Talenti e digitalizzazione per imprese di successo

human-capital-360x240Mai come oggi, periodo di profondi cambiamenti e rivoluzioni digitali, le aziende che vogliono aver successo devono puntare sul capitale umano.

La valutazione delle competenze classiche e digitali sono sicuramente un obbligo ma sempre più il mondo della gestione HR ricerca risorse con i cosiddetti “soft skills”, ovvero qualità che vanno oltre formalismi e tecnicismi accademici o meno e conseguentemente sono alla ricerca di talenti.

Creatività, problem solving, spirito critico, assertività sono solo alcuni dei campi in cui i talenti possono esprimersi.

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Quali sono alcuni indicatori permettono di individuare capacità basilari per trovare persone chiave in azienda ?

  • adattivitaCompetenza e flessibilità: competenza, esperienza e preparazione nel proprio ambito abbinate però ad una certa flessibilità e curiosità. Non basta essere solo ben preparati ma anche essere disposti ad addentrarsi e a conoscere ambiti diversi dal proprio, per accrescere le proprie competenze e cimentarsi in nuove sfide lavorative. Sostanzialmente non bisogna aver timore di affrontare nuovi “campi di battaglia”.

 

  • attitudine-positiva.jpgAtteggiamento positivo: affrontare le sfide e i problemi in modo positivo e propositivo, adoperarsi per una soluzione il più rapida ed efficace in uno stile collaborativo

 

 

    • Iniziativa: questa forse è la caratteristica più importante. Una risorsa di talento proattivo.jpgprende l’iniziativa, si porta avanti piuttosto che aspettare o farsi limitare nella
      realizzazione dei propri compiti.

 

 

  • teamsSpirito di squadra: Collaborazione e condivisione. Coordinazione e coesione per arrivare al risultato. Il lavoro in team non si esime dall’autonomia di controllo, disciplina e gestione efficace. Il collaboratore di talento è un pilastro fondamentale della squadra e capisce che non esiste un “proprio orticello” ma un obiettivo comune e un “giusto mix di individui-talenti-competenze” per raggiungerlo

 

  • Apertura al cambiamento: le persone di talento non hanno paura del cambiamento, anzi lo ricercano e lo cavalcano. Sono sempre contenti di affrontare positivamente una nuova sfida, sono alla ricerca di nuove idee e soluzioni e non si irrigidiscono sulle vecchie posizioni. Come diceva il noto sociologo Alessandro Chelo, facendo un confronto con il mondo animale:

 

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“i delfini si ammalano e muoiono se non fanno mai qualcosa di diverso, gli squali sono estremamente conservatori e sono disturbati dalle cose differenti e poi ci sono le meduse gregarie, svogliate che seguono massa e corrente. Negli ambienti lavorativi normalmente si trovano un 20% di Delfini e un 20% di squali e tutto il resto sono meduse”.

Le aziende di successo vogliono aumentare la percentuale in azienda di delfini anche perché così facendo le meduse rimanenti non fanno che seguire i migliori

  • Motivazione all’apprendimento: nei corsi di formazione, nel lavoro, nello studio quando le persone sono motivate ad apprendere, a migliorarsi e a perfezionare le proprie competenze, ciò equivale nella maggioranza dei casi al raggiungimento dell’obiettivo in minor tempo e con risultati sopra la media.

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Gli strumenti digitali per facilitare lo sviluppo degli indicatori ci sono tutti , come ad esempio Office 365 con Teams, quello che manca alle aziende è una propensione all’evoluzione dell’individuo:

  • Formazione soft-skills, visto che le scuole italiane non preparano in tal senso
  • Lavoro per obiettivi
  • Smart-working
  • Collaboration
  • Coaching
  • Delega
  • Organizzazioni reticolari

Visto che al momento non si puo’ agire sul fronte scuola per incrementare i talenti e in ogni caso il personale impiegato è già numeroso le aziende che vogliono evolvere seriamente e ampliare i propri orizzonti e di conseguenza il proprio business devono impegnarsi in prima persona ma possono essere coadiuvate dai fondi professionali formativi , da formatori esperti e da consulenti , come quelli di Awan, che approcciano alle organizzazioni con metodologie innovative.

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Un grande successo di Office 365: MICROSOFT TEAMS

Qualcuno si sarà accorto che Microsoft sta dismettendo Skype per Business, migrando i clienti di Office 365 su Teams. In realtà Teams è molto di più di un sistema di comunicazione per riunioni online.

Teams è il nuovo strumento di Microsoft che permette di utilizzare in modo efficace tanti servizi cloud presenti oggi su internet, sia di Office 365 sia di altri operatori, per il proprio gruppo di lavoro. Teams è unico nel panorama dei servizi cloud e attraverso la sua consolle aiuta gli utilizzatori a stare sempre in contatto con il proprio ufficio o progetto, condividendo documenti, idee, riunioni, note, decisioni etc.… Come tutti gli altri servizi di Office 365 è accessibile con semplice Browser, al PC, MAC, o tablet e smartphone. Negli ultimi mesi sì ci stanno chiedendo tantissime formazioni su Teams. Noi abbiamo cominciato ad utilizzarlo dallo scorso anno e da subito abbiamo visto i benefici perché ci permette di tenere sotto controllo tutti i progetti come clienti pianificare le attività sia per i nostri collaboratori sia per i clienti e condividere velocemente tutti i documenti se progetto. In realtà può essere utilizzato anche per attività di ufficio quando è necessario lavorare insieme ai colleghi sia su progetti interni se nella condivisione continua dei documenti. Recentemente con i clienti stiamo valutando e testando delle modalità di utilizzare il Teams assolutamente nuove come ad esempio un commercialista che sta creando per i propri clienti tutte le aree di lavoro condivise in cui caricare i documenti oppure una società di Outplacement che sta gestendo la comunicazione con i propri clienti la comunicazione esterna attraverso Teams. Inoltre, una società di costruzioni edili sta gestendo la comunicazione con i cantieri attraverso Teams. Una volta imparato ad utilizzarlo gli scopi per cui si può trattare sono molteplici questo ci permette tranquillamente di dire che teams è in questo momento lo strumento più innovativo presente del modo Microsoft e non solo perché è l’unico che riorienta tutte le attività veramente sul gruppo di lavoro o di progetto.

In questo blog darò alcune informazioni su come iniziare ad usarlo.

Accedere a Microsoft Teams è semplice ed immediato. Puoi cominciare con le credenziali della posta elettronica entrando nel tuo portale online di Office 365 (https://portal.office.com) e scegliendo Teams tra le apps disponibili. Per accedere:

  1. Apri il Browser e usa l’indirizzo Web fornito dal tuo amministratore
  2. Inserisci le tue credenziali

    Clicca su accedi

Oppure, apri il Browser, accedi a Office 365 e seleziona OneDrive dall’icona di avvio delle app.

La prima cosa che ti chiederà è di scaricare sul PC o MAC l’app per lavorare dalla consolle più efficace che si avvia da sola. Una volta scaricata tutto il lavoro che farai con essa sarà sempre disponibile web o su qualsiasi dispositivo in sincronizzazione immediata. Se si vorrà lavorare in mobilità su può scaricare l’app dal proprio store di riferimento sul tablet o sullo smartphone e accedervi sempre con le stesse credenziali di posta elettronica.

All’avvio dell’App di Teams sul PC o MAC la prima cosa che chiederà se è la prima volta è, di creare un team per cominciare a condividere. Quando si crea un Teams bisogna avere inserire:

-il nome del team

-definire se è un gruppo privato o pubblico

-chi sono i proprietari e chi sono i membri del gruppo

Gruppo privato o gruppo pubblico? Privati sono la maggior parte dei gruppi personali che nascono per lavorare u un progetto, in un ufficio specifico o su attività estemporanee di collaborazione con persone interne o esterne all’organizzazione. I membri del gruppo privato sono invitati dai proprietari e nessuno al di fuori di loro conosce l’esistenza del team. Quando sono invitati ed accettano tute le informazioni del gruppo appaiono automaticamente nella propria consolle di Teams. I membri possono fare tutto tranne invitare altri membri.

Un gruppo pubblico invece appare nella lista dei gruppi dell’organizzazione e chiunque può chiedere di farne parte, sono gruppi di discussione su argomenti pubblici ed il moderatore decide di accettare o meno la candidatura.

Queste ed altre opzioni sono anche definibili a livello di base dal pannello di controllo di amministrazione di Teams a livello aziendale.

Una volta scelto il tipo di gruppo si definiscono i membri inserendo i loro indirizzi a cui il servizio invierà una e-mail. La possibilità di inserire indirizzi esterni all’organizzazione è decisa dall’amministratore di Office 365.

Una volta creato il primo team avrete notato che il sistema crea automaticamente il primo canale del team che si chiama “Generale”. Per Teams i canali sono come delle cartelle di lavoro separate che tutto il team può vedere, ma aiutano a suddividere gli argomenti del lavoro di gruppo. Quindi se con lo stesso gruppo di lavoro ho diversi progetti o attività posso creare canali differenti ma se voglio che qualcuno veda solo alcune informazioni dovrò creare un nuovo team dove escluderò le persone con cui non voglio condividere tali informazioni. I canali possiedono delle schede di lavoro che sono le applicazioni che sceglierò di condividere con il team nel canale specifico. Quando nascono tutti i canali hanno già di base un’area “conversazione”, un area “file” ed un’area “wiki” se l’amministratore ha lasciato queste opzioni. Nella conversazione, che è come una timeline, vedrò tutto quello che succede nel team, e potrò scrivere a tutti con la chat persistente, nell’area file vedrò i file e le cartelle condivise con il team, le pagine wiki permettono di scrivere e organizzare velocemente note utili al team direttamente sul web.

Se scelgo di aprire altri argomenti di lavoro oltre al generale con TASTO DESTRO sul nome del team nella consolle si pare il menò di gestione e con l’opzione crea canale posso crearne di nuovi.

All’interno di ogni canale ci sono i servizi dedicati al gruppo di lavoro per quel canale e ognuno può aggiungerne di nuovi se è autorizzato. Con il “+” si accede ad una lista di app che sono parte di Office 365 o servizi esterni. Tutte queste app sono accessibili direttamente da dentro Teams con connettori che Microsoft ha creato appositamente per semplificare lo scambio di informazioni tra i membri del gruppo. Troviamo connettori con SharePoint, Planner, Forms ma anche con Trello, o Dropbox e Google Drive, per integrare anche cartelle di lavoro documentali esterne o altri servizi non Microsoft. Questo permette di focalizzare l’attenzione del gruppo sui documenti sulle informazioni rilevanti per ogni canale prescindendo dall’origine di queste informazioni.

Con Teams hai tanti strumenti per stare sempre in contatto con il tuo gruppo di lavoro:

  • una chat persistente (timeline)
  • un instant messaging con presenza
  • le riunioni online e l’organizzazione delle riunioni on site
  • le notifiche che arrivano sul pc o sullo smartphone (se attivate)
  • Le riunioni online registrate sui canali

     

È possibile scrivendo sulla chat informare il team delle ultime attività svolte, tuttavia tutte le attività come riunioni i file caricati ed altre attività sui canali ed attraverso le schede applicative sono tracciate automaticamente dalla timeline che viene visualizzata nella chat, cosicché se anche ti perdi una settimana di lavoro potrai recuperare velocemente scorrendo attentamente queste informazioni e vedendo i video delle riunioni registrate e salvate sul canale che ti interessa.

Per aumentare l’efficacia della collaborazione Teams permette di organizzare riunioni online programmate con i propri gruppi di lavoro. Per farlo vai nel pannello “calendario” dai tab in alto sulla sinistra e in fondo a sinistra “pianifica una riunione”

Da qui è possibile scegliere la data e l’ora della riunione, e tutte le persone del team riceveranno automaticamente una e-mail con il link per partecipare alla riunione. Una volta accettato l’invito la mail viene cancellata automaticamente e l’appuntamento è fissato nel calendario di Outlook e di Teams. Qualche minuto prima dell’inizio della riunione programmata è sufficiente andare sul calendario di Teams o di Outlook anche dal Tablet e dallo Smartphone e cliccare su “Partecipa a riunione Teams” per partecipare. L’organizzatore una volta entrato, dovrà ammettere le persone esterne che sono in sala di attesa.

Quando entro in una riunione online con Teams ho una serie di attività che mi permettono di eseguire in modo efficace la riunione e queste sono accessibili in parte da pulsanti che appaiono quando sono nella consolle della riunione, nell’area centrale verso il basso come “attiva/disattiva la webcam, “attiva/disattiva il microfono”,

“condividi”, “altre opzioni” tra cui registra… etc.…

In alto sulla destra invece ho altre attività legate alla gestione esterna della riunione, come: “tutto schermo”, “elenco partecipanti / Invita nuovi”, “Chatta con i partecipanti”, “scrivi note condivise”, “imposta il microfono e la webcam” È buona regola registrare, avvertendo prima i partecipanti, la riunione se si vuole aggiornare in modo efficace tutte le persone del team che non hanno potuto partecipare. Quando si organizza una riunione con Teams viene richiesto opzionale il canale in cui si vuole mettere la registrazione della riunione, di base se non scelgo niente viene messa sul canale “generale”. Nella timeline della conversazione del canale tutti membri del team potranno rivedere la registrazione della riunione alla fine di essa, dopo la sua conversione.

Il modo migliore per utilizzare Teams dipende dalla propria attività prevalente tuttavia è possibile identificare alcune modalità per essere produttivi con Teams. Prima di tutto installarlo sul PC e su tutti i dispositivi che si utilizzano per averlo a disposizione ovunque, in qualsiasi momento. Quindi lasciare che si avvii automaticamente con il PC e tenerlo aperto per tutta la giornata come Outlook. Aprire un team differente per gli uffici o i progetti a cui partecipano persone differenti. Aprire un canale differente per progetti eseguiti con lo stesso team.

Creare una configurazione efficace e preferita per la gestione delle attività del progetto / team, ad esempio inserire in tutti i canali sempre Planner per pianificare le attività. Comunicare con tutto il gruppo attraverso la conversazione, organizzare riunioni e registrarle sui canali di riferimento. Gestire tutto il proprio lavoro il più possibile in Teams aggiungendo le aree documentali che servono sia interne che esterne all’organizzazione.

 

E’ anche necessario abilitare dal pannello di controllo dell’amministrazione di Teams l’accesso ospite così sarà possibile per tutti gli utenti invitare nei gruppi di lavoro Teams le persone esterne all’organizzazione, cioè quelle che hanno un dominio differente nell’indirizzo e-mail e non hanno la licenza di Office 365. Una volta invitate queste persone ricevono una e-mail con link a Teams, da cui cliccando su quel link attivano una procedura automatica che permetterà al loro indirizzo e-mail di diventare un live-id Microsoft, ricevendo un codice per il primo accesso, e successivamente introducendo una password nuova per accedere a Teams. Anche su Smartphone o Tablet loro potranno scaricare l’app gratuita dallo store di riferimento mentre da PC o Mac lavoreranno via web. Una delle funzionalità che manca ancora delle riunioni via web e la possibilità di ricevere il controllo del desktop dell’interlocutore, tuttavia la condivisione dello schermo funziona perfettamente.

I file che utilizza il gruppo di lavoro sono suddivisi in “canali” che sono come delle cartelle. Infatti, aggiungendo ad un canale specifico o a quello generale del team la scheda SharePoint / Pagina iniziale è possibile visualizzare la pagina web creata automaticamente su SharePoint per gestire altre informazioni utili per il Team e vedere nella Raccolta Documentale della pagina, attraverso “visualizza tutto” sull’area documenti quali sono le cartelle a disposizione. Si vede che esse hanno gli stessi nome dei canali infatti ogni canale del Team crea una cartella su SharePoint nella raccolta documenti creata per il team. Quindi è possibile gestire i documenti del Team anche attraverso SharePoint utilizzando la funzionalità di sincronizzazione che permette di creare una cartella con il nome del Team e con le cartelle / canali direttamente sul PC. Un altro modo semplice per andare direttamente all’area documenti di SharePoint è cliccare “Apri file in SharePoint” dalla scheda “file” del canale, si va così a visualizzare online il contenuto della cartella ove è situato quel file.

Per condividere i file con il gruppo di lavoro è sufficiente caricare questi file dell’area file del canale; attraverso questo caricamento il file è nel cloud e quindi con un semplice collegamento, come già faccio con i documenti su OneDrive, posso inviare abilitare chiunque o persone della mia organizzazione o specifiche a lavorare con me sul file al di fuori del team, mentre per quelli che fanno parte del gruppo di lavoro i documenti caricati sono automaticamente disponibili in modifica, a meno di una restrizione specifica di autorizzazione che devo fare direttamente dalla gestione delle autorizzazioni di SharePoint.

Grazie a queste ed altre funzionalità distintive Teams è, per quello che stiamo vedendo uno strumento pervasivo che si sta diffondendo nelle organizzazioni di ogni dimensione e grazie ad esso abbiamo l’opportunità di cambiare, con la nostra formazione e consulenza, il livello di produttività e efficacia della collaborazione, dei nostri fortunati clienti.

Dopo “WOrk Smarter” …l’evento

Mercoledì’ corso a Milano abbiamo partecipato come sponsor al primo evento di Teamleader CRM in Italia. Il nome ci sembra adeguato “ Work Smarter” = Lavora Meglio, non di più. Gli strumenti “Cloud” che da quando siamo nati offriamo alle piccole aziende a questo servono e sono tutti attinenti al nostro “Orizzonte di Senso” “Semplificare l’utilizzo della tecnologia e offrire servizi di alta qualità alle PMI”.

Sembrerebbe tutto perfetto, infatti i nostri clienti sono soddisfatti, e mi aspetterei la coda di aziende che si dotano di strumenti evoluti per lavorare meglio, cambiare pelle e diventare sostenibili e produttive.

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Invece nonostante tutto continuiamo a lottare come molti in un economia difficile ed in un ecosistema che non aiuta chi fa innovazione, perché refrattario al cambiamento. Sono ancora troppo poche le PMI che si dotano di sistemi Cloud e processi snelli e produttivi. Sembra che gli imprenditori abbiano paura di cambiare, e i giovani che restano cercano il posto fisso, programmati dalla scuola per questo.

Il motto “abbiamo sempre fatto così” impera e scardinare le rendite di posizione è impossibile. Un messaggio di speranza ce la danno i progetti di successo che vediamo spesso, tuttavia sono troppo pochi per un paese che dovrebbe svoltare di 180 gradi la rotta per diventare di nuovo “vivibile”.

Oggi a distanza di una settimana un bell’articolo sull’Internazionale riportato dal Financial Times mi da una sferzata di realismo. Inutile sognare. L’articolo riporta dei grafici in sui si vede chiaramente che l’Italia è ultima in tutte le classifiche positive e prima in tutte quelle negative.

Non aggiungo altro, mi solleva il fatto che noi stiamo con fatica lavorando perché le competenze e la produttività del tessuto economico che rappresenta il 95% del paese, le piccole aziende, tornino a livelli europei, ma che fatica. Riporto qui sotto i grafici del Financial Times, che parlano da soli.

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Grafici italia 2

Italia interessi sul debito pubblico

Italia Investimenti Diretti stranieri

italia stato di diritto

HAI UN’IDEA DA REALIZZARE ? COSA TI ATTENDE

Quando si pensa di mettere in piedi una nuova attività oppure anche solo si vuole “ripensare” il proprio business occorre tener presente che ci sono almeno 10 passi da affrontare.

1) DIFFICOLTA INIZIALE inizio.jpg

Il primo passo è il più difficile. Quando si sviluppa un’idea all’inizio tutto sembra impossibile. Lanciare un prodotto o un servizio genera preoccupazione.

Se si decide di rimandare non si fa che aumentare l’ansia, quindi il miglior antidoto per far sparire la paura è quello di fare azione e generare i primi risultati.  Se ci si sa destreggiare tra i modelli di business e tradurli in pratica si è sicuramente avvantaggiati.

 

sfida.jpg2) LA SFIDA 

Ogni grande impresa come ogni cambiamento richiedono tempo. Se poi si vuole raggiungere il successo questo richiede tempo e fatica.

Henry Ford riuscì ad avere successo con la Ford all’età di 45 anni, dopo aver prima avviato ben due case automobilistiche che sono fallite.

Ma qual è la parte più bella di una sfida sfociata in successo?  Sicuramente il ricordo della strada percorsa e la possibilità di poter raccontare i propri sforzi all’inseguimento del progetto

 

3) ORGANIZZAZIONE E TEMPO PARETO

Essere impegnati o lavorare tante ore non vuol dire essere produttivi

Il successo non arriva solo con il tempo che si dedica al lavoro. È necessario che questo tempo sia utilizzato anche in modo efficiente e produttivo.

Avere idee chiare, utilizzare schemi e metodi anche innovativi, essere organizzati, analizzare correttamente i dati e dotarsi delle più moderne tecnologie favorisce che ogni sforzo sia effettivamente propedeutico all’ottenimento dei maggiori risultati.  Noi stabiliamo i nostri piani utilizzando canvas innovativi, comunichiamo e collaboriamo con strumenti professionali come Office365, la raccolta e la gestione dei dati dei nostri clienti è affidata ad un CRM cloud a misura di PMI di velocissima implementazione come Teamleader CRM e per analizzare i risultati di impresa utilizziamo PowerBI di Microsoft integrato nella nostra intranet aziendale e che ci permette di effettuare confronti anche con i principali benchmark di mercato.

POLIPO

4) MENS DINAMICA E DELEGA.

Non si puo’ tenere tutto sotto controllo. Ci sono troppe circostanze che incidono su un’attività per poter controllare ogni risultato. Ciò che si puo’ fare è controllare la propria reazione agli imprevisti e a ciò che non è stato predeterminato. Una re-azione corretta puo’ trasformare un possibile errore in un’occasione di crescita ed apprendimento.

Anche voler esercitare vigilanza e controllo sui propri collaboratori è un inutile dispendio di energie che puo’ creare problematicità all’interno del team. Una gestione per obiettivi permette di delegare attività e liberarsi del tempo “creativo”.

 

5) IL TEAMilteam.png

Bisogna lavorare con persone in grado di collaborare e lavorare in armonia e spirito di unione. Individui coesi e validi tra cui ci siano coloro in grado di ispirare e di facilitare ognuno a tirare fuori il meglio di se.

Chi non si sente parte di un gruppo e mette ansia fa solo sprecare tempo.

La scelta dei collaboratori giusti, siano essi interni od esterni alla propria attività è fondamentale.

Con la giusta scelta del team si lavora in modo agile e i vari gruppi di lavoro sono in grado di autogestirsi in base agli obiettivi dati.

Se poi si vuole costruire un team moderno si puo’ applicare la metodologia Starboost e il suo modello in work for equity.

 

quiedora.png6) HIC ET NUNC (Qui ed ora)

Gli ostacoli maggiori al conseguimento di un’idea di successo sono nella nostra mente.

C’è chi ha rimorsi o rimpianti pensando al passato e chi si preoccupa troppo pensando al futuro e a fatti non ancora accaduti. L’unica cosa che davvero conta, perché è l’unica che si può effettivamente controllare, è il presente.  Un presente che va controllato avendo sempre chiara e visualizzata la meta di arrivo.

 

7) COACHINGCOACHING

L’autostima nasce dentro ogni individuo.

Se la soddisfazione arriva semplicemente dal confronto con gli altri, le persone non sono padrone del proprio destino e di quello aziendale.

Quando le persone sono soddisfatte per ciò che sono ed hanno realizzato e per gli obiettivi che sono riusciti a raggiungere diventeranno immuni alle critiche e alle abilità degli altri. Imparare a reagire in modo corretto ai giudizi altrui senza mettersi a confronto è uno dei primi passi. Lavorare sull’ ottimizzazione del proprio potenziale e incrementare il proprio livello di autostima con percorsi appropriati ci aiutano a diventare veri padroni delle nostre idee e del nostro destino.

 

FELIX8) POSITIVITA E AUTO-EFFICACIA CREATIVA

Non tutti sosterranno chi ha una buona idea. Alcuni inonderanno con la loro negatività, la rabbia o l’invidia, ma non importa. Non si puo’ sprecare il proprio tempo e soprattutto la propria energia cercando di piacere a tutti o di conquistare le persone che non vogliono supportarci.

Ignorare le opinioni delle persone che non contano e concentrarsi essenzialmente sugli altri.  Intraprendere percorsi manageriali e/o personali come il nostro felix 4.0 sulla felicità per allenare fisico e mente a generare consapevolezza sulle proprie potenzialità, essere positivi nelle relazioni e nelle comunicazioni, abituarsi alla resilienza e soprattutto apprendere ad interessarsi ad un ambiente positivo.

9) FAST FAIL FASTFAIL

Non cercate una cosa che non esiste: la perfezione.

L’essere umano, per sua natura, è imperfetto: sbaglia, fallisce.

Se uno si pone come obiettivo che tutto sia perfetto si proverà sempre un senso di fallimento che farà venire voglia di mollare o ridurre l’impegno.  Si finirebbe per sprecare il proprio tempo ripensando a quanto che non si è riusciti a raggiungere o che si sarebbe potuto fare in modo diverso. Meglio apprendere dall’errore, andare avanti concentrandosi su cosa si puo’ realizzare ancora.  Dopo 10.000 modi in cui le cose non hanno funzionato la soluzione e il successo saranno dietro l’angolo.

coraggio.jpg10) CORAGGIO

La paura è la prima fonte di rimpianto. Se ci facciamo bloccare dalla paura dalle troppe esitazioni, a un certo punto, il problema più grande non sarà il fallimento. Ci ritroveremo a pensare alle opportunità non colte più che ai fallimenti. Non bisogna avere paura di rischiare. L’importante è impostare delle chiavi di misurazione corrette e tarare il tiro in corsa.

Purtroppo senza azione non c’è possibilità di centrare un bersaglio

 

ANGRYBIRDS

CHIEDICI COME FARE A REALIZZARE UN’IDEA O AD UTILIZZARE STRUMENTI PROFESSIONALI

OFFICE 365

MODELLI DI BUSINESS E FORMAZIONE 

FELIX 4.0 

CRM TEAMLEADER

AZIENDE: i blocchi alla Collaborazione e condivisione

Il Cambiamento contemporaneo della realtà come insieme di “sistemi complessi, caotici” è caratterizzato da quattro fattori: globalizzazione, evoluzione dell’ICT, velocità, complessità.

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Da molto tempo si determina una fine delle rigidità lineari dei sistemi tradizionali di tipo tayloristico. Il tentativo di ritorno ai modelli del passato fondati su gerarchia, direzione e controllo non è auspicabile.

Al contrario per i nuovi modelli organizzativi sono richiesti:

  1. comunicazione organizzativa pianificata
  2. valorizzazione delle risorse e relazioni umane, tramite formazione permanente;
  3. gestione delle conoscenze e delle competenze necessarie per il progresso dell’organizzazione, tramite il supporto dell’innovazione tecnologica applicata.

 

In ambito ICT si parla molto di tecnologie volte all’aumento della collaborazione e della condivisione all’interno delle aziende.

Microsoft Office 365 sta puntando su “Teams” l’app per la gestionms teamse del gruppo.  Un luogo virtuale in cui concentrare tutte le informazioni utili per lavorare su progetti comuni: documenti, feedback, applicazioni, file, liste, progetti.

 

 

 

Ritornando ai punti cardine dei nuovi modelli organizzativi, la collaborazione e la condivisione nascono tuttavia, innanzitutto, dalle persone che compongono i gruppi.

Quindi se le aziende vogliono evolvere e ottenere maggiori vantaggi competitivi devono rivedere i propri modelli organizzativi interni e puntare sulla crescita del maggiore investimento che hanno al loro interno: il capitale umano.

Nel panorama economico odierno possiamo evidenziare cambiamenti nelle aziende relativi a:

  • Acquisizioni e fusioni aziendali in cui diverse culture aziendali devono convivere e trasformarsi
  • Ristrutturazioni aziendali come quelle dovute a dei cambiamenti del mercato, della tecnologia, del prodotto …
  • Altre evoluzioni e cambiamenti di tipo organizzativo come la riorganizzazione di un servizio
  • I passaggi generazionali in cui la generazione al comando passa l’azienda alla generazione entrante
  • Il raggiungimento di obiettivi particolarmente sfidanti sia in termini quantitativi che qualitativi.

 

All’interno delle nuove organizzazioni ci deve quindi essere la conciliazione tra il raggiungimento di obiettivi organizzativi (aziendali) sfidanti e i legittimi obiettivi individuali di ogni membro dell’organizzazione.

organizzazione innovativa

Tra le caratteristiche dei modelli flessibili dell’organizzazione ci sono:

  • L’utilizzo di tecnologie per integrare le funzioni aziendali
  • Aumentare il livello di interdipendenza tra le varie aree ed attività
  • Coordinare unità distanti dal punto di vista geografico
  • Strutture flessibili e modulari composte da gruppi e “team”, anche virtuali, dotati di discrezionalità decisionale
  • Gerarchie appiattite con un forte coordinamento in linea orizzontale: network di comunicazione, partnership e collaborazioni con nodi o centri capaci di lavorare fra loro ai fini di risultati condivisi.
  • Knowledge management anche via web per l’apprendimento
  • Capacità di adattamento e ridefinizione continua

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Per operare in questi nuovi contesti ci sono a disposizione:

  • Strumenti tradizionali
    • gestione della relazione capo-collaboratore
    • meeting (in presenza e a distanza)
    • gestione dei gruppi di lavoro (reali e virtuali)
    • convention aziendale o associativa
    • intranet/extranet
    • televisione aziendale o associativa
    • formazione
    • pubblicità e comunicazione esterna come strumenti di gestione delle relazioni interne e dell’identità organizzativa
  • Nuovi strumenti favoriti dalla tecnologia:
    • comunità di pratica, professionali, virtual communities
    • gestione dei network organizzativi
    • blog e wiki
    • reti mobili (mobile communicating/learning)
    • eventi “non convenzionali
    • contaminazioni: arte, cinema, teatro, letteratura

 

Se ci sono tutti gli strumenti tecnologici adatti, soprattutto da parte di Microsoft Office 365, per favorire la nuova metodologia di lavoro occorre tener presente, soprattutto nell’ambito dei team, che occorre lavorare su temi come la fiducia e la capacità di parlarsi schiettamente per superare una delle principali barriere che impediscono di collaborare in maniera efficace.

I non detti, infatti, costituiscono un substrato potentissimo, in grado di bloccare il lavoro comune che da essi trae molti più stimoli e freni di quanto non riescano a fare le dichiarazioni palesi di intenti ed obiettivi.

Sempre più aziende, tra quelle che vogliono manageronlineemergere nel mercato, stanno ricercando persone in grado di aiutare l’organizzazione e i suoi membri a tirare fuori il meglio di se stessi.

 

Non vengono ricercati solo consulenti e competenze all’interno e all’esterno dell’azienda ma sempre più importanza rivestono i Business Coach e i Team Coach in grado di seguire percorsi individuali e di gruppo nel periodo di transizione e cambiamento. Molte aziende si stanno anche dotando di un’Academy di coach interni proprio per sopperire a queste necessità.

In questo modo è più probabile che il cambiamento organizzativo operato produca gli effetti positivi sperati minimizzando gli impatti negativi.

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La massimizzazione delle risorse: interne, formazione, coaching, strumenti tecnologici, nuovi approcci e nuove metodologie permetteranno alle aziende di avere una visione ottimistica del futuro e organizzare al meglio il proprio business.

2017 Perchè il Cloud nelle pmi non decolla ?

Il Cloud ha cambiato per sempre l’informatica e oggi il mercato delle piccole e microaziende ha delle opportunità di sviluppo uniche grazie ai servizi Cloud. Nella nostra attività siamo riusciti ad aggiungere ai clienti che usano Office 365, un altro servizio tipico del Cloud che è il CRM, però deve essere semplice, subito attivo ed a prezzo competitivo, e il nostro lo è. I nostri clienti piccoli hanno apprezzato il servizio CRM Cloud invece di un servizio analogo che costringeva all’installazione del server in azienda, e questo ci fa ben sperare.

imageEppure questo è un servizio simile ad un software che però è stato installato per tutta l’Europa nel Cloud di Amazon. Questo significa che per le Software House l’unica soluzione per l futuro è creare servizi Cloud e per i clienti la prima scelta sono i servizi Cloud.

Non è per tutti così però la crescita delle aziende che vogliono lavorare in sicurezza senza complessità aumenta. Aziende come Microsoft, Google e Amazon hanno garantito l’adeguamento dei loro Cloud al GDPR la nuova normativa per la privacy e sicurezza Europea che dal 25 Maggio 2018 garantirà multe salate alle aziende che non si adegueranno. Se utilizziamo i servizi Cloud dei maggiori operatori internazionali siamo sicuri che l’adeguamento tecnologico sarà gestito, a noi servirà solamente adeguare le policy interne e la comunicazione verso i nostri interlocutori.

imageNonostante tutti i benefici la percentuale di piccole e microaziende che avrebbe più da guadagnare dai servizi Cloud è ancora troppo bassa, perché? Solito problema di conoscenza e competenza, ma soprattutto di canale. Il canale dei piccoli installatori e sistemisti rema e remerà sempre contro il Cloud  finchè non sarà spazzato via dalle Telco che con i “servizi digitali” che stanno offrendo ai proprii clienti si stanno sostituendo agli operatori del mondo dell’informatica che sono rimasti indietro.

Oggi il Cloud è maturo e le grandi aziende usano oltre ai servizi SaaS, tutte le opportunità offerte dal IaaS e PaaS per fare una completa migrazione delle applicazioni in Cloud con risparmi enormi in termini di risorse interne e maggiore flessibilità.

Per le piccole e microaziende oggi sono presenti tantissimi servizi in Coud finiti che permettono di realizzare il proprio sistema aziendale integrato con passaggi di dati automatici da Cloud a Cloud, utilizzando dispositivi semplici come PC, Tablet e SmartPhone per lavorare senza avere ne Server ne Centralino, insomma nessun hardware costoso e necessità di esperti tecnici in azienda.

I servizi SaaS ultima generazione si integrano tra di loro semplicemente e ci sono società che sviluppano il loro business facendo solo integrazioni tra i vari Cloud. Il nostro CRM Teamleader ad esempio ha queste e molte altre integrazioni con servizi Cloud.

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E quella con il calendario di Office 365 ad esempio ci permette di fissare le chiamate dal CRM averle disponibili in agenda sullo smartphone, farle in auto, registrando le note ed il risultato vocalmente sull’appuntamento e tornare in azienda e vedere quanto ho dettato dentro la chiamata nel CRM. Questo grazie all’integrazione del Cloud di Microsoft Office 365 con quello di teamleader che è su Amazon AWS. Fantascienza per i tecnici che seguono le piccole aziende ma quando si fanno vedere queste cose agli imprenditori allora è tutta un altra storia…. Io dico che il Cloud nelle PMI decollerà quando molti tecnici  e consulenti vecchia generazione di cui gli imprenditori si fidano smetteranno di lavorare e fare danni Sad smile, oppure in alternativa gli imprenditori comprendono che la tecnologia informatica è cambiata cosi tanto che oggi possono veramente con poca spesa realizzare i loro desideri scavalcando …gli incompetenti!

Nelle mani di chi la trasformazione digitale e il futuro delle imprese?

Il Microsoft Forum si è chiuso questo mese con interessanti interventi e speach.

L’evento mette a conoscenza le industrie italiane di ciò che la tecnologia può fare per migliorare il loro business, affiancandole nella digital trasformation: un cloud intelligente che sfrutta il dato come elemento chiave a supporto delle decisioni, reinventa produttività e processi di business e immagina nuove modalità di interazione, più naturali, personalizzate ed efficienti.

L’intervento di Alec Ross ha dato uno “spaccato” molto interessante della situazione economica delle imprese italiane e delle loro possibilità di sviluppo. Risultati immagini per alec ross

“La digitalizzazione ha creato migliaia di miliardi di euro di valore e centinaia di migliaia di lavori ben remunerati. Questa tendenza alla digitalizzazione è destinata a proseguire e a impattare positivamente e in modo sempre più diretto l’Italia e gli italiani. La Penisola è stata un centro di innovazione per centinaia di anni e sono certo che continuerà a distinguersi per la sua capacità creativa. L’ingegno innovativo ha caratterizzato il passato del Paese grazie al lavoro di scienziati e artisti, ma ne potrà guidare anche il futuro attraverso una nuova classe di professionisti capaci di cavalcare il cambiamento senza lasciarsi intimorire dagli sviluppi tecnologi, anzi volgendoli a proprio vantaggio per inaugurare nuovi modelli di produttività e business”.

Una frase però ci ha colpito particolarmente:  “Quando io siedo ai tavoli direzionali italiani sono il più giovane, quando siedo a quelli di Silicon Valley sono il più vecchio“…

Questa trasformazione digitale implica molti cambiamenti, primo tra tutti l’approccio.: utilizzare le nuove tecnologie con vecchi sistemi non porta a nulla di produttivo, anzi puo’ essere controproducente; in secondo luogo bisogna rivedere gli assetti organizzativi delle imprese e ultimo ma non meno importante ci vuole un forte “committment” da parte delle dirigenze d’impresa.

Chi meglio dei giovani puo’ essere d’aiuto a comprendere i nuovi paradigmi delle necessità dei consumatori, i nuovi modi di comunicare, condividere e collaborare. I giovani sono i nostri “nativi digitali” e da loro possiamo trarre grandi ispirazioni per rendere maggiormente produttive le imprese e sviluppare nuovi business anche di grande successo.

Pensiamo ad alcuni casi di successo: Whatsapp creato nel 2009 da due ex impiegati yahoo di 33 e 37 anni, Facebook creata da  Mark Zuckerberg a soli 19 anni, Instagram da Systrom e Krieger di soli 27 e 30 anni, Uber da Garett Camp a 31 anni, le stesse Microsoft e Apple hanno fatto storia.

E l’Italia ?

Anche in Italia ci stiamo muovendo con le “startup, come cita Forbes ” After A Slow Burn, Italy’s Tech Startups Turn Up The Heat. Ovvero, dopo una partenza lenta, le startup italiane vanno verso il successo. Titola così Forbes, che guarda all’ecosistema delle startup italiane e dei suoi protagonisti: «Devastati dalla recessione e dall’aumento della disoccupazione, gli italiani più intraprendenti hanno deciso di diventare imprenditori di se stessi» in un pezzo dove si raccontano alcuni dati incoraggianti «colme la crescita degli investimenti da parte dei venture capital (56 milioni di dollari nei primi sei mesi del 2015 che fanno il 12% in più dei 50 milioni investiti nell’ anno precedente».

I giovani intraprendenti con il loro, come affermato da Alec Ross, ingegno innovativo stanno costituendo start-up. E quelli che già lavorano all’interno di aziende ? imparaadattaNon dovrebbero essere loro i nuovi centri di interesse dello sviluppo delle imprese ?  Potrebbero proprio essere loro a supportare, in un’ottica di “reverse mentoring”, i responsabili di più lunga esperienza nell’adozione profittevole di tutte le nuove tecnologie che si affacciano sul mercato digitale di oggi. Quantomeno sarebbe opportuno concepire nuovi modelli di business, nuovi modelli di utilizzo, essere consapevoli dei nuovi “bisogni del mercato e della società” integrando proprio queste figure giovanili all’interno dei gruppi di lavoro, sfruttando appieno il loro apporto e facendone dei “focal point” aziendali.

Sicuramente le aziende devono rivedere le proprie organizzazioni interne per creare dei network dinamici che sperimentano e collaborano con un’intensa efficacia di risultati. Si potrebbe inizialmente sovrapporre alle organizzazioni tradizionali questa struttura “reticolare” con “punti di interesse” almeno per tutto ciò che concerne il flusso delle informazioni e la collaborazione.

Quindi , in un mondo economico che viaggia alla velocità della luce solo chi è fortemente adattivo è destinato a sopravvivere e sicuramente questa sopravvivenza è data dalla trasformazione digitale, dalla disruption e dall’open innovation.