Global Utilities: tutti i servizi per le PMI moderne

Da un po’ di mesi, tra le altre attività, faccio parte di una startup davvero interessante, perché vuole rivoluzionare il mercato dei servizi digitali alle imprese partendo dalla risorsa più critica: la connessione!

Tutti hanno sperimentato la difficoltà di accedere ai servizi Cloud da ogni luogo e lavorare veramente Smart senza limiti di tempo e spazio.

Servono servizi digitali avanzati ma senza la connessione il gioco è inutile.

L’approccio innovativo di Global Utilities è quello di seguire il cliente come una società di consulenza, ascoltiamo i suoi bisogni e troviamo la giusta soluzione per lui, e lo facciamo per ogni servizio digitale.

Ogni luogo del nostro paese può essere interconnesso con una velocità ragionevole per una azienda e per i suoi collaboratori, bisogna solo avere a disposizione un Telco Integrator che è attento al servizio al cliente e ci mette la faccia. Questo ho imparato lavorando con Global Utilities. Infatti le persone che hanno creato questa realtà sono tutte sempre online a disposizione dei clienti e dei partner e attraverso la videocomunicazione continua stanno in contatto con ogni parte d’Italia.

Mentre tutte le Telco si affidano ai BOT conversazionali per assistere i clienti, Global Utilities parte con l’approccio umano e lo fa con lo strumento più utilizzato oggi, la videoriunione.

Dopo che tutte le aziende, mi spiace doverlo ammettere, grazie al Covid-19, hanno imparato a fare le videoriunioni efficaci, oggi c’è spazio per il Direct Selling, la vendita a distanza e abbiamo deciso di cavalcare questo momento.

Occupandomi dei servizi digitali, formativi e strategici all’interno della startup ho apprezzato la scelta di creare un reddito continuo per i partner costruendo un listino completo di servizi utili per la trasformazione digitale delle imprese accessibile con abbonamento mensile. Questo permette anche al partner che rivende i servizi di avere una provvigione continua fino a quando il cliente usa il servizio. Inoltre abbiamo strutturato la rete di vendita su più livelli per ampliare velocemente la diffusione dei contatti e del passaparola.

Tutte le persone con cui ho lavorato in questi mesi hanno contemporaneamente passione per la tecnologia e per l’uomo che alla fine è quello che viene agevolato, se la tecnologia che utilizza è semplice, pervasiva ed efficiente.

Ringrazio tutti i colleghi di Global Utilities per aver accolto le idee innovative di Marketing e di aver applicato con successo il Metodo Awan® nella progettazione della startup e della comunicazione, e di avermi affidato il ruolo di Responsabile dei Servizi digitali a completamento dell’offerta Telco.

Cio’ dimostra che, anche in un mercato maturo si può creare innovazione nei servizi, ed un’altra applicazione pratica della strategia Oceano Blu ,che da anni proponiamo ai nostri clienti con il Metodo Awan®. www.globalutilities.it

La nostra visione dell’Azienda Automatica

Nel parlare con gli imprenditori, soprattutto quelli che non hanno la mania del controllo, uno dei maggiori desideri è la possibilità di gestire la propria azienda part-time avendo a disposizione tutte le informazioni utili per intervenire quando ci sono dei problemi strategici, e dedicare parte del tempo a costruire relazioni.

Non piace a nessuno essere coinvolto continuamente nell’operatività (sempre ad esclusione dei maniaci del controllo che non hanno mai imparato a delegare) della propria impresa per incapacità dei collaboratori o per la mancanza di informazioni sull’andamento di essa. Proprio per questo abbiamo costruito la visione dell’Azienda automatica e stiamo cercando di realizzarla con i clienti attraverso www.pmirevolution.it.

Fino a poco tempo fa la possibilità di automatizzare completamente i processi, di raccogliere automaticamente le informazioni sull’andamento dei flussi di lavoro e di analizzare queste informazioni attraverso dei cruscotti, era disponibile solo per le grandi aziende, a prezzi abbastanza alti.

Peraltro le grandi aziende riescono a gestire in modo automatico solo alcuni processi, poichè ci sono troppe interfacce, troppi passaggi manuali che impediscono, con le attuali organizzazioni, con i giochi di potere interni, di creare un’azienda realmente automatica. Ed i manager neanche lo desiderano perché diminuirebbe il loro valore.

Una PMI invece, sempre a corto di risorse, e con il desiderio di crescere, lasciando tuttavia all’imprenditore la possibilità di realizzare i propri sogni e le proprie passioni è essere un buon punto di partenza gestibile al fine del creare il modello di Azienda Automatica. La Tecnologia informatica ha fatto passi da gigante ed oggi offre tante risorse per raggiungere questo obiettivo.

Da quando infatti Microsoft ha introdotto la Powerplatform si aprono orizzonti nuovi per le aziende di ogni dimensione. Se prima la Robotic Process Automation (RPA) era appannaggio delle grandi aziende, come al solito con l’arrivo di Microsoft, che include i servizi di RPA dentro Office 365, chiunque avendo le idee chiare può permettersi di automatizzare dei processi.

Oggi tutti parlano di RPA, ma essa è solo una parte dello scenario. L’espressione Robotic Process Automation (RPA) fa riferimento a quei software “intelligenti” in grado di eseguire in automatico alcune attività ripetitive, imitando il comportamento degli operatori e interagendo con gli applicativi nello stesso modo in cui farebbe una persona, ovvero “prendendo il controllo” di mouse e tastiera.

I vantaggi dell’RPA sono molteplici: l’automazione di processi ripetitivi e monotoni permette di ridurre drasticamente il tempo necessario per completare le attività, ridurre i costi e il margine di errore, incrementando la soddisfazione dei clienti.

Ecco alcuni esempi:

  • Back office digitale: Utilizza bot non presidiati per automatizzare e semplificare le attività manuali e ripetitive
  • Supporto front-office: Utilizza i bot software presidiati per assistere gli operatori umani
  • Self-service con agenti virtuali. Utilizza i chatbot intelligenti e la risposta vocale interattiva per rispondere alle domande
  • Gestione IT: Utilizza i bot non presidiati, i bot presidiati e gli IVA (intelligent virtual agent) per automatizzare i processi IT
  • Elaborazione dei documenti. Utilizza l’OCR (optical character recognition) integrato per estrarre dati strutturati da contenuti non strutturati

Senza l’RPA non sarebbe possibile realizzare la nostra visione di azienda automatica. Nel nostro Digital Index che calcoliamo partendo da un questionario su tutti i processi aziendali l’ultimo livello e appunto l'”automazione intelligente”. Per automazione intelligente si intende la possibilità di un’azienda di costruire dei workflow automatici che permettano di gestire i processi per eccezione.

Quindi ai manager ed all’imprenditore arriveranno solo pochi dati ed informazioni attraverso Alert che evidenziano le anomalie rispetto al modello di azienda configurato in modo da rendere l’intera impresa gestibile attraverso un cruscotto di comando semplice ed efficace.

Alla base dell’Azienda Automatica, ci sono, nella nostra visione, quindi:

  • Un modello di business collaudato e scalabile
  • L’RPA nei processi transazionali ed a poco valore aggiunto
  • La raccolta di tutti i dati misurabili per attivare miglioramenti
  • Un cruscotto di controllo semplice e operativo
  • La previsione su base storica degli andamenti in modo regolare
  • La gestione per obiettivi e per eccezioni
  • La riqualificazione continua del personale per attività a valore

Organizzare un’azienda automatica non significa risparmiare nel numero di dipendenti ma significa valorizzare i propri collaboratori per spingere la crescita ed aumentare il fatturato. Facciamo un esempio: se non serve più preparare i preventivi perché degli strumenti automatici li preparano velocemente attraverso un configuratore, la persona che sa fare bene i preventivi può diventare un venditore attivo, costruire nuove relazioni e creare nuove opportunità. Se non serve più inserire fatture controllare che materiale sia stato spedito correttamente le stesse persone possono organizzare una rete di partner per creare nuovi mercati ,…eccetera. Le competenze oggi non sono un problema avendo disposizione tantissime possibilità di formazione di livello qualitativo molto alto e oltretutto finanziate.

Oggi per l’imprenditore si aprono nuovi orizzonti e la possibilità di costruire la propria Azienda Automatica è più vicina. Noi cerchiamo di realizzarla insieme ai clienti ed alcuni risultati sono interessanti. Possiamo approfondire insieme l’opportunità con voi attraverso www.pmirevolution.it

. Contattateci per la consulenza gratuita.

 

 

A che punto siamo con la Trasformazione Digitale delle PMI Italiane?

Senza dubbio il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di piccole e medie aziende. Con un’importante presenza nel settore manifatturiero (31% del totale delle PMI), nel commercio (18%) e nell’alloggio e ristorazione (13%), le piccole medie imprese sono più presenti nel Nord del Paese (58%), nelle aree metropolitane e a maggiore densità di popolazione.

A che punto sono queste aziende con la Trasformazione Digitale? Per capire ci viene in aiuto una ricerca del Politecnico di Milano. In primis bisogna considerare che “…Con l’avvento della crisi del 2020, le imprese di piccole e medie dimensioni hanno sofferto in maniera importante: durante il primo lockdown (marzo-aprile 2020), la percentuale di PMI che dichiara di aver registrato una riduzione di fatturato risulta essere pari all’84% a fronte del 75% delle grandi, mentre durante la seconda parte dell’anno (giugno- ottobre 2020) è il 68% contro il 63% delle grandi…” leggiamo nel rapporto.

I principali punti emersi dall’indagine son i seguenti:

LA CULTURA DIGITALE: C’È INTERESSE MA MANCANO LE COMPETENZE PER METTERE A TERRA GLI INVESTIMENTI

NELLA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI PRIMARI SONO PIÙ INDIETRO LE PICCOLE IMPRESE MANIFATTURIERE E DI PRODOTTO

IL DIGITALE NEI PROCESSI DI SUPPORTO10: CRESCE L’ADOZIONE, MA I BENEFICI SONO RIDOTTI DA
INFRASTRUTTURE IT NON ALLO STATO DELL’ARTE

Per quanto riguarda un confronto con le imprese Europee il Politecnico di Milano evidenzia i seguenti 3 punti:

  • le PMI italiane scontano un ritardo rispetto alle imprese europee su vari fronti (quali utilizzo dei Big Data ed impiego di risorse con competenze specialistiche), anche se in quasi tutti i casi lo stesso ritardo si riscontra guardando alle grandi imprese; ciò segnala quindi problemi a livello strutturale di sistema Paese, più che di categoria d’impresa;
  • emerge sia un altissimo grado di penetrazione della fattura elettronica – successo ormai consolidato – sia il poderoso balzo in avanti del Cloud: nel 2018 solo il 10% delle PMI italiane aveva investito in servizi in Cloud di alto livello, contro l’11% delle PMI europee;
  • in negativo, si evidenzia il tema delle competenze ICT: poche piccole e medie imprese hanno addetti che operano con le tecnologie digitali, pochi specialisti ICT popolano le PMI italiane
    e si fa ancora poca formazione. La causa risiede in buona parte nella bassa domanda di competenze da parte delle imprese, non solo nella scarsa offerta sul mercato del lavoro.

l’Osservatorio ha poi calcolato per ciascuna impresa un indice di maturità digitale, considerando 22 indicatori afferenti a due dimensioni. I valori così ottenuti per l’indice consentono di segmentare le PMI in quattro differenti approcci verso la trasformazione digitale:

Analogico (7% delle PMI): Esse gestiscono i propri processi e attività in modalità per lo più manuale, hanno una conoscenza estremamente ridotta delle tecnologie digitali e la visione strategica sul digitale è quasi ovunque assente.

Timido (40% delle PMI): include le PMI che hanno cominciato a digitalizzare alcuni processi, nella maggior parte dei casi in risposta ad un obbligo normativo (qua- le la fatturazione elettronica) o ad uno stimolo esterno.

Convinto (44% delle PMI): comprende le PMI che hanno cominciato a rivedere parte dei propri processi aziendali in chiave digitale

Avanzato (9% delle PMI): si tratta delle imprese che “pensano in digitale”, ossia strutturano i loro processi attorno agli strumenti e alle potenzialità che il digitale può offrire, con un approccio proattivo, cercando di anticipare il cambiamento, e soprattutto con un buon livello di competenze

Mentre le aziende con un livello di digitalizzazione basso soffrono di più la crisi e molte di esse sono state spazzate dalla pandemia. Quelle con un livello alto di competenza digitale hanno avuto i seguenti benefici:

le PMI più digitalmente mature mostrano una più elevata resilienza e migliori performance economiche.

Infatti, esse registrano rispetto alle aziende meno digitali un utile netto maggiore del 28%, un margine di profitto più alto del 18%, un valore aggiunto dell’11% migliore, un capitale circolante netto maggiore del 24% e un margine EBITDA più alto dell’11%.

Noi abbiamo creato www.pmirevolution.it perche’ crediamo che agire strategicamente sulla maturità digitale delle imprese, in particolare delle PMI, significa quindi contribuire significativamente alla loro produttività, al loro sviluppo dimensionale e, di conseguenza, alla crescita del Paese.

Il lavoro del futuro o il futuro del lavoro?

Approfitto di un corso / webinar che ho realizzato recentemente per descrivere quali sono, secondo me, i cambiamenti più probabili nel mondo del lavoro in futuro abilitati dalle tecnologie che si stanno diffondendo in questo periodo. Vediamo prima di tutto quali sono le tecnologie che bisogna considerare quando pensa dei possibili sviluppi nel mondo del lavoro:

  • Intelligenza Artificiale
  • Robotica
  • Stampa 3 D
  • Iot e Sensoristica
  • Realtà Virtuale e Aumentata
  • Blockchain
  • Big Data
  • 5G
  • Superprocessori, supercomputer e quantum computing

Queste sono le tecnologie che considererei per fare un’analisi di come sarà il mondo del lavoro del futuro. l’impatto di queste tecnologie è assolutamente dirompente ma vediamo come e se possono cambiare la nostra la vita il nostro lavoro.

Nuovi modi di lavorare v.3

L’Intelligenza Artificiale porterà nelle aziende:

  • Intelligent Data Processing: Analisi predittiva, rilevamento frodi organizzazione documentazione
  • Virtual Assistant/Chatbot: risponditori intelligenti
  • Recommendation System: suggeritori di acquisti
  • Natural Language Processing: traduttori in tempo reale
  • Computer Vision: Riconoscimento facciale
  • Soluzioni fisiche: auto a guida autonoma

La Robotica:

Dark Factories sul modello Cinese o aumento della produttività di fabbrica con l’unione dei Robot all’intelligenza umana aumentata? I vertici aziendali dei big industriali Europei dichiarano che l’adozione di questi strumenti e il loro utilizzo rende il lavoro meno faticoso e più sicuro, aumentando l’efficienza e la produttività. Così molte aziende italiane insieme alle università stanno investendo in formazione e riqualificazione dei percorsi formativi, nel campo dell’innovazione. L’automazione industriale diviene così un importante occasione di sviluppo sociale ed economico. Uno studio pubblicato dal McKinsey Global Institute nel 2017 giunge alla stessa conclusione: “Cambieranno più occupazioni di quelle che verranno automatizzate“.

IA e Robotica insieme avviano La Multiexperience sostituisce il concetto di “persone esperte in tecnologia” con quello di “tecnologie esperte dei comportamenti umani”. Cambia la prospettiva, l’idea tradizionale di computer si evolve da un unico punto di interazione per includere interfacce multisensoriali e multitouchpoint come dispositivi indossabili e sensori avanzati per computer

La Stampa 3D:

  • Utilizzo casalingo: oggetti, bigiotteria, …
  • Utilizzo alimentare: forme di cioccolato allo zucchero, dalla pizza ai biscotti, dalla pasta alle verdure
  • Uso edilizio: costruzioni e case
  • Utilizzo in medicina: Protesi
  • Utilizzo nella ricerca scientifica e tecnologica: cibo per astronauti, cellule

Iot e Sensoristica:

Quando tutti gli oggetti saranno intelligenti avremo un mondo pieno di dati che devono essere analizzati e ci aiuteranno a comprendere le evoluzioni future dei processi industriali e dei nostri comportamenti. Progetti sono i nostri amici pregiati che aumentano l’impatto del nostro lavoro se essi stessi ci forniscono dati e sono governati dai dati la produttività non può che aumentare.

Realtà virtuale e aumentata:

Attraverso la realtà virtuale aumentata avremo riunioni immersive che ci porteranno direttamente al di là dello schermo e manuali semplici da utilizzare per gli operatori tecnici che aiutano chiunque ad imparare un mestiere.

La Blockchain:

  • Scambio di valore: scambiare denaro o altri asset di valore in modo sicuro e disintermediato.
  • Verificabilità dei dati: notarizzazione, cioè immutabilità e trasparenza dei dati visibili e verificabili da altri attori dell’ecosistema o ad attori terzi.
  • Coordinamento dei dati: implementazione di le tecnologie Blockchain e Distributed Ledger in processi di condivisione dei dati
  • Realizzazione di processi affidabili il business viene codificato tramite smart contract utilizzando una piattaforma Blockchain.
  • Già oggi molte aziende del settore alimentare si affidano Alla Blockcaing per tracciare i prodotti in modo efficace.

I Big Data:

Non è strano pensare che i big data di oggi stanno addestrando le intelligenze artificiali di domani quindi è fondamentale utilizzarli in modo etico per ottenere dei risultati che sono in linea con la gestione di una corretta evoluzione dell’uomo aumentato che rappresenta il nostro futuro. Nel breve le l’analisi di questi dati ci permettono di ottenere previsioni valide a cui sempre di più le persone si ottengono per prendere decisioni. Il lato negativo di questa evoluzione è l’aumento della nostra pigrizia nel decidere autonomamente in base all’istinto umano. Quale sarà il futuro delle decisioni di pancia?

Il 5G

Il 5G è fondamentale per l’economia e la fruizione diffusa delle tecnologie presentate prima:

  • Intelligenza artificiale,
  • blockchain,
  • pagamenti digitali
  • Auto a guida autonoma
  • Mobilità intelligente
  • digitalizzazione

Tutte le paure di aumento di elettrosmog sono infondate perché gli operatori devono attenersi alle regolamentazioni governative per quanto riguarda le emissioni. I vantaggi invece saranno enormi perché l’impatto sulla nostra vita e sul nostro lavoro delle tecnologie viste passa attraverso la rete e la velocità è il fattore più importante per governare gli oggetti autonomi e le intelligenze artificiali che saranno tra di noi.

I Superprocessori, supercomputer e quantum computing

La validità ancora oggi è dimostrata della legge di Moore permette di anno in anno avviare sopra il computer sempre più potenti ma anche portare all’utilizzo di tutti dei processori che possono essere nelle nostre macchine di lavoro più performanti come ad esempio lacerazione 9 dei processori attualmente già in commercio su diversi dispositivi che ha raddoppiato la velocità rispetto a quelle precedenti

Come sara’ per noi tutti l’evoluzione dipende in ultima analisi da quanto siamo insoddisfatti della nostra vita attuale. Come ci presenta la formula di Gleicher: solo l’insoddisfazione moltiplicata ad una chiara visione del futuro con dei risultati immediati di miglioramento ci potrà stimolare a superare la resistenza al cambiamento insita nella maggior parte delle persone, soprattutto all’interno delle organizzazioni.

La cosa certa è che la paura del cambiamento che porta ad addurre scuse ed alibi, per non evolvere crea dei percorsi privilegiati per chi già oggi ha ben chiaro come potrà essere il futuro della propria impresa, e sta già facendo investimenti nella giusta direzione. Noi proponiamo questa visione ai nostri clienti attraverso www.pmirevolution.it.

PMI rEvolution

Finalmente siamo riusciti a realizzare un sogno. Attrarre intorno al progetto di un nuovo modo di fare impresa alcune società nostre partner e lanciare un progetto di comunicazione online originale che ci permettesse di spiegare alle PMI italiane che esiste un via nuova e sostenibile per tutti. E’ sufficiente essere curiosi e non fermarsi alle apparenze ed alle solite regole del business ma bisogna ampliare l’aspetto umano dell’economia e della tecnologia.

Partiamo dall’Uomo, innanzitutto, e con l’Uomo attraverso la crescita personale arriviamo alle aziende che sono fatte di donne e uomini che oggi hanno bisogno di crescere e avere consapevolezza della rivoluzione che stanno vivendo. Noi amiamo chiamarla più amichevolmente evoluzione. Il gioco di parole intorno a rEvoluzione ci ha portato al nome. In questo ultimo anno abbiamo studiato molto le analogie tra il sistema Olistico evolutivo dell’Uomo che passa attraverso 7 livelli interconnessi. Da qui al questionario di valutazione dello stato di benessere della tua azienda il passo è breve…stiamo in contatto. Ci rendiamo conto che il nostro approccio è simile a quello della medicina alternativa rispetto a quella ufficiale, tuttavia oggi sempre più persone si stanno curando con metodi più sani e meno chimici e sempre più imprenditori intraprendono percorsi di choaching con “guru” più o meno famosi. Purtroppo però dopo avere raggiunto la consapevolezza che desiderano torna i azienda e non sanno come evolvere l’organizzazione per allinearla con le proprie nuove passioni o conoscenze. Per questo abbiamo creato PMI rEvolution, per affiancare alla visione gli strumenti e le metodologie giuste, e che hanno già dato risultati nelle più innovative aziende internazionali che conosciamo tutti.

Abbiamo descritto questo studio originale nel “White Paper” che trovi sul sito su cui puoi cominciare impostare la strategia evolutiva dell’impresa. Con PMI rEvolution proporremo il Metodo Awan® più tutta una serie di servizi molto semplici e adatti alle PMI, che passano attraverso il trasferimento delle competenze per rendere i nostri clienti autonomi nel processo di evoluzione.

Nei prossimi mesi prima di tutto scriveremo molti articoli formativi ed informativi per aiutare le PMI a districarsi negli investimenti in innovazione e nei finanziamenti per aiutarle ad intraprendere, dopo questa buffata di digitale, la corretta strada evolutiva.

Siamo ovviamente disponibili a qualsiasi confronto che oggi è semplice, perché online, con chi vuole approfondire meglio la propria realtà dal punto di vista evolutivo e darci degli spunti di miglioramento del nostro neonato approccio.

Poiché il business deve essere prima di tutto passione, per rendere il tutto più piacevole abbiamo anche creato un giochino online molto semplice in cui ognuno si può cimentarsi per capire quali sono le proprie caratteristiche personali distintive rispondendo tre semplici domande scoprirai quali sono le tue caratteristiche nel mondo del business tutto questo detto il sito di avere PMI rEvolution

Il “White Paper” lo trovate sul sito dopo avere fatto il gioco

17 Febbraio 2011 – 2021 : 10 anni di Cloudea

Il diritto all’e.commerce sostenibile

Nel 2020 una vera e propria rivoluzione si è abbattuta sul comportamento “online” degli italiani che erano più restii a cogliere le opportunità del modo digitale. E’ una delle poche cose positive legate alle restrizioni per la Pandemia. Il numero di persone attive sulla rete è aumentato sensibilmente. Quello che più è cambiato è la predisposizione agli acquisti online, infatti nel 2020 l’aumento dell’ecommerce è stato del 26%, mai così alto in passato. Il 2020 è l’anno di svolta per il digitale in Italia, fanalino di coda dell’Europa e nel mondo. Ora non si torna indietro!

Ci sono però ancora troppe attività che non riescono a superare il “digital divide” quindi alcune strategie sostenibili per l’ecommerce devono essere comprese prima di avventurarsi in questo mondo.

Prima di tutto è necessario capire bene la quantità dei prodotti che si vuole mettere online.

Se sono pochi e non si ha una gestione di magazzino, è sufficiente aprire negozi su Shopify, Ebay e Amazon e cominciare a proporre i propri prodotti con campagne prezzo e contenuti di valore su Facebook. Aiutare il cliente a comprendere il valore distintivo dei prodotti che abbiamo è fondamentale, per distinguersi dai concorrenti.

Se invece si vuole cominciare seriamente a vendere molti prodotti e serve una gestione di magazzino, l’occasione è ottima per evitare gli errori fatti in passato da tanti gestori di negozi online: concentrarsi sullo shop online come gestione separata dal magazzino e spendere in mal funzionanti integrazioni.

Oggi esiste la possibilità di usare gestionali che permettono di avere il magazzino gestito con la contabilità e tutte le funzioni necessarie e contemporaneamente avere l’ecommerce con i dati, le categorie e le giacenze aggiornati online in tempo reale perché collegati direttamente al gestionale del magazzino in modo nativo.

Software come questi permettono di avviare un e.commerce di seconda generazione partendo dal proprio magazzino, sono quindi alla portata di tutte le aziende che vendono prodotti e rappresentano la frontiera più evoluta dell’e.commerce. Per lanciare il proprio negozio online una volta avviato il gestionale è necessario però conoscere anche le logiche di comunicazione emarketing online e anche qui ci vengono in aiuto migliaia di giovani consulenti online che ci possono gestire campagne di comunicazione su Facebook e Advertising Google. Ci sono esperti specializzati in singoli social network e spesso solo le grandi agenzie hanno l’offerta completa, ma l’investimento non è sostenibile per una piccola realtà.

Fortunatamente sono nate oggi piccole realtà, come la nostra, che aiutano le piccole imprese a districarsi nella giungla del web marketing offrendo servizi sostenibili e integrati, ma soprattutto trasferendo le competenze digitali al cliente in modo che possa essere autonomo. Per noi è fondamentale che il cliente cresca dal punto di vista digitale e non abbia più bisogno di supporto perché l’alfabetismo digitale è come quello linguistico.

Leggere e scrivere fanno parte di noi, oggi tutti dovrebbero vendere online, trovare clienti con “advertising online” e comunicare con i propri clienti con riunioni online. Il mondo reale con il distanziamento ha bisogno del mondo virtuale per sopravvivere e rifiorire. Tutto ciò è possibile e noi vi insegniamo a farlo con successo.

(tra le fonti il convegno di Ottobre 2020 dell’osservatorio E.commerce del Politecnico di Milano)

Evviva il 2021 – ma quale rinascita vogliamo?

Mai come quest’anno, tutti sperano che finisca presto!

Riponiamo molte aspettative nel 2021. I vaccini che ci danno speranza, si tornerà a viaggiare, ci si abbraccerà ovunque e dopo il tonfo dell’economia non può esserci altro che una ripresa con il PIL che schizzerà alle stelle…WoW!

Noi preferiamo parlare di “nuova normalità”, e di sostenibilità. Non crediamo ai pifferai magici, che sono gli stessi che ci hanno portato a questa situazione, e siamo realisti. Nel 2021 non ci sarà alcuna crescita per l’Italia, forse un rimbalzino, perché l’economia dei paesi sviluppati non può andare molto oltre, all’interno di questo sistema di leggi ed interessi consolidati che appartengono al passato. Ed il nostro paese, purtroppo, nell’ambito dei paesi “ricchi” è quello che ha realizzato meno riforme strutturali per creare i presupposti di una rinascita. Vediamo intorno a noi piccoli cambiamenti: qualche linea a banda larga in più, maggiore flessibilità per i lavoratori costretti dal Covid, qualche identità digitale in più, maggiori pagamenti elettronici etc…, ma sono piccole cose per muovere un paese che rispetto agli altri sconta una distanza incolmabile senza una vera rivoluzione, un cambiamento di marcia importante.

Oltretutto stiamo agendo per evolvere verso un sistema economico e sociale che a livello internazionale è già stato messo in discussione dalle popolazioni più giovani, perché crea profonde iniquità, ingiustizie e tensioni.

A livello globale ci sono diversi focolai di protesta per il rinnovamento, ma sono purtroppo soggiogati dalle inevitabili crisi che si susseguono, tant’è che esse sembrano addirittura “programmate” da alcuni economisti (gli “esperti”) e dai governanti che li ascoltano (i “non esperti”). Noi sappiamo che “crisi” significa anche “cambiamento” e cerchiamo di agire per evolvere velocemente verso un sistema economico e sociale diverso da quello attuale.

Per esempio, nel 2020 abbiamo assistito alla stessa dinamica per quanto riguarda la gestione della pandemia. Gli “esperti” dettano legge e i governanti “inesperti” li ascoltano, mentre le voci dissonati e fuori dal coro sono zittite; nonostante ciò, qualcosa di positivo l’abbiamo visto: sempre più persone hanno perso fiducia nelle informazioni allineate con il pensiero prevalente e hanno cercato altrove dati e verità.

Ritornando all’economia: più che di crescita, che significa solamente aumento dei capitali posseduti da pochi avidi individui, ed impoverimento della maggior parte delle persone, auspichiamo una redistribuzione della ricchezza e delle pari opportunità di crescita personale e delle piccole imprese a livello nazionale. Sappiamo bene che la prospettiva di benessere e ricchezza di una persona cambia se nasce in un paese piuttosto che in un altro, e lo stesso vale per la famiglia, se i patrimoni sono molto differenti. Anche le imprese sono soggette alla stessa dinamica: quelle piccole e sottocapitalizzate avranno sempre maggiori difficoltà, tuttavia, se con molto studio e duro lavoro una persona può, in alcuni casi, elevare il proprio status sociale, così con la consapevolezza e l’innovazione economica l’imprenditore può creare capitali e benessere per la propria famiglia e per i propri collaboratori.

L’equità e la sostenibilità del sistema economico attraverso la redistribuzione della ricchezza, è quello che servirebbe. La discesa del PIL non ci spaventerebbe, se ci fosse una redistribuzione della ricchezza, perché non saremmo dipendenti dal lavoro per vivere, come non lo sono le persone che hanno accumulato i capitali e sanno farli lavorare per il loro reddito. Se poi l’equità economica fosse accompagnata dalla certezza della giustizia, dalla mancanza della corruzione e dalla libertà di pensiero e di parola, certamente si potrebbe parlare di RINASCITA.

Se dopo questa crisi sanitaria ed economica, il mondo ritornasse alle vecchie e malsane abitudini, aspettiamoci nuove crisi sempre più violente fino a quando questo
sistema sociale iniquo per gli uomini e per la natura sarà spazzato via.

Noi vogliamo confrontarci con paesi in cui l’indice di felicità è il principale indicatore per cui vale la pena di lottare.

Oggi l’italia è al trentesimo posto, al di sotto di paesi che consideriamo sottosviluppati. Crescere in questa classifica è quello per cui vorremmo vedere impegnate le persone e chi ci governano nei prossimi anni.

L’indice di felicità ha molte componenti: dalla giustizia, alla libertà, attraverso il supporto sociale, mentre il PIL /pro capite, è solo una di queste.

Quello che auspichiamo per le persone nel prossimo futuro, cerchiamo di realizzarlo con le piccole aziende, nostre clienti, che oggi hanno sempre più bisogno di supporto. Noi ci siamo, e, non potendo agire sulla redistribuzione della ricchezza, lavoriamo per la redistribuzione della consapevolezza, aiutando le imprese a sviluppare il proprio potenziale, con il Metodo Awan®. Il processo di crescita personale non è molto differente dal processo di consapevolezza delle potenzialità aziendali che porta alla rinascita. Soprattutto crediamo nella redistribuzione della conoscenza del contesto economico e sociale, delle metodologie di successo e dei migliori strumenti cloud, dalle grandi aziende verso le piccole e le startup innovative a cui auguriamo un 2021 foriero di rivincite.

Deutsche Bank fuori di testa: tassa sullo Smartworking!!

Questo mese ha fatto scalpore la proposta della Deutsche Bank di una tassa sullo Smartworking. Potete trovare varie informazioni sul web.

https://www.huffingtonpost.it/entry/una-tassa-del-5-per-chi-lavora-in-smart-working-lultima-follia-lanciata-dai-banchieri_it_5fad1d36c5b6d647a39c465c

https://smartworkersunion.it/smartworking/no-alla-tassa-sullo-smart-working/

https://www.corriere.it/economia/lavoro/20_novembre_14/tassa-smart-working-non-piace-sindacati-l-ipotesi-deutsche-bank-4afa4b9a-25e0-11eb-9464-032251e7abf1.shtml

Andando a fondo si nota che è solo una delle tante idee, in parte inutili, in parte creative inserite nello studio
che sta facendo molto discutere. Immaginata dal macro strategist dell’istituto tedesco Luke Templeman, la smart working tax prevede di applicare una tassa del 5% a tutti quei lavoratori che continuano la propria attività in Smartworking, con l’obiettivo di aiutare ‘le vittime’ economiche di questa pandemia, ossia coloro che non possono lavorare da casa (o da qualsiasi altra parte) e che sono costrette ad andare in ufficio.

Perché è fuori di testa?

In un momento come questo non esistono categorie fortunate per una serie di motivi:

  • Molte aziende hanno scambiato lo Smartworking con il remote working, quindi le persone che lavorano da casa, non hanno sostanzialmente migliorato la loro vita, perché hanno ritmi più stressanti e meno tempi morti e possibilità di relazione.
  • Le persone sono disorientate perché non hanno ricevuto chiari obiettivi e non sanno se il loro lavoro remoto sarà valutato di valore in azienda (come gli studenti a cui viene detto che le interrogazioni remote valgono di meno)
  • Tutte le categorie di lavorati in modo differente sono in crisi perché non ha certezze sul futuro.
  • …..

Alla luce dei recenti avvenimenti aziende molto più lungimiranti hanno predisposto un servizio di coaching interno per aiutare le persone immerse nella solitudine del lavoro da casa e remoto, perché si sono rese conto che il bilancio tra benefici e difficoltà, anche per i collaboratori non era completamente positivo per tutti. Infatti il Dott. Valerio Perinelli della Sace BT (che è un manager illuminato e coach della scuola di Marina Osnaghi) raccogliendo le impressioni dei suoi collaboratori ha chiaramente espresso in queste slide le sensazioni dapprima positive e poi scavando, anche negative, di questa categoria di lavoratori.

Il vero SMARTWORKING non è quello improvvisato dalle aziende in questo periodo, ma una evoluzione della società, che crea benefici per l’ambiente, l’economia ed il lavoro che non devono essere fermati e tassati proprio perché tutti in qualche modo potranno beneficiarne in un futuro non remoto quando il lavoro come lo conosciamo oggi sarà cambiato.

E’ vero che ci sono molti benefici per le organizzazioni che hanno fatto un progetto di Smartworking in tempi non sospetti, e non basato sull’urgenza. In tal caso più che il dipendente è la stessa azienda a risparmiare molte risorse, come lo spazio, gli strumenti di lavoro, il tempo di viaggio dei collaboratori e a raggiungere gli obiettivi più velocemente perché le persone sono più focalizzate e produttive nel lavorare da casa. Non è però sempre cosi, infatti stanno nascendo luoghi per lo Smarworking al di fuori della casa, come hotel, aree attrezzate distribuite sul territorio che le aziende mettono a disposizione e altre possibilità agevolate dalla tecnologia.

E’ il lavoro che cambia, sono i comportamenti che devono cambiare con l’aiuto della tecnologia.

Il fatto che lo stratega di una banca faccia una proposta simile ci da solo la conferma di come ragionano le persone che oggi hanno posizioni privilegiate: ogni cambiamento lo vedono come nocivo allo status quo e quindi vogliono frenarlo.

Proporre tasse di questo tipo è come proporre la distruzione delle fabbriche che facevano i LUDDISTI all’inizio della rivoluzione industriale. Non ho molti altri commenti da fare, del resto questo periodo difficile ha messo in luce l’inettitudine di molti cosiddetti “leader” e ne ha creati altri che hanno saputo gestire in modo migliore la situazione. La mia speranza è che l’onda del cambiamento che ha costretto aziende e persone a riorganizzare il proprio modo di lavorare non si fermi ma sia razionalizzata, strutturata e organizzata con progetti di vero Smartworking in cui le aziende imparano a remunerare i propri collaboratori, non a tempo lavorato, ma ad obiettivi raggiunti ed i lavoratori che oggi non lo accettano, imparino ad apprezzarlo perché anche per loro ci saranno molti benefici. Tutto questo dipende solo dalla classe dirigente….Aihme!!

Premio Olivetti per l’eccellenza formativa 2020

Anche quest’anno abbiamo partecipato all’evento di premiazione delle eccellenze formative italiane, come soci di AIF (associazione italiana formatori). Abbiamo ascoltato e valutato tantissimi progetti interessanti ed innovativi

che vanno dal turismo, all’economia circolare passando attraverso l’educazione finanziaria. Progetti che hanno coinvolto sia grandi aziende come Reale Mutua ed Edison, per citarne 2, sia organizzazioni come i Vigili del Fuoco a livello nazionale e startup.

Al di la della classifica ufficiale provo a stilare la mia classifica personale con categorie definite da me. Ecco sotto la mia classifica:

Curioso: un progetto per formare le persone che lavorano all’estero a contatto con diverse culture sugli usi e costumi nelle relazioni personali di ognuna di queste culture, al fine di creare un efficace ponte di comunicazione con le persone del luogo avvicinandosi a loro.

Sfidante: Il progetto di formazione in e.learning assistito ai volontari dei vigili del fuoco sulla sicurezza personale, per il passaggio di profilo. Ha coinvolto 103 dipartimenti e 668 persone con il risultato di 608 positivi.

Innovativo: il Medical Drama, un vero e proprio film formativo realizzato al fine di formare gli operatori sanitari ed i medici sul trattamento del melanoma cutaneo.

Ad alto impatto: bisognerebbe citare più progetti, ma dovendo scegliere ne riporto 2 che mi hanno colpito: una iniziativa di formazione destinata a tutti gli operatori del mercato Retail che ha coinvolto 25.000 persone, con e.learning esponenziale, e una dedicata all’economia circolare, con laboratori tecnici che spigano la seconda vita dei rifiuti ed altre tecnologie e le fanno testare agli studenti ed ai cittadini .

Interessante: il progetto per insegnare a studenti e manager anche pubblici il Fundraising, disciplina più che mai utile oggi nella sharing economy. Trovare nuove fonti di finanziamento anche per le amministrazioni pubbliche può fare la differenza importante per evitare aumenti della tassazione, e realizzare progetti sociali.

 

La formazione non si ferma ed oggi più che mai crediamo che sia fondamentale il trasferimento delle competenze, per permettere a più persone possibile di cambiare il proprio modo di pensare ed agire, al fine di essere pronti per il mondo nuovo in cui stiamo vivendo.

Iniziative come quella del Premio Olivetti, che quest’anno si è tenuta online, permettono di fare emergere le esperienze migliori e sono di esempio a molti altri progetti che non sono portati all’evidenza, ma hanno anch’essi realizzato risultati significativi.

Noi continuiamo a proporre la formazione continua alle organizzazioni attraverso l’e.learning di soft skills di Skilla.com e con i nostri corsi online per favorire l’adoption delle tecnologie.

Molto utile anche l’esperienza di formazione gratuita sul Metodo Awan® per la r-evoluzione dell’impresa che da un anno proponiamo su Corsidia.org, a cui tutti possono accedere per apprendere un nuovo modo di fare impresa.