Cosa pensa la gente comune del “Cloud”….

Reduci da una “fiera” molto particolare che si chiama Matching dove appunto le aziende si incontrano e scambiamo esperienze, informazioni sui prodotti e idee di partnership, ci portiamo a casa anche una simpatica esperienza di sondaggio in cui abbiamo chiesto ad aziende di ogni settore, dai vini alle costruzioni passando per l’illuminazione…cose è per voi il “Cloud” o la “Cloud”.

Senza avere la pretesa di rappresentare un campione statistico ma più per curiosità riportiamo la sensazione ricevuta dagli sguardi curiosi e anche un po’ stupiti delle persono a cui abbiamo fatto la domanda: “ cos’è per voi il Cloud “?”  In pratica nessuna persona tra quelle incontrate e non addette ai lavori sapeva dare risposta, ma quando si citava “nuvola Italiana” o Impresa semplice di Telecomitalia, qualcuno ci ha detto “Ah ho visto la pubblicità, ma mi è parsa molto macabra” riferendosi al fatto di volere portare l’Italia in “cielo”. Altri si sono fatti spiegare da noi di cosa si tratta e ci hanno ringraziati per avere finalmente chiarito un concetto di cui sentivano parlare ma non riuscivano a sentire vicino a loro o a capire di cosa si trattasse.

Io credo che sia stato fondamentale partecipare a questo evento dove piccole imprese tradizionali presentano i propri prodotti molto concreti e la tecnologia informatica è ancora quella del sistema gestionale per provare a parlare in termini concreti di Cloud e noi ce l’abbiamo messa tutta con le nostre offerte semplici che erano più o meno così:

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Quando vedevano il depliant simile a quelli loro dove le cose offerte ed i prezzi erano semplici e chiari hanno cominciato a capire ed a fidarsi di noi, che ne frattempo portavamo tanti esempi di utilizzo pratico.

Alla luce di questa esperienza cercheremo sempre di più di semplificare il nostro messaggio e spiegare i benefici dell’informatica a consumo, però la strada per portare nel nostro paese questa innovazione in modo capillare alle aziende che dovrebbero trarne i maggiori benefici.

Il 5 Dicembre a Torino faremo un evento per spiegare alle piccole aziende piemontesi cosa facciamo e cosa è questo benedetto “cloud”. Ovviamente siete tutti invitati, e potete registrarvi QUI

Banda larga o Banda musicale? decidiamo noi!!

Mi sembra che in Italia la scelta  sia tra queste 2 alternative:  fare le cose serie al di la delle parole o continuare a suonarcela e cantarcela senza agire con investimenti.

Pare infatti che la vendita della concessione delle frequenze G4 agli operatori telefonici ha reso al governo più di 800 milioni di euro che avrebbero dovuto essere investiti nell’infrastruttura a banda larga sia stata dirottata su altre priorità, quindi addio Banda Larga, per il momento.

Approfondimenti sul tema lo trovate qui  BANDA LARGA IN ITALIA

Questa ed altre decisioni del nostro governo non favoriscono certo lo sviluppo delle e nuove tecnologie, soprattutto quelle legate ai servizi di Cloud Computing. Ci rendiamo tutti conto che ci sono delle priorità molto importanti dal punto di vista delle infrastrutture nel nostro paese; non è assolutamente accettabile però che tutti gli altri paesi continuino ad aumentare la produttività grazie alla tecnologia, mentre noi perdiamo produttività nonostante la tecnologia, per non saperla utilizzare e prendere decisioni giuste legate alle infrastrutture. Infatti continuiamo a pensare a investimenti in infrastrutture fisiche, che oltre a non aumentare la produttività, aiutano le persone a muoversi come oggi creando maggiore impatto ambientale e costi. Spostare i bits infatti costa enormemente meno che spostare persone, oltre a avere emissioni di Co2 pari a zero.

E’ doveroso a questo punto evidenziare che il lavoro da casa che sarebbe primo beneficiario della banda larga ovunque, ma non è nelle abitudini degli italiani e nelle priorità della legislazione sul lavoro.

Dopo i momenti di sconforto legati alla situazione economica ed infrastrutturale dell’Italia resta la voglia di fare innovazione in questo paese, con la consapevolezza che l’unico modo per riuscire a cambiare le scelte di un governo  sta nel cambiamento dei comportamenti delle aziende e delle persone. Se i manager delle aziende favorissero il lavoro in mobilità e sapessero gestire in modo adeguato le persone lontane e le riunioni anche in remoto, aumenterebbero gli investimenti in nuove tecnologie della comunicazione e collaborazione e di conseguenza la necessità di banda sarebbe una priorità anche per il governo oltre che per i comuni cittadini.

Il pensiero che potrebbe aver guidato il nostro governo nella scelta è la mancanza di un grande impatto in Italia sull’economia e sul comportamento delle persone a fronte degli investimenti in tecnologia realizzati, fatta eccezione per la telefonia mobile utilizzata soprattutto per soprattutto per parlare, cosa che sappiamo fare benissimoSmile.

In sintesi il ragionamento del governo, che potremmo condividere, nell’investire in altre priorità nasce dal solito pensiero e luogo comune, peraltro non smentito dai fatti, che oggi abbiamo molta più tecnologia disponibile di quella  che siamo in grado di utilizzare. Peccato che questo ragionamento sia ancora una volta penalizzante per le nuove generazioni che pagano le nostre scelte di tutti questi anni con la mancanza di un reale futuro perlomeno in Italia. Ciò in quanto, senza dubbio, le nuove generazioni se potessero sostituire tanti manager di azienda, utilizzerebbero le più recenti tecnologie in modo adeguato, e lo farebbero già a partire dalla scuola, che invece oggi insegna strumenti assolutamente inadeguati al mondo del lavoro.

Solo dando alle persone predisposte all’utilizzo delle tecnologie le stesse opportunità che hanno i coetanei in altri paesi si creerebbe un circolo virtuoso che ci permetterebbe di recuperare il divario in produttività. Invece prendiamo decisioni e lavoriamo spesso come 20 anni fa in un mondo completamente diverso, ma guarda caso a decidere per noi tutti sono le stesse persone che c’erano alloraSad smile

Dai massimi sistemi ai servizi Cloud di uso quotidiano…come il telefono

E’ veramente stimolante vedere come la forza vendita di Vodafone abituata a offrire USIM e Telefoni prima mobili poi anche rete fissa e xDSL sta imparando in fretta a vendere anche servizi ICT “cloud” di Microsoft. L’offerta è stata integrata e il “disco vendita “ preparato con cura. Sono veramente grandi i benefici di questa offerta integrata, telefonia “cloud” e Servizi di collaborazione completi “cloud”. Peraltro i benefici descritti al cliente in fase di vendita della Rete Unica, sono simili in modo impressionante: la prima va a sostituire via web il centralino dell’azienda mentre quella di BPOS di Microsoft vanno a sostituire Exchange, o la mail pubblica, i costosi sistemi documentali e di archiviazione digitale, le sale conferenze  gestiti “in house” riducendo drasticamente i costi di rinnovamento e gestione, senza contare l’impatto nella riduzione degli spostamenti delle persone. Non mi stancherò ,mai di dire che siamo di fronte ad una rivoluzione. Io utilizzo giornalmente i servizi “cloud” di Microsoft e come me può farlo chiunque, e non vedo nessuna differenza con i servizi “aziendali” disponibili in Vodafone and esempio o in Microsoft stessa. Come dice un collega del Marketing di Vodafone alle presentazioni: questa è la democrazia nell’ICT. Le piccole e micro aziende possono finalmente avvalersi della stessa infrastruttura delle grandi aziende per aumentare la loro produttività e uscire dalla schiavitù di tecnici “cantinari” che le costringono a spendere inutilmente soldi in applicazioni personalizzate come da artigiani dell’informatica che creano schiavitù. Spero che le aziende piccole che formano in substrato economico italiano lo capiscano in fretta, abbonandosi ai servizi di Microsoft e Vodafone risparmiano veramente i costi dei loro fornitori abituali e soprattutto ottengono un servizio paragonabile a quello delle grandi aziende italiane e multinazionali per fare business. E’ una rivoluzione che renderà inutile e costoso il software pirata e l’open source perché rendendo i servizi di collaborazione e nella nuova versione l’Office uno strumento alla portata di tutte le tasche non giustifica più sprecare tempo in inefficienza utilizzando  sistemi non professionali, non pensati per le aziende.

Amo fare questo esempio durante i corsi ed agli eventi: io posso anche scegliere di farmi fare il 740 da un amico gratis o farlo da solo guardando le istruzioni su Internet, ma la sicurezza del risultato che vorrei per il mio business mi giustifica la spesa del commercialista. Perché non c’è da parte di molti imprenditori la stessa attenzione per i servizi informatici? Forse perché fino ad ora costavano troppo e non si comprendeva la loro necessità e importanza per il business. Abbassandone i costi società come fanno società tipo  PC30, nata nel 2003 in Francia e diventata leader nell’assistenza informatica low cost a distanza, o come fa Microsoft con MOS (Microsoft Online Services) tutti gli imprenditori che vogliono innovare hanno oggi le risorse per farlo senza scuse.

QUI potete trovare le informazioni commerciali del servizio e anche una guida per attivarlo online. Sembra tutto alla portata di ogni azienda in  Italia, ma non è così, almeno per il momento perché solo alcune agenzie Vodafone stanno vendendo questa offerta e solo alcuni venditori hanno cavalcato la novità. Tra qualche mese l’offerta sarà estesa a a tutte le agenzie e chiunque potrà affiancare al centralino virtuale di Vodafone il più evoluto sistema di collaboration di Microsoft con un canone mensile accessibilissimo.

Come vedete gli effetti sui prodotti e servizi commerciali con la tecnologia cloud diventano veramente “computing” come energia elettrica. Fino ad oggi per avere le stesse cose dovevo mettere in casa licenze ed hardware per gestire almeno 3 server, e abbonarmi ad un servizio che è online dal 1995. Ora mi abbono a VRU Mail e Collaboration e oltre al Centralino, l’xDSL, i cellulari ho anche Exchange, OCS, SharePoint e Live meeting. Ecco la rivoluzione realizzata…da Microsoft per ora mentre gli altri continuano a disquisire sui massimi sistemi: cloud o non cloud ? Privacy? sarà veramente il futuro?

Quando i prodotti arrivano al supermercato il futuro è realizzato. Grazie Vodafone e Microsoft.

Dai canali di comunicazione alla piattaforma, una sfida per HR

Un anno fa in occasione della preparazione alla SharePoint conference 2010 di Marzo scrivevo questo post che riporto integralmente;

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Documenti, documenti, documenti,……e quindi “gestione documentale”, problema da risolvere; ma siamo sicuri che tutta la nostra conoscenza e le informazioni debbano essere contenute in documenti? Oggi che la conoscenza planetaria è sul web, nelle nostre povere organizzazioni di business siamo sommersi da documenti, ma anche mail, fogli excel etc… Poco importa se sono cartacei o digitali, anche se la gestione dei documenti digitali è di gran lunga meno onerosa, quello di cui non riusciamo a liberarci è la “conoscenza documentale”.  Continua a leggere

Allineare ICT al Business: missione impossibile?

Colgo lo spunto della CIO survey di Net Consulting presentata ormai qualche mese fa (Settembre 2010) ma più che mai attuale per parlare di un tema che mi sta da sempre molto a cuore. L’allineamento delle scelte di investimento ICT al Business. vediamo innanzitutto cosa emerge dalla survey

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Al primo posto nelle priorità dei CIO nel 2010 è “finalmente” l’allineamento delle strategie al Business, mentre nel 2009 al primo posto c’era ancora un tema ICT come la virtualizzazione. In realtà conosco molte aziende che sono ancora nel bel mezzo del piano di consolidamento e e virtualizzazione ma diciamo che il trend dell’allineamento è rilevante per quelle aziende più innovatrici che hanno saputo negli anni scorsi risolvere i problemi di infrastruttura obsoleta e creare una solida base per ripartire con i servizi di business veramente utili alle persone invece che auto referenziarsi con i soliti investimenti da esperti in camice bianco.

Ma vediamo in pratica cosa significa

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Innanzitutto emerge prepotente il tema dell’analisi dei dati, della Business Intelligence, che insieme al CRM  ed al Content Management rappresentano le principali crescite di investimento dal 2009 al 2010. Le aziende do ogni dimensione stanno prendendo coscienza che il mondo delle informazioni va gestito, analizzato e da esso si possono trarre molti vantaggi competitivi sui concorrenti. SharePoint 2010 che è uscito proprio a metà del 2010 possiede una suite completa per l’analisi e la visualizzazione dei dati ed il CRM di Microsoft è costruito su base documentale SharePoint ed integrato con Office. A settembre inoltre Gartner posiziona SharePoint come migliore infrastruttura di portale, Allineare ICT al Business vuol anche dire dare finalmente alle persone che lavorano dei servizi semplici e familiari e integrati nel mondo di Office, non fornire applicazioni frammentate che risolvono ognuna un solo problema e costringono le persone ad imparare diversi tool informatici per svolgere il proprio lavoro. Da anni i “tecnici” per mantenere il proprio ruolo, si complicano la vita e complicano la vita agli “utenti” con scelte costose e complesse da gestire. Ora che abbiamo più tecnologia semplice ed efficace a casa che in ufficio, i budget dell’ICT negli Stati Uniti sono addirittura rigirati in buona parte al business che può liberamente scegliere device e soluzioni all’interno di un portafoglio gestito dall’infrastruttura con un buon grado di libertà. Allineare ICT al business significa anche attrezzare l’ICT per seguire la variabilità e velocità delle scelte di business che sono necessario per essere competitivi, che spero facciano tramontare definitivamente le risposte dei “tecnici” del passato che di fronte alle richieste del business rispondevano con un secco “non si può fare”.

Impatto economico di Office 2010

Better together, meglio insieme dice Forrester di Office 2010 e Sharepoint e lo dimostra anche in uno studio di cui trovate qui la presentazione. In sintesi la società di analisti americana ha applicato la sua metodologia TEI (Total Economic  Impact) che consiste in:

  • raccogliere le informazioni dalle ricerche di mercato
  • intervistare le persone di prodotto di Microsoft
  • intervistare in profondità persone di 7 organizzazioni che utilizzano Office 2010 a partire dalla versione beta
  • creare un modello organizzativo che raggruppa le caratteristiche rilevate insieme e popolare il modello finanziario collegato
  • finalizzare i report sui costi e benefici emergenti dal modello finanziario costruito sulle interviste e raccolta dati nelle organizzazioni che usano Office 2010

Questa metodologia forse è l’unica che permette di rappresentare economicamente in modo abbastanza oggettivo le quantità che emergono dal risparmio qualitativo in produttività che spesso vediamo ma non riusciamo a giustificare. I risultati sono importanti perché emerge che nella organizzazione studiata di 5.000 utilizzatori di Office 2007, la migrazione ad Office 2010 porta, secondo Forrester  ad un beneficio di 9M$ in 3 anni (risk adjusted) contro un costo di 1,6M$ con un payback di 5 mesi dell’investimento. Non a caso si studia il periodo di 3 anni perché è il periodo di innovazione di Microsoft, che ogni circa 3 anni lancia un nuovo Office, dove per Office ormai si intende la suite che comprende SharePoint.

Quali sono i principali benefici quantitativi misurati (valori senza risk adjustments)?

  • l’impatto del co-authoring con benefici stimanti in 6,7M$
  • l’impatto dell’uso del nuovo One Note con benefici per 2M$
  • l’impatto dell’eliminazione di video/foto editing tools di terze parti per 70k$
  • l’impatto delle altre nuove funzionalità insieme per 13M$

Ma perché questi grandi numeri: perché in questa tipologia di analisi entra sempre il “costo del lavoro” che è alla base degli studi di produttività. Il costo delle ore lavorate delle persone è un elemento che nel mondo anglosassone è rilevante nelle analisi economiche di investimento, quindi il risparmio in ore lavorate diventa beneficio economico evidente con l’utilizzo delle nuove tecnologie. In sintesi il messaggio finale è questo: se si innovano le tecnologie Office ogni 3 anni e si rinnova l’Enterprise Agreement con Microsoft, a cui vanno aggiunti i costi di deployment cioè di rinnovamento del software e hardware necessari per utilizzare i nuovi prodotti, i benefici sono ampiamente superiori e si ripagano in pochi mesi per organizzazioni di grandi dimensioni. Questo perché moltiplicare le ore risparmiate e valorizzate al costo del lavoro per il numero delle persone porta a grandi numeri.

E in Italia? Da noi purtroppo la produttività non è un elemento discriminante nelle scelte degli investimenti perché il costo del lavoro è considerato una invariante, anzi aumentare la produttività a volte crea problemi di organizzazione del lavoro perché ruoli e mansioni potrebbero cambiare aumentando di livello dal momento che i lavori più ripetitivi sono automatizzati. Quindi alle persone che paghiamo cosa facciamo fare se svolgono il lavoro troppo in fretta? Va da se che gli altri paesi aumentano il divario in produttività e noi andiamo sempre più indietro nelle classifiche internazionali. Questo modo di pensare purtroppo è molto più radicato di quello che si crede ed è il motivo per cui quando si analizzano gli investimenti in tecnologia si prendono in considerazione i costi ed i risparmi in software, hardware e consulenza, ma quasi mai l’impatto in risparmio di costi che questi investimenti potrebbero avere sulle persone. Le funzioni aziendali come AFC e HR dovrebbero entrare di diritto nelle scelte ICT per permettere di misurare il beneficio degli investimenti in innovazione e fare ripartire la produttività delle organizzazioni.

La intranet è uno degli investimenti che dovrebbe essere soggetta a questo tipo di studi preventivi e di  misurazione successiva per valutarne gli innumerevoli benefici e continuare con gli investimenti verso l’Enterprise 2.0.

Provare….per credere

E’ molto difficile per le persone comprendere a fondo cosa significa veramente lavorare in modo produttivo, utilizzando le ultime tecnologie dell’informazione. Non lo è per i dipendenti di Microsoft che ancora prima che esse siano disponibili sul mercato le utilizzano in versione beta e poi finale. La produttività nella gestione delle mail, nella ricerca ed analisi delle informazioni ed in tutte le altre 1000 micro attività giornaliere che tutti svolgiamo con le informazioni se supportate da strumenti aggiornati permettono alle persone non solo di lavorare meglio ma anche di raggiungere obiettivi di business più significativi e di amplificare il proprio impatto. Le organizzazioni che comprendono questo e non si limitano a fornire ai propri dipendenti applicazioni non integrate tra di loro acquistano immediatamente un vantaggio competitivo sui concorrenti. Ma come si fanno a comprendere a fondo le dinamiche della collaborazione e della produttività delle persone in azienda? A valutare correttamente gli investimenti e le aree da cui partire? Dove si provano queste tecnologie per capirne gli impatti? Finora si poteva fare solo in Mocrosoft ma con il programma Customer Immersion Experience (CIE) è stato creato un test drive completo e stimolante dove le aziende possono simulare l’impatto delle tecnologie sulla produttività delle persone, e questo in Italia oltre che in Microsoft a Segrate oggi è attivo un un partner di Microsoft che si chiama Blue Sof Consulting che ha realizzato la propria versione del CIE e l’ha chiamato bluEMP (Experience Microsoft Productivity). Scoprite di cosa si tratta qui e iscrivetevi all’esperienza.

Come dice Confucio : “dimentico quello che ascolto, ricordo quello che vedo, ma comprendo veramente solo quello che faccio”. Vi assicuro che in questo caso è molto azzeccato.

SMAU 2010: Con la testa tra le nuvole e i piedi per terra

Tra Cloud e Kinect per Xbox, passando per Windows Phone 7, lo stand di SMAU presentato da Microsoft, “by the way” vicino al diretto competitor Google, è molto piacevole e “leggero”. Poco a che vedere con quello “classic red” con i piedi per terra di Oracle e quello finto innovativo di IBM. Una cosa che manca,  che invece troviamo presso  IBM è il marketplace delle idee, una bella fiera di incontro tra startuppers ed investitori che si svolge poco più in la. Molto seguita invece la televisione per developers, racchiusa in un acquario e piacevole da seguire anche per la “bella presenza” dei partecipanti:-). Qui i Microsoftee si sono improvvisati presentatori televisivi dei propri prodotti e considerando che è molto più facile parlare davanti alle platee, che davanti alle telecamere con le forti luci dello studio televisivo negli occhi, il risultato è buono. Di dubbia riuscita invece l’arena Microsoft che è stata riempita da ignari presentatori che citano a man bassa Google e usano Open Office, giusto sul pianerottolo di casa di altri. Speriamo che gli spettatori sappiano che Microsoft non ha avuto possibilità di discutere o scegliere i contenuti presentati nell’arena o almeno non notino la distonia tra l’ospite e gli ospitati. Mi aspettavo solo qualcosa in più su Office365, ma ci sta visto che, a parte la comunicazione, per il lancio c’è tempo.

per chi vuole leggere i post da 1 a 7 sul social computing

I miei post sull’argomento e sui temi di collaboration fino ad oggi sono qui .

Cambio blog da www.mclips.it a qui

Cambio blog, da ora scriverò qui, i miei blog passati li trovate su www.mclips.it cercando nella tag cloud Sharepoint o attraverso il mio sito www.silviofilippi.it. Ho da completare una serie di articoli sul tema social computing, e li pubblicherò qui. Continuate a seguirmi e buona lettura