Perchè Cloud, Mobile e Social vanno a braccetto?

L’azienda dinamica è uguale in tutto il mondo e ha già acquisito alcuni meccanismi di partecipazione delle persone e di produttività delle persone che sono proprie di questa tipologia di aziende. Peraltro in questa crisi l’azienda dinamica ha cambiato più velocemente di altri la struttura dei costi e spesso anche organizzativa riuscendo a minimizzare l’impatto delle turbolenze del mercato, riducendo i prezzi pur mantenendo il margine e aumentando la produttività pur riducendo i costi di gestione.

Ma dove sta il trucco, e perché molte aziende non ce la fanno? Non c’è nessun trucco in realtà ma solo una leadership dedicata all’innovazione, di prodotto, di processo, senza paura del cambiamento. Persone che non prendono neanche in considerazione la frase “abbiamo sempre fatto così” ma ogni anno inventano nuovi modelli per mantenere la leadership del mercato che cambia.

Le aziende di questo tipo esistono anche in Italia e non necessariamente sono piccole e quindi, si direbbe, più flessibili e non necessariamente sono consolidate o emergenti. Dipende solo dalle persone che partecipano all’azienda soprattutto ai piani alti perché sono quelle che creano impatto.

logo barilla

Barilla ha sia un ottimo marketing digitale e social con l’esempio vincente della community http://www.mulinobianco.it/ ed altre iniziative, sia un ottimo approccio al Cloud avendo vinto il premio della categoria “L’innovazione dei processi interni di Business attraverso il Cloud”  del MIP – School of Management del Politecnico di Milano. Il caso Barilla è stato presentato all’evento dell’osservatorio sul Cloud e ho conosciuto in quella sede il CIO Mauro Viacava che ha fortemente creduto nel progetto. Una persona di esperienza che usa l’Mcbook della Apple con il sistema operativo Windows perché così ha ottenuto il meglio per la propria produttività e che crede nell’innovazione gestita dal Business per i propri obiettivi strategici. Niente di strano fin qui ma quante aziende della dimensione di Barilla riescono a creare community internazionali con ambienti di lavoro condivisi da zero con investimenti ragionevoli. Io credo che oggi solo con il Public Cloud si possano creare ambienti produttivi con tutti i migliori servizi alle persone investendo poco ma bene in questo periodo di crisi. Il problema del nostro paese è sempre stata una spesa informatica fatta male da persone incompetenti o con interessi non trasparenti. Oggi le aziende che emergono sono quelle che hanno a guida dell’ICT persone competenti e trasparenti che non hanno paura di mettersi in gioco dando all’esterno servizi non critici come la posta, la collaboration etc… ma mantengono una chiara direzione strategica di gestione.

Barilla ha creato la Barilla Community Platform partendo da Office 365 di Microsoft adattato alle proprie esigenze, in modo da costruire la piattaforma di collaborazione del futuro velocemente e con la massima mobilità, facilità di accesso, scalabilità e dinamismo come richiesto dai piani strategici della direzione. Instant messaging, video communication e information sharing (blog, forum, wiki) senza un server in casa, ma tutto nel Cloud per  4.200 white collar in tutto il mondo. Il progetto si è ripagato in 4 mesi con il risparmio nei costi di trasferta.

L’evoluzione del progetto prevede il trasferimento nel Cloud di applicazioni e informazioni riservate e mission critical, segno che una volta acquistata la fiducia nella nuova tecnologia se ne possono cogliere tutti i benefici.

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Vincitore premio della categoria “La trasformazione del ruolo della direzione ICT attraverso il Cloud” del MIP – School of Management del Politecnico di Milano. NTV Nuovo Trasporto Viaggiatori è il primo operatore privato Italiano a operare su rete ferroviaria ad alta velocità con una flotta che oggi conta 25 treni. L’azienda ha realizzato il proprio sistema informativo partendo da zero nel 2009 combinando soluzioni “on premise” con soluzioni di Private Cloud da fornitori sia italiani che stranieri. Tutto il servizio clienti ed il CRM sono realizzati attraverso un sistema esternalizzato e i client sono virtualizzati, quindi il ruolo dell’ICT è principalmente di coordinatore dei vari fornitori e dei sistemi gestiti. E’ questo un approccio organizzativo che una “startup” può tenere, e che permette di avere costi di gestione variabili e commisurati all’effettivo volume di business senza investimenti inziali importanti.

Per chi invece non parte da zero, ma ha una organizzazione ICT ed investimenti pregressi esiste un percorso per la riduzione dei costi di gestione attraverso il Cloud, pubblico o privato, ma questo passa attraverso una razionalizzazione della propria infrastruttura informatica che non tutte le aziende vogliono fare oggi.

Tutte le aziende però possono migliorare il loro modello collaborativo / social o mobile, aggiungendo pezzi di servizi pubblici. Per questo i servizi che offrono i principali operatori possono diventare utilissimi per aumentare la velocità di relazione dell’organizzazione sia nei processi interni sia verso l’esterno. Il Cloud per definizione è un sistema aperto e sicuro quindi avere accesso ovunque alle informazioni aziendali in sicurezza e dare accesso controllato ai propri clienti e fornitori diventa molto più facile con questi servizi.

Molte aziende grandi e piccole lo stanno facendo con Microsoft Office 365, altre con Google o altri operatori. L’importante è fare innovazione nei processi collaborativi, social e mobile per riprendere la produttività persa in questi anni velocemente.

Non a caso l’evento dell’osservatorio del MIP quest’anno si chiamava: “Cloud Economy: ultima chiamata”. Il bravi imprenditore capisce quello che si vuol direSmile

Riflessioni dall’osservatorio Cloud del MIP– Politecnico di Milano

1l 28 Giugno scorso c’è stato a Milano l’evento annuale di presentazione dell’osservatorio sul Cloud a cura della scuola di management del Politecnico di Milano. Come tutti gli anni e a WP_000486dire il vero per ogni osservatorio di successo, la sala era piena di persone molto attente. Anche da casa o dall’ufficio altrettante persone hanno seguito l’evento. Una prima stima potrebbe essere di un migliaio di persone in totale interessate a questa evoluzione dell’informatica, ormai nella fase di pre maturità dal punto di vista tecnologico, ma ancora sconosciuta per molte aziende italiane. Il titolo dell’evento è particolarmente significativo….  CLOUD ECONOMY: ULTIMA CHIAMATA

La spesa complessiva per i servizi Cloud in Italia vale 2,5% della spesa ICT pari a 443Mln di Euro.  La spesa  globale ICT in Italia è però ‘ in diminuzione’ mentre in Europa che ha % analoghe di penetrazione del Cloud la spesa 2011 su 2010 e’ in aumento. In Usa sia la penetrazione del Cloud sia la spesa ICT sono in aumento. Altri 2 dati però indicano meglio la situazione italiana:

  • La crescita anno su anno della spesa per il Cloud è addirittura del 25%
  • Oltre il 95% di questa spesa viene sostenuta dalla grandi imprese, ovvero organizzazioni con più di 250 addetti

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Ma parliamo del contesto: siamo nelle posizioni sotto la 50 nella classifica mondiale in tutti gli indicatori di digitalizzazione del paese, dietro a paesi del cosiddetto terzo mondo. Il Cloud potrebbe essere l’ultima occasione di recupero perché nelle analisi dei benefici, i risparmi che porta sono enormi e ne stiamo cogliendo solo 1/4 rispetto alle potenzialità stimate che sono intorno al miliardo di euro. Quindi se noi avessimo una crescita di investimenti pari agli Usa avremmo già risparmiato 1 Miliardo di € in recupero di produttività.

Ma chi utilizza il Cloud in Italia: per il momento il 62% del campione non ha piai a riguardo, mentre il 21% già li sta utilizzando, ed il 18% ha piani.

Fin qui il solito ritardo dell’Italia, ma la cosa più preoccupante è che di questi benefici si agevolerebbero le PMI e le microimprese che invece sempre dall’osservatorio risultano le più lontane da questo tipo di investimenti e competenze.

Andando a vedere dove si hanno iniziative di Cloud Computing Pubblico o Privato il 50% delle grandi imprese contro il 22% delle PMI   ha attività inerenti il Cloud. Nelle grandi imprese infatti più di una azienda su 3 ha inoltre progetti pianificati  contro il misero  2% delle PMI.

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Se si guarda la diffusione della conoscenza però in questo anno sono stati fatti molti progressi infatti oggi solo un 10% delle PMI non sa di cosa si sta parlando, quindi oggi le PMI conoscono meglio il Cloud ma fanno fatica a capirne benefici e mettere in cantiere progetti in tale direzione. L’approccio delle grandi prevalentemente di Cloud Privato 47%, ma anche il Cloud Pubblico 43% è ben posizionato.

WP_000447La massa critica comunque non sufficiente per cogliere oggi questa opportunità, anche se c’è maggiore conoscenza che nasce da una offerta  più stabile e credibile. Soprattutto in alcune aree l’offerta è matura mentre la domanda non è ancora pronta.

Il Cloud Pubblico, che poi è la vera innovazione disruptive che cambia l’organizzazione e le modalità di acquisto e utilizzo dell’informatica nelle imprese è poco diffuso nelle PMI, che dovrebbero coglierne i benefici per colmare il gap di produttività con il resto del mondo.

Non si prevede quindi per le micro imprese professionisti e studi professionali una tendenza all’adozione veloce di questa tecnologia, dal momento che le stesse PMI fanno fatica ad innovare. I tempi di diffusione verso il basso di competenze e conoscenze innovative infatti è sempre molto lungo in Italia e la propensione all’innovazione delle aziende famigliari che sono il tessuto economico del nostro paese è basso.

Anche se il tutte le istituzioni come il Politecnico di Milano diffondono la cultura dell’innovazione e della produttività del sistema paese purtroppo questo tipo di investimenti restano ancora per poche grandi imprese e alcune PMI più avvedute. La massa arriverà tardi e questa ultima chiamata non sarà colta. Del resto questo è il sistema Italia, che sopravvive a se stesso da anni nonostante si siano persi tanti treni di produttività.

Un consiglio alle aziende più avvedute: se avete deciso di approfondire rivolgetevi ad esperti e agite in fretta perché prima coglierete i benefici più velocemente per voi la crisi avrà uno sbocco.

L’azienda Barilla che ha vinto il premio innovazione dei progetti Cloud dell’osservatorio ha coinvolto 4.200 persone e si è ripagato in 4 mesi. Risparmi enormi sulle spese di viaggio con la videocomunicazione e la condivisione dei documenti. Aziende più piccole calcolano risparmi nella gestione della Posta Elettronica che ripagano immediatamente il progetto.

Per entrare nel Cloud basta decidere, i benefici ci sono e sono davvero tanti.