Una ricerca sulla trasformazione digitale delle pmi

Confrontandomi con colleghi sull’evoluzione della nostra società ho scoperto una bella ricerca del professore della SDA Bocconi Paolo Pasini con cui lavorai quando ero in Microsoft, dedicata alla Trasformazione Digitale delle PMI.

Poiché tanta bibliografia è stata prodotta per le grandi aziende che già sono avanti nel percorso di trasformazione, questa ricerca dimostra che ora anche le PMI cominciano ad avere dei punti di riferimento per decidere come evolvere ed innovare per essere presenti sui mercati di domani.

Oltre alla spiegazione di cosa si intende per “Trasformazione Digitale” ci sono alcuni dati utili per capire la dinamica del fenomeno in Italia. Intanto ho avuto la conferma che non è un tema esclusivamente tecnologico, ma coinvolge le competenze e le persone in modo sistematico, con il concetto di Digital Capability del Management e dei professionisti.

Alla ricerca hanno partecipato infatti i Business Manager e solo in parte figure ICT di circa 500 imprese del settore manifatturiero per il 68% piccole imprese, prevalentemente del nord Italia, dove il fenomeno è più sentito.

Nel risultato della ricerca si definisce il “Digital Transformation Index” che si confronta con altri indici internazionali

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L’Italia  pur essendo un paese facente parte dei paesi socialmente più avanzati è in posizione mediana per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e soprattutto la sua diffusione ed utilizzo.

Le funzioni aziendali più predisposte alla trasformazione digitale sono ovviamente i Sistemi Informativi ma anche il Marketing e i servizi generali, mentre la proprietà e la direzione spesso sono titubanti.

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Cito alcune osservazioni della Bocconi:

  1. La DT è sicuramente percepita come un generatore di valore, ma bisogna lavorare nel preparare il terreno organizzativo e nel diffondere maggiormente le nuove tecnologie digitali
  2. Gli AD e i DG purtroppo sono tra i più pessimisti sulla DT della propria azienda, sia come valore intrinseco, sia come condizioni organizzative per la realizzazione della digitalizzazione.
  3. Il settore dei CPG fa da benchmark nel processo di DT, la PAL-PAC-Sanità «fa la coda!»

Concordiamo con i principali benefici che una azienda può ottenere dalla trasformazione digitale:

1.miglioramento delle capacità analitiche e decisionali (in tutte le sue declinazioni)
2.miglioramento del capitale umano e dei processi operativi e collaborativi in azienda
3.miglioramento delle performance, della compliance e della reputazione e immagine aziendali
4.maggiori capacità dell’impresa di raggiungere (con la Omnicanalità) e di soddisfare (con una migliore Customer Experience) i propri clienti attuali e potenziali
5.innovazione di prodotto/servizio e nuovi modelli di business.

Per noi questi sono gli aspetti imprescindibili per attivare il percorso verso l’ADATTIVITA’ aziendale che porta a superare le attuali turbolenze di mercato e creare una organizzazione che ha il giusto modello organizzativo e di business per non essere spazzata quando i nuovi consumatori nativi digitali saranno la maggioranza e decideranno il mercato con le loro nuove abitudini di acquisto e scelte di vita.

Concludo citando quali sono i principali ostacoli alla trasformazione digitale che vedono le aziende:

  1. Costi di investimento,
  2. Cambiamento da gestire,
  3. Competenze digitali.
    a questo si aggiunge che Il Top Management è consapevole ma non guida il processo di trasformazione, mentre dovrebbe esserne il principale promotore.

Noi abbiamo creato da Gennaio AWAN come divisione di Cloudea dedicata all’evoluzione digitale delle PMI e all’educazione del management e delle persone al migliore utilizzo della tecnologia per il raggiungimento dell’equilibrio Lavoro/Vita Privata che sarà il paradigma che guida le scelte delle generazioni future. AWAN è neonata e adattiva come lo sono i principali clienti e Cloudea resta la sua anima tecnologica. Oltre alla trasformazione digitale AWAN aiuta le aziende a identificare e gestire Sconvolgimento Digitale (Digital Disruption) attraverso modelli di creazione di Start-up e nuovi modelli di business che permetteranno all’impresa di esistere ed essere profittevole dopo questo periodo di intenso cambiamento.