamo come e se possono cambiare la nostra la vita il nostro lavoro.

Nuovi modi di lavorare v.3

L’Intelligenza Artificiale porterà nelle aziende:

  • Intelligent Data Processing: Analisi predittiva, rilevamento frodi organizzazione documentazione
  • Virtual Assistant/Chatbot: risponditori intelligenti
  • Recommendation System: suggeritori di acquisti
  • Natural Language Processing: traduttori in tempo reale
  • Computer Vision: Riconoscimento facciale
  • Soluzioni fisiche: auto a guida autonoma

La Robotica:

Dark Factories sul modello Cinese o aumento della produttività di fabbrica con l’unione dei Robot all’intelligenza umana aumentata? I vertici aziendali dei big industriali Europei dichiarano che l’adozione di questi strumenti e il loro utilizzo rende il lavoro meno faticoso e più sicuro, aumentando l’efficienza e la produttività. Così molte aziende italiane insieme alle università stanno investendo in formazione e riqualificazione dei percorsi formativi, nel campo dell’innovazione. L’automazione industriale diviene così un importante occasione di sviluppo sociale ed economico. Uno studio pubblicato dal McKinsey Global Institute nel 2017 giunge alla stessa conclusione: “Cambieranno più occupazioni di quelle che verranno automatizzate“.

IA e Robotica insieme avviano La Multiexperience sostituisce il concetto di “persone esperte in tecnologia” con quello di “tecnologie esperte dei comportamenti umani”. Cambia la prospettiva, l’idea tradizionale di computer si evolve da un unico punto di interazione per includere interfacce multisensoriali e multitouchpoint come dispositivi indossabili e sensori avanzati per computer

La Stampa 3D:

  • Utilizzo casalingo: oggetti, bigiotteria, …
  • Utilizzo alimentare: forme di cioccolato allo zucchero, dalla pizza ai biscotti, dalla pasta alle verdure
  • Uso edilizio: costruzioni e case
  • Utilizzo in medicina: Protesi
  • Utilizzo nella ricerca scientifica e tecnologica: cibo per astronauti, cellule

Iot e Sensoristica:

Quando tutti gli oggetti saranno intelligenti avremo un mondo pieno di dati che devono essere analizzati e ci aiuteranno a comprendere le evoluzioni future dei processi industriali e dei nostri comportamenti. Progetti sono i nostri amici pregiati che aumentano l’impatto del nostro lavoro se essi stessi ci forniscono dati e sono governati dai dati la produttività non può che aumentare.

Realtà virtuale e aumentata:

Attraverso la realtà virtuale aumentata avremo riunioni immersive che ci porteranno direttamente al di là dello schermo e manuali semplici da utilizzare per gli operatori tecnici che aiutano chiunque ad imparare un mestiere.

La Blockchain:

  • Scambio di valore: scambiare denaro o altri asset di valore in modo sicuro e disintermediato.
  • Verificabilità dei dati: notarizzazione, cioè immutabilità e trasparenza dei dati visibili e verificabili da altri attori dell’ecosistema o ad attori terzi.
  • Coordinamento dei dati: implementazione di le tecnologie Blockchain e Distributed Ledger in processi di condivisione dei dati
  • Realizzazione di processi affidabili il business viene codificato tramite smart contract utilizzando una piattaforma Blockchain.
  • Già oggi molte aziende del settore alimentare si affidano Alla Blockcaing per tracciare i prodotti in modo efficace.

I Big Data:

Non è strano pensare che i big data di oggi stanno addestrando le intelligenze artificiali di domani quindi è fondamentale utilizzarli in modo etico per ottenere dei risultati che sono in linea con la gestione di una corretta evoluzione dell’uomo aumentato che rappresenta il nostro futuro. Nel breve le l’analisi di questi dati ci permettono di ottenere previsioni valide a cui sempre di più le persone si ottengono per prendere decisioni. Il lato negativo di questa evoluzione è l’aumento della nostra pigrizia nel decidere autonomamente in base all’istinto umano. Quale sarà il futuro delle decisioni di pancia?

Il 5G

Il 5G è fondamentale per l’economia e la fruizione diffusa delle tecnologie presentate prima:

  • Intelligenza artificiale,
  • blockchain,
  • pagamenti digitali
  • Auto a guida autonoma
  • Mobilità intelligente
  • digitalizzazione

Tutte le paure di aumento di elettrosmog sono infondate perché gli operatori devono attenersi alle regolamentazioni governative per quanto riguarda le emissioni. I vantaggi invece saranno enormi perché l’impatto sulla nostra vita e sul nostro lavoro delle tecnologie viste passa attraverso la rete e la velocità è il fattore più importante per governare gli oggetti autonomi e le intelligenze artificiali che saranno tra di noi.

I Superprocessori, supercomputer e quantum computing

La validità ancora oggi è dimostrata della legge di Moore permette di anno in anno avviare sopra il computer sempre più potenti ma anche portare all’utilizzo di tutti dei processori che possono essere nelle nostre macchine di lavoro più performanti come ad esempio lacerazione 9 dei processori attualmente già in commercio su diversi dispositivi che ha raddoppiato la velocità rispetto a quelle precedenti

Come sara’ per noi tutti l’evoluzione dipende in ultima analisi da quanto siamo insoddisfatti della nostra vita attuale. Come ci presenta la formula di Gleicher: solo l’insoddisfazione moltiplicata ad una chiara visione del futuro con dei risultati immediati di miglioramento ci potrà stimolare a superare la resistenza al cambiamento insita nella maggior parte delle persone, soprattutto all’interno delle organizzazioni.

La cosa certa è che la paura del cambiamento che porta ad addurre scuse ed alibi, per non evolvere crea dei percorsi privilegiati per chi già oggi ha ben chiaro come potrà essere il futuro della propria impresa, e sta già facendo investimenti nella giusta direzione. Noi proponiamo questa visione ai nostri clienti attraverso www.pmirevolution.it.