10 milioni di € per il Cloud dall’Europa, ma non solo…

Notizie confortanti ultimamente sul fronte “Cloud”, L’Europa investe, Monti nel piano di crescita investe in banda larga, per l’Open Group (IBM, Oracle, SAP) è arrivato il momento dello XaaS e le priorità dei CIO per il 2012 prevedono al terzo posto il Cloud Computing secondo la recente indagine del MIP (La Business School del Politecnico di Milano).

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Ci siamo? Si parte? Neanche per sogno!! Stringiamo i denti ancora un po’ perché il vero motore trainante, la piccola impresa è ferma al palo, anche se il palo incredibilmente si sposta…

Ci sono lievi segni di interesse anche nel provare e capire seriamente di cosa si tratta, e come è possibile migliorare qualcosa senza grandi investimenti. Questo il Cloud Computing lo permette.

La ricerca di nuovi clienti e mercati e la differenziazione necessaria in periodo di ripensamento economico comprendono anche la tecnologia quindi poiché tutti ne parlano, anche l’imprenditore più disattento cerca di capire meglio.

Ci vuole ancora un anno almeno di incertezza e false partenze poi poco per volta il Cloud Computing non sarà più una forma rara di utilizzo dell’informatica ma quella “normale” per le piccole aziende.

Chi sceglie la strada dell’informatica senza “ferro” in casa propria ha solo vantaggi, ma deve cambiare modo di pensare e di acquistare la tecnologia. La resistenza al cambiamento si vede dalla difficoltà che hanno le persone a valutare correttamente la differenza nel modo di considerare la “banda” nel nuovo modo di fare informatica. Oggi la “banda” è sottovalutata perché molte operazioni restano all’interno dell’organizzazione. Domani le stesse operazioni vanno verso l’esterno quindi i contratti corretti sono verso una capacità di trasmissione “simmetrica“ che costa di più, ma dovrà sicuramente diminuire di prezzo perché sarà la situazione prevalente nel futuro.

Non tutta la capacità di banda che oggi serve però sarà necessaria perché chi lavora da fuori dell’azienda non si connette ai server della propria azienda per trasmettere su internet, ma si collega con mezzi propri direttamente al data center del provider “Cloud”.

Cambia quindi la necessità, la direzione e la distribuzione della banda, ma non si richiede un aumento significativo della capacità del canale aziendale su cui incideranno solo le persone che lavorano sempre in ufficio.

Questi ed altri piccoli ma decisivi cambiamenti sono alla base di una corretta scelta del “Cloud” e Cloudea lo sa bene nell’aiutare proprio le piccole aziende in questo passaggio dall’informatica tradizionale a quella “Cloud”