La consulenza per la Trasformazione Digitale diventa formazione

Questo mese riflettendo su come estendere l’utilizzo della potente metodologia che abbiamo creato per rinnovare in chiave digitale le imprese già consolidate, abbiamo condiviso, la possibilità di farla diventare una formazione gratuita.

Il nostro obiettivo è avere tante persone che come noi traggono beneficio dall’utilizzo dei Canvas, che sono diventati il nostro strumento di lavoro, e soprattutto diventano consapevoli di quale futuro scegliere per la propria impresa. Forti del successo dei nostri clienti vogliamo che altri comincino a adottare una Metodologia potente che permette di raggiungere risultati concreti in breve tempo.

I workshop sono ormai consolidati e anche i risultati di questi workshop sono chiaramente definiti.

Quello che più stupisce ogni volta è che semplicemente applicando la nostra metodologia dei Canvas l’imprenditore acquisisce consapevolezza degli sviluppi futuri possibili per la propria azienda e diventa motivato a cambiare per ottenere ciò che ha visto potrebbe fare per i propri clienti, cioè quello che i clienti vogliono ed emerge dal workshop “Value Proposition Canvas”.

Esempio 1: un cliente aveva pensato di offrire 4 servizi ai propri clienti, dopo l’applicazione della Metodologia AWAN ha realizzato che essi acquisterebbero da loro altri 10 servizi e che con poco investimento sarebbero in grado realizzare.

Esempio 2: un piccolo  cliente con un punto vendita ha duplicato il fatturato in 1 anno e raggiunto la consapevolezza di come è possibile crescere con il giusto approccio.

Successivamente avendo acquisito la fiducia nel metodo e nelle proprie possibilità di cambiare concretamente per adeguare l’azienda al nuovo mondo digitale, il cliente sente l’esigenza di avviare progetti di trasformazione digitale consapevole della importanza dell’investimento.

I progetti possono essere avviati anche autonomamente e l’impegno di risorse è commisurato ai risultati che si vedono già nei primi sei mesi. La potenza della metodologia è la creazione della consapevolezza di intraprendere un percorso che porta l’impresa al successo nel nuovo mondo digitale, e questo oggi non è cosa da poco considerando il comune disorientamento collettivo degli imprenditori del nostro paese

Noi adottiamo le metodologie “Agile” e “Lean” per implementare gli strumenti rigorosamente “Cloud” al fine di dare velocemente risultati attesi e aumentare la fiducia dell’imprenditore sul metodo e sulla Trasformazione Digitale. E’ Importante lavorare su 3 assi (Tecnologia, Persone, Processi) e a volte anche sul 4° asse dei modelli di business che oggi diventa fondamentale per creare nuovo valore. I progetti che nascono dall’approccio strategico iniziale sono di cambiamento organizzativo e di crescita delle persone, in linea con i paradigmi e le tecnologie del nuovo mondo digitale.

Il risultato di questo processo di crescita dell’imprenditore è la consapevolezza che la trasformazione digitale è possibile e questa colloca l’azienda avanti rispetto ai competitor di settore e permette di controllare il proprio futuro invece di sentirsi in balia di eventi troppo veloci da poter essere gestiti.

Sotto un esempio di progetti realizzati presso un cliente al termine del periodo “Strong” della pianificazione evolutiva.

Siamo davvero soddisfatti, anche se ci rendiamo conto che diventare nostri clienti per questa tipologia di progetti non è facile poiché richiede una rara apertura al cambiamento da parte dell’imprenditore.

Tuttavia crediamo che sempre più aziende stanno cercando una risposta alla decrescita del loro business attuale e alla nascita di competitor “digitali” dirompenti che cambiano le regole del settore, e acquisiscono velocemente quote di mercato. Noi ce l’abbiamo!

Questo effetto della digitalizzazione e dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle start-up colpisce ogni settore anche nel nostro arretrato paese, e anche l’imprenditore che oggi si sente al sicuro, avrà bisogno di un supporto metodologico nuovo per riacquistare fiducia nelle possibilità della propria azienda.

Per questo motivo abbiamo scelto di divulgare questa nostra esperienza attraverso la formazione ed il coaching e non solo con la consulenza che già attuiamo.

Se vuoi partecipare al gratuito di 1 giorno sulla Metodologia AWAN per lo sviluppo dell’impresa

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marketing@cloudea.it

Talenti e digitalizzazione per imprese di successo

human-capital-360x240Mai come oggi, periodo di profondi cambiamenti e rivoluzioni digitali, le aziende che vogliono aver successo devono puntare sul capitale umano.

La valutazione delle competenze classiche e digitali sono sicuramente un obbligo ma sempre più il mondo della gestione HR ricerca risorse con i cosiddetti “soft skills”, ovvero qualità che vanno oltre formalismi e tecnicismi accademici o meno e conseguentemente sono alla ricerca di talenti.

Creatività, problem solving, spirito critico, assertività sono solo alcuni dei campi in cui i talenti possono esprimersi.

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Quali sono alcuni indicatori permettono di individuare capacità basilari per trovare persone chiave in azienda ?

  • adattivitaCompetenza e flessibilità: competenza, esperienza e preparazione nel proprio ambito abbinate però ad una certa flessibilità e curiosità. Non basta essere solo ben preparati ma anche essere disposti ad addentrarsi e a conoscere ambiti diversi dal proprio, per accrescere le proprie competenze e cimentarsi in nuove sfide lavorative. Sostanzialmente non bisogna aver timore di affrontare nuovi “campi di battaglia”.

 

  • attitudine-positiva.jpgAtteggiamento positivo: affrontare le sfide e i problemi in modo positivo e propositivo, adoperarsi per una soluzione il più rapida ed efficace in uno stile collaborativo

 

 

    • Iniziativa: questa forse è la caratteristica più importante. Una risorsa di talento proattivo.jpgprende l’iniziativa, si porta avanti piuttosto che aspettare o farsi limitare nella
      realizzazione dei propri compiti.

 

 

  • teamsSpirito di squadra: Collaborazione e condivisione. Coordinazione e coesione per arrivare al risultato. Il lavoro in team non si esime dall’autonomia di controllo, disciplina e gestione efficace. Il collaboratore di talento è un pilastro fondamentale della squadra e capisce che non esiste un “proprio orticello” ma un obiettivo comune e un “giusto mix di individui-talenti-competenze” per raggiungerlo

 

  • Apertura al cambiamento: le persone di talento non hanno paura del cambiamento, anzi lo ricercano e lo cavalcano. Sono sempre contenti di affrontare positivamente una nuova sfida, sono alla ricerca di nuove idee e soluzioni e non si irrigidiscono sulle vecchie posizioni. Come diceva il noto sociologo Alessandro Chelo, facendo un confronto con il mondo animale:

 

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“i delfini si ammalano e muoiono se non fanno mai qualcosa di diverso, gli squali sono estremamente conservatori e sono disturbati dalle cose differenti e poi ci sono le meduse gregarie, svogliate che seguono massa e corrente. Negli ambienti lavorativi normalmente si trovano un 20% di Delfini e un 20% di squali e tutto il resto sono meduse”.

Le aziende di successo vogliono aumentare la percentuale in azienda di delfini anche perché così facendo le meduse rimanenti non fanno che seguire i migliori

  • Motivazione all’apprendimento: nei corsi di formazione, nel lavoro, nello studio quando le persone sono motivate ad apprendere, a migliorarsi e a perfezionare le proprie competenze, ciò equivale nella maggioranza dei casi al raggiungimento dell’obiettivo in minor tempo e con risultati sopra la media.

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Gli strumenti digitali per facilitare lo sviluppo degli indicatori ci sono tutti , come ad esempio Office 365 con Teams, quello che manca alle aziende è una propensione all’evoluzione dell’individuo:

  • Formazione soft-skills, visto che le scuole italiane non preparano in tal senso
  • Lavoro per obiettivi
  • Smart-working
  • Collaboration
  • Coaching
  • Delega
  • Organizzazioni reticolari

Visto che al momento non si puo’ agire sul fronte scuola per incrementare i talenti e in ogni caso il personale impiegato è già numeroso le aziende che vogliono evolvere seriamente e ampliare i propri orizzonti e di conseguenza il proprio business devono impegnarsi in prima persona ma possono essere coadiuvate dai fondi professionali formativi , da formatori esperti e da consulenti , come quelli di Awan, che approcciano alle organizzazioni con metodologie innovative.

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SI FA PRESTO A DIRE SITO WEB

image DAll’osservatorio Digitale sulle PMI emerge quanto segue:

  • Sebbene oltre il 90% possieda un sito web, solo il 38% lo ha ottimizzato per poter esser visualizzato da mobile devices, e solo una minoranza lo promuove tramite attività SEO (Search Engine Optimisation), il 25%, o SEM (Search Engine Marketing), il 14%;
  • Oltre il 45% utilizza strumenti di e-mail marketing per inviare newsletter e/o offerte commerciali, ma solo il 20% vende online (e-commerce);
  • Le aziende che hanno creato applicazioni innovative (APP) per i dispositivi mobile sono meno del 28%.

Tra le attività svolte da Cloudea ci sono quelle di consulenza e formazione in ambito di Marketing strategico. Proprio in queste occasioni abbiamo riscontrato come lo scarso utilizzo dei nuovi strumenti digitali provenga da una debole conoscenza dei modi di utilizzo degli stessi all’interno delle PMI.

Normalmente buona parte delle aziende pensano che creare un sito web sia sufficiente ad essere presenti sul web. Questo non è vero: occorre anche tutta una infrastruttura social a corredo del sito : blog, fotografie, condivisione documenti, Facebook, linkedin, twitter ecc….

Il sito Web e tutti i social collegati sono come la vetrina fisica di un negozio: vanno variati periodicamente, devono sempre essere aggiornati sui prezzi, sulle promozioni e sulle ultime novità e soprattutto devono rispondere alle esigenze della clientela. Alle spalle della propria presenza sul web è come se ci fosse un commesso pronto a rispondere ad ogni richiesta del cliente, esattamente come succede in un negozio fisico.

Un aspetto da non dimenticare è il confronto con gli altri competitor che sul Web è decisamente più veloce e più semplice rispetto ad un negozio fisico: sul web le distanze non esistono… ogni negozio è come se avesse il suo diretto concorrente nella stessa strada e nella porta accanto. Per avere un’idea di quello che accade è un po’ come essere sul Ponte Vecchio a Firenze dove ci sono tutti i negozi di orafi e gioiellieri uno accanto all’altro: “cosa possiamo proporre di distintivo che risponda a desideri o necessità al cliente potenziale da noi individuato per fare in modo che entri nel nostro negozio? “

Quali strumenti utilizzano i navigatori del web per ricercare le informazioni ?

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In Italia ci sono più di 35 milioni di utenti su internet di cui almeno l’80% sono navigano anche i social network e li utilizzano quotidianamente anche più volte al giorno.

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Inoltre sempre più gente naviga ormai principalmente da tablet/smartphone quindi è importantissimo che il sito Web e le attività siano mobile-oriented: sito responsive, mobile-friendly, app mobile.

Per affrontare il mondo digitale bisogna pensare con la mente del visitatore, ovvero bisogna chiedersi “se io dovessi cercare la mia azienda e i miei prodotti, quale ricerca farei su google? “.

Facciamo qualche esempio:

· Perché si cerca uno psicologo ? non perché si conosce la propria malattia ma normalmente perché si ha un problema e non si sa come affrontarlo, è quindi pensabile che il visitatore ricerchi su internet informazioni sui propri sintomi e problemi.

· Perché e come si cerca un’azienda di serramenti ? perché si ha bisogno di serramenti basso-emissivi, perché si vuole usufruire di una detrazione del 55%, perché si cerca un’offerta sul mercato di riferimento, perché si cerca un certo marchio o un certo brand e quindi si vuole trovare il rivenditore migliore in zona….

· Perché e come si cerca un computer ? ho bisogno di un portatile, di un tablet e voglio trovarlo con certe caratteristiche al prezzo migliore offerto dal mercato. Con molta probabilità se sono in questo caso utilizzerò i portali come “trovaprezzi” o altro che già fanno una scrematura dei prezzi e che mi danno dei feedback da parte di altri utenti.

Il normale visitatore, non potendo direttamente e di persona interagire con il “negozio virtuale” cerca informazioni e conferme sulla reputazione dell’azienda direttamente sul web. Analizza i commenti, i feedback e confronta con altri competitor in tempo reale. Con molta probabilità il normale visitatore non si sofferma molto sulle pagine del sito Web mentre passa molto più tempo a verificare commenti ed analizzare proposte alternative. Per questo nei primi 15 secondi di visualizzazione deve essere ben chiaro al visitatore cosa viene offerto, cosa c’è di distintivo e soprattutto creare il feeling giusto per instaurare un rapporto di fiducia che permetta di continuare la navigazione.

A questo punto, riprendendo i dati dell’Osservatorio si evince che gli strumenti digitali devono entrare a pieno titolo nei piani marketing delle PMI , non sono un accessorio ma un importante mezzo di vendita non solo dei prodotti ma anche e soprattutto della propria reputazione. Non si dovrebbe più parlare di SEO e SEM ma necessariamente di Content Search sulle quali occorre effettuare investimenti corretti. Le piattaforme di e-commerce di mercato offrono strumenti potenti per aprire il proprio negozio virtuale da associare alla vetrina che è il sito Web ma è necessario ricordare che il negozio non si “autogestisce” in modo automatico ma ha bisogno di manutenzione e di essere aggiornato quotidianamente come un negozio effettivo: sconti, promozioni, variazioni di listini e tariffe ecc…

Come consulenti e formatori in ambito marketing ci rendiamo conto che l’alfabetizzazione digitale nasce non tanto dalla conoscenza degli strumenti web che si hanno a disposizione quanto da “come utilizzarli al meglio”, come correlarli ai propri discorsi di redditività , come saper gestire e valutare il lavoro effettuato dai fornitori di servizi web e soprattutto dalla formazione e cultura alla redazione di un piano marketing che li includa e consideri come mezzi importanti per lo sviluppo dell’Impresa.

–> ECCO COSA FACCIAMO <–

Paola.

Un commento all’articolo: “Parisi a Renzi: Sconti a chi assume nel digitale"

Il presidente di Confidustria digitale Parisi promuove i tagli al cuneo fiscale decisi dal Governo: “Bene la riforma, ma non basta”. E propone al premier sgravi per 4 anni sui nuovi contratti e voucher ai giovani laureati per digitalizzare le piccole imprese.

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I punti espressi da Parisi sono assolutamente interessanti nell’ambito della crescita digitale dell’Italia:

  • Utilizzo della proposta dei Maxi-Job estendendola però all’inizio solo sui nuovi occupati con competenze digitali per favorire crescita e sviluppo di nuove imprese.
  • Utilizzo dei contributi UE-2014-2020 per istituire borse di studio annuali che comprenderanno l’inserimento dei giovani in aziende che vogliono evolversi digitalmente : sistemi di collaborazione, archiviazione, fatturazione, pagamento ecc.. completamente elettronici. Ovvero la creazione di “digital angels” per le aziende clip_image003
  • Inserimento nei piani di ristrutturazione edilizia pubblica dell’obbligatorietà delle infrastrutture digitali
  • Rendere obbligatoria nelle scuole superiori una formazione sulle competenze digitali

Confindustria digitale però vuole andare ben oltre ed arrivare ad un ambito più generale e pubblico :

“Ci deve essere l’impegno a spingere l’informatizzazione del settore pubblico – spiega – per migliorarne l’efficienza e semplificare le procedure. Secondo le stime ipotizzate dal commissario Cottarelli l’innovazione digitale può produrre benefici per oltre 30 miliardi sui conti dello Stato. Permette di controllare meglio i dati sull’evasione e di ridurre le spese di acquisto di beni e servizi” . clip_image005

Queste sono le proposte concrete richieste al nuovo premier Renzi nell’ambito italiano. Ovviamente ci vorrebbe anche il supporto della UE per imporre non solo obblighi fiscali agli stati ma anche e soprattutto “obblighi digitali”. La UE dovrebbe mettere a disposizione degli stati fondi per la digitalizzazione e soprattutto parte di questi fondi dovrebbe essere convogliata verso le Università in grado di formare i giovani ai bisogni dei prossimi cinque anni.

clip_image006La pubblica Amministrazione in primis e a seguire le aziende italiane devono capire che solo con l’informatizzazione, l’innovazione digitale c’è una prospettiva di risollevarsi nel futuro e di tornare ad essere competitivi.

Lo Stato dovrebbe rendersi conto che sul diritto d’autore, la protezione dei dati, le copie private abbiamo ritardi e complessità che ostacolano l’adozione delle tecnologie digitali”. Un esempio tra tutti: in Italia sui libri cartacei si paga l’Iva al 4% e sui libri digitali al 22%.

Per quanto riguarda i diversi settori ci sono strumenti che adottati possono portare notevoli benefici in termini di digitalizzazione ed informatizzazione. Non è necessario ricorrere a strumenti “open” e magari non certificati: ormai ci sono strumenti digitali che una volta erano appannaggio delle grandi aziende disponibili per ogni ordine di grandezza di azienda pubblica e privata a costi accessibili.

Alcuni strumenti sono addirittura gratuiti per le scuole ma molti istituti non sono neppure a conoscenza della loro esistenza. Per esempio Microsoft offre molti strumenti gratis per le scuole e sconti per le PA. Andando sul nostro sito www.cloudea.it si possono trovare tutte le informazioni.

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Come si fa a parlare di corsi di formazione sulle competenze digitali nelle scuole superiori se queste stesse per prime non hanno manco ancora adottato il “registro elettronico” e le comunicazioni scuola/casa avvengono ancora tramite diario invece che per mail e/o strumenti di comunicazione moderni ?

Anche i docenti dovrebbero affrontare corsi di formazione sull’innovazione per essere al passo coi tempi e insegnare ai nostri ragazzi com’è veramente il mondo del futuro.