IL CORAGGIO DI FARSI DA PARTE

intelligenza artificiale

Ogni giorno sentiamo parlare di tecnologia, IoT, Block Chain, Industry 4.0, AI e molte altre parole altisonanti inneggianti ad un mondo digitale in crescente sviluppo.

Osservando i giovani sicuramente si può osservare come i loro comportamenti siano digitali, ovvero siano “sempre connessi”. I ragazzi sono online per ascoltare musica o radio, per guardare video e serie TV, per fare ricerche per la scuola, per curiosare e navigare nel web, per fare acquisti e non ultimo chattare.

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Il mondo dei giovani è nello smartphone. Anche il nozionismo dato dalla scuola comincia ad essere anacronistico. Ormai tutto quello che serve viene trovato in Internet. La scuola per i ragazzi dovrebbe abbracciare percorsi di consapevolezza, analisi, problem solving, team building, crescita personale, indipendenza, imprenditorialità.

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Ci si dovrebbe concentrare di più sulla pratica, sulla velocità con cui si risolvono i problemi. Tutta la teoria che fanno la maggior parte delle scuole italiane serve relativamente a formare una persona che sempre prima viene catapultata in una realtà totalmente diversa: il mondo del lavoro non rispecchia affatto quanto imparato a scuola.

E’ giusto conoscere le proprie origini, tuttavia bisogna anche saper guardare avanti in un mondo in cui le innovazioni vanno sempre piú veloci e non aspettano nessuno e saper esporre le proprie idee in un confronto costruttivo con gli altri.

D’altro lato della comunità attiva si trova la nostra generazione, i genitori di questi ragazzi “always on” nativianalogici, che è dotata degli stessi strumenti tecnologici, che spesso non sa o non vuole utilizzare.

La nostra società si sta dividendo quindi sempre più in due segmenti: gli utilizzatori di tecnologia a fini di studio, divertimento o lavoro e una grande fetta di analogici che hanno ritmi ben diversi e che non solo non si adeguano, ma non hanno interesse a farlo.

Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio “gap”: da una parte una schiera di “user” tecnologici, spesso giovani che non conoscono nulla del vero mondo del lavoro, e dall’altra parte ci sono imprenditori, manager e aziende che si avvicinano al web solo come ultima speranza temendo un approccio che non conoscono e perdendo così il reale significato e le reali potenzialità offerte come la collaborazione, la condivisione, la produttività solo per elencarne alcune.

Se già molte persone, che oltretutto detengono anche posizioni di rilievo, OGGI utilizzano in modo basico lo smartphone, non sono presenti nel web e con difficoltà metabolizzano la tecnologia a disposizione non riesco ad immaginare cosa succederà nell’immediato futuro quando saremo inondati da realtà aumentata, intelligenza artificiale e macchine auto-imparanti impegnate in lavori oggi svolti da esseri umani.

Cosa si puo’ fare?

scuola_e_impresa_cfpIn ambito scolastico, per cambiare il metodo di insegnamento ai fini di formare giovani con “forma mentis” dinamica e adattivi al cambiamento repentino della società, la strada è sicuramente lunga e complessa anche se necessaria. E’ Importante lavorare sulla creazione delle idee: i giovani non riescono a contestualizzare le idee che hanno e spesso si perdono buone occasioni per loro e per il mondo del lavoro.

Nel mondo del lavoro si fa tanto parlare di comunicazione e marketing 4.0, ma l’essere umano è pronto a diventare uomo 2.0?

modelliSembra quasi che questa rivoluzione sia qualcosa per pochi eletti e che i più invece ancor stiano brancolando nel buio cercando di arrangiarsi come meglio possano. Trovare soluzioni da soli non è conveniente sarebbe meglio confrontarsi e affrontare il percorso di cambiamento con strategie suffragati da modelli innovativi come quello utilizzato da Awan che unisce tecnologia e persone e, perché no, avvalersi dello spirito digitale che anima i più giovani.

passa il testimone

Occorre uscire dai vecchi preconcetti delle competenze classiche, essere umili, non pensare di sapere già tutto o peggio esordire con la famosa frase “si è sempre fatto così”, investire in formazione personale e tecnologica, avvalersi di coach per massimizzare il proprio potenziale e vedere nella collaborazione e contaminazione tra generazioni il vero potere del cambiamento e nei casi estremi saper delegare e farsi da parte.

 

Abbiamo sempre fatto così

abbiamo sempre fatto cosi