Cloud e commercialisti: si può fare!?

La scorsa settimana ho partecipato ad un convegno dedicato al Cloud a Milano, organizzato dall’Ordine Professionale dei Commercialisti in collaborazione con KPMG, in cui ho cercato di spiegare in modo semplice il cambiamento in corso, davanti ad un centinaio professionisti, che a mio avviso i più vicini alla tecnologia. È stato comunque difficile far comprendere come sia cambiata l’informatica e come questa evoluzione abbia realmente cambiato il modo di lavorare. Mi sono reso conto anche, parlando con i loro esperti che il canale dei venditori tecnici che sono in contatto con loro, propone sempre le stesse cose vecchie e costose per realizzare i propri interessi invece di proporre l’innovazione ai clienti e aiutarli a coglierne le opportunità.image

Oggi noi ci presentiamo come consulenti per la trasformazione digitale, perché l’impatto sulle persone non si realizza con un semplice cambio tecnologico come passaggio al Cloud, ma avviene col l’utilizzo nella vita lavorativa quotidiana di questa e di tutte le altre tecnologie che sono state sviluppate da quanto Internet è maturo. L’impatto del cambiamento da CLIENT/SERVER ad APP/CLOUD per il supporto dei processi di uno studio ad esempio è legato all’accettazione da parte del professionista di una perdita di controllo sui dati e sulle applicazioni in favore della maggiore flessibilità, sicurezza, affidabilità dei sistemi lasciando che essi siano gestiti al meglio da operatori professionali.

imageIn un mondo sempre più complesso e specializzato è normale che anche la tecnologia informatica sia ingestibile senza grandi competenze in varie aree, quindi il tecnico amico, o vicino di ufficio non riesce a portare innovazione perché dovrebbe studiare continuamente e avere nella sua società accesso a costose competenze, fatto che non è economicamente sostenibile. Lasciar fare ai migliori professionisti, che a volte sono società multinazionali e loro partner offre al professionista le migliori garanzie per un risultato che da opportunità di miglioramento e risparmio continui e la giusta tranquillità per dedicarsi al proprio mestiere.

Eppure io vedo continuamente persone che a vario titolo hanno imparato un po’ di informatica in passato una difficoltà costante nelle abbandonare le proprie conoscenze ormai obsolete e fidarsi dei professionisti che nel tempo hanno rivoluzionato tutto questo mondo. Sentirete parlare i professionisti più curiosi di applicazioni client/server di versione di Office SU cd di Windows etc.… tuttavia oggi tutte queste cose non sono neanche più del linguaggio dei tecnici specializzati e aggiornati. Oggi semplicemente ci si concentra sulla capacità della connessione e sulla scelta dei migliori servizi disponibili attraverso Internet, con attenzione alla sicurezza, all’affidabilità del fornitore e alla garanzia di privacy sui dati.

È vero che si perde il romanticismo, se così si può chiamare, dell’informatica fai da te ma si realizza il sogno di una tecnologia al servizio del business, che, essendo matura diventa finalmente nascosta dietro il nostro lavoro, non crea inutili perdite di tempo e complessità, ma finalmente ci supporta in modo semplice anche piccole attività quotidiane.

Le persone che a vario titolo si spacciano per esperti di informatica facendo questo o un altro mestiere, creano solo problemi a sé stessi con scelte sbagliate e ad altre persone vicine, se utilizzano questa esperienza obsoleta per dare consigli tecnici. Oggi il vero esperto di informatica è prima di tutto competente in telecomunicazioni e nei dispositivi che si collegano alla rete, e più fondamentale è esperto di business, di contrattualistica, di acquisti e controllo dei costi per riuscire a comprendere la complessità ed il contenuto dei servizi Cloud disponibili con un semplice accesso internet. Inoltre dovrà diventare anche esperto commerciale da comprendere la differenza dei prezzi e le particolarità legate a questa differenza di prezzo e magari anche un po’ legale per comprendere le implicazioni delle varie certificazioni e delle leggi dei vari paesi sulla sicurezza dei dati e sulla privacy. Queste competenze sono state sviluppate recentemente dai consulenti di informatica più aggiornati e non sono normalmente disposizione degli studi professionali e delle piccole aziende che si avvalgono ancora di loro soliti fornitori tradizionali di tecnologia i quali per non perdere le rendite di posizione continuano a inserire presso i propri clienti inutili hardware ed inutili complessità software per poi vendere assistenza nella gestione.

Da una ricerca del Politecnico di Milano emerge che i commercialisti utilizzano la tecnologia prevalentemente per l’attività di studio obbligatoria quindi le uniche innovazioni che producono molto spesso sono legate ai cambiamenti di legge oppure alle nuove opportunità di comunicazione che la pubblica amministrazione offre loro.

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La vera innovazione, che consisterebbe anche in una diversificazione dell’offerta di uno studio, sarebbe l’utilizzo di nuove tecnologie per la produttività è di marketing oppure per fare consulenza alle aziende l’accento anche pagare nuovi servizi.

Uno studio che abbia introdotto ad esempio Office 365 nella propria organizzazione può utilizzarlo non solo per avere strumenti Office sempre aggiornati o per avere una e-mail professionale di studio senza portare inutile complessità all’infrastruttura tecnologica, ma anche per attivare dei servizi verso i clienti a pagamento. Per esempio la consulenza in video comunicazione con la possibilità di modificare insieme un documento di bilancio o le analisi di indici di bilancio on-line, la possibilità di offrire una cartella condivisa con parecchio spazio al cliente affinché lui carichi le proprie fatture propri documenti senza dover rinviare le pesanti, o ancora una pagina Web di area riservata dove cliente troverà tutte le analisi sul proprio bilancio e grafici che gli permettono di gestire meglio la propria azienda. Queste tipologie di attività e altre ancora che si abilitano in modo semplice per il commercialista che utilizza non la tradizionale licenza di Office ma Office 365, che include tutti i servizi avanzati rappresentano da sole un’innovazione importante per lo studio e non creano inutili complessità al sistema gestionale volendo resta sempre sul server locale.

Se poi lo studio vuole anche diminuire la complessità tecnologica di gestione del proprio server locale sostituendo adesso un servizio di Hosting Cloud, i benefici che ne derivano sono ancora più evidenti. Insomma per finire oggi con pochi euro al mese di abbonamento si possono avere non solo le licenze Office strumento indispensabile per elaborare documenti ma anche la completa gestione dei server di studio incluso il gestionale di studio in modo efficiente oltre ad una serie di servizi aggiuntivi inclusi che fanno parte della nuova tecnologia Cloud come la Sicurezza ai massimi livelli e l’accesso ovunque. Si aprono così per lo studio nuovi scenari di divulgazione dell’innovazione presso i propri clienti e prospettive di guadagno nuove per il commercialista digitale.