Provo a spiegarvi il Social Computing 10 di 10

Concludo la serie con un post che parla dei processi aziendali e dell’impatto degli strumenti Social sul loro livello di  produttività . Per fare questo parto da una bella riflessione di Steve Russell che scrive su www.endusersharepoint.com . Steve dice, ed io concordo, che nelle organizzazioni oggi ci sono dei vincoli all’aumento di produttività legati a modi di lavorare obsoleti che non hanno più ragione di essere con le tecnologie odierne e solo se si sbloccano questi ostacoli si aumenta veramente la produttività delle persone. I  blocchi che lui identifica sono i seguenti:

1. Operazioni ripetitive – Ripetizione delle attività: da un cliente, una transazione o un evento a un altro, l’automazione delle operazioni nei processi consente di migliorare la produttività.

2. Informazioni mancanti o incomplete – Tempi di attesa: ogni dipendente di un’azienda è connesso tramite processi aziendali e le dipendenze di informazioni tra i processi stabiliscono un collegamento tra i livelli di produttività.

3. Procedure e processi obsoleti – Modifiche e flessibilità: modifiche continue e impercettibili provocano l’esecuzione di passaggi e soluzioni ulteriori che è possibile gestire solo quando gli utenti sono in grado di amministrare e migliorare i propri ambienti di lavoro.

4. Scarsi stimoli – Riconoscimento dei risultati: le prestazioni di livello elevato devono essere riconosciute e premiate per motivare ogni individuo a esprimersi al meglio. La scarsità di stimoli e la mancanza di motivazione riducono drasticamente la produttività.

5. Lavoro da rieseguire o di bassa qualità – Risoluzione di problemi: quando si commettono errori, lo sforzo aggiuntivo per risolverli moltiplica da due a tre volte lo sforzo effettivo. Per migliorare la produttività, è essenziale eseguire correttamente il lavoro la prima volta ed evitare di commettere ripetutamente errori.

Sembrano scontati ma se ci pensate bene ogni nostra attività giornaliera è soggetta a questi vincoli che aumentano all’aumentare dell’organizzazione. Ebbene l’adozione di un ambiente SharePoint se utilizzato bene risolve tutti questi problemi ma in particolare la parte Social indirizza subito tre di questi e vi dico come:

Informazioni mancanti o incomplete: le informazioni sono spesso presenti nella rete di persone, colleghi e no che ci siamo creati. Con gli strumenti social questa rete è più facile da creare, estendere e contattare quando abbiamo bisogno di informazioni. ad esempio con il search trovo le persone esperte di una tematica che mi serve per terminare un lavoro o prendere una decisione.

Scarsi Stimoli: esistono stimoli e riconoscimenti nei social network, che vanno al di la della organizzazione aziendale, che gratificano le persone per contributi alla conoscenza collettiva che altrimenti non farebbero. Esempio, perchè dovrei spendere tempo a scrivere un blog? Perchè spesso mi sento dire, mi piace il tuo post e ti seguo, continua così. Se tutto questo è stimolato e valorizzato nelle organizzazioni con strumenti semplici e condivisi, l’intero patrimonio di conoscenza aumenta creando idee nuove e un vantaggio competitivo sui competitor.

Lavoro incompleto o di bassa qualità: la partecipazione ai Social network e l’utilizzo dei feedback addestra le persone a migliorare il modo con cui comunicano e lavorano perchè hanno diversi stimoli dai colleghi. Questo atteggiamento al lavoro abilità il miglioramento e la ricerca della qualità nella collaborazione con i colleghi al fine di ricercare indirettamente gli apprezzamenti.

Gli investimenti in Collaboration e Social computing sono sicuramente una frontiera nuova per la tecnologia nelle aziende ma tutte le esperienze viste finora dimostrano un aumento sensibile della produttività delle persone, velocità de business  e conseguente riduzione dei costi complessivi di processo  tant’è che tutte le aziende di successo hanno già realizzato reso disponibili queste applicazioni ai propri dipendenti, mentre spesso troviamo aziende che non sono riuscite ad emergere dalle situazioni di crisi anche perchè in passato non avevano investito sulla produttività in modo adeguato.

SMAU 2010: Con la testa tra le nuvole e i piedi per terra

Tra Cloud e Kinect per Xbox, passando per Windows Phone 7, lo stand di SMAU presentato da Microsoft, “by the way” vicino al diretto competitor Google, è molto piacevole e “leggero”. Poco a che vedere con quello “classic red” con i piedi per terra di Oracle e quello finto innovativo di IBM. Una cosa che manca,  che invece troviamo presso  IBM è il marketplace delle idee, una bella fiera di incontro tra startuppers ed investitori che si svolge poco più in la. Molto seguita invece la televisione per developers, racchiusa in un acquario e piacevole da seguire anche per la “bella presenza” dei partecipanti:-). Qui i Microsoftee si sono improvvisati presentatori televisivi dei propri prodotti e considerando che è molto più facile parlare davanti alle platee, che davanti alle telecamere con le forti luci dello studio televisivo negli occhi, il risultato è buono. Di dubbia riuscita invece l’arena Microsoft che è stata riempita da ignari presentatori che citano a man bassa Google e usano Open Office, giusto sul pianerottolo di casa di altri. Speriamo che gli spettatori sappiano che Microsoft non ha avuto possibilità di discutere o scegliere i contenuti presentati nell’arena o almeno non notino la distonia tra l’ospite e gli ospitati. Mi aspettavo solo qualcosa in più su Office365, ma ci sta visto che, a parte la comunicazione, per il lancio c’è tempo.

Office 365

On Oct 19, from 8 to 8:30 am, Microsoft’s Office Division unveiled the Microsoft® Office 365 brand live from San Francisco

Microsoft annuncia la nuova era dei servizi Cloud per la produttività delle organizzazioni. E’ una rivoluzione strisciante, incompresa da molti, ma con effetti dirompenti sull’accesso ai servizi di produttività di livello Enterprise, niente a che fare con Google o altri competitor; qui si tratta non di servizi consumer, ma di quelli Enterprise integrati, affittabili da chiunque mensilmente a costi accessibili. Che la strategia Cloud di Microsoft sia chiara questo è risputo e forse questa offerta è anche un po’ in ritardo, quello che però è sicuro e che quando dei servizi ICT che oggi possono permettersi solo le grandi organizzazioni, che hanno tecnici e data center per gestirli,  diventano accessibili con carta di credito online per tutti senza nessuna competenza in tecnologia informatica ma solo un po’ di buona volontà da utilizzatore di Office di andare oltre, ebbene, secondo me è una rivoluzione. Si parla di cose difficili come Unified Commmunication, Enterprise Content management, Business Collaboration, ma qualsiasi commercialista o avvocato, per fare degli esempi, può utilizzare queste cose per aumentare la produttività del proprio studio avendo una ADSL e un PC connesso ad Internet. Mi spiace un po’ per tutti i tecnici in camice bianco che vendono i propri servizi informatici a caro prezzo riempendosi la bocca di Open Source, e spillando soldi a go go a coloro che fanno altri mestieri, ma una nuova era è iniziata. L’era del Business senza ICT perché l’ICT lo offre direttamente Microsoft alle piccole organizzazioni, con canone mensile. Per chi vuole approfondire questo è il sito ufficiale

image

Provo a spiegarvi il Social Computing 9 di 10

Come ho descritto in un post precedente, il social computing non è alto che l’estensione dei sistemi di collaboration che stanno avendo il giusto successo nelle aziende in questi anni. L’infrastruttura centrale dei sistemi di collaboration è il portale, o la intranet come si voglia chiamare, ma fondamentalmente è l’insieme delle attività web svolte all’interno delle organizzazioni per gestire il patrimonio informativo e della conoscenza. Considerando che la conoscenza tacita non è codificabile e quindi, a differenza di quella esplicita che possiamo trovare nei documenti, appartiene alle persone, la scelta dell’infrastruttura di portale, su cui poggiare in sistema di conoscenza aziendale è una delle scelte più importanti dell’ ICT oggi. Se poi attraverso questa infrastruttura si veicolano anche le soluzioni applicative o meglio gli utenti stessi condivideranno le applicazioni, un po’ come avviene oggi nell’ambito dei social network. Forse mi ripeto ma è fondamentale per le organizzazioni dotarsi di un “gestionale” delle informazioni e dei processi destrutturati valido perchè su questo si gioca il vantaggio competitivo e la produttività oggi. Processi veloci, flessibili e poco costosi permettono di mantenere costi di gestione bassi e quindi i prezzi di vendita competitivi. Mai come oggi fare funzionare il proprio business a costi bassi significa essere in vantaggio sui concorrenti.  Nell’ambito di questo scenario la parte di Social collaboration è semplicemente quella parte che permette di essere flessibili subito e condividere apertamente le idee nell’ambito delle organizzazioni al fine di sfruttare al meglio il capitale umano. Gartner ritiene che per quanto riguarda l’infrastruttura di portale Microsoft abbia superato IBM con la versione 2010 di SharePoint, infatti contiene una infrastruttura per il social computing completa ed innovativa. Potete leggere il documento qui.

gartner portal quadrant

Skype 5 porta le videoconferenze multiutente ……e allora?

La conferenza per tutti è la base della socializzazione, quindi direi che questa mossa di Skype è interessante, non capisco però la novità a parte il fatto che si parla del marchio che ha reso disponibile a tutti il VOIP. Da anni Microsoft ha l’offerta di videoconferenza per tutti con strumenti accessibili via web, ma il comportamento delle persone in azienda ancora oggi non privilegia la videocomunicazione sulle riunioni “de visu”, forse perchè in Italia siamo abituati a dare molto valore alla comunicazione empatica e quindi non molto predisposti a vedere su uno schermo l’interlocutore. E’ un fatto che anche  la videocomunicazione su cellulare non abbia decollato. A tutto c’è risposta, purtroppo, e questa è ahime la carenza dei servizi di banda larga che non permettono di mantenere una comunicazione video ad un livello accettabile di affidabilità professionale. Questo non deve fermare l’innovazione nelle comunicazioni di lavoro perchè, per chi utilizza veramente questi strumenti per realizzare riunioni giornaliere, è molto più efficace la condivisione dei documenti, la presentazione di video o slide a distanza e la possibilità di fare vedere cosa si sta facendo sul proprio PC (un demo ad esempio) ai propri interlocutori che vedere le persone in faccia, oltre ovviamente a parlare in rete.

(leggi articolo)

Quando vuoi informazioni a chi chiedi? …agli amici no….?

e chi sono gli amici, i colleghi o i vicini nel mondo digitale? Le persone dei proprio social network. Ecco compresa la strategia di Microsoft e Facebook contro Google, leggete un po qui . Non ci resta che attendere la risposta di Google, ma sicuramente questa è una bella mossa 1 punto per Microsoft.

Facebook: meno italiani anche a settembre da Vincos Blog

Cito dal blog di Vincenzo Cosenza e dal suo Osservatorio su Facebook

Facebook: meno italiani anche a settembre   Posted by vincos on lunedì, ottobre 4, 2010

Lo scorso mese avevo notato che gli italiani su Facebook avevano iniziato a decrescere e avevo sospeso il giudizio in attesa di nuovi risultati. A distanza di un mese, una nuova rilevazione, disponibile all’ Osservatorio Facebook in Italia , mostra un ulteriore calo di oltre centomila utenti. Siamo passati dai 16.858.000 di fine luglio, ai 16.707.000 di fine agosto fino ad arrivare ai 16.589.000 di oggi.  

Fonte: Facebook Ad Platform

L’unica coorte di età che non decresce è quella degli ultra cinquantaseienni che da fine luglio a fine settembre ha guadagnato il 2%.

Ormai sembra difficile crederlo, ma ancora una volta potrebbe essere in atto un’operazione di eliminazione degli utenti fasulli dal database (doppi profili o aziende che usano i profili personali, anzichè le pagine), talmente estesa da oscurare eventuali nuovi iscritti.

Facebook: meno italiani anche a settembre | Vincos Blog

Riporto il post di Vincenzo completo e confermo quanto scritto nel mio blog precedente, non c’è niente di strano, ma credo che l’operazione di pulizia non sia tutta “colpa” di facebook, ma parte anche dalle segnalazioni degli utenti che hanno scoperto e utilizzano a piene mani la funzionalità di “delazione”. Credo che accanto ai SN generalisti alla Facebook questa azione permetta a quelli tematici per interessi, più vicini alle community  di svilupparsi.