La “troppo” lenta consapevolezza delle nostre PMI

Colgo lo stimolo di questo ed altri articoli di Mariano per sostenere ancora una volta su questo blog l’importanza dell’uomo nel cambiamento di trasformazione digitale.”

Cito da un articolo del 2018

La cultura aziendale e i comportamenti di dipendenti e manager sono le chiavi per il successo della digital transformation, ma spesso le aziende li trascurano. «Bisogna avere il coraggio di abbandonare i modelli organizzativi consueti e preparare le persone a recepire le opportunità dei prossimi anni», spiega Mariano Corso, docente di Leadership & Innovation al Politecnico di Milano e Direttore Scientifico di P4I-Partners4Innovation.

Noi abbiamo sviluppato una metodologia che prima di tutto agisce sulla consapevolezza dell’imprenditore del cambiamento epocale in cui è immersa la sua azienda e unisce in modo sincrono i 4 pilastri del cambiamento

-Persone

-Processi

-Tecnologie e

– Modelli di Business (new)

Vi sarete accorti che ai 3 tradizionali delle società di consulenza abbiamo aggiunto il quarto. Oggi non basta cambiare organizzazione e tecnologie ma è necessario ripensare il proprio modello di business per non cadere nel vortice della digitalizzazione ed essere superati dall’ennesima startup di turno.

Questa consapevolezza presente nei CEO delle grandi aziende internazionali fa fatica a scende verso gli imprenditori delle nostre PMI italiane. Con workshop ad ho cerchiamo di aumentare l loro consapevolezza e i clienti che ci hanno ascoltato sono sulla strada del successo. Per questo motivo sono felice se anche il mio amico Mariano, da anni sulla stessa lunghezza d’onda ogni tanto ci stimola a lavorare sempre meglio.

Non mi piace fare il gufo, tuttavia vedo ancora troppe aziende che non hanno intrapreso un percorso di cambiamento digitale e imprenditori scettici. Certo può sembrare l’ennesima ondata tecnologica per arricchire le aziende tecnologiche. Ci sono questa volta alcuni fattori molto diversi e segnali che chi vuole capire, come molti movimenti di mercato, nuovi prodotti e startup che da un anno all’altro diventano famose. A volte poi spariscono però il movimento di nuove invenzioni e nuovi business è davvero dinamico in questo periodo. Per contro vedo aziende storiche fallire o cambiare radicalmente, chiudere i battenti. Anche gli imprenditori che incontro a volte sono disorientati. E siamo solo agli inizi, non oso pensare agli effetti dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi sulle nostre vite e sulle aziende. Se non si raggiunge la consapevolezza ed il governo della tecnologia dei processi, delle persone e dei nuovi modelli che possono essere abilitati oggi ci si lascia vivere senza raccogliere le opportunità infinite di questo periodo storico unico.

In questo momento il senso di urgenza è un fattore importante per questo organizziamo decine di workshop di visione gratuiti nelle aziende, contattateci per saperne di più

Un grande successo di Office 365: MICROSOFT TEAMS

Qualcuno si sarà accorto che Microsoft sta dismettendo Skype per Business, migrando i clienti di Office 365 su Teams. In realtà Teams è molto di più di un sistema di comunicazione per riunioni online.

Teams è il nuovo strumento di Microsoft che permette di utilizzare in modo efficace tanti servizi cloud presenti oggi su internet, sia di Office 365 sia di altri operatori, per il proprio gruppo di lavoro. Teams è unico nel panorama dei servizi cloud e attraverso la sua consolle aiuta gli utilizzatori a stare sempre in contatto con il proprio ufficio o progetto, condividendo documenti, idee, riunioni, note, decisioni etc.… Come tutti gli altri servizi di Office 365 è accessibile con semplice Browser, al PC, MAC, o tablet e smartphone. Negli ultimi mesi sì ci stanno chiedendo tantissime formazioni su Teams. Noi abbiamo cominciato ad utilizzarlo dallo scorso anno e da subito abbiamo visto i benefici perché ci permette di tenere sotto controllo tutti i progetti come clienti pianificare le attività sia per i nostri collaboratori sia per i clienti e condividere velocemente tutti i documenti se progetto. In realtà può essere utilizzato anche per attività di ufficio quando è necessario lavorare insieme ai colleghi sia su progetti interni se nella condivisione continua dei documenti. Recentemente con i clienti stiamo valutando e testando delle modalità di utilizzare il Teams assolutamente nuove come ad esempio un commercialista che sta creando per i propri clienti tutte le aree di lavoro condivise in cui caricare i documenti oppure una società di Outplacement che sta gestendo la comunicazione con i propri clienti la comunicazione esterna attraverso Teams. Inoltre, una società di costruzioni edili sta gestendo la comunicazione con i cantieri attraverso Teams. Una volta imparato ad utilizzarlo gli scopi per cui si può trattare sono molteplici questo ci permette tranquillamente di dire che teams è in questo momento lo strumento più innovativo presente del modo Microsoft e non solo perché è l’unico che riorienta tutte le attività veramente sul gruppo di lavoro o di progetto.

In questo blog darò alcune informazioni su come iniziare ad usarlo.

Accedere a Microsoft Teams è semplice ed immediato. Puoi cominciare con le credenziali della posta elettronica entrando nel tuo portale online di Office 365 (https://portal.office.com) e scegliendo Teams tra le apps disponibili. Per accedere:

  1. Apri il Browser e usa l’indirizzo Web fornito dal tuo amministratore
  2. Inserisci le tue credenziali

    Clicca su accedi

Oppure, apri il Browser, accedi a Office 365 e seleziona OneDrive dall’icona di avvio delle app.

La prima cosa che ti chiederà è di scaricare sul PC o MAC l’app per lavorare dalla consolle più efficace che si avvia da sola. Una volta scaricata tutto il lavoro che farai con essa sarà sempre disponibile web o su qualsiasi dispositivo in sincronizzazione immediata. Se si vorrà lavorare in mobilità su può scaricare l’app dal proprio store di riferimento sul tablet o sullo smartphone e accedervi sempre con le stesse credenziali di posta elettronica.

All’avvio dell’App di Teams sul PC o MAC la prima cosa che chiederà se è la prima volta è, di creare un team per cominciare a condividere. Quando si crea un Teams bisogna avere inserire:

-il nome del team

-definire se è un gruppo privato o pubblico

-chi sono i proprietari e chi sono i membri del gruppo

Gruppo privato o gruppo pubblico? Privati sono la maggior parte dei gruppi personali che nascono per lavorare u un progetto, in un ufficio specifico o su attività estemporanee di collaborazione con persone interne o esterne all’organizzazione. I membri del gruppo privato sono invitati dai proprietari e nessuno al di fuori di loro conosce l’esistenza del team. Quando sono invitati ed accettano tute le informazioni del gruppo appaiono automaticamente nella propria consolle di Teams. I membri possono fare tutto tranne invitare altri membri.

Un gruppo pubblico invece appare nella lista dei gruppi dell’organizzazione e chiunque può chiedere di farne parte, sono gruppi di discussione su argomenti pubblici ed il moderatore decide di accettare o meno la candidatura.

Queste ed altre opzioni sono anche definibili a livello di base dal pannello di controllo di amministrazione di Teams a livello aziendale.

Una volta scelto il tipo di gruppo si definiscono i membri inserendo i loro indirizzi a cui il servizio invierà una e-mail. La possibilità di inserire indirizzi esterni all’organizzazione è decisa dall’amministratore di Office 365.

Una volta creato il primo team avrete notato che il sistema crea automaticamente il primo canale del team che si chiama “Generale”. Per Teams i canali sono come delle cartelle di lavoro separate che tutto il team può vedere, ma aiutano a suddividere gli argomenti del lavoro di gruppo. Quindi se con lo stesso gruppo di lavoro ho diversi progetti o attività posso creare canali differenti ma se voglio che qualcuno veda solo alcune informazioni dovrò creare un nuovo team dove escluderò le persone con cui non voglio condividere tali informazioni. I canali possiedono delle schede di lavoro che sono le applicazioni che sceglierò di condividere con il team nel canale specifico. Quando nascono tutti i canali hanno già di base un’area “conversazione”, un area “file” ed un’area “wiki” se l’amministratore ha lasciato queste opzioni. Nella conversazione, che è come una timeline, vedrò tutto quello che succede nel team, e potrò scrivere a tutti con la chat persistente, nell’area file vedrò i file e le cartelle condivise con il team, le pagine wiki permettono di scrivere e organizzare velocemente note utili al team direttamente sul web.

Se scelgo di aprire altri argomenti di lavoro oltre al generale con TASTO DESTRO sul nome del team nella consolle si pare il menò di gestione e con l’opzione crea canale posso crearne di nuovi.

All’interno di ogni canale ci sono i servizi dedicati al gruppo di lavoro per quel canale e ognuno può aggiungerne di nuovi se è autorizzato. Con il “+” si accede ad una lista di app che sono parte di Office 365 o servizi esterni. Tutte queste app sono accessibili direttamente da dentro Teams con connettori che Microsoft ha creato appositamente per semplificare lo scambio di informazioni tra i membri del gruppo. Troviamo connettori con SharePoint, Planner, Forms ma anche con Trello, o Dropbox e Google Drive, per integrare anche cartelle di lavoro documentali esterne o altri servizi non Microsoft. Questo permette di focalizzare l’attenzione del gruppo sui documenti sulle informazioni rilevanti per ogni canale prescindendo dall’origine di queste informazioni.

Con Teams hai tanti strumenti per stare sempre in contatto con il tuo gruppo di lavoro:

  • una chat persistente (timeline)
  • un instant messaging con presenza
  • le riunioni online e l’organizzazione delle riunioni on site
  • le notifiche che arrivano sul pc o sullo smartphone (se attivate)
  • Le riunioni online registrate sui canali

     

È possibile scrivendo sulla chat informare il team delle ultime attività svolte, tuttavia tutte le attività come riunioni i file caricati ed altre attività sui canali ed attraverso le schede applicative sono tracciate automaticamente dalla timeline che viene visualizzata nella chat, cosicché se anche ti perdi una settimana di lavoro potrai recuperare velocemente scorrendo attentamente queste informazioni e vedendo i video delle riunioni registrate e salvate sul canale che ti interessa.

Per aumentare l’efficacia della collaborazione Teams permette di organizzare riunioni online programmate con i propri gruppi di lavoro. Per farlo vai nel pannello “calendario” dai tab in alto sulla sinistra e in fondo a sinistra “pianifica una riunione”

Da qui è possibile scegliere la data e l’ora della riunione, e tutte le persone del team riceveranno automaticamente una e-mail con il link per partecipare alla riunione. Una volta accettato l’invito la mail viene cancellata automaticamente e l’appuntamento è fissato nel calendario di Outlook e di Teams. Qualche minuto prima dell’inizio della riunione programmata è sufficiente andare sul calendario di Teams o di Outlook anche dal Tablet e dallo Smartphone e cliccare su “Partecipa a riunione Teams” per partecipare. L’organizzatore una volta entrato, dovrà ammettere le persone esterne che sono in sala di attesa.

Quando entro in una riunione online con Teams ho una serie di attività che mi permettono di eseguire in modo efficace la riunione e queste sono accessibili in parte da pulsanti che appaiono quando sono nella consolle della riunione, nell’area centrale verso il basso come “attiva/disattiva la webcam, “attiva/disattiva il microfono”,

“condividi”, “altre opzioni” tra cui registra… etc.…

In alto sulla destra invece ho altre attività legate alla gestione esterna della riunione, come: “tutto schermo”, “elenco partecipanti / Invita nuovi”, “Chatta con i partecipanti”, “scrivi note condivise”, “imposta il microfono e la webcam” È buona regola registrare, avvertendo prima i partecipanti, la riunione se si vuole aggiornare in modo efficace tutte le persone del team che non hanno potuto partecipare. Quando si organizza una riunione con Teams viene richiesto opzionale il canale in cui si vuole mettere la registrazione della riunione, di base se non scelgo niente viene messa sul canale “generale”. Nella timeline della conversazione del canale tutti membri del team potranno rivedere la registrazione della riunione alla fine di essa, dopo la sua conversione.

Il modo migliore per utilizzare Teams dipende dalla propria attività prevalente tuttavia è possibile identificare alcune modalità per essere produttivi con Teams. Prima di tutto installarlo sul PC e su tutti i dispositivi che si utilizzano per averlo a disposizione ovunque, in qualsiasi momento. Quindi lasciare che si avvii automaticamente con il PC e tenerlo aperto per tutta la giornata come Outlook. Aprire un team differente per gli uffici o i progetti a cui partecipano persone differenti. Aprire un canale differente per progetti eseguiti con lo stesso team.

Creare una configurazione efficace e preferita per la gestione delle attività del progetto / team, ad esempio inserire in tutti i canali sempre Planner per pianificare le attività. Comunicare con tutto il gruppo attraverso la conversazione, organizzare riunioni e registrarle sui canali di riferimento. Gestire tutto il proprio lavoro il più possibile in Teams aggiungendo le aree documentali che servono sia interne che esterne all’organizzazione.

 

E’ anche necessario abilitare dal pannello di controllo dell’amministrazione di Teams l’accesso ospite così sarà possibile per tutti gli utenti invitare nei gruppi di lavoro Teams le persone esterne all’organizzazione, cioè quelle che hanno un dominio differente nell’indirizzo e-mail e non hanno la licenza di Office 365. Una volta invitate queste persone ricevono una e-mail con link a Teams, da cui cliccando su quel link attivano una procedura automatica che permetterà al loro indirizzo e-mail di diventare un live-id Microsoft, ricevendo un codice per il primo accesso, e successivamente introducendo una password nuova per accedere a Teams. Anche su Smartphone o Tablet loro potranno scaricare l’app gratuita dallo store di riferimento mentre da PC o Mac lavoreranno via web. Una delle funzionalità che manca ancora delle riunioni via web e la possibilità di ricevere il controllo del desktop dell’interlocutore, tuttavia la condivisione dello schermo funziona perfettamente.

I file che utilizza il gruppo di lavoro sono suddivisi in “canali” che sono come delle cartelle. Infatti, aggiungendo ad un canale specifico o a quello generale del team la scheda SharePoint / Pagina iniziale è possibile visualizzare la pagina web creata automaticamente su SharePoint per gestire altre informazioni utili per il Team e vedere nella Raccolta Documentale della pagina, attraverso “visualizza tutto” sull’area documenti quali sono le cartelle a disposizione. Si vede che esse hanno gli stessi nome dei canali infatti ogni canale del Team crea una cartella su SharePoint nella raccolta documenti creata per il team. Quindi è possibile gestire i documenti del Team anche attraverso SharePoint utilizzando la funzionalità di sincronizzazione che permette di creare una cartella con il nome del Team e con le cartelle / canali direttamente sul PC. Un altro modo semplice per andare direttamente all’area documenti di SharePoint è cliccare “Apri file in SharePoint” dalla scheda “file” del canale, si va così a visualizzare online il contenuto della cartella ove è situato quel file.

Per condividere i file con il gruppo di lavoro è sufficiente caricare questi file dell’area file del canale; attraverso questo caricamento il file è nel cloud e quindi con un semplice collegamento, come già faccio con i documenti su OneDrive, posso inviare abilitare chiunque o persone della mia organizzazione o specifiche a lavorare con me sul file al di fuori del team, mentre per quelli che fanno parte del gruppo di lavoro i documenti caricati sono automaticamente disponibili in modifica, a meno di una restrizione specifica di autorizzazione che devo fare direttamente dalla gestione delle autorizzazioni di SharePoint.

Grazie a queste ed altre funzionalità distintive Teams è, per quello che stiamo vedendo uno strumento pervasivo che si sta diffondendo nelle organizzazioni di ogni dimensione e grazie ad esso abbiamo l’opportunità di cambiare, con la nostra formazione e consulenza, il livello di produttività e efficacia della collaborazione, dei nostri fortunati clienti.

Ultimi in produttività? : Lavorare meglio, non di più

sole 24 ore produttività

Questa indagine, che ho scoperto grazie ad uno dei preziosi interventi di Mariano su linkedin, conferma ancora una volta una situazione disastrosa delle aziende italiane. Per capire meglio il perché di questa bocciatura, tuttavia è necessario comprendere il tessuto economico italiano.

Il nostro paese è fatto da  PMI, molte delle quali padronali e micro. Queste sono imprese  che noi  conosciamo bene, perché anche ne facciamo parte e ci scontriamo con gli stessi problemi. Sappiamo che lo smart working e la tecnologia sono spesso le ultime priorità per loro. La maggior parte di esse lotta per la sopravvivenza con il fisco e l’INPS, che sono i primi azionisti, ed anche il commercialista è una spesa non indifferente. Quando pagano i dipendenti devono versare quasi la stessa cifra dello stipendio all’INPS per pagare le pensioni a chi ha ancora questo beneficio,e magari lo ha acquisito dopo appena 15 anni di lavoro, in tempi non sospetti.

E’ vero che non sanno motivare i collaboratori, tuttavia comprendono che essi sono la risorsa (e la spesa) principale e spesso non conoscono sistemi per aiutarli ad essere più produttivi, perché essi stessi non sanno gestire bene il loro tempo ed il loro lavoro. Del resto chi è al vertice, c’è arrivato per le conoscenze o per eredità, non certo grazie alla tecnologia o alle competenze, quindi non comprende il valore della crescita personale. Questa è la norma nelle aziende italiane che guadagnano bene, ma  investono male perché non hanno competenze in gestione e navigano a vista, del resto questi imprenditori spezzo non hanno eredi che vogliano o siano in grado di subentrare, quindi sanno che l’impresa o si vende o muore con loro.

Le vie di uscita da questa situazione, che ci distacca dal resto del mondo, ci sarebbero ma sono lunghe:

  1. Creare una scuola meritocratica, far crescere l’intelligenza emotiva nelle persone e la motivazione nei ragazzi. Le nozioni si trovano su internet, è spesso sufficiente insegnare loro il senso critico, come navigare nell’overload di informazioni e stimoli senza essere sommersi, la matematica, le lingue (incluso italiano), la storia recente, e il pensiero filosofico ma non solo quello occidentale.
  2. Fare lavorare i ragazzi in azienda molto presto, secondo i loro desideri, aiutarli a comprendere il lavoro per obiettivi
  3. Abolire il lavoro a tempo nelle aziende per legge, tuttavia monitorare per la sicurezza le presenze in ufficio con sistemi biometrici, non invasivi.
  4. Insegnare a tutti i collaboratori la meritocrazia, e aiutare i talenti ad emergere, e le persone che desiderano essere “tranquille” a trovare un ruolo stabile (sappiamo bene che il valore del “cartellino” per il dipendente “a tempo” sta nel fatto che finito il tempo dedicato all’azienda comincia il vero tempo della vita)
  5. Aiutare manager ed imprenditori a utilizzare le moderne tecniche di gestione, organizzazione e marketing.
  6. Diminuire la tassazione INPS sul lavoro ed i privilegi ingiustificati.

Queste sono le prime cose che dovremmo fare come sistema paese e noi in piccolo stiamo facendo con le aziende nostre clienti, che sono piccole e micro. Trasferiamo le metodologie più efficaci per aumentare la produttività e la redditività dell’impresa, tuttavia noi riusciamo solo ad attrarre clienti che hanno già compreso il valore dell’innovazione e del cambiamento, che hanno già capito che oggi non è possibile fare business con le stesse regole di 10 anni fa. Restano fuori dal nostro radar le aziende che,pur fatturando anche bene, non riescono a comprendere quante opportunità si stanno perdendo e che la loro perdita di posizione dominante è sicura, ed è solo questione di tempo.

samrt working

Agli imprenditori che desiderano cambiare e lavorare in modo moderno, anche per attrarre i giovani talenti innanzitutto insegniamo il lavoro per obiettivi, la gestione del tempo e l’equilibrio tra vita privata, professionale e tempo creativo. Con il workshop sulla felicità ed il benessere in azienda attiviamo il potenziale delle persone e aumentiamo la motivazione.

La produttività, per noi, passa attraverso il benessere, la condivisione e la collaborazione efficace e soprattutto attraverso la motivazione a lavorare “bene” in un ambiente sano, che dovrebbe essere un diritto per tutte le persone a partire dal management.

“Il pesce puzza dalla testa” diciamo ai nostri clienti e chi vuole intendere, comincia a farsi le giuste domande. Ammettiamo che esistono i dipendenti tipo “..cade la penna”, tuttavia chi ha davvero le risorse per aiutare anche i propri collaboratori a cambiare atteggiamento è l’imprenditore, quindi non ci sono scuse.

Applicare le regole della crescita personale e del coaching alle imprese, ha favorito il cambiamento dei nostri clienti.

http://www.awan.it

 

A scuola di impresa

Negli ultimi anni abbiamo cambiato pelle. Ci siamo resi conto che i nostri progetti Marketing e rinnovamento tecnologico servivano a poco perché gli imprenditori che incontravamo più che di questo avevano bisogno di “scuola di impresa”.

“Il marketing è quella magia che ti porta dove vuoi andare” raccontavamo a chi, in realtà, ci stava chiedendo “ma noi dove dobbiamo andare ?”

Non voglio dire che non sapessero fare il proprio lavoro, tuttavia a causa di una gestione del tempo migliorabile, non dedicavano risorse all’aggiornamento sul tema chiave: come si fa impresa oggi nell’era digitale, quando tutto è cambiato? 

Sapevano che il “si è sempre fatto così” non funziona più e vedevano nascere realtà nuove da cui erano anche superati, ma non riuscivano a capire come approcciare in modo professionale e strutturato il nuovo modo di fare azienda oggi.

image

Ci siamo poi accorti che questo nuovo modo di fare impresa  è molto più vicino al mondo delle start-up che a quello delle aziende tradizionali, quindi per 2 anni abbiamo studiato da Starboost e abbiamo inventato il nostro personale approccio “leggero” per il rinnovamento delle PMI che abbiamo applicato a quelli che  umilmente abbiamo chiamato “Progetti Marketing”.

In realtà applicando la nostra metodologia i clienti hanno scoperto nuovi approcci e nuove opportunità per sviluppare il proprio business in linea con le loro passioni, e hanno, a volte autonomamente,  con rinnovata energia, realizzato  iniziative di innovazione che hanno portato loro risultati oltre le aspettative iniziali.

Oggi possiamo dire che il nostro approccio e la nostra metodologia sono stati vincenti in tutti i casi e per ogni tipologia di cliente, quindi abbiamo deciso passare al livello successivo: chiamarla per nome e sintetizzarla in modo efficace in modo da riuscire a rispondere a chi ci chiede “cosa fate?”

RENEW-UP (rinnovamento e crescita)

“SCOMPONIAMO IL MODELLO DI BUSINESS DELL’AZIENDA, E RITORNIAMO ALL’ORIZZONTE DI SENSO DELL’IMPRENDITORE, QUINDI RIGENERIAMO L’IMPRESA COME FOSSE UNA START-UP,  INNESTANDO LE NUOVE REGOLE E TECNOLOGIE DEL  MONDO DIGITALE.”

image

Ecco questo, in poche parole, quello che AWAN ha fatto nell’ultimo anno.

Le fasi del progetto che dura almeno 6 mesi sono le seguenti:

  1. Analisi dell’impresa in relazione ai trend di settore ed ai concorrenti reali e potenziali
  2. Progettazione del Marketing e Vendite e dell’Organizzazione per raggiungere obiettivo
  3. Preparazione del template piano Marketing annuale e impostazione del piano per il prossimo periodo
  4. Assistenza all’esecuzione del piano, follow up e passaggio consegne

image

Dietro a queste generiche descrizioni si nasconde una vera e propria rivoluzione che crea una organizzazione “sense and respond” orientata al cliente e non più solamente autoreferenziale basata sulle proprie competenze.

Da questo progetto nascono tanti altri progetti che coordinati insieme trasformano l’azienda poco a poco, mentre l’imprenditore senza accorgersene impara a navigare nel mondo digitale senza naufragare e realizza il suo sogno di avere una impresa che sa reinventarsi e innovare continuamente come le start-up di successo oggi diventate famose.

Con noi l’imprenditore impara a navigare nel mondo moderno con metodologie che gli permettono di sviluppare l’azienda e questo scatena nuovi progetti interni e sul mercato che fanno crescere l’azienda.

Diversamente intelligenti

Oggi volevo fare delle considerazioni tra intelligenza umana e tecnologia.

Ero a conoscenza di un fenomeno del secolo scorso denominato “effetto Flynn” ovvero una crescita costante del QI (Quoziente Intellettivo) medio mondiale di quasi 3 pt ogni decennio. Ciò probabilmente grazie ad un insieme di fattori: miglioramenti nell’alimentazione, nella salute, nell’ educazione , nell’igiene e altri, con un’impennata iniziale soprattutto nei primi 60 anni del 1900.

qimediobiotipi

Inoltre negli anni ’90 si è anche tracciata una mappatura di differenza tra i QI medi in base ai 3 tipi di caratteri somatici Mondiali

 

 

E nell’immagine qui sotto si evidenzia la distribuzione del QI medio a livello mondiale

qi-mondiale

Dove si evince che i QI più alti si presentano nei paesi orientali (Cina) mentre quelli più bassi nelle zone Africane. (I colori vanno dal minimo in rosso al massimo in viola)

Ora sembra che la tendenza si sia invertita. Una ricerca condotta da Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia ha preso in esame i risultati dai test del QI di 730mila ragazzi norvegesi di 18-19 anni valutati per il servizio militare obbligatorio. Dal 1970 al 2009, sono state reclutate tre generazioni di uomini nati tra il 1962 e il 1991. Tra i nati dopo il 1975, si è registrato un calo di punteggi medi pari a 7 punti per ogni generazione.

Bratsberg e Rogeberg suggeriscono possibili spiegazioni per il fenomeno: oltre a fattori ambientali, potrebbero essere responsabili anche cambiamenti nello stile di vita e nei sistemi educativi, insieme alla tendenza dei bambini di oggi a preferire i videogiochi ai libri.

tabpaesiQI

 

Vediamo nel grafico un confronto tra i valori QI medi tra il 2006 e il 2012 e possiamo notare che sono pressochè tutti in calo tranne alcuni paesi nord europei e il Canada. L’Italia, nella fattispecie, è uno dei paesi che ha avuto il crollo maggiore perdendo 6 punti in 6 anni.

 

Tali cali si riscontano anche all’ interno delle stesse famiglie, tra fratelli maggiori e minori, portando a pensare che il motivo non sarebbe tanto di carattere demografico, come l’accumulo di determinati geni in fasce particolari della popolazione, quanto piuttosto sia da ricercare nei cambiamenti degli stili di vita e nelle abitudini dei ragazzi.

Oggi leggono di meno? Cosa leggono? Come trascorrono il tempo libero? Che tipo di istruzione ricevono? Come si rapportano con gli altri ? Come collaborano e lavorano in gruppo ?

Ebbene, se da un lato pare che l’intelligenza si sia involuta, dall’ altro c’è chi suppone che comunque non ci sia stato un adattamento del test del QI all’ intelligenza di oggi. Insomma, oggi chi definisce l’intelligenza moderna decisamente più “fluida”, cioè più connessa alla capacità di vedere nuove connessioni e trovare soluzioni originali e creative, probabilmente dovrà rivedere il rapporto con i rigidi risultati accademici.

diversamente intelligente

Sorge spontanea una domanda: “Stiamo diventando tutti Stupidi ?” oppure dobbiamo variare il modo di relazionarci all’ intelligenza ?

Forse è necessario valutare altri fattori per capire come possiamo rapportarci a questo mondo che sta avanzando con la tecnologia e passare ad essere “diversamente intelligenti”

Recentemente sono giunti alcuni dati confortanti per quanto concerne i comportamenti quotidiani e le attitudini. Anche qui ci vengono in aiuto altri soldati in leva negli anni 1980-1994 e  controllati a posteriori in Finlandia tra il 1990 e il 2016 e i cui risultati della ricerca sono stati resi disponibili pochi mesi fa:

valori-finlandesi

Come possiamo notare in totale contrapposizione al “calo intellettivo” si sono fortemente sviluppate altre doti personali: la fiducia in se stessi, la socievolezza, la capacità di leadership e le capacità di impegnarsi per raggiungere un obiettivo.  Tali doti permettono di acquisire maggiori competenze in campo lavorativo e soprattutto ricoprire incarichi di maggiore responsabilità con conseguenti stipendi di entità superiore.

Dal punto di vista delle aziende esse hanno a disposizione persone e tecnologia e stanno sempre più adottando (Europa secondo solo agli USA) e sviluppando le tecnologie cognitive.Ci sono buone ragioni peradottare e sviluppare queste tecnologie:

  • poter prendere migliori decisioni Birth of Artificial Intelligence - Binary Burstelaborando enormi quantitativi di dati, strutturati e non
  • aumentare le capacità personali dei dipendenti, grazie al risparmio di tempo e alla conoscenza aumentata
  • migliorare il servizio clienti, attraverso il machine learning e il riconoscimento vocale.

 

Si stima che entro la fine del 2020:

  • Il 75% dei lavoratori che utilizzano applicazioni aziendali avrà accesso  a personal assistant  artificiali che potenzieranno i loro skill e capacità cognitive
  • Il 30% delle aziende implementerà ruoli di chief robotics officer role e definirà funzioni dedicate alla robotica all’ interno delle organizzazioni.
  • La crescita della robotica accellererà la ricerca di talenti, con un gap del 35% di posizioni vacanti e un aumento medio dei relativi stipendi del 60%
  • Il 20% delle aziende dedicherà propri dipendenti alla supervisione e guida di reti neurali

Quindi funzionalità cognitive, IA e Machine Learning si svilupperanno velocemente. Le API saranno lo strumento primario per connettere dati distribuiti sulle catene dell’economia digitale, dei cloud e dei datacenter

Il 30% delle applicazioni commerciali di servizio avranno business model di “”Robot as a Service”, riducendo i costi dello sviluppo robotico.

Sembra che queste tecnologie abbiano sostituito alcune delle competenze che erano elaborate nei driver dei test sul QI, dobbiamo quindi misurarci su altri piani intellettivi e saperci differenziare. Non dobbiamo combattere contro la tecnologia ma farla nostra alleata. Essa puo’ renderci la vita più semplice e permetterci di avere più tempo da dedicare al nostro nuovo sviluppo cognitivo.

gallinaI giovani sono abituati ad un mondo connesso, veloce e sempre più digitale. Passano molte ore davanti ai piccoli schermi e poco tempo sui libri. Non vedono l’utilità del nozionismo scolastico e con molta probabilità hanno bisogno di incrementare una mentalità dinamica ed adattiva. Allo stesso tempo le generazioni che gestiscono ora le aziende hanno bisogno di cambiare atteggiamento ed evolvere verso nuove competenze digitali. Le due attitudini devono diventare sinergiche in totale collaborazione.

Occorre lavorare sulle soft skill ma affiancandole al mondo “digitale” e sociale: comunicazione, contenuti, progettazione, pianificazione, auto realizzazione, conoscenza delle reti, sostenibilità, lavoro agile, creatività, pensiero laterale sono solo alcune delle abilità richieste.

Come si diventerà vincenti, come persone e come aziende nei prossimi anni ?

Attivandosi in un mondo digitale con un occhio alla sostenibilità, favorire l’economia circolare, abbattere le intermediazioni, rivedere le strutture organizzative, sviluppare business con nuove metodologie, applicare il design thinking e se necessario avvalersi di appositi “coach” abilitanti in questo momento di transizione. Sono i passi necessari per ovviare al calo di QI in attesa che vengano rivisti i protocolli di valutazione e avviarsi verso una “diversificazione intellettiva”.

Digital-DNA

 

 

IL CORAGGIO DI FARSI DA PARTE

intelligenza artificiale

Ogni giorno sentiamo parlare di tecnologia, IoT, Block Chain, Industry 4.0, AI e molte altre parole altisonanti inneggianti ad un mondo digitale in crescente sviluppo.

Osservando i giovani sicuramente si può osservare come i loro comportamenti siano digitali, ovvero siano “sempre connessi”. I ragazzi sono online per ascoltare musica o radio, per guardare video e serie TV, per fare ricerche per la scuola, per curiosare e navigare nel web, per fare acquisti e non ultimo chattare.

ragazzi_cellulari

Il mondo dei giovani è nello smartphone. Anche il nozionismo dato dalla scuola comincia ad essere anacronistico. Ormai tutto quello che serve viene trovato in Internet. La scuola per i ragazzi dovrebbe abbracciare percorsi di consapevolezza, analisi, problem solving, team building, crescita personale, indipendenza, imprenditorialità.

lastminute.jpg

 

Ci si dovrebbe concentrare di più sulla pratica, sulla velocità con cui si risolvono i problemi. Tutta la teoria che fanno la maggior parte delle scuole italiane serve relativamente a formare una persona che sempre prima viene catapultata in una realtà totalmente diversa: il mondo del lavoro non rispecchia affatto quanto imparato a scuola.

E’ giusto conoscere le proprie origini, tuttavia bisogna anche saper guardare avanti in un mondo in cui le innovazioni vanno sempre piú veloci e non aspettano nessuno e saper esporre le proprie idee in un confronto costruttivo con gli altri.

D’altro lato della comunità attiva si trova la nostra generazione, i genitori di questi ragazzi “always on” nativianalogici, che è dotata degli stessi strumenti tecnologici, che spesso non sa o non vuole utilizzare.

La nostra società si sta dividendo quindi sempre più in due segmenti: gli utilizzatori di tecnologia a fini di studio, divertimento o lavoro e una grande fetta di analogici che hanno ritmi ben diversi e che non solo non si adeguano, ma non hanno interesse a farlo.

Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio “gap”: da una parte una schiera di “user” tecnologici, spesso giovani che non conoscono nulla del vero mondo del lavoro, e dall’altra parte ci sono imprenditori, manager e aziende che si avvicinano al web solo come ultima speranza temendo un approccio che non conoscono e perdendo così il reale significato e le reali potenzialità offerte come la collaborazione, la condivisione, la produttività solo per elencarne alcune.

Se già molte persone, che oltretutto detengono anche posizioni di rilievo, OGGI utilizzano in modo basico lo smartphone, non sono presenti nel web e con difficoltà metabolizzano la tecnologia a disposizione non riesco ad immaginare cosa succederà nell’immediato futuro quando saremo inondati da realtà aumentata, intelligenza artificiale e macchine auto-imparanti impegnate in lavori oggi svolti da esseri umani.

Cosa si puo’ fare?

scuola_e_impresa_cfpIn ambito scolastico, per cambiare il metodo di insegnamento ai fini di formare giovani con “forma mentis” dinamica e adattivi al cambiamento repentino della società, la strada è sicuramente lunga e complessa anche se necessaria. E’ Importante lavorare sulla creazione delle idee: i giovani non riescono a contestualizzare le idee che hanno e spesso si perdono buone occasioni per loro e per il mondo del lavoro.

Nel mondo del lavoro si fa tanto parlare di comunicazione e marketing 4.0, ma l’essere umano è pronto a diventare uomo 2.0?

modelliSembra quasi che questa rivoluzione sia qualcosa per pochi eletti e che i più invece ancor stiano brancolando nel buio cercando di arrangiarsi come meglio possano. Trovare soluzioni da soli non è conveniente sarebbe meglio confrontarsi e affrontare il percorso di cambiamento con strategie suffragati da modelli innovativi come quello utilizzato da Awan che unisce tecnologia e persone e, perché no, avvalersi dello spirito digitale che anima i più giovani.

passa il testimone

Occorre uscire dai vecchi preconcetti delle competenze classiche, essere umili, non pensare di sapere già tutto o peggio esordire con la famosa frase “si è sempre fatto così”, investire in formazione personale e tecnologica, avvalersi di coach per massimizzare il proprio potenziale e vedere nella collaborazione e contaminazione tra generazioni il vero potere del cambiamento e nei casi estremi saper delegare e farsi da parte.

 

Abbiamo sempre fatto così

abbiamo sempre fatto cosi

“avanguardia”, storia di una impresa sociale

Quando conobbi Giuseppe Padovani, presentato dal nostro comune amico Franco Amicucci, fui folgorato dalla sua storia, e dal progetto che stava realizzando. Senza esitazione decidemmo di offrire tutte le nostre competenze e metodologie per aiutare questa impresa sociale a decollare. Da Verona il team si trasferì per un week-end nei nostri uffici di Pocapaglia, e tra una passeggiata nel verde e un pranzo conviviale, ponemmo ad Ottobre le basi di quella che è oggi la nostra collaborazione.

Ma cos’è AVANGUARDIA: abbiamo sintetizzato la visione e la missione insieme a Giuseppe oltre a quello che lui scrive su sito www.avanguardiaverona.it

Crediamo che tutte le persone come i materiali debbano liberare la loro essenza e potenzialità”.   QUINDI:Smontiamo il prodotto e torniamo alla materia con cui è stato fatto togliendogli così la funzione per cui è stato creato. Rigeneriamo quella materia in poesia facendola diventare qualcosa che non ha una sola funzione perché ne può avere mille, milioni ancora, come infinita è la nostra immaginazione. Tutto torna al cuore delle persone che lo realizzano.”

In queste parole sta l’essenza dell’impresa sociale Avanguardia che oggi produce oggetti e arredamenti di design utilizzando materiali recuperati da cooperative sociali che impiegano persone disagiate e nella produzione, insegna a queste persone un mestiere e le aiuta ad inserirsi nella società con una abilità artigiana e di consapevolezza che abbiamo definito “Artigianato Intellettuale”.

Il progetto funziona e piace, e ha ricevuto diversi riconoscimenti, ed è assolutamente in linea con la nostra sensibilità sociale per il miglioramento del pianeta. Riciclare e offrire opportunità a chi è stato escluso da questo sistema sociale profondamente iniquo, ma noi cosa ci facciamo ?

Con la nostra metodologia abbiamo velocemente sintetizzato il progetto con il team:

image

e con i modelli di proposta di valore abbiamo descritto meglio il valore dell’offerta per i vari segmenti di clienti che potrebbero avere e già hanno:

image

Quindi con il nuovo modello Mktg Canvass di nostra creazione, stiamo preparando le campagne di marketing ed il piano marketing per aiutarli a comunicare correttamente il loro progetto, successivamente prepareremo con loro il pitch per possibili investitori. Per ora l’Opera del Murialdo di Torino a cui il progetto è piaciuto è entrata con  finanziamenti e con una nuova opportunità di realizzare presso un’area attrezzata della circoscrizione Borgo Vittoria una “AVANGUARDIA TORINO”, con cui collaboriamo a che qui a focalizzare l’idea fono alla realizzazione  e lancio.

image

Il progetto di Giuseppe è ambizioso e noi abbiamo deciso di affiancarlo investendo il nostro tempo e le nostre competenze in questa iniziativa sociale, tuttavia se si realizzerà sarà una delle realtà sociali più innovative nell’abito della riforma del “terzo settore”, per questo dobbiamo esserci, intanto abbiamo verificato che le nostre nuove metodologie di lavoro funzionano bene per lanciare nuove iniziative di successo. Oggi Avanguardia, con la visione di Giuseppe ed il nostro supporto sta seguendo diversi progetti in giro per l’Italia, e li ha anche organizzati con una strategia coerente.

image