Mai più come prima…magari!

Se è vero che il comportamento delle persone e delle organizzazioni è difficile da cambiare, non approfittare dei nuovi modi d’uso che le aziende e le persone hanno dato alla tecnologia, in questi mesi passati, è pura follia.

Il lavoro da remoto con strumenti a volte improvvisati ha permesso a molte organizzazioni di sopravvivere e obbligato le persone a riorganizzare la propria giornata in casa. Questa enorme opportunità di evoluzione, verso un maggior benessere personale e sociale legato alla flessibilità del lavoro agile, va assolutamente mantenuta anzi deve diventare il nuovo mondo del lavoro per la maggior parte delle persone.

Mai più inutili viaggi, tempo speso in inutili spostamenti casa / ufficio o visite ai clienti / fornitori inutili, ma pianificazione della giornata con riunioni online efficaci, avvalendosi di strumenti professionali e sicuri: questo vogliono le persone. Tutti ci siamo accorti che lavorando da casa, non solo siamo più produttivi e concentrati, ma riusciamo ad aumentare il benessere nella nostra vita e diminuire lo stress dovuto agli spostamenti con i mezzi di trasporto.

Perché dovremmo tornare a lavorare come prima?

I motivi per cui ,temo, si ritornerà come prima purtroppo sono molti, tuttavia il più importante è che il Management della PMI Italiana, ed il Middle Management (i capetti) della grande azienda non erano pronti prima del LOCK DOWN a gestire i propri collaboratori da remoto e non vedono l’ora di tornare ad opprimere i dipendenti in ufficio per affermare il proprio ruolo di “responsabile”.

Non si spiegherebbe diversamente il caso di aziende, che in pieno blocco e con tutti i dipendenti a casa, hanno registrato Manager che regolarmente e stoicamente continuavano ad andare in ufficio, costringendo la stessa azienda a chiedere ufficialmente di evitare questo comportamento dannoso.

E’ triste constatare l’esistenza di persone che non hanno una vera vita privata al di fuori del lavoro, ed altre che hanno la mania del controllo. Troppo spesso queste stesse persone sono riuscite a fare carriera nelle perverse organizzazioni aziendali fordiane.

Proprio costoro non vedono l’ora che si ritorni alla “normalità” e raramente parlano di NUOVA NORMALITA’.

Non ho elementi per dire se i cambiamenti virtuosi realizzati in emergenza si stabilizzeranno e subentreranno nella nostra vita, creando un nuovo modo non solo di vivere e di lavorare, ma di gestire i processi e le organizzazioni in modo da creare benessere ed aumentare la produttività.

E’ necessario un cambiamento di mentalità del lavoro da LAVORARE TANTO (siamo il popolo che sta più tempo al lavoro) al LAVORARE IN MODO INTELLIGENTE (Smart Working).

Per fare questo però tutto il sistema di valutazione del successo delle persone in azienda deve essere ripensato, devono essere applicati metodi come l’OKR (Objective and Key results) che hanno reso grandi Intel e Google (ad esempio) e le persone devono avere chiari gli obiettivi da raggiungere e non solo i compiti da svolgere!

In questa fase, in cui tutto sembra finito, è il momento di introdurre il vero SMART WORKING, un concetto di cui molti, in questi mesi, si sono riempiti la bocca purtroppo confondendolo con il “Remote Working”. Le aziende devono chiedere ai collaboratori se vogliono aderire ad un contratto di tipo “lavoro Agile” e di conseguenza fornire gli obiettivi, le valutazioni, la crescita professionale, tutti gli strumenti adeguati per il lavoro a distanza, etc…

Riguardo agli strumenti, ovviamente le aziende avvantaggiate sono quelle che avevano già creato l’infrastruttura tecnologica per il “remote working” in tempi non sospetti, avvalendosi del Cloud.

I nostri clienti, con Office 365, non hanno avuto particolari problemi, tuttavia si sono resi conto che erano talvolta carenti di una adeguata formazione per ricavare il massimo ritorno dall’investimento fatto e aiutare le persone a lavorare con produttività utilizzando tutte le funzionalità messe a disposizione della piattaforma.

 

Noi abbiamo aiutato organizzazioni a cambiare velocemente, adottando in modo efficace gli strumenti a disposizione. Ci siamo resi conto dei numerosi blocchi legati a vecchi modi di pensare che non possono essere superati solo con la formazione: ci vogliono talvolta azioni di forza da parte dell’organizzazione, come mettere da parte persone che hanno paura del cambiamento perché vogliono mantenere il proprio potere personale.

L’esperienza ci insegnato che, appena si potrà, la maggior parte delle persone e delle organizzazioni cercherà di tornare nella propria “zona di comfort”. Fortunatamente altre saranno cambiate e diventate più consapevoli che l’innovazione si può realizzare, come noi già sapevamo, solo se c’è un obiettivo più grande da raggiungere…in questi mesi era dettato dalla sicurezza e la salute dei collaboratori, o almeno per evitare sanzioni.

Quale sarà il prossimo obiettivo che aiuterà le persone e le organizzazioni a mantenere i comportamenti virtuosi? Ad ognuno il suo, però trovatelo presto.

Un aiutino…Resilienza e la sopravvivenza dell’organizzazione!