Smart working per risparmiare

Il tema del momento per quanto riguarda le organizzazioni è trovare nuovi modi e modelli per lavorare meglio, essere più produttivi e battere la concorrenza. All’evento di Roma organizzato da Vodafone e Microsoft, Luca Gastaldi degli “Osservatori.net” della Scuola di Management del Politecnico di Milano, casi e calcoli alla mano ci ha presentato uno scenario accattivante.

Da un paio di anni di anni quello che era il tema tecnologico delle Intranet e poi dell’Enterprise 2.0 si è trasformato nella nuova onda che aiuta le aziende a cambiare,quella dello “Smart Working”. Di cosa si tratta: in sintesi significa agire sulle leve di cambiamento coordinate di Organizzazione, Layout fisico, ICT e Risorse Umane, per attivare nuovi comportamenti e modelli di lavoro che hanno un impatto significativo in termini di guadagno di produttività e risparmio.

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La necessità per tutte le imprese ed organizzazioni per sopravvivere ha una possibile soluzione, che libera tante risorse, le quali sono state calcolate dal MIP, che forte dei numeri, dei feedback dei clienti e di alcuni casi straordinari come quello spesso citato di Tetrapack, ci propone una serie di WIN WIN che i top manager in gamba non possono rifiutare.

L’idea parte dal fatto che in Italia la percentuale dei veri Smart Worker è solo del 5%, mentre in altri paesi è decisamente superiore, in particolare in Europa del Nord, quindi ci sono ampi margini di miglioramento. Ad un primo sguardo il lavoratori tradizionali sono il 43%, mentre quelli non tradizionali il 57% ma andando a vedere chi sono quelli non tradizionali solo il 5% include le caratteristiche di:

  • Distant Worker 26% quelli che lavorano per almeno il 50% fuori dall’ufficio
  • Flexible Worker 24% quelli che hanno completa autonomia nell’orario
  • Adaptive worker 31% quelli che usano più strumenti e sono flessibili nel lavoro ovunque

L’area sottesa da queste 3 caratteristiche insieme può definirsi Smart Worker.

Ebbene il MIP ha quantificato i benefici nella realizzazione di un ambiente lavorativo differente che agevola le persone che oggi desiderano lavorare anche in modo intenso ma con maggiore flessibilità e produttività, senza essere vincolati dalle variabili spazio/tempo ma solamente dai risultati. I benefici sono legati al dipendente, all’azienda stessa e all’ambiente.

Vediamo quali sono:

  1. Lo Smart Worker per 2 soli giorni alla settimana risparmia 1.600€ l’anno in spese vive e proprie di trasferimenti, vitto etc…
  2. L’azienda invece aumenta del 20% la produttività (dipendenti più sereni lavorano meglio) diminuisce del 20%-30% i costi legati allo spazio fisico e diminuisce dal 50% al 70% l’assenteismo.
  3. Ogni persona che fa Smart Working per 1 giorno alla settimana equivale a piantare un albero per compensare le emissioni di CO2foto 1

Perché le aziende non adottano questo nuovo modello organizzativo? le barriere presentate sono legate alla cultura, ma questa è solo la parte più evidente degli alibi secondo il MIP, in realtà gli scogli sono di organizzazione e governance, la nota resistenza al cambiamento dei centri di potere.

Anche di fronte a benefici che ormai sono documentati le aziende che intraprendono la strada del cambiamento organizzativo che permetterebbe a loro di sopravvivere e crescere sono ancora poche in Italia e questo non lascia ben sperare per il futuro del nostro tessuto di imprese e, ironicamente sono quelle più grandi che dovrebbero avere più difficoltà a cambiare mentre le nostre PMI, ad eccezione di quelle cha hanno un management straniero spesso resta ancora una volta al palo. Per saperne di più e sentire le esperienze di chi ha realizzato lo Smart Working consiglio di spendere mezza giornata al Politecnico di Milano Martedì 15 Ottobre alla presentazione dei risultati dell’osservatorio 2014 (www.osservatori.net). Sono ore ben spese, che faranno riflettere i manager e imprenditori.   Per partecipare clicca qui.