SI FA PRESTO A DIRE SITO WEB

image DAll’osservatorio Digitale sulle PMI emerge quanto segue:

  • Sebbene oltre il 90% possieda un sito web, solo il 38% lo ha ottimizzato per poter esser visualizzato da mobile devices, e solo una minoranza lo promuove tramite attività SEO (Search Engine Optimisation), il 25%, o SEM (Search Engine Marketing), il 14%;
  • Oltre il 45% utilizza strumenti di e-mail marketing per inviare newsletter e/o offerte commerciali, ma solo il 20% vende online (e-commerce);
  • Le aziende che hanno creato applicazioni innovative (APP) per i dispositivi mobile sono meno del 28%.

Tra le attività svolte da Cloudea ci sono quelle di consulenza e formazione in ambito di Marketing strategico. Proprio in queste occasioni abbiamo riscontrato come lo scarso utilizzo dei nuovi strumenti digitali provenga da una debole conoscenza dei modi di utilizzo degli stessi all’interno delle PMI.

Normalmente buona parte delle aziende pensano che creare un sito web sia sufficiente ad essere presenti sul web. Questo non è vero: occorre anche tutta una infrastruttura social a corredo del sito : blog, fotografie, condivisione documenti, Facebook, linkedin, twitter ecc….

Il sito Web e tutti i social collegati sono come la vetrina fisica di un negozio: vanno variati periodicamente, devono sempre essere aggiornati sui prezzi, sulle promozioni e sulle ultime novità e soprattutto devono rispondere alle esigenze della clientela. Alle spalle della propria presenza sul web è come se ci fosse un commesso pronto a rispondere ad ogni richiesta del cliente, esattamente come succede in un negozio fisico.

Un aspetto da non dimenticare è il confronto con gli altri competitor che sul Web è decisamente più veloce e più semplice rispetto ad un negozio fisico: sul web le distanze non esistono… ogni negozio è come se avesse il suo diretto concorrente nella stessa strada e nella porta accanto. Per avere un’idea di quello che accade è un po’ come essere sul Ponte Vecchio a Firenze dove ci sono tutti i negozi di orafi e gioiellieri uno accanto all’altro: “cosa possiamo proporre di distintivo che risponda a desideri o necessità al cliente potenziale da noi individuato per fare in modo che entri nel nostro negozio? “

Quali strumenti utilizzano i navigatori del web per ricercare le informazioni ?

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In Italia ci sono più di 35 milioni di utenti su internet di cui almeno l’80% sono navigano anche i social network e li utilizzano quotidianamente anche più volte al giorno.

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Inoltre sempre più gente naviga ormai principalmente da tablet/smartphone quindi è importantissimo che il sito Web e le attività siano mobile-oriented: sito responsive, mobile-friendly, app mobile.

Per affrontare il mondo digitale bisogna pensare con la mente del visitatore, ovvero bisogna chiedersi “se io dovessi cercare la mia azienda e i miei prodotti, quale ricerca farei su google? “.

Facciamo qualche esempio:

· Perché si cerca uno psicologo ? non perché si conosce la propria malattia ma normalmente perché si ha un problema e non si sa come affrontarlo, è quindi pensabile che il visitatore ricerchi su internet informazioni sui propri sintomi e problemi.

· Perché e come si cerca un’azienda di serramenti ? perché si ha bisogno di serramenti basso-emissivi, perché si vuole usufruire di una detrazione del 55%, perché si cerca un’offerta sul mercato di riferimento, perché si cerca un certo marchio o un certo brand e quindi si vuole trovare il rivenditore migliore in zona….

· Perché e come si cerca un computer ? ho bisogno di un portatile, di un tablet e voglio trovarlo con certe caratteristiche al prezzo migliore offerto dal mercato. Con molta probabilità se sono in questo caso utilizzerò i portali come “trovaprezzi” o altro che già fanno una scrematura dei prezzi e che mi danno dei feedback da parte di altri utenti.

Il normale visitatore, non potendo direttamente e di persona interagire con il “negozio virtuale” cerca informazioni e conferme sulla reputazione dell’azienda direttamente sul web. Analizza i commenti, i feedback e confronta con altri competitor in tempo reale. Con molta probabilità il normale visitatore non si sofferma molto sulle pagine del sito Web mentre passa molto più tempo a verificare commenti ed analizzare proposte alternative. Per questo nei primi 15 secondi di visualizzazione deve essere ben chiaro al visitatore cosa viene offerto, cosa c’è di distintivo e soprattutto creare il feeling giusto per instaurare un rapporto di fiducia che permetta di continuare la navigazione.

A questo punto, riprendendo i dati dell’Osservatorio si evince che gli strumenti digitali devono entrare a pieno titolo nei piani marketing delle PMI , non sono un accessorio ma un importante mezzo di vendita non solo dei prodotti ma anche e soprattutto della propria reputazione. Non si dovrebbe più parlare di SEO e SEM ma necessariamente di Content Search sulle quali occorre effettuare investimenti corretti. Le piattaforme di e-commerce di mercato offrono strumenti potenti per aprire il proprio negozio virtuale da associare alla vetrina che è il sito Web ma è necessario ricordare che il negozio non si “autogestisce” in modo automatico ma ha bisogno di manutenzione e di essere aggiornato quotidianamente come un negozio effettivo: sconti, promozioni, variazioni di listini e tariffe ecc…

Come consulenti e formatori in ambito marketing ci rendiamo conto che l’alfabetizzazione digitale nasce non tanto dalla conoscenza degli strumenti web che si hanno a disposizione quanto da “come utilizzarli al meglio”, come correlarli ai propri discorsi di redditività , come saper gestire e valutare il lavoro effettuato dai fornitori di servizi web e soprattutto dalla formazione e cultura alla redazione di un piano marketing che li includa e consideri come mezzi importanti per lo sviluppo dell’Impresa.

–> ECCO COSA FACCIAMO <–

Paola.