HAI UN’IDEA DA REALIZZARE ? COSA TI ATTENDE

Quando si pensa di mettere in piedi una nuova attività oppure anche solo si vuole “ripensare” il proprio business occorre tener presente che ci sono almeno 10 passi da affrontare.

1) DIFFICOLTA INIZIALE inizio.jpg

Il primo passo è il più difficile. Quando si sviluppa un’idea all’inizio tutto sembra impossibile. Lanciare un prodotto o un servizio genera preoccupazione.

Se si decide di rimandare non si fa che aumentare l’ansia, quindi il miglior antidoto per far sparire la paura è quello di fare azione e generare i primi risultati.  Se ci si sa destreggiare tra i modelli di business e tradurli in pratica si è sicuramente avvantaggiati.

 

sfida.jpg2) LA SFIDA 

Ogni grande impresa come ogni cambiamento richiedono tempo. Se poi si vuole raggiungere il successo questo richiede tempo e fatica.

Henry Ford riuscì ad avere successo con la Ford all’età di 45 anni, dopo aver prima avviato ben due case automobilistiche che sono fallite.

Ma qual è la parte più bella di una sfida sfociata in successo?  Sicuramente il ricordo della strada percorsa e la possibilità di poter raccontare i propri sforzi all’inseguimento del progetto

 

3) ORGANIZZAZIONE E TEMPO PARETO

Essere impegnati o lavorare tante ore non vuol dire essere produttivi

Il successo non arriva solo con il tempo che si dedica al lavoro. È necessario che questo tempo sia utilizzato anche in modo efficiente e produttivo.

Avere idee chiare, utilizzare schemi e metodi anche innovativi, essere organizzati, analizzare correttamente i dati e dotarsi delle più moderne tecnologie favorisce che ogni sforzo sia effettivamente propedeutico all’ottenimento dei maggiori risultati.  Noi stabiliamo i nostri piani utilizzando canvas innovativi, comunichiamo e collaboriamo con strumenti professionali come Office365, la raccolta e la gestione dei dati dei nostri clienti è affidata ad un CRM cloud a misura di PMI di velocissima implementazione come Teamleader CRM e per analizzare i risultati di impresa utilizziamo PowerBI di Microsoft integrato nella nostra intranet aziendale e che ci permette di effettuare confronti anche con i principali benchmark di mercato.

POLIPO

4) MENS DINAMICA E DELEGA.

Non si puo’ tenere tutto sotto controllo. Ci sono troppe circostanze che incidono su un’attività per poter controllare ogni risultato. Ciò che si puo’ fare è controllare la propria reazione agli imprevisti e a ciò che non è stato predeterminato. Una re-azione corretta puo’ trasformare un possibile errore in un’occasione di crescita ed apprendimento.

Anche voler esercitare vigilanza e controllo sui propri collaboratori è un inutile dispendio di energie che puo’ creare problematicità all’interno del team. Una gestione per obiettivi permette di delegare attività e liberarsi del tempo “creativo”.

 

5) IL TEAMilteam.png

Bisogna lavorare con persone in grado di collaborare e lavorare in armonia e spirito di unione. Individui coesi e validi tra cui ci siano coloro in grado di ispirare e di facilitare ognuno a tirare fuori il meglio di se.

Chi non si sente parte di un gruppo e mette ansia fa solo sprecare tempo.

La scelta dei collaboratori giusti, siano essi interni od esterni alla propria attività è fondamentale.

Con la giusta scelta del team si lavora in modo agile e i vari gruppi di lavoro sono in grado di autogestirsi in base agli obiettivi dati.

Se poi si vuole costruire un team moderno si puo’ applicare la metodologia Starboost e il suo modello in work for equity.

 

quiedora.png6) HIC ET NUNC (Qui ed ora)

Gli ostacoli maggiori al conseguimento di un’idea di successo sono nella nostra mente.

C’è chi ha rimorsi o rimpianti pensando al passato e chi si preoccupa troppo pensando al futuro e a fatti non ancora accaduti. L’unica cosa che davvero conta, perché è l’unica che si può effettivamente controllare, è il presente.  Un presente che va controllato avendo sempre chiara e visualizzata la meta di arrivo.

 

7) COACHINGCOACHING

L’autostima nasce dentro ogni individuo.

Se la soddisfazione arriva semplicemente dal confronto con gli altri, le persone non sono padrone del proprio destino e di quello aziendale.

Quando le persone sono soddisfatte per ciò che sono ed hanno realizzato e per gli obiettivi che sono riusciti a raggiungere diventeranno immuni alle critiche e alle abilità degli altri. Imparare a reagire in modo corretto ai giudizi altrui senza mettersi a confronto è uno dei primi passi. Lavorare sull’ ottimizzazione del proprio potenziale e incrementare il proprio livello di autostima con percorsi appropriati ci aiutano a diventare veri padroni delle nostre idee e del nostro destino.

 

FELIX8) POSITIVITA E AUTO-EFFICACIA CREATIVA

Non tutti sosterranno chi ha una buona idea. Alcuni inonderanno con la loro negatività, la rabbia o l’invidia, ma non importa. Non si puo’ sprecare il proprio tempo e soprattutto la propria energia cercando di piacere a tutti o di conquistare le persone che non vogliono supportarci.

Ignorare le opinioni delle persone che non contano e concentrarsi essenzialmente sugli altri.  Intraprendere percorsi manageriali e/o personali come il nostro felix 4.0 sulla felicità per allenare fisico e mente a generare consapevolezza sulle proprie potenzialità, essere positivi nelle relazioni e nelle comunicazioni, abituarsi alla resilienza e soprattutto apprendere ad interessarsi ad un ambiente positivo.

9) FAST FAIL FASTFAIL

Non cercate una cosa che non esiste: la perfezione.

L’essere umano, per sua natura, è imperfetto: sbaglia, fallisce.

Se uno si pone come obiettivo che tutto sia perfetto si proverà sempre un senso di fallimento che farà venire voglia di mollare o ridurre l’impegno.  Si finirebbe per sprecare il proprio tempo ripensando a quanto che non si è riusciti a raggiungere o che si sarebbe potuto fare in modo diverso. Meglio apprendere dall’errore, andare avanti concentrandosi su cosa si puo’ realizzare ancora.  Dopo 10.000 modi in cui le cose non hanno funzionato la soluzione e il successo saranno dietro l’angolo.

coraggio.jpg10) CORAGGIO

La paura è la prima fonte di rimpianto. Se ci facciamo bloccare dalla paura dalle troppe esitazioni, a un certo punto, il problema più grande non sarà il fallimento. Ci ritroveremo a pensare alle opportunità non colte più che ai fallimenti. Non bisogna avere paura di rischiare. L’importante è impostare delle chiavi di misurazione corrette e tarare il tiro in corsa.

Purtroppo senza azione non c’è possibilità di centrare un bersaglio

 

ANGRYBIRDS

CHIEDICI COME FARE A REALIZZARE UN’IDEA O AD UTILIZZARE STRUMENTI PROFESSIONALI

OFFICE 365

MODELLI DI BUSINESS E FORMAZIONE 

FELIX 4.0 

CRM TEAMLEADER

AZIENDE: i blocchi alla Collaborazione e condivisione

Il Cambiamento contemporaneo della realtà come insieme di “sistemi complessi, caotici” è caratterizzato da quattro fattori: globalizzazione, evoluzione dell’ICT, velocità, complessità.

sistemacomplesso.jpg

Da molto tempo si determina una fine delle rigidità lineari dei sistemi tradizionali di tipo tayloristico. Il tentativo di ritorno ai modelli del passato fondati su gerarchia, direzione e controllo non è auspicabile.

Al contrario per i nuovi modelli organizzativi sono richiesti:

  1. comunicazione organizzativa pianificata
  2. valorizzazione delle risorse e relazioni umane, tramite formazione permanente;
  3. gestione delle conoscenze e delle competenze necessarie per il progresso dell’organizzazione, tramite il supporto dell’innovazione tecnologica applicata.

 

In ambito ICT si parla molto di tecnologie volte all’aumento della collaborazione e della condivisione all’interno delle aziende.

Microsoft Office 365 sta puntando su “Teams” l’app per la gestionms teamse del gruppo.  Un luogo virtuale in cui concentrare tutte le informazioni utili per lavorare su progetti comuni: documenti, feedback, applicazioni, file, liste, progetti.

 

 

 

Ritornando ai punti cardine dei nuovi modelli organizzativi, la collaborazione e la condivisione nascono tuttavia, innanzitutto, dalle persone che compongono i gruppi.

Quindi se le aziende vogliono evolvere e ottenere maggiori vantaggi competitivi devono rivedere i propri modelli organizzativi interni e puntare sulla crescita del maggiore investimento che hanno al loro interno: il capitale umano.

Nel panorama economico odierno possiamo evidenziare cambiamenti nelle aziende relativi a:

  • Acquisizioni e fusioni aziendali in cui diverse culture aziendali devono convivere e trasformarsi
  • Ristrutturazioni aziendali come quelle dovute a dei cambiamenti del mercato, della tecnologia, del prodotto …
  • Altre evoluzioni e cambiamenti di tipo organizzativo come la riorganizzazione di un servizio
  • I passaggi generazionali in cui la generazione al comando passa l’azienda alla generazione entrante
  • Il raggiungimento di obiettivi particolarmente sfidanti sia in termini quantitativi che qualitativi.

 

All’interno delle nuove organizzazioni ci deve quindi essere la conciliazione tra il raggiungimento di obiettivi organizzativi (aziendali) sfidanti e i legittimi obiettivi individuali di ogni membro dell’organizzazione.

organizzazione innovativa

Tra le caratteristiche dei modelli flessibili dell’organizzazione ci sono:

  • L’utilizzo di tecnologie per integrare le funzioni aziendali
  • Aumentare il livello di interdipendenza tra le varie aree ed attività
  • Coordinare unità distanti dal punto di vista geografico
  • Strutture flessibili e modulari composte da gruppi e “team”, anche virtuali, dotati di discrezionalità decisionale
  • Gerarchie appiattite con un forte coordinamento in linea orizzontale: network di comunicazione, partnership e collaborazioni con nodi o centri capaci di lavorare fra loro ai fini di risultati condivisi.
  • Knowledge management anche via web per l’apprendimento
  • Capacità di adattamento e ridefinizione continua

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Per operare in questi nuovi contesti ci sono a disposizione:

  • Strumenti tradizionali
    • gestione della relazione capo-collaboratore
    • meeting (in presenza e a distanza)
    • gestione dei gruppi di lavoro (reali e virtuali)
    • convention aziendale o associativa
    • intranet/extranet
    • televisione aziendale o associativa
    • formazione
    • pubblicità e comunicazione esterna come strumenti di gestione delle relazioni interne e dell’identità organizzativa
  • Nuovi strumenti favoriti dalla tecnologia:
    • comunità di pratica, professionali, virtual communities
    • gestione dei network organizzativi
    • blog e wiki
    • reti mobili (mobile communicating/learning)
    • eventi “non convenzionali
    • contaminazioni: arte, cinema, teatro, letteratura

 

Se ci sono tutti gli strumenti tecnologici adatti, soprattutto da parte di Microsoft Office 365, per favorire la nuova metodologia di lavoro occorre tener presente, soprattutto nell’ambito dei team, che occorre lavorare su temi come la fiducia e la capacità di parlarsi schiettamente per superare una delle principali barriere che impediscono di collaborare in maniera efficace.

I non detti, infatti, costituiscono un substrato potentissimo, in grado di bloccare il lavoro comune che da essi trae molti più stimoli e freni di quanto non riescano a fare le dichiarazioni palesi di intenti ed obiettivi.

Sempre più aziende, tra quelle che vogliono manageronlineemergere nel mercato, stanno ricercando persone in grado di aiutare l’organizzazione e i suoi membri a tirare fuori il meglio di se stessi.

 

Non vengono ricercati solo consulenti e competenze all’interno e all’esterno dell’azienda ma sempre più importanza rivestono i Business Coach e i Team Coach in grado di seguire percorsi individuali e di gruppo nel periodo di transizione e cambiamento. Molte aziende si stanno anche dotando di un’Academy di coach interni proprio per sopperire a queste necessità.

In questo modo è più probabile che il cambiamento organizzativo operato produca gli effetti positivi sperati minimizzando gli impatti negativi.

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La massimizzazione delle risorse: interne, formazione, coaching, strumenti tecnologici, nuovi approcci e nuove metodologie permetteranno alle aziende di avere una visione ottimistica del futuro e organizzare al meglio il proprio business.

Google sites e sharepoint online

Continua la serie di miti da sfatare. Questa volta parliamo delle possibilità che ci offrono le Google Apps e  Office 365 di fare siti web, e di condividere le informazioni, i documenti, attraverso la costruzione di  Intranet ed Extranet.

Sites di Google e Sites di Office 365 nascono con lo stesso obiettivo: permettere attraverso un sistema di APP la creazione di pagine web e siti per la condivisione delle informazioni e per la pubblicazione. Google Sites permette di fare siti pubblici molto interessanti con semplicità, e anche con SharePoint Online che offre 5 Gb di spazio web per il sito pubblico.

image

Un esempio come quello a lato può essere realizzato con SharePoint Online agendo sui template standard, con personalizzazioni e competenze di programmazione, ma non è sempre necessario.

Il sito web poi è il principale obiettivo di chi usa le piattaforma sites, ma il desiderio di lavorare con servizi evoluti di collaborazione sui documenti aziendali è prevalente.

Google Sites usa tutte le App disponibili nella piattaforma a completamento dei servizi delle pagine web create e lo stesso fa SharePoint Online che ha le sue App e un sistema di App Catalog che permette di pubblicare le proprie. imageAlcune parti di servizio Enterprise come i workflow e tutte le impostazioni avanzate che ha SharePoint Online non sono però presenti nel mondo Google, mentre ci sono integrazioni a pagamento fatte da terze parti, che non coprono comunque la complessità dello strumento messo nel Cloud da Microsoft in Office 365.

Microsoft SharePoint infatti è sempre stato un prodotto Enterprise di cui solo la licenza server costa più di 5.000€ e impone una infrastruttura complessa per la installazione on premise e competenze specialistiche per gestione. Roba da grandi aziende insomma, ed infatti le maggiori aziende italiane e mondiali lo utilizzano come portale Intranet ed Extranet per i loro business. Ferrari ci ha pure fatto il sito web come pure tutto il gruppo Fiat. SharePoint Online che è la versione Cloud che corrisponde alla licenza standard (a pagamento) di questo strumento Enterprise ed  è messo a disposizione a 30€ anno per utente dentro Office 365 o nelle Suites a partire da 49,2 € anno con Exchange e Lync Online. Google Sites è la stessa piattaforma “consumer” gratuita che permette alle persone di fare il proprio sito web nel mondo Google, integrata nei servizi di Google App for Business a 40 € anno per utente complessivamente.

SharePoint Online Permette di sviluppare servizi e applicazioni intranet completi di workflow e con il sistema di App dei partner  di Microsoft di gestire in modo semplice ed efficace i le necessità di ogni dimensione azienda. Google Sites è per le aziende che voglio avere uno strumento semplice e simile a quello che già utilizzano al di fuori del business.  Google Sites  sono nati per fare fare siti web pubblici e hanno App interessanti ma spesso esterne ed a pagamento, sviluppate da partner. Con i template e le App di SharePoint Online nativi invece spesso non è necessario acquistare altro, ma solo configurare, senza interventi di programmazione i siti secondo le proprie necessità. Nonostante la completezza, una volta capita la logica, anche grazie all’aiuto dei nostri corsi sviluppati per “non tecnici” molte persone e professionisti hanno imparato ad usare da soli SharePoint Online per svolgere le proprie attività aziendali con lo stesso processo di apprendimento usato per Office. Oggi risparmiano realizzando processi informativi e collaborativi senza necessità di pagare tecnici e programmatori e con risultati anche superiori.

QUI trovate il video del webinar “Mai dire Cloud” dove si vedono a confronto i due servizi Cloud.

Google Apps e Office 365: gestire i documenti nel cloud

Uno dei miti più difficili da sfatare relativamente a Office nel Cloud è che Google offre una valida alternativa a Microsoft Office a basso costo. Noi siamo andati a fondo su questo tema per capire se è vero.

In effetti le aziende sono sempre alla ricerca di nuovi modi per risparmiare e avere degli strumenti più o meno validi per gestire i documenti. Lasciando da parte Open Office che con la rivoluzione Cloud  è diventato obsoleto, Google Drive e Google Docs offrono in parte una  alternativa a Microsoft Office tradizionale, soprattutto se si vuole solo risparmiare, ma se andiamo sul Cloud di Microsoft e confrontiamo Google apps a Office 365, lo scenario cambia completamente. Innanzitutto Onedrive pubblico di Microsoft che tutti possono avere gratuitamente include un Office Online gratuito con cui posso modificare i documenti esattamente come Google Drive gratuito ed ha oggi 7 Gb di spazio documentale incluso, contro i 2 di Dropbox e i 5 di Google Drive.

Parlando di Aziende però il confronto è con Google Enterprise che costa 40€ all’anno per utente, con la possibilità di avere la email, la gestione online dei documenti e la possibilità di modificarli ovunque con Google Docs. E’ necessario per utilizzare le funzionalità di Google Docs convertire i documenti al suo formato, e questo in un mondo dominato del più efficiente format Open XML  di Microsoft, crea non pochi disguidi. Lo spazio incluso nel prezzo resta è di 30 Gb, ma comprende documenti ed email.

Microsoft per le aziende mette a disposizione, da Luglio 2014, 1 Tb di spazio documentale incluso nella sottoscrizione a Office 365 che può partire da 49,2€ l’anno, offerta per PMI fino a 25 utenti che include Office online. L’offerta equivalente per qualsiasi dimensione di impresa costa appena 78€, ma ha completa integrazione con le directory aziendali e single sign on, oltre ad un cruscotto di amministrazione completo ed Enterprise.

Valutando il rapporto Qualità/Prezzo non vediamo motivi economici per scegliere Google Docs vs. Office 365 al momento.

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Il tema chiave su cui ci siamo concentrati è l’impatto dell’approccio Cloud al Mobile Office, che queste tecnologie abilitano. Riteniamo che le aziende, che adottano questo strumento Office 365, raggiungano obiettivi di flessibilità ed efficienza nel lavoro superiori a quelli presenti nelle aziende che hanno adottato gli stessi servizi “on premise”

Abbiamo rilevato anche  delle differenze sostanziali tra Office Online di Microsoft e Google Docs, che diminuiscono la produttività delle persone che devono convertire il formato dei documenti. I documenti salvati su dropbox invece dagli strumenti con Office Mobile non possono essere aperti in modifica ma solo in visualizzazione, e non funziona la modifica contemporanea come con Office Online o Mobile e con Google Docs.  Avendo testato tutte le piattaforme riteniamo che solo Office Online di Microsoft permette una esperienza utente coerente in un ambiente dominato dai documenti in formato Microsoft.

Per il prezzo poi se si vuole una scelta equilibrata con la qualità il differenziale di prezzo non giustifica il nessun caso l’utilizzo di strumenti diversi da Microsoft per la produttività nel Cloud e sui device mobili.

Qui ci sono degli esempi di errori di formattazione su Google Docs rispetto a Office 365 e qui il webinar “Mai dire Cloud” nella parte in cui si parla di Google docs e Office 365.

Un commento all’articolo: “Parisi a Renzi: Sconti a chi assume nel digitale"

Il presidente di Confidustria digitale Parisi promuove i tagli al cuneo fiscale decisi dal Governo: “Bene la riforma, ma non basta”. E propone al premier sgravi per 4 anni sui nuovi contratti e voucher ai giovani laureati per digitalizzare le piccole imprese.

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I punti espressi da Parisi sono assolutamente interessanti nell’ambito della crescita digitale dell’Italia:

  • Utilizzo della proposta dei Maxi-Job estendendola però all’inizio solo sui nuovi occupati con competenze digitali per favorire crescita e sviluppo di nuove imprese.
  • Utilizzo dei contributi UE-2014-2020 per istituire borse di studio annuali che comprenderanno l’inserimento dei giovani in aziende che vogliono evolversi digitalmente : sistemi di collaborazione, archiviazione, fatturazione, pagamento ecc.. completamente elettronici. Ovvero la creazione di “digital angels” per le aziende clip_image003
  • Inserimento nei piani di ristrutturazione edilizia pubblica dell’obbligatorietà delle infrastrutture digitali
  • Rendere obbligatoria nelle scuole superiori una formazione sulle competenze digitali

Confindustria digitale però vuole andare ben oltre ed arrivare ad un ambito più generale e pubblico :

“Ci deve essere l’impegno a spingere l’informatizzazione del settore pubblico – spiega – per migliorarne l’efficienza e semplificare le procedure. Secondo le stime ipotizzate dal commissario Cottarelli l’innovazione digitale può produrre benefici per oltre 30 miliardi sui conti dello Stato. Permette di controllare meglio i dati sull’evasione e di ridurre le spese di acquisto di beni e servizi” . clip_image005

Queste sono le proposte concrete richieste al nuovo premier Renzi nell’ambito italiano. Ovviamente ci vorrebbe anche il supporto della UE per imporre non solo obblighi fiscali agli stati ma anche e soprattutto “obblighi digitali”. La UE dovrebbe mettere a disposizione degli stati fondi per la digitalizzazione e soprattutto parte di questi fondi dovrebbe essere convogliata verso le Università in grado di formare i giovani ai bisogni dei prossimi cinque anni.

clip_image006La pubblica Amministrazione in primis e a seguire le aziende italiane devono capire che solo con l’informatizzazione, l’innovazione digitale c’è una prospettiva di risollevarsi nel futuro e di tornare ad essere competitivi.

Lo Stato dovrebbe rendersi conto che sul diritto d’autore, la protezione dei dati, le copie private abbiamo ritardi e complessità che ostacolano l’adozione delle tecnologie digitali”. Un esempio tra tutti: in Italia sui libri cartacei si paga l’Iva al 4% e sui libri digitali al 22%.

Per quanto riguarda i diversi settori ci sono strumenti che adottati possono portare notevoli benefici in termini di digitalizzazione ed informatizzazione. Non è necessario ricorrere a strumenti “open” e magari non certificati: ormai ci sono strumenti digitali che una volta erano appannaggio delle grandi aziende disponibili per ogni ordine di grandezza di azienda pubblica e privata a costi accessibili.

Alcuni strumenti sono addirittura gratuiti per le scuole ma molti istituti non sono neppure a conoscenza della loro esistenza. Per esempio Microsoft offre molti strumenti gratis per le scuole e sconti per le PA. Andando sul nostro sito www.cloudea.it si possono trovare tutte le informazioni.

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Come si fa a parlare di corsi di formazione sulle competenze digitali nelle scuole superiori se queste stesse per prime non hanno manco ancora adottato il “registro elettronico” e le comunicazioni scuola/casa avvengono ancora tramite diario invece che per mail e/o strumenti di comunicazione moderni ?

Anche i docenti dovrebbero affrontare corsi di formazione sull’innovazione per essere al passo coi tempi e insegnare ai nostri ragazzi com’è veramente il mondo del futuro.

Skype e Yammer: Microsoft li sta integrando nell’offerta Cloud

Cominciamo a vedere gli effetti delle recenti acquisizioni di Microsoft. Skype, che permette di fare videochiamate 1:1 e telefonate su rete cellulare o fissa in tutto il mondo oggi può includere i contatti del mondo aziendale che usano Lync e Lync Online. Come fare è descritto QUI. Considerando i prezzi e le caratteristiche di Skype e Lync Online incluso in Office 365 Microsoft ha fatto attenzione a non creare troppa sovrapposizione. Lync resta sempre uno strumento professionale che ha prestazioni superiori nella gestione della banda e nella qualità audiovideo, ad un prezzo solo leggermente superiore a Skype Premium.image

Infatti un account di Lync che costa 4,5€ + Iva al mese permette di fare riunioni e webinar con 250 persone non paganti! E le caratteristiche della riunioni sono di tutto rispetto. L’account Premium di Skype costa 3,49€ + Iva al mese, mentre la versione gratuita (che non esiste per Lync) permette videochiamate 1:1 ed è paragonabile a quella che costa 1,6€ al mese per Lync. Le prestazioni di Lync sono però molto superiori infatti Skype premium permette riunioni in videochiamata solo fino a 1o persone contro le 250 di Lync Online.

microsoft-lync-2013-iconLa versione più “piccola” di Office 365 la Small Business che costa solo 4,9€ al mese + Iva include giù Lync Online per riunioni in videochiamata fino a 50 persone esterne all’organizzazione oltre alla mail di Exchange Online e la gestione documentale nel cloud di SharePoint Online.

Alle aziende quindi converrebbe utilizzare Lync Online anziché Skype, ma purtroppo l’accesso gratuito ha diffuso il secondo ed ora il primo che era uno strumento da grande azienda fa difficoltà ad essere riconosciuto. Inoltre la versione 2013 di Lync Online non gestisce l’audiovideo per i PC con sistema operativo Windows XP e questo crea ulteriori problemi, che si spera saranno superati con l’uscita dal supporto di XP nell’Aprile 2014 considerando che per quella data molte aziende avranno rimodernato i loro PC.

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Yammer invece è stato integrato meglio in SharePoint, sia online che Onpremise nella versione 2013, andando a sostituire la parte Social che oggi è rappresentata dai Newsfeed, a prezzi che vanno da 3$ al mese per utente per la versione stand alone a 8$ per quella che include Office 365 (E1)

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In pratica essendo molto simile a Facebook che tutti ormai conoscono ed utilizzano, il sistema di collaborazione aziendale e di costruzione di Network esterni di Yammer è immediatamente utilizzabile all’interno ed all’esterno delle organizzazioni per gestire progetti, iniziative, condividere esperienze e competenze etc…

Microsoft sta posizionando nelle aziende ed a pagamento tutti gli strumenti professionali per lo Smart Working e l’Enterprise 2.0 a differenza di altri che stanno semplicemente proponendo l’utilizzo professionale di strumenti nati per il mondo “consumer” e quindi con problemi di affidabilità e sicurezza, ma completamente pagati dalla pubblicità. E’ molto difficile fare comprendere alle persone che hanno una bassa cultura informatica e poco utilizzo degli strumenti online la differenza tra strumenti professionali e strumenti consumer in Italia. L’unica cosa che viene percepita e che i primi sono a pagamento ed i secondi, che per molti sono più che sufficienti, anche in azienda, sono gratuiti. Questa è la vera sfida di Microsoft con le PMI, mentre il problema non esiste con le grandi aziende che si confrontano con strumenti molto più costosi e che fanno spesso le stesse cose o anche meno, proposti dagli operatori che agiscono nel mondo Enterprise.

Lo Smart Working in Italia, ancora lontano dalle PMI, quante opportunità perse:-(

Ecco le prime riflessioni a caldo che ho scritto durante il convegno sullo Smart Working di Mercoledì 2 Ottobre al Politecnico di Milano. Innanzitutto l’audience di HR e responsabili ICT, ci saranno stati 200 persone, molte meno delle persone che partecipano ai convegni sulla fatturazione elettronica, segno che siamo ancora su un tema emergente.

Questo nuovo osservatorio alla seconda edizione è l’evoluzione verso la Line di Business (LOB) dell’osservatorio Enterprise 2.0 e prima ancora delle intranet. Ha incominciato a parlare il Prof. Mariano Corso di cui riporto alcune riflessioni a caldo:

  • Lo Smart Working non
    è telelavoro, è lavoro flessibile nella dimensione temporale e spaziale con strumenti, organizzazione e formazione adeguata. Fa parte del welfare aziendale molto caro ai direttori delle risorse umane, ma coinvolge anche altre funzioni come: la comunicazione interna, il marketing, l’ict, l’organizzazione.

Nell’ambito dell’osservatorio sono stati realizzati diversi workshop per tracciare i confini dello Smart Working, alcuni dei quali hanno coinvolto anche uno psicologo cognitivo, a segnale della complessità umana del tema.

Condivido una citazione fatta ad inizio secolo “We shape our building, thereafter they shape us” W. Churchill (forgiamo i nostri edifici e successivamente loro forgiano noi).

La tecnologia da sempre costituisce la variabile con cui si creano i cambiamenti organizzativi. Cosa è diverso oggi è la velocità. Ci troviamo ad utilizzare una organizzazione che diventa una tecnologia obsoleta.

Oggi possiamo accedere ai mezzi di produzione in qualunque orario e da qualunque luogo. Taylor e Ford avessero avuto le tecnologie che abbiamo oggi avrebbero disegnato modelli organizzativi completamente diversi da quelli che non riusciamo a scardinare oggi. Ad esempio In Danimarca solo il 12% insoddisfatto dell’orario di lavoro, in Italia sale al 25%. Al nostro lavoratore è chiesta flessibilità ma non data flessibilità!

In Italia ci sono vincoli di legge, ma legislazione del lavoro abbastanza generica e lascia spazi nell’esecuzione, alcune aziende hanno progetti di Smart Working che include anche il risparmio degli spazi, il lavoro ovunque e non solo da casa. Complessivamente il Politecnico ha stimato per il sistema paese un guadagno in Produttività di 27 Mld di € e contemporaneamente un risparmio in spese vive di 10 Mld spese vive, in pratica le stime fatte considerano il risparmio medio per dipendente di 600 € per persona all’anno. Inoltre va considerato anche la riduzione dell’impatto energetico per le aziende che utilizzano l Smart Working.

Ancora una volta, al di là delle grandi aziende che cominciano a fare timidi esperimenti, le PMI sono molto lontane da questi temi dovendo lottare tra le altre cose con la congiuntura non certo favorevole al welfare aziendale. Ci sono però esempi premiati dal Politecnico che includono realtà di media dimensione coraggiose e lungimiranti.

Durante l’evento sono stati presentati i vincitori del premio Smart Working: Mars, Tetrapack, Barilla ed erano presenti il loro HR director, dopo tavola rotonda con i fornitori della tecnologia abilitante e sponsor dell’osservatorio hanno raccontato i loro progetti.

Tetrapack è azienda del nord Europa ed il suo direttore HR ci fa subito notare una discriminante fondamentale per eseguire progetti di Smart Working: se ho visione a lungo termine prendo decisioni di un certo tipo, se ho visione a breve ne prendo altre. Loro hanno offerto alle persone una maggiore flessibilità di tempo e spazio in cambio di responsabilità e apprendimento continuo Ci fa notare che è azienda metalmeccanica e in Italia ha quasi 900 dipendenti, solo il 50% entra in azienda ogni giorno ma tutti accedono al sito intranet online giornalmente. Hanno uno stabilimento a Modena e gli uffici hanno spazi variabili e trasparenti e insonorizzati, tant’è che hanno problemi con autorizzazioni comunali perché il layout sempre in cambiamento.  Gli armadi sono presso la logistica e il materiale cartaceo quando serve viene consegnato al su richiesta alla scrivania dell’impiegato. Quando si lanciano le stampe poi esse escono sulla stampante a cui il dipendente si avvicina, anche se non è al proprio piano e le sale riunioni hanno una applicazione che indica su telefonino la loro occupazione e la prenotazione. Davanti sala riunione schermi con calendario Outlook della sala se libera la uso. Il telefono passa davanti a sala e dice fino a quando è libera.

In Tetrapack anche gli operai autocertificano il tempo, lo Smart Working vale per tutti, hanno applicato cose per aziende di consulenza alla fabbrica, prendono il concetto e lo applicano a fabbrica

Hanno addirittura creato nell’area industriale che sembra un Campus un edificio flessibile “Smart Building” e chiesto ai dipendenti di inventare nuovi modi di utilizzarlo.

Dappertutto sono stati tolti gli orologi, e offerta a tutti la possibilità di lavorare in remoto che ciascuno deve declinare come meglio crede, non solo l’amministratore delegato, ma anche il fattorino ha le email e già a casa vede cosa dovrà fare prima di uscire e andare al lavoro se vuole, e poi quando ha finito va a casa.

Anche operaio può applicare lo Smart Working in Tetrapack, ad esempio se ci sono macchine da testare in 3 persone possono decidere liberamente quando farlo e se decidono di venire alle 7 del mattino si mettono d’accordo tra colleghi. Hanno messo una Webcam per vedere la coda in mensa per evitare che le persone perdano tempo in coda se non vogliono.

Infine il direttore HR di Tetrapack svela il trucco per scegliere cosa fare: semplicità, trasparenza e fiducia, le cose ai fanno per il 95% degli onesti e non per il 5% dei disonesti.

La domanda di Mariano è quanto mi polemica: ma voi siete una azienda ricca? Senza Sindacati?

Al contrario i Sindacati in Tetrapack di Modena sono molto forti: si parla della Fiom dell’Emilia! Ma l’azienda ha messo sul piatto con loro tutte le idee incluse quelle dei dipendenti e poi in base al budget realizzare quelle realizzabili insieme ai sindacati.
Alla fine del mese le persone certificano autonomamente quante ore hanno fatto si fanno controlli a campione trovato persone che hanno truffato. Sono andate dal sindacato che li ha ancora cazziate. Si è creato un sistema di collaborazione tra colleghi. Il risultato è una strategia si crescita sul mercato contro competizione. In Tetrapack l’HR è responsabile di tutti i servizi e deve ridurre spese. In modo intelligente però, non solo tagliando. Lavorare meglio di prima riducendo 15% come oggi fanno i computer che costano sempre meno e fanno sempre di più. I dipendenti sono pagano come gli altri ma hanno un turn over basso ed un Work life balance alto e molti più servizi, a costo 0 per l’azienda che valutati più dei soldi in busta paga per loro.

E poi tocca a Barilla il secondo caso che sta lavorando sugli spazi attuali prima di avere nel 2015 il nuovo spazio uffici Smart. Da subito il progetto Smart Working ha permesso ai dipendenti di lavorare il 20% del tempo da casa senza compromettere il risultato ed in accordo con il proprio capo. La cultura Smart Working non solo quando si lavora da dasa ma anche quando si fa training si fanno progetti pilota, si adottano nuovi modi per fare le riunioni etc… Il Team di progetto è stato necessariamente multifunzionale: HR, Ict, Marketing, Comunicazione interna e Comunicazione esterna. Sono partiti dei progetti in Europa e US con team paralleli che si incontrano ogni 3 mesi tempi. Le attività fatte sono state: il benchmark, l’analisi interna, il pilota coinvolge in Italia a fine giugno 50 persone e a fine anno ci sarà la decisione di coinvolgere i 1300 persone impiegati. Per ora non la fabbrica e non tutte le attività sono coinvolte, per questo sono state analizzate quelle che si possono fare a distanza incrociando i benefici con il livello di prontezza. Partiti da quelli già pronti e fatto alcuni focus Group Sindacato entusiasta.

La vita è cambiata le persone felici viaggiano meno. Come avere fatto versamento in cc persone senza tirare fuori soldi, anche se in questo momento l’adozione è stata più veloce all’estero. Da non sottovalutare l’aspetto di sostegno della diversità e le opportunità che viene data soprattutto alle donne che ne hanno più bisogno di sganciare le performances dalla presenza fisica in azienda.

Il convegno è continuato durante il pomeriggio con una stimolante ricerca sui lavoratori italiani riguardo alla flessibilità di orario e di spazio presentata della Doxa, e di questa ne parleremo prossimamente. QUI trovate le informazioni sull’osservatorio Smart Working.