Voglio acquistare server nel cloud…ma non è semplice

Il Cloud Computing ha un risvolto tecnico non proprio banale, che lo rende ancora complesso ed astruso per le persone con poca o nessuna conoscenza informatica: l’acquisto di capacità elaborativa e spazio di memoria nel Cloud.

Questi sono aspetti fondamentali per realizzare soluzioni informatiche personalizzate per la propria azienda ed in quanto tali non sono proprio alla portata di tutti.

Sono appunto acquisti da specialisti! Mentre i servizi rivolti agli utilizzatori finali per definizione devono essere compresi dalle persone che hanno competenze di business, e poco o nulla tecnologiche. Quando si tratta di acquistare Hardware, Software e Banda  (anche se come servizio) i parametri in gioco sono completamente diversi e molto più adatti ad una analisi fatta da parte degli specialisti del settore.

Ciò è dovuto in parte alla complessità oggettiva delle componenti Hardware e Software di base, che i tecnici informatici devono utilizzare per fare le applicazioni, ma anche al fatto che per comunicare al pubblico queste cose, sebbene nell’ambito di un sito di E.commerce di Cloud Computing, l’attenzione agli aspetti tecnici appare molto più curata della comunicazione divulgativa.

Insomma l’acquisto dell’IaaS (Infrastructure as a Service) e del PaaS (Platform as a Service) non è per tutti,  ma alcuni fornitori aiutano un po di più di altri.

Parliamo dei prezzi ad esempio. Qui in aiuto degli acquirenti ci sono dei CALCOLATORI più o meno sofisticati e credo che il più chiaro sia quello di Microsoft per Windows Azure che trovate qui

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Vedete, ad esempio, che acquistare una istanza elaborativa con 50Gb di database relazionale e 250Gb di archivio Blob e 30Gb di Banda costa 628,10$ al mese, ma in realtà non tutti sanno esattamente cosa significano queste entità nuove per l’informatica tradizionale.

Allora in aiuto ci vengono le spiegazioni che troviamo nella panoramica del servizio

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Restano comunque definizioni per esperti, del resto sono i tecnici che utilizzano questa infrastruttura per creare applicazioni, però è buono che il sito sia in Italiano.

AMAZON invece purtroppo non ha ancora la versione italiana del sito, ma ha un area per calcolatori in excel scaricabili molto interessante per fare tutte le simulazioni offline prima di scegliere il prodotto giusto.

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Le definizioni e le spiegazioni dell’offerta AWS (Amazon Web service) sono tante ed il sito è pieno di contenuti oltre ad avere listini granulari molto completi, ma tutto rivolto agli esperti. Anche qui è evidente la completezza dell’offerta che è la prima nata in questo settore, ma forse non c’è stato un grosso tentativo di semplificazione della comunicazione verso i “non addetti” come ha fatto Microsoft.

Per il momento ci fermiamo qui ma l’impressione che ho avuto da un primo “giro” su internet alla ricerca di un server i Cloud è…siamo ancora lontani dalla “consumerizzazione” di questi prodotti ma la strada è segnata e anche i server nel “cloud” si acquisteranno come oggi i cellulari al supermercato. Questa  la democrazia della tecnologia è la vera rivoluzione in corso.

Perché il “Cloud” …Pubblico si diffonderà sicuramente…

La storia ci insegna che le innovazioni di successo portano sempre ad un risparmio di risorse basate sull’economia di scala. L’invenzione della stampa industriale di Gutemberg nel 1450, Le centrali elettriche e la distribuzione dell’energia al posto della produzione nelle fabbriche di inizio secolo, la rivoluzione industriale che crea, con l’economia di scala, prodotti accessibili a tutti.  Tanti sono gli esempi, ma il denominatore comune è il “risparmio” generale di risorse che l’economia di scala realizza grazie alle innovazioni.

Oggi avere server e datacenter dentro ogni ufficio o società, ove non giustificato dal business non solo non è più un investimento sostenibile per le aziende, ma è anche ecologicamente controtendenza, in un periodo storico dove si cerca il risparmio energetico per la sopravvivenza del pianeta.

I data center giganteschi costruiti dalle società di software e hardware e dagli operatori di telefonia, ma anche dalle banche e assicurazioni o da operatori insospettabili fino a poco tempo fa, come venditori di libri online, sono una risorsa che la tecnologia Cloud ha messo a disposizione di tutte le realtà che vogliono liberarsi dai costi informatici. Questa economia di scala che concentra l’energia computazionale in diversi, ma non frammentati, poli nel mondo alla fine potrà garantire un risparmio globale di risorse che al lato pratico si presenta come la possibilità per tutti di accedere a servizi di valore a prezzi sostenibili.

Inoltre la tecnologia “Cloud” in se permette di gestire delle risorse informatiche in modo molto più efficiente quindi anche chi non volesse affidarsi ad altri ed avesse molti soldi da investire, di recuperare l’investimento per portare il proprio datacenter verso una tecnologia Cloud, in un tempo ragionevole.

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Per le PMI che hanno difficoltà ad accedere a risorse specializzate per mancanza di fondi ed a volte di attrattiva, è fondamentale valutare seriamente la possibilità che il “Cloud” offre oggi perché riuscirebbero così a cogliere oggi un vantaggio competitivo immediato, mentre i concorrenti ancora sono titubanti. Fuori dall’Italia molte aziende utilizzano da anni questi servizi e hanno ridotto i costi concentrando le risorse sul proprio business. E’ inevitabile che anche in Italia questo succederà, non è facile valutare il periodo temporale, ma siamo vicini alla realizzazione dell’Informatica a consumo ed in bolletta. Ad esempio Vodafone già lo fa con i clienti che hanno acquistato i servizi di Rete Unica Mail & Collaboration.

I risparmi e le razionalizzazioni sono così ampi e toccano tutti gli aspetti fondamentali della gestione aziendale:

I risparmi diretti che le economie di scala del Cloud consentono riguardano:

– il costo dell’energia- Il più immediato, esternalizzando l’infrastruttura informatica

– il costo del lavoro Il personale esperto costa e può essere impiegato meglio in altre attività aziendali a maggior valore aggiunto

 – i costi di sicurezza e affidabilità – Mantenere i livelli di sicurezza elevati che i grandi operatori possono permettersi è un costo che le aziende spesso rinunciano a fare mettendo i propri dati a rischio maggiore di quello che correrebbero con l’utilizzo dei servizi di Cloud Pubblico gestito da operatori professionali ed affidabili.

 

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In questo white paper di Microsoft ci sono approfondimenti interessanti e qui l’articolo di Zero Uno che ha scatenato in me la necessità di scrivere questo post.