Ultimi in produttività? : Lavorare meglio, non di più

sole 24 ore produttività

Questa indagine, che ho scoperto grazie ad uno dei preziosi interventi di Mariano su linkedin, conferma ancora una volta una situazione disastrosa delle aziende italiane. Per capire meglio il perché di questa bocciatura, tuttavia è necessario comprendere il tessuto economico italiano.

Il nostro paese è fatto da  PMI, molte delle quali padronali e micro. Queste sono imprese  che noi  conosciamo bene, perché anche ne facciamo parte e ci scontriamo con gli stessi problemi. Sappiamo che lo smart working e la tecnologia sono spesso le ultime priorità per loro. La maggior parte di esse lotta per la sopravvivenza con il fisco e l’INPS, che sono i primi azionisti, ed anche il commercialista è una spesa non indifferente. Quando pagano i dipendenti devono versare quasi la stessa cifra dello stipendio all’INPS per pagare le pensioni a chi ha ancora questo beneficio,e magari lo ha acquisito dopo appena 15 anni di lavoro, in tempi non sospetti.

E’ vero che non sanno motivare i collaboratori, tuttavia comprendono che essi sono la risorsa (e la spesa) principale e spesso non conoscono sistemi per aiutarli ad essere più produttivi, perché essi stessi non sanno gestire bene il loro tempo ed il loro lavoro. Del resto chi è al vertice, c’è arrivato per le conoscenze o per eredità, non certo grazie alla tecnologia o alle competenze, quindi non comprende il valore della crescita personale. Questa è la norma nelle aziende italiane che guadagnano bene, ma  investono male perché non hanno competenze in gestione e navigano a vista, del resto questi imprenditori spezzo non hanno eredi che vogliano o siano in grado di subentrare, quindi sanno che l’impresa o si vende o muore con loro.

Le vie di uscita da questa situazione, che ci distacca dal resto del mondo, ci sarebbero ma sono lunghe:

  1. Creare una scuola meritocratica, far crescere l’intelligenza emotiva nelle persone e la motivazione nei ragazzi. Le nozioni si trovano su internet, è spesso sufficiente insegnare loro il senso critico, come navigare nell’overload di informazioni e stimoli senza essere sommersi, la matematica, le lingue (incluso italiano), la storia recente, e il pensiero filosofico ma non solo quello occidentale.
  2. Fare lavorare i ragazzi in azienda molto presto, secondo i loro desideri, aiutarli a comprendere il lavoro per obiettivi
  3. Abolire il lavoro a tempo nelle aziende per legge, tuttavia monitorare per la sicurezza le presenze in ufficio con sistemi biometrici, non invasivi.
  4. Insegnare a tutti i collaboratori la meritocrazia, e aiutare i talenti ad emergere, e le persone che desiderano essere “tranquille” a trovare un ruolo stabile (sappiamo bene che il valore del “cartellino” per il dipendente “a tempo” sta nel fatto che finito il tempo dedicato all’azienda comincia il vero tempo della vita)
  5. Aiutare manager ed imprenditori a utilizzare le moderne tecniche di gestione, organizzazione e marketing.
  6. Diminuire la tassazione INPS sul lavoro ed i privilegi ingiustificati.

Queste sono le prime cose che dovremmo fare come sistema paese e noi in piccolo stiamo facendo con le aziende nostre clienti, che sono piccole e micro. Trasferiamo le metodologie più efficaci per aumentare la produttività e la redditività dell’impresa, tuttavia noi riusciamo solo ad attrarre clienti che hanno già compreso il valore dell’innovazione e del cambiamento, che hanno già capito che oggi non è possibile fare business con le stesse regole di 10 anni fa. Restano fuori dal nostro radar le aziende che,pur fatturando anche bene, non riescono a comprendere quante opportunità si stanno perdendo e che la loro perdita di posizione dominante è sicura, ed è solo questione di tempo.

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Agli imprenditori che desiderano cambiare e lavorare in modo moderno, anche per attrarre i giovani talenti innanzitutto insegniamo il lavoro per obiettivi, la gestione del tempo e l’equilibrio tra vita privata, professionale e tempo creativo. Con il workshop sulla felicità ed il benessere in azienda attiviamo il potenziale delle persone e aumentiamo la motivazione.

La produttività, per noi, passa attraverso il benessere, la condivisione e la collaborazione efficace e soprattutto attraverso la motivazione a lavorare “bene” in un ambiente sano, che dovrebbe essere un diritto per tutte le persone a partire dal management.

“Il pesce puzza dalla testa” diciamo ai nostri clienti e chi vuole intendere, comincia a farsi le giuste domande. Ammettiamo che esistono i dipendenti tipo “..cade la penna”, tuttavia chi ha davvero le risorse per aiutare anche i propri collaboratori a cambiare atteggiamento è l’imprenditore, quindi non ci sono scuse.

Applicare le regole della crescita personale e del coaching alle imprese, ha favorito il cambiamento dei nostri clienti.

http://www.awan.it

 

HAI UN’IDEA DA REALIZZARE ? COSA TI ATTENDE

Quando si pensa di mettere in piedi una nuova attività oppure anche solo si vuole “ripensare” il proprio business occorre tener presente che ci sono almeno 10 passi da affrontare.

1) DIFFICOLTA INIZIALE inizio.jpg

Il primo passo è il più difficile. Quando si sviluppa un’idea all’inizio tutto sembra impossibile. Lanciare un prodotto o un servizio genera preoccupazione.

Se si decide di rimandare non si fa che aumentare l’ansia, quindi il miglior antidoto per far sparire la paura è quello di fare azione e generare i primi risultati.  Se ci si sa destreggiare tra i modelli di business e tradurli in pratica si è sicuramente avvantaggiati.

 

sfida.jpg2) LA SFIDA 

Ogni grande impresa come ogni cambiamento richiedono tempo. Se poi si vuole raggiungere il successo questo richiede tempo e fatica.

Henry Ford riuscì ad avere successo con la Ford all’età di 45 anni, dopo aver prima avviato ben due case automobilistiche che sono fallite.

Ma qual è la parte più bella di una sfida sfociata in successo?  Sicuramente il ricordo della strada percorsa e la possibilità di poter raccontare i propri sforzi all’inseguimento del progetto

 

3) ORGANIZZAZIONE E TEMPO PARETO

Essere impegnati o lavorare tante ore non vuol dire essere produttivi

Il successo non arriva solo con il tempo che si dedica al lavoro. È necessario che questo tempo sia utilizzato anche in modo efficiente e produttivo.

Avere idee chiare, utilizzare schemi e metodi anche innovativi, essere organizzati, analizzare correttamente i dati e dotarsi delle più moderne tecnologie favorisce che ogni sforzo sia effettivamente propedeutico all’ottenimento dei maggiori risultati.  Noi stabiliamo i nostri piani utilizzando canvas innovativi, comunichiamo e collaboriamo con strumenti professionali come Office365, la raccolta e la gestione dei dati dei nostri clienti è affidata ad un CRM cloud a misura di PMI di velocissima implementazione come Teamleader CRM e per analizzare i risultati di impresa utilizziamo PowerBI di Microsoft integrato nella nostra intranet aziendale e che ci permette di effettuare confronti anche con i principali benchmark di mercato.

POLIPO

4) MENS DINAMICA E DELEGA.

Non si puo’ tenere tutto sotto controllo. Ci sono troppe circostanze che incidono su un’attività per poter controllare ogni risultato. Ciò che si puo’ fare è controllare la propria reazione agli imprevisti e a ciò che non è stato predeterminato. Una re-azione corretta puo’ trasformare un possibile errore in un’occasione di crescita ed apprendimento.

Anche voler esercitare vigilanza e controllo sui propri collaboratori è un inutile dispendio di energie che puo’ creare problematicità all’interno del team. Una gestione per obiettivi permette di delegare attività e liberarsi del tempo “creativo”.

 

5) IL TEAMilteam.png

Bisogna lavorare con persone in grado di collaborare e lavorare in armonia e spirito di unione. Individui coesi e validi tra cui ci siano coloro in grado di ispirare e di facilitare ognuno a tirare fuori il meglio di se.

Chi non si sente parte di un gruppo e mette ansia fa solo sprecare tempo.

La scelta dei collaboratori giusti, siano essi interni od esterni alla propria attività è fondamentale.

Con la giusta scelta del team si lavora in modo agile e i vari gruppi di lavoro sono in grado di autogestirsi in base agli obiettivi dati.

Se poi si vuole costruire un team moderno si puo’ applicare la metodologia Starboost e il suo modello in work for equity.

 

quiedora.png6) HIC ET NUNC (Qui ed ora)

Gli ostacoli maggiori al conseguimento di un’idea di successo sono nella nostra mente.

C’è chi ha rimorsi o rimpianti pensando al passato e chi si preoccupa troppo pensando al futuro e a fatti non ancora accaduti. L’unica cosa che davvero conta, perché è l’unica che si può effettivamente controllare, è il presente.  Un presente che va controllato avendo sempre chiara e visualizzata la meta di arrivo.

 

7) COACHINGCOACHING

L’autostima nasce dentro ogni individuo.

Se la soddisfazione arriva semplicemente dal confronto con gli altri, le persone non sono padrone del proprio destino e di quello aziendale.

Quando le persone sono soddisfatte per ciò che sono ed hanno realizzato e per gli obiettivi che sono riusciti a raggiungere diventeranno immuni alle critiche e alle abilità degli altri. Imparare a reagire in modo corretto ai giudizi altrui senza mettersi a confronto è uno dei primi passi. Lavorare sull’ ottimizzazione del proprio potenziale e incrementare il proprio livello di autostima con percorsi appropriati ci aiutano a diventare veri padroni delle nostre idee e del nostro destino.

 

FELIX8) POSITIVITA E AUTO-EFFICACIA CREATIVA

Non tutti sosterranno chi ha una buona idea. Alcuni inonderanno con la loro negatività, la rabbia o l’invidia, ma non importa. Non si puo’ sprecare il proprio tempo e soprattutto la propria energia cercando di piacere a tutti o di conquistare le persone che non vogliono supportarci.

Ignorare le opinioni delle persone che non contano e concentrarsi essenzialmente sugli altri.  Intraprendere percorsi manageriali e/o personali come il nostro felix 4.0 sulla felicità per allenare fisico e mente a generare consapevolezza sulle proprie potenzialità, essere positivi nelle relazioni e nelle comunicazioni, abituarsi alla resilienza e soprattutto apprendere ad interessarsi ad un ambiente positivo.

9) FAST FAIL FASTFAIL

Non cercate una cosa che non esiste: la perfezione.

L’essere umano, per sua natura, è imperfetto: sbaglia, fallisce.

Se uno si pone come obiettivo che tutto sia perfetto si proverà sempre un senso di fallimento che farà venire voglia di mollare o ridurre l’impegno.  Si finirebbe per sprecare il proprio tempo ripensando a quanto che non si è riusciti a raggiungere o che si sarebbe potuto fare in modo diverso. Meglio apprendere dall’errore, andare avanti concentrandosi su cosa si puo’ realizzare ancora.  Dopo 10.000 modi in cui le cose non hanno funzionato la soluzione e il successo saranno dietro l’angolo.

coraggio.jpg10) CORAGGIO

La paura è la prima fonte di rimpianto. Se ci facciamo bloccare dalla paura dalle troppe esitazioni, a un certo punto, il problema più grande non sarà il fallimento. Ci ritroveremo a pensare alle opportunità non colte più che ai fallimenti. Non bisogna avere paura di rischiare. L’importante è impostare delle chiavi di misurazione corrette e tarare il tiro in corsa.

Purtroppo senza azione non c’è possibilità di centrare un bersaglio

 

ANGRYBIRDS

CHIEDICI COME FARE A REALIZZARE UN’IDEA O AD UTILIZZARE STRUMENTI PROFESSIONALI

OFFICE 365

MODELLI DI BUSINESS E FORMAZIONE 

FELIX 4.0 

CRM TEAMLEADER

nessuna scusa per lo smart working!!

Il DDL AC. n. 2233 B sul Lavoro Agile è stato definitivamente approvato il 10 Maggio 2017 dal Senato dopo il passaggio alla Camera ed è quindi diventato operativo in attesa di pubblicazione su gazzetta ufficiale. Lo trovate QUI.Non ci sono più scuse quindi per attivare lo Smart Working nelle aziende italiane.

Il disegno di legge è  volto a garantire misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (c.d. smart working).
L’obiettivo  annunciato dal Governo è quello di costruire anche per i lavoratori autonomi un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro. in particolare il capo II reca disposizioni in materia di lavoro agile e si compone degli articoli da 18 a 24, e disciplina la tipologia di contratto, le coperture assicurative etc.

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E’ un tassello importante che mancava all’appello nel patto di stabilità che aveva impostato il governo Renzi, al fine di trovare la soluzione definitiva all’endemica mancanza di produttività del sistema Italia, che ci pone sempre agli ultimi posti delle classifiche mondiali su questo tema. Gli altri parametri che le aziende devono soddisfare per garantirsi sgravi fiscali e vantaggi sono i seguenti:

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Come si vede sono una serie di valori che dovrebbero essere parte di una buona gestione aziendale che tutte le nostre imprese dovrebbero tenere sotto controllo e incrementare per essere competitive nel panorama del mercato globale. Purtroppo il governo ha dovuto occuparsi di questo proponendo agevolazioni per le aziende più produttive perché evidentemente la gestione delle nostre aziende non ha saputo aumentare la produttività con i giusti investimenti in questi anni.

Noi abbiamo preparato una giornata formativa dedicata alla produttività aziendale ed agli strumenti tecnologici che aiutano ad aumentarla, e l’abbiamo proposta già presso organizzazioni di categoria come Quadrifor.

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Chi fosse interessato a portare il corso nella propria azienda può contattarci attraverso il sito www.cloudea.it o alla mail marketing@cloudea.it

Tutti hanno le stesse opportunità con la rete?!

Colgo l’occasione di questa interessante segnalazione dell’amico Stefano Mainetti di Polihub per rincuorarmi e confermare che siamo sulla giusta strada, anche noi che, nel nostro piccolo mondo italiano, abbiamo scelto di abbandonare l’appartamento cittadino per goderci, con casa e ufficio operativo, un borgo di 3.000 anime dove la vita ha costi ragionevoli ed i servizi non digitali sono apprezzabili.

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Non a caso sottolineo servizi non digitali, perché, per quanto riguarda il collegamento a larga banda, invece abbiamo dovuto lavorare non poco per trovare la giusta combinazione, al fine di essere operativi come prima che eravamo in centro ad un paese più grande e servito, senza comunque arrivare al livello, che può avere una grande città cablata in fibra.

Ci sono però alcuni aspetti del “digital divide” tutto italiano che vorrei sottolineare, perché vissuti in prima persona:

1. Non è vero che in centro alle città, con la fibra, la velocità effettiva delle connessioni sia più alta, perché oggi ci sono molti utilizzatori ed uffici che consumano banda e con la diffusione del “Cloud” la situazione può anche peggiorare; quindi non è detto che l’aumento della velocità nominale risulti in una reale esperienza internet più produttiva, quando essa viene condivisa e consumata da molti utilizzatori.

2. E’ vero che in tutte le zone periferiche si può avere una discreta connessione ovunque in Italia, tuttavia devono essere valutate opzioni non convenzionali come internet radio e internet satellitare.

Noi, ad esempio, abbiamo l’ufficio in una frazione di un piccolo comune che pur essendo circondato da altre costruzioni, e vicinissimo ad un grande paese, è strutturalmente non raggiungibile dal segnale internet radio, e solo collegabile con la versione base di internet di TIM (7 Mbit nominale), che, tra l’altro, abbiamo scoperto possibile, solo perché, non fidandoci della risposta negativa del call center, abbiamo richiesto un controllo tecnico in loco attraverso la richiesta online TIM per nuova linea telefonica ed Adsl.

Ovviamente tale linea è insufficiente per le esigenze del nostro lavoro, quindi abbiamo installato un canale internet satellitare che è il primario, mentre Internet TIM è il backup e svolge le funzioni per la gestione casalinga e l’accesso alla domotica dall’esterno.

Siamo abbastanza soddisfatti di questa soluzione e dopo esserci abituati al ritardo della latenza per via della distanza satellitare, apprezziamo la stabilità e la velocità di download ed upload che essendo condivisa con poche persone ci da risultati effettivi superiori alla fibra nel centro della grande città. Credo che una normale azienda possa tranquillamente usare questa tipologia di linee ovunque sul territorio italiano senza troppi disagi apprezzando i servizi Cloud, su cui noi abbiamo basato la nostra attività, non avendo server locali. Quindi il tema della mancanza di velocità internet come freno alla diffusione dei servizi Cloud in alcune zone, è solo un alibi delle aziende e delle persone.WP_20161221_09_18_03_Pro

In Italia inoltre la rete Wireless degli operatori telefonici è molto performante soprattutto per alcuni operatori professionali, quindi strumenti e servizi che lavorano bene sui documenti in sincronizzazione come Un tablet PC Surface con Office 365 a Bordo che include Onedrive per Business, ci permette di essere produttivi ovunque anche mentre dobbiamo svolgere attività un luoghi pubblici o uffici di altri.

WP_20161221_09_17_52_ProTuttavia dopo essere stati  ad Amsterdam a Natale e dovendo fare piccole attività con il Surface o con uno Smartphone abbiamo veramente potuto apprezzare la differenza tra una WIFI a cui ci si adatta, in Italia, ed un servizio Internet Wifi presente ovunque gratuito, sempre ad alta velocità, sia nei Bars sia negli hotel o nei nei negozi.

Internet veloce cambia la vita e fa la differenza nel Business, quindi ok alle esperienze fuori porta, ma vicino ad una autostrada digitale veloce è meglioSmile .

Un problema tutto italiano quello del ritardo nei servizi di accesso alla rete che blocca l’aumento di produttività per le persone e delle aziende che utilizzano internet già oggi con velocità bassa, con meno produttività dei colleghi negli altri paesi. Un problema che purtroppo non tocca ancora la maggior parte delle aziende, che oggi in Italia hanno un livello di produttività ancora più basso perché non sanno avvalersi delle opportunità, che i servizi Cloud possono offrire, per lavorare meglio rispetto al modo di agire, pensare e muoversi che hanno oggi.

Ci sono in Italia ampi margini di miglioramento nella produttività usando la rete esistente, contemporaneamente andrebbero agevolate le aziende che già bene la rete, permettendo alle loro persone di lavorare ovunque e non solo in alcuni luoghi privilegiatiSad smile

passando al digitale si esce dalla crisi

Digital Disruption, da una ricerca di Accenture ecco un nuovo termine per dire la stessa cosa: vogliamo o no cambiare il nostro modo di lavorare e vivere, dal momento che tutto il mondo è cambiato? Da una ricerca di Accenture descritta qui emerge che ci sono tanti vantaggi nel passare al Digitale. Cito:

“…Quanto all’Italia, una decisa spinta allo sviluppo di tecnologie e di fattori abilitanti (infrastrutture, contesto regolatorio, pubblica amministrazione, mercati) potrebbe portare entro il 2020 ad una crescita addizionale del pil del 4,2%, per un valore di circa 75 miliardi di euro…”

Questa voce nel coro di altre voci ci indica la strada di uscita dalla crisi, la migrazione delle infrastrutture al digitale, che significa: Velocità di internet, servizi cloud, videocomunicazioni giornaliere, ufficio nello smartphone e modalità di lavoro completamente differenti, da casa e ovunque come fanno già alcune aziende.

Il cambiamento che io vedo in giro è solo un acquisto di tecnologia “alla moda”, utilizzo di servizi free e comportamenti sempre ugualiSad smile.

  • Quante aziende usano I webinar invece delle visite porta aporta per spiegare ai clienti I nuovi prodotti?
  • Quante aziende usano realmente il sito web per attrarre nuovi clienti?
  • Quante aziende calcolano I risparmi che hanno realizzato ed I cambiamenti introdotti dalle nuove tecnologie?
  • …..

Purtroppo se non si misura il vantaggio econimico del passaggio al Digitale, dell’investimento in una nuova tecnologia e dei nuovi comportamenti, non si imparerà mai stare aggiornati con la produttività. Il problema non è migrare I proprii PC alla nuova versione di sistema operativo o di Office, ma essere sempre aggiornati alle ultime versioni dei prodotti per cogliere veramente I benefici dell’innovazione digitale.

Ecco perchè Microsoft propone Office 365, invece del solito Office legato ad una versione che non cambia anche se ce ne sono già di nuove in commercio. Per offrire gli strumenti di produttività aggiornati in un abbonamento, e lo stesso fa  con WIndows 10 accelerando l’innovazione con l’arma che ha a disposizione, abbandonare il supporto delle vecchie versioni dei prodotti più velocemente. A tale proposito ci comunica comunica che:

“…Windows 8 (non 8.1) è sulla strada di Windows XP senza aggiornamenti di sicurezza. Windows Vista non verrà più supportato dall’aprile del prossimo anno. Gli utenti in possesso di Windows 8.1 e di Windows 10 già dispongono di IE 11…”

Le aziende in Italia sono piene di Windows XP, di Windows VIsta o Windows 8, e 8.1, mentre windows 10 è gratuito fino a Luglio 2016…..Perchè?

Sono 1000 le motivazioni, ma la principale si chiama RESISTENZA AL CAMBIAMENTO. Ma quanto ci costa questa barriera? 75 Miliardi di Euro, appunto, da perdere o guadagnare e l’uscita definitiva dalla crisi!!

Office 365 cresce più in fretta di Google apps e supera!

Colgo l’occasione di questo articolo per segnalare che la sensazione che Office 365 stia andando molto bene anche nel mercato italiano da un paio di anni è confermata dai numeri di quota di mercato. Oggi Microsoft ha il 25,2 % della quota di mercato Enterprise con Office 365 ed il 30% tra le aziende con più di 1000 postazioni mentre Google App for Business è fermo al 15% per queste ultime e complessivamente al 22,8% secondo questa ricerca.

La cosa importante è che lo scorso anno Microsoft è cresciuta del 7,7% e che le aziende che adottano il cloud sono passate dal 28% al 48% quindi per molti servizi la nuova informatica Cloud è una realtà importante e ha rivoluzionato il modo di gestire l’infrastruttura. Sono di ventati centrali Notebook, Tablet e Smartphone ed in prospettiva l’informatica sarà meglio venduta e gestita dalle società di Telecomunicazioni che dai tradizionali System Integrator. Noi stiamo aiutando sia Vodafone che Telecom Italia a vendere Office 365 e la loro capacità di penetrazione e di fare grandi numeri grazie alla forza vendita capillare sul territorio è imbattibile per una normale società di informatica.

Per completare il discorso allego un documento di comparazione tra Google e Microsoft che abbiamo preparato per aiutare i nostri clienti a scegliere cono consapevolezza.

DOCUMENTO COMPARAZIONE

Dopo office 365 rivoluzione Windows 10 e Microsoft conferma il passaggio da prodotti a servizi

Dopo Office 365 che da il Cloud tutti i servizi per la produttività per le aziende e le persone una nuova rivoluzione in chiave “servizio” di Microsoft. Questa volta viene toccata la “cash cow” principale di Microsoft, il sistema operativo Windows. Ascoltando le parole dai diretti interessati in casa Microsoft a Milano, mi sembra di sentire la dichiarazione di una start up aggressiva che ci propone un modello di business tipo Freemium o meglio Mobile.  Qui però si parla di una società consolidata che fa sistemi di fascia alta per aziende strutturate oltre che per consumatori finali. La rivoluzione in chiave social segna l’era del nuovo Amministratore Delegato che ha preso il posto di Steve Balmer, fine di un periodo; con Satya Nadella inizia un ringiovanimento reale della società storica di Redmond. Sotto sono riportati con qualche aggiustamento, i miei appunti predi a caldo durante la presentazione di Windows 10 ai migliori partner Microsoft .

Appunti di viaggio

Microsoft introduce il FREE UPGRADE,  scelta coraggiosa nuovo AD, e Windows diventa As A Service.
Inizia un’era informatica più personale, nel mondo dei dispositivi mobili e dei servizi cloud
Unica Piattaforma per tutti i dispositivi finalmente realizzata, e Windows 10 come Windows 7 offre una esperienza di migrazione neutra. Posso creare desktop virtuale.
Windows contiene il nuovo browser con modalità EDGE che permette di  interagire con la pagina web entra in modalità di editing della pagina, scrivo a mano libera sulle pagine web
vedo gli articolo come un pdf e posso mettere i commenti come file word, ho notifiche laterali come telefono su pc. Inoltre  Cortana diventa grande e diffuso, impara da utente che lo usa- E’ una Universal APP su phone, tablet e  pc desktop e si adatta al device del momento,
in modalità Continuum si adatta al dispositivo che lo usa.

Windows 10 avrà nuovo store posso selezionare app da store pubblico e rendere disponibili app private in store personale e/o aziendale a cui non accedo con MS account ma con account aziendale o attraverso l’AZURE Active directory

Installo app da store come utente portale business, per utenti aziendali, che la mia
azienda ha ritenuto importanti con me come una componente privata e aziendale integrata
IE 11 avrà tante funzionalità per aziende. Da gennaio 2011 Microsoft supporta solo più Windows 7 con IE11
Windows  10 da il meglio di se da dispositivi moderni 2 in uno, tablet con tastiera, è pronto per qualunque tipologia di dispositivo anche RAGGED con embeded.image
Sicurezza di accesso: MFA (multi factor autentication)Win 10 la registrazione del dispositivo che diventa un sistema di autenticazione addizionale memorizzato su Chip set del dispositivo per memorizzare le credenziali, la chiave di autenticazione è legata al dispositivo, l’Identity Provider si fida di questo che è una alleanza con altri player si chiama FIDO. Nuovo livello di credenziali con HELLO riconoscimento viso, dito, o pin legato al dispositivo che rappresenta la Smart card
Bitlocker : sui dati condivisi anche verso l’esterno, evita apertura dei documento con applicazioni che non vogliamo, evita copia incolla da applicazioni Enterprise con applicazioni non Enterprise es: Twitter, Facebook, etc.…

La rivoluzione
Windows 10 è ultima versione di windows come le conosciamo oggi, poi ci sarà  innovazione continua per gli utenti consumer come per utenti business tuttavia per  questi ultimi ci sarà una gestione “mission critical”.
Aggiornamento continuo significa percorsi di aggiornamento continui differenziati per utente: in Windows update non solo aggiornamenti di sicurezza ma anche di funzionalità come i sistemi mobile (Android iOS, etc.…)image
Per le aziende l’aggiornamento è controllato da azienda stessa, LTSB long term servicing branch, insieme di funzionalità su cui certe macchine scelgono di rimanere stabili, come oggi sulle  le vecchie versioni perché “mission critical”.
Current Branch for business: particolare tipo di Windows update, for business che non
saranno obbligati ad aggiornare subito, possono aggiornare dopo mesi (dopo il test fatto dai Consumer) ci sono un numero  finito di mesi per aggiornare perché poi non ricevo neanche più quelli di sicurezza che normalmente riceverei image comunque sempre finché supportato.
Le validazioni delle funzionalità sono basate sul mercato.
Installer: milioni di utenti che provano funzionalità, poi quando sarà pronta va a utenti consumer, grossa convalida poi quando pronta va alle aziende su i 2 percorsi business e long term.
Arriva codice ad Agosto per  7 e 8.1 home e pro, vale per tutti, ma per versioni Enterprise solo se hanno SA (software assurance, inserita nei contratti Enterprise Agreement) attiva.

imageEntro 12 mesi dal lancio aggiornamento a Windows 10 GRATUITO dopo 12 mesi a pagamento.
Oggi l’SA è solo per dispositivi Enterprise.
Cambia MDOP, prima era aggiuntivo oggi è caratteristica della Software Assurance
per le Aziende che hanno Enterprise Agreement e che hanno diritto a percorso LONG term; L’SA infatti permette di scegliere quali dei 3 quindi il terzo (Long Term) solo per Enterprise, per gli altri obbligatorio o solo tra i primi 2.image
Microsoft rende sistema per i long term compatibili con APP dell’azienda e non il contrario, ci si
aspetta poi che nel tempo le app siano più native con Windows.
La Macchina Virtuale si comporta come macchina fisica.
Attenzione però: se dopo un anno non aggiorno il mio sistema operativo Windows 7 o 8 a Windows 10 dovrò poi pagare l’aggiornamento come oggi. Ovviamente le aziende cha hanno SA hanno sempre diritto ad aggiornamento incluso.image

2 parole per gli sviluppatori: Universal APP
Grande opportunità poter essere eseguita in numero di dispositivi enorme perché la platea è ampia La nuova esperienza è sempre guidata da mobile. Vincoli: screen, battery, il vero limite sono le batterie.
Il mobile fa da traino, quello che esce su mobile diventa per tutti, il mobile nasce Store lo applichiamo su tutte le piattaforme, input voce lo porto su tutte le altre, penna, touch etc…
Universal App riesce a girare su tutti i dispositivi.
Librerie specifiche del dispositivo e librerie generali integrate API specifiche
Modelli di input ottimizzati per ogni dispositivo. Anche le app si possono rimpicciolire e cambiano visualizzazione al di sotto di una certa soglia di ridimensionamento
OPPORTUNITA’ per  nuovi dispositivi, nuove applicazioni ovviamente le macchine vecchie non fanno girare le nuove applicazioni necessario un rinnovamento dell’hardware

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Smart working per risparmiare

Il tema del momento per quanto riguarda le organizzazioni è trovare nuovi modi e modelli per lavorare meglio, essere più produttivi e battere la concorrenza. All’evento di Roma organizzato da Vodafone e Microsoft, Luca Gastaldi degli “Osservatori.net” della Scuola di Management del Politecnico di Milano, casi e calcoli alla mano ci ha presentato uno scenario accattivante.

Da un paio di anni di anni quello che era il tema tecnologico delle Intranet e poi dell’Enterprise 2.0 si è trasformato nella nuova onda che aiuta le aziende a cambiare,quella dello “Smart Working”. Di cosa si tratta: in sintesi significa agire sulle leve di cambiamento coordinate di Organizzazione, Layout fisico, ICT e Risorse Umane, per attivare nuovi comportamenti e modelli di lavoro che hanno un impatto significativo in termini di guadagno di produttività e risparmio.

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La necessità per tutte le imprese ed organizzazioni per sopravvivere ha una possibile soluzione, che libera tante risorse, le quali sono state calcolate dal MIP, che forte dei numeri, dei feedback dei clienti e di alcuni casi straordinari come quello spesso citato di Tetrapack, ci propone una serie di WIN WIN che i top manager in gamba non possono rifiutare.

L’idea parte dal fatto che in Italia la percentuale dei veri Smart Worker è solo del 5%, mentre in altri paesi è decisamente superiore, in particolare in Europa del Nord, quindi ci sono ampi margini di miglioramento. Ad un primo sguardo il lavoratori tradizionali sono il 43%, mentre quelli non tradizionali il 57% ma andando a vedere chi sono quelli non tradizionali solo il 5% include le caratteristiche di:

  • Distant Worker 26% quelli che lavorano per almeno il 50% fuori dall’ufficio
  • Flexible Worker 24% quelli che hanno completa autonomia nell’orario
  • Adaptive worker 31% quelli che usano più strumenti e sono flessibili nel lavoro ovunque

L’area sottesa da queste 3 caratteristiche insieme può definirsi Smart Worker.

Ebbene il MIP ha quantificato i benefici nella realizzazione di un ambiente lavorativo differente che agevola le persone che oggi desiderano lavorare anche in modo intenso ma con maggiore flessibilità e produttività, senza essere vincolati dalle variabili spazio/tempo ma solamente dai risultati. I benefici sono legati al dipendente, all’azienda stessa e all’ambiente.

Vediamo quali sono:

  1. Lo Smart Worker per 2 soli giorni alla settimana risparmia 1.600€ l’anno in spese vive e proprie di trasferimenti, vitto etc…
  2. L’azienda invece aumenta del 20% la produttività (dipendenti più sereni lavorano meglio) diminuisce del 20%-30% i costi legati allo spazio fisico e diminuisce dal 50% al 70% l’assenteismo.
  3. Ogni persona che fa Smart Working per 1 giorno alla settimana equivale a piantare un albero per compensare le emissioni di CO2foto 1

Perché le aziende non adottano questo nuovo modello organizzativo? le barriere presentate sono legate alla cultura, ma questa è solo la parte più evidente degli alibi secondo il MIP, in realtà gli scogli sono di organizzazione e governance, la nota resistenza al cambiamento dei centri di potere.

Anche di fronte a benefici che ormai sono documentati le aziende che intraprendono la strada del cambiamento organizzativo che permetterebbe a loro di sopravvivere e crescere sono ancora poche in Italia e questo non lascia ben sperare per il futuro del nostro tessuto di imprese e, ironicamente sono quelle più grandi che dovrebbero avere più difficoltà a cambiare mentre le nostre PMI, ad eccezione di quelle cha hanno un management straniero spesso resta ancora una volta al palo. Per saperne di più e sentire le esperienze di chi ha realizzato lo Smart Working consiglio di spendere mezza giornata al Politecnico di Milano Martedì 15 Ottobre alla presentazione dei risultati dell’osservatorio 2014 (www.osservatori.net). Sono ore ben spese, che faranno riflettere i manager e imprenditori.   Per partecipare clicca qui.

MicrosofT diminuisce di nuovo i prezzi dei servizi Office 365

Ci sono cambiamenti in  vista  per Ottobre sul modello delle licenze di Office 365.

Saranno unificati i piani per le piccole imprese e per le media imprese (Small Business e Midsize Business) mentre i piani Enterprise restano pressochè invariati.

In attesa dei nuovi servizi però Microsoft ha già allineato i prezzi online quindi alcuni sono cambiati altri rimasti uguali.

La E1 ad esempio passa da 78 €anno a 73,20€ mentre Exchange Online da 3,3€al mese per utente a 3,1 €al mese per utente, la Midsize Business che andrà a scomparire invece ha il prezzo allineato alla Small Business ridotto, 117,6 € incluso Office Desktop e può essere usata per 300 postazioni.

http://www.cloudea.it/Leofferte/Prezzi/AcquistoMicrosoft.aspx

Sul nostro sito trovate i nuovi prezzi. Consideriamo anche che le sottoscrizioni oggi offrono 1 Tb di spazio documentale per utente ognuna. Vale anche per il Cloud di Microsoft la legge di Moore allargata che permette all’economia di scala della tecnologia di essere l’unico fattore di spesa che diminuisce nel tempo invece di aumentare a parità di prestazioni/ servizio. Un motivo in più per passare al CloudSorriso

Google sites e sharepoint online

Continua la serie di miti da sfatare. Questa volta parliamo delle possibilità che ci offrono le Google Apps e  Office 365 di fare siti web, e di condividere le informazioni, i documenti, attraverso la costruzione di  Intranet ed Extranet.

Sites di Google e Sites di Office 365 nascono con lo stesso obiettivo: permettere attraverso un sistema di APP la creazione di pagine web e siti per la condivisione delle informazioni e per la pubblicazione. Google Sites permette di fare siti pubblici molto interessanti con semplicità, e anche con SharePoint Online che offre 5 Gb di spazio web per il sito pubblico.

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Un esempio come quello a lato può essere realizzato con SharePoint Online agendo sui template standard, con personalizzazioni e competenze di programmazione, ma non è sempre necessario.

Il sito web poi è il principale obiettivo di chi usa le piattaforma sites, ma il desiderio di lavorare con servizi evoluti di collaborazione sui documenti aziendali è prevalente.

Google Sites usa tutte le App disponibili nella piattaforma a completamento dei servizi delle pagine web create e lo stesso fa SharePoint Online che ha le sue App e un sistema di App Catalog che permette di pubblicare le proprie. imageAlcune parti di servizio Enterprise come i workflow e tutte le impostazioni avanzate che ha SharePoint Online non sono però presenti nel mondo Google, mentre ci sono integrazioni a pagamento fatte da terze parti, che non coprono comunque la complessità dello strumento messo nel Cloud da Microsoft in Office 365.

Microsoft SharePoint infatti è sempre stato un prodotto Enterprise di cui solo la licenza server costa più di 5.000€ e impone una infrastruttura complessa per la installazione on premise e competenze specialistiche per gestione. Roba da grandi aziende insomma, ed infatti le maggiori aziende italiane e mondiali lo utilizzano come portale Intranet ed Extranet per i loro business. Ferrari ci ha pure fatto il sito web come pure tutto il gruppo Fiat. SharePoint Online che è la versione Cloud che corrisponde alla licenza standard (a pagamento) di questo strumento Enterprise ed  è messo a disposizione a 30€ anno per utente dentro Office 365 o nelle Suites a partire da 49,2 € anno con Exchange e Lync Online. Google Sites è la stessa piattaforma “consumer” gratuita che permette alle persone di fare il proprio sito web nel mondo Google, integrata nei servizi di Google App for Business a 40 € anno per utente complessivamente.

SharePoint Online Permette di sviluppare servizi e applicazioni intranet completi di workflow e con il sistema di App dei partner  di Microsoft di gestire in modo semplice ed efficace i le necessità di ogni dimensione azienda. Google Sites è per le aziende che voglio avere uno strumento semplice e simile a quello che già utilizzano al di fuori del business.  Google Sites  sono nati per fare fare siti web pubblici e hanno App interessanti ma spesso esterne ed a pagamento, sviluppate da partner. Con i template e le App di SharePoint Online nativi invece spesso non è necessario acquistare altro, ma solo configurare, senza interventi di programmazione i siti secondo le proprie necessità. Nonostante la completezza, una volta capita la logica, anche grazie all’aiuto dei nostri corsi sviluppati per “non tecnici” molte persone e professionisti hanno imparato ad usare da soli SharePoint Online per svolgere le proprie attività aziendali con lo stesso processo di apprendimento usato per Office. Oggi risparmiano realizzando processi informativi e collaborativi senza necessità di pagare tecnici e programmatori e con risultati anche superiori.

QUI trovate il video del webinar “Mai dire Cloud” dove si vedono a confronto i due servizi Cloud.