Le forze motrici dei nuovi Business

Peter Sondergaard, Vice President di Gartner e Global Head of Research, al Gartner Simposium di Barcellona ha affermato che “”Un vortice di cambiamento è su di noi. Un nesso di quattro forze interdipendenti: cloud, mobile, social computing e informazione, spinto dal consumer, con profondi impatti per i vendor e il mercato It. E con effetti di mutazione sulla struttura della spesa It e di creazione di nuovi ruoli, nuove opportunità, nuovi flussi di fatturato”.

In effetti, analizzando nel dettaglio le 4 forze interdipendenti si puo’ arrivare alla creazione di scenari di business, tecnologici e di competenze nettamente differenti da quelli ai quali siamo abituati.

Il cloud
non è solo una delle 4 forze, ma puo’ essere assimilato all’elemento principe trasversale a tutte le altre.

Il mondo “mobile”
si appoggia al Cloud già da tempo. Basta pensare a come noi utilizziamo i nostri smartphone/ipad: app scaricate che utilizziamo quando ne abbiamo la necessità, app che memorizzano dati non sul telefono ma in datacenter, applicazioni aziendali fruibili sul cellulare, pagamenti effettuati con il cellulare e quant’altro. Senza accorgercene noi usufruiamo già di tutti questi servizi in modalità pay-per-use o abbonamento. Inoltre mobile significa usufruire del servizio al momento e sul posto. La tecnologia connessa al mobile deve essere in grado di catturare esperienze personalizzate e permettere al marketing di essere più presente con il Cliente, al dipendente di essere più produttivo e alle aziende di ridurre i processi. I Tablet si trasformeranno in piattaforme per la forza vendita delle aziende. Si delinea quindi le necessità di sviluppare più applicazioni in ambito mobile , sempre più personalizzabili e modulabili abbandonando i vecchi stili monolitici.

Il mondo dei social
è basato sul Cloud. Pensando, ad esempio, a Facebook, Twitter, Viadeo, Linkedin questi sono dei veri e propri SaaS (Software as a Service) : ci registriamo , carichiamo dati, foto e profili nel cloud, consultiamo tutto quando ne abbiamo la necessità. Siamo sempre interconnessi tramite le app disponibili su pc, smartphone e tablet. In sostanza siamo connessi e condividiamo dati e informazioni in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo.    Il social nelle aziende non è solo uno  strumento per crearsi reputation e essere presenti sul mercato ma offrirà nei prossimi anni la possibilità di un cambiamento radicale delle organizzazioni aziendali. Per essere competitivi si dovranno abbattere le gerarchie attuali e creare delle “community” di lavoro che, travalicando accuratamente gli schemi organizzativi e fornendo motivazione alle persone, permetteranno alle aziende di essere maggiormente ricettive, collaborative e competitive sui mercati.
Alcune aziende,ad esempio, stanno già sfruttando i dati Linkedin nell’ambito HR anche se bisogna prestare attenzione alla sicurezza dei dati in quanto si prevede che in un futuro molti dei “post” saranno pagati o inseriti da hacker o automatici e saranno fondamentali quindi le garanzie di sicurezza proposte dai singoli network. Non è detto che in futuro, con l’espansione ai massimi livelli del fenomeno social e con un’accuratezza di controllo del dato immesso (eventualmente si potrebbe prevedere anche un social ad hoc pay-per-use) alcuni dati aziendali potranno essere attinti direttamente dalle fonti social: si pensi alle aziende che già utilizzano client di posta connessi con i social network: HR non ha bisogno di memorizzare le foto dei dipendenti all’interno della sua struttura dati perché le foto si possono attingere direttamente dal network con risparmio di costi di hardware,software e gestione.

Per ultimo c’è una forza emergente in questi ultimi anni : il big data. Anche questo è basato sul cloud e andrà a costituire un elemento importantissimo nell’analisi dei dati ai fini del Business e della sicurezza. Molti nuovi business basano la loro riuscita proprio sull’analisi ed elaborazione di questi dati e quindi applicazioni ad essi dedicate saranno sempre più ricercate. L’analisi dei contenuti dei big data puo’ aprire nuove prospettive di mercato, puo’ portare alla conversione dei dati informativi in fatturato tangibile.

Ritornando al Cloud: la sua vera idea era quella di un sistema di utilizzo dei servizi a consumo (esattamente come per l’energia elettrica, il gas, ecc…): attivazione del servizio, pagamento di quanto effettivamente consumato. Il processo di penetrazione di questa idea del cloud con servizi a basso costo è ancora lento, soprattutto in Italia. La maggior parte del mercato preferisce ancora l’abbonamento. Lentamente, però, grazie anche allo sviluppo di app sempre più personalizzate e di semplice utilizzo, il pay-per-use avrà una sempre più larga diffusione abbattendo i costi e permettendo scalabilità e parallelismi di utilizzo.

Nelle aziende i settori Business e IT non sono ancora completamente interconnessi. Il Business ha la necessità di “aggredire” il mercato in tempi brevi, senza troppe sottigliezze e quindi si potrebbe accontentare di “qualsiasi tipo di strumento/servizio, basta che funzioni”. L’IT, dall’altra parte è sempre molto attento alla sicurezza del dato, dell’applicazione e quant’altro e quindi molto più lento nell’attuazione di un processo. Proprio per questi motivi si rende necessario un nuovo “indirizzamento” delle competenze che devono essere il più possibile una a sostegno dell’altra. Per essere produttivi, ricettivi e competitivi l’IT dovrà cercare di abbandonare le strade tradizionali, snellire i processi decisionali e trasformarsi in una sorta di “broker” dei servizi Cloud più adatti allo scopo del business. Essendo l’IT impegnato anche sul fronte Business e quindi per velocizzare il passaggio al Cloud o l’utilizzo del servizio lo stesso potrà avvalersi di Cloud Integrator esterni, come Cloudea, che possono aiutare nel percorso in ogni area.

In questo momento quindi l’IT ricopre ancora un ruolo di trade-union tra il business e l’area tecnologica. Nei prossimi anni, però prenderanno sempre maggior piede gli strumenti di “information as a Service” e “Business as a Service” per cui si rende necessaria una rimodellazione di tutte le figure tecnologiche all’interno delle aziende che dovranno ampliare i loro orizzonti verso questi nuovi modellil “As a Service” comprendendo maggiormente i processi di business aziendali.

Fonti: www.gartner.com

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