HAI UN’IDEA DA REALIZZARE ? COSA TI ATTENDE

Quando si pensa di mettere in piedi una nuova attività oppure anche solo si vuole “ripensare” il proprio business occorre tener presente che ci sono almeno 10 passi da affrontare.

1) DIFFICOLTA INIZIALE inizio.jpg

Il primo passo è il più difficile. Quando si sviluppa un’idea all’inizio tutto sembra impossibile. Lanciare un prodotto o un servizio genera preoccupazione.

Se si decide di rimandare non si fa che aumentare l’ansia, quindi il miglior antidoto per far sparire la paura è quello di fare azione e generare i primi risultati.  Se ci si sa destreggiare tra i modelli di business e tradurli in pratica si è sicuramente avvantaggiati.

 

sfida.jpg2) LA SFIDA 

Ogni grande impresa come ogni cambiamento richiedono tempo. Se poi si vuole raggiungere il successo questo richiede tempo e fatica.

Henry Ford riuscì ad avere successo con la Ford all’età di 45 anni, dopo aver prima avviato ben due case automobilistiche che sono fallite.

Ma qual è la parte più bella di una sfida sfociata in successo?  Sicuramente il ricordo della strada percorsa e la possibilità di poter raccontare i propri sforzi all’inseguimento del progetto

 

3) ORGANIZZAZIONE E TEMPO PARETO

Essere impegnati o lavorare tante ore non vuol dire essere produttivi

Il successo non arriva solo con il tempo che si dedica al lavoro. È necessario che questo tempo sia utilizzato anche in modo efficiente e produttivo.

Avere idee chiare, utilizzare schemi e metodi anche innovativi, essere organizzati, analizzare correttamente i dati e dotarsi delle più moderne tecnologie favorisce che ogni sforzo sia effettivamente propedeutico all’ottenimento dei maggiori risultati.  Noi stabiliamo i nostri piani utilizzando canvas innovativi, comunichiamo e collaboriamo con strumenti professionali come Office365, la raccolta e la gestione dei dati dei nostri clienti è affidata ad un CRM cloud a misura di PMI di velocissima implementazione come Teamleader CRM e per analizzare i risultati di impresa utilizziamo PowerBI di Microsoft integrato nella nostra intranet aziendale e che ci permette di effettuare confronti anche con i principali benchmark di mercato.

POLIPO

4) MENS DINAMICA E DELEGA.

Non si puo’ tenere tutto sotto controllo. Ci sono troppe circostanze che incidono su un’attività per poter controllare ogni risultato. Ciò che si puo’ fare è controllare la propria reazione agli imprevisti e a ciò che non è stato predeterminato. Una re-azione corretta puo’ trasformare un possibile errore in un’occasione di crescita ed apprendimento.

Anche voler esercitare vigilanza e controllo sui propri collaboratori è un inutile dispendio di energie che puo’ creare problematicità all’interno del team. Una gestione per obiettivi permette di delegare attività e liberarsi del tempo “creativo”.

 

5) IL TEAMilteam.png

Bisogna lavorare con persone in grado di collaborare e lavorare in armonia e spirito di unione. Individui coesi e validi tra cui ci siano coloro in grado di ispirare e di facilitare ognuno a tirare fuori il meglio di se.

Chi non si sente parte di un gruppo e mette ansia fa solo sprecare tempo.

La scelta dei collaboratori giusti, siano essi interni od esterni alla propria attività è fondamentale.

Con la giusta scelta del team si lavora in modo agile e i vari gruppi di lavoro sono in grado di autogestirsi in base agli obiettivi dati.

Se poi si vuole costruire un team moderno si puo’ applicare la metodologia Starboost e il suo modello in work for equity.

 

quiedora.png6) HIC ET NUNC (Qui ed ora)

Gli ostacoli maggiori al conseguimento di un’idea di successo sono nella nostra mente.

C’è chi ha rimorsi o rimpianti pensando al passato e chi si preoccupa troppo pensando al futuro e a fatti non ancora accaduti. L’unica cosa che davvero conta, perché è l’unica che si può effettivamente controllare, è il presente.  Un presente che va controllato avendo sempre chiara e visualizzata la meta di arrivo.

 

7) COACHINGCOACHING

L’autostima nasce dentro ogni individuo.

Se la soddisfazione arriva semplicemente dal confronto con gli altri, le persone non sono padrone del proprio destino e di quello aziendale.

Quando le persone sono soddisfatte per ciò che sono ed hanno realizzato e per gli obiettivi che sono riusciti a raggiungere diventeranno immuni alle critiche e alle abilità degli altri. Imparare a reagire in modo corretto ai giudizi altrui senza mettersi a confronto è uno dei primi passi. Lavorare sull’ ottimizzazione del proprio potenziale e incrementare il proprio livello di autostima con percorsi appropriati ci aiutano a diventare veri padroni delle nostre idee e del nostro destino.

 

FELIX8) POSITIVITA E AUTO-EFFICACIA CREATIVA

Non tutti sosterranno chi ha una buona idea. Alcuni inonderanno con la loro negatività, la rabbia o l’invidia, ma non importa. Non si puo’ sprecare il proprio tempo e soprattutto la propria energia cercando di piacere a tutti o di conquistare le persone che non vogliono supportarci.

Ignorare le opinioni delle persone che non contano e concentrarsi essenzialmente sugli altri.  Intraprendere percorsi manageriali e/o personali come il nostro felix 4.0 sulla felicità per allenare fisico e mente a generare consapevolezza sulle proprie potenzialità, essere positivi nelle relazioni e nelle comunicazioni, abituarsi alla resilienza e soprattutto apprendere ad interessarsi ad un ambiente positivo.

9) FAST FAIL FASTFAIL

Non cercate una cosa che non esiste: la perfezione.

L’essere umano, per sua natura, è imperfetto: sbaglia, fallisce.

Se uno si pone come obiettivo che tutto sia perfetto si proverà sempre un senso di fallimento che farà venire voglia di mollare o ridurre l’impegno.  Si finirebbe per sprecare il proprio tempo ripensando a quanto che non si è riusciti a raggiungere o che si sarebbe potuto fare in modo diverso. Meglio apprendere dall’errore, andare avanti concentrandosi su cosa si puo’ realizzare ancora.  Dopo 10.000 modi in cui le cose non hanno funzionato la soluzione e il successo saranno dietro l’angolo.

coraggio.jpg10) CORAGGIO

La paura è la prima fonte di rimpianto. Se ci facciamo bloccare dalla paura dalle troppe esitazioni, a un certo punto, il problema più grande non sarà il fallimento. Ci ritroveremo a pensare alle opportunità non colte più che ai fallimenti. Non bisogna avere paura di rischiare. L’importante è impostare delle chiavi di misurazione corrette e tarare il tiro in corsa.

Purtroppo senza azione non c’è possibilità di centrare un bersaglio

 

ANGRYBIRDS

CHIEDICI COME FARE A REALIZZARE UN’IDEA O AD UTILIZZARE STRUMENTI PROFESSIONALI

OFFICE 365

MODELLI DI BUSINESS E FORMAZIONE 

FELIX 4.0 

CRM TEAMLEADER

DE – CIDERE

Qual è una delle cose più complesse da fare al giorno d’oggi sia dal punto di vista personale/professionale che aziendale?  DECIDERE

Prendere decisioni è qualcosa che chiunque sia nel possesso delle proprie facoltà mentali fa per tutta la vita, fin da quando, piccolissimo, conquista un primo, microscopico ambito di libertà (quale compagno di banco voglio a scuola? Chiedo a nonna la caramella o la Nutella?).

Secondo la psico-economista Sheena Iynegar, l’americano medio compie circa 70 scelte al giorno. Il medio amministratore delegato affronta 139 complessi compiti a scelta multipla ogni settimana. E in questi numeri saranno comprese anche le “non scelte” che sono pur sempre delle decisioni?

vocabolario dec

Nell’etimologia della parola il vero significato sta in una scelta che “taglia via” le altre possibilità. Forse è proprio questo che psicologicamente alla base blocca le nostre scelte. La paura di perdere una strada invece di quella quella che poteva essere la possibilità corretta. Tutti noi vorremmo poter provare le due strade contemporaneamente e vedere quale sarebbe la migliore e ovviamente poi perseguire solo quest’ultima. Purtroppo molte volte ciò non è possibile e allora cominciano a nascere i disagi.

Prima di tutto occorre ragionare sul fatto che non esistono delle scelte in cui non è presente una percentuale di aforisma 73 indecisione speranza coraggio Simone Nardonerischio che le cose non vadano come ci si aspettava, oltre al fatto che non è la prima volta che ci si trova di fronte ad una scelta difficile e che le volte, in cui è capitato di aver fatto la scelta sbagliata, si è stati in grado di accettare l’errore, andando avanti.

 

 

Non dimentichiamo che scegliere implica sempre un’assunzione di responsabilità e la capacità di affrontare e gestire i cambiamenti che una decisione importante inevitabilmente comporta e che, inoltre, scegliere in assoluta autonomia permette di sperimentare, al di là delle conseguenze della scelta (positive o negative), una sensazione di libertà e di non provare nessun genere di rimpianto.

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Da molto tempo vengono suggeriti strumenti e metodi come aiuto alla decisione, tipo:

  • Gary Clain con la sua “proiezione nel futuro”, ovvero immaginare di vedere in una sfera di cristallo le conseguenze della propria decisione scoprendo che tutto è andato storto e chiedersi come mai. Questo sistema costituirebbe la maniera efficace di trovare i punti deboli.
  • La Harvard Business Review invece dice che il vero modo per “guarire la piaga nascosta dell’incoerente processo decisionale degli esseri umani” è affidarsi agli algoritmi.
  • stilare una lista dei vantaggi e degli svantaggi e optare per una scelta ragionata sulla base degli stessi o addirittura un’analisi SWOT
  • il sistema della gallina, utilizzato da alcune tribù africane che consiste nell’avvelenare una gallina e aspettare per vedere se vive o muore o il meno traumatico lancio della monetina
  • Analisi dati e situazioni, esperienza e intuizione

Io propendo inoltre, anche, per vedere le cose in forma positiva e da una prospettiva diversa: domandarsi “cosa mi trattiene?” “cosa mi attira?”

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In qualsiasi caso è necessario a questo punto chiedersi se si hanno tutte le informazioni a disposizione per effettuare la scelta ed eventualmente recuperare quelle che servono.

Ma nella nostra epoca, oltre alle informazioni la scelta “giusta” risulta difficile per molti fattori:

  • Il tempo del cambiamento e del mercato troppo veloci per lo spirito di adattamento delle persone e delle aziende
  • La mancanza di analisi su dati storici e di riferimento
  • Usare solo la ragione o solo le emozioni
  • L’incapacità di analisi sui rischi e benefici delle scelte con la conseguenza di esagerare le conseguenze o di protrarsi inutilmente nella ricerca della scelta perfetta
  • Le credenze e le abitudini
  • La vastità di informazione e la difficoltà di reperire quelle interessanti (avere troppe alternative)
  • La scarsa conoscenza di visione sul futuro sia dei mercati che dei comportamenti umani

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Se da un lato un percorso di coaching individuale di crescita personale è efficace sia per sapersi assumere le responsabilità della scelta che per la capacità di affrontare e gestire i cambiamenti con variazione di credenze ed abitudini, dal lato aziendale e business ci si puo’ appoggiare anche ad altri supporti:

  • Percorsi formativi per il riconoscimento, l’inquadramento e il corretto utilizzo delle informazioni reperite nel web
  • Strumenti per reperire dati di competitor e dei mercati, dati storici e di riferimento e metterli a confronto (Business Intelligence)
  • Strumenti per l’elaborazione di modelli di analisi rischi/benefici e per il Decision Making
  • Percorsi formativi sulla gestione dell’intelligenza emotiva, sulle tecniche di Problem Solving, sulla felicità e sulla resilienza
  • Incontri di aggiornamento sui principali trend di sviluppo socio-economico

Cambiare e trasformare digitalmente le nostre aziende passa inevitabilmente tramite un percorso decisionale, proprio a tal fine AWAN sta proponendo incontri, eventi e Workshop di “envisioning” su andamenti, trend di mercato, comportamenti e nuove organizzazioni.

comportamenti

Paola Pezzuto

 

SI FA PRESTO A DIRE SITO WEB

image DAll’osservatorio Digitale sulle PMI emerge quanto segue:

  • Sebbene oltre il 90% possieda un sito web, solo il 38% lo ha ottimizzato per poter esser visualizzato da mobile devices, e solo una minoranza lo promuove tramite attività SEO (Search Engine Optimisation), il 25%, o SEM (Search Engine Marketing), il 14%;
  • Oltre il 45% utilizza strumenti di e-mail marketing per inviare newsletter e/o offerte commerciali, ma solo il 20% vende online (e-commerce);
  • Le aziende che hanno creato applicazioni innovative (APP) per i dispositivi mobile sono meno del 28%.

Tra le attività svolte da Cloudea ci sono quelle di consulenza e formazione in ambito di Marketing strategico. Proprio in queste occasioni abbiamo riscontrato come lo scarso utilizzo dei nuovi strumenti digitali provenga da una debole conoscenza dei modi di utilizzo degli stessi all’interno delle PMI.

Normalmente buona parte delle aziende pensano che creare un sito web sia sufficiente ad essere presenti sul web. Questo non è vero: occorre anche tutta una infrastruttura social a corredo del sito : blog, fotografie, condivisione documenti, Facebook, linkedin, twitter ecc….

Il sito Web e tutti i social collegati sono come la vetrina fisica di un negozio: vanno variati periodicamente, devono sempre essere aggiornati sui prezzi, sulle promozioni e sulle ultime novità e soprattutto devono rispondere alle esigenze della clientela. Alle spalle della propria presenza sul web è come se ci fosse un commesso pronto a rispondere ad ogni richiesta del cliente, esattamente come succede in un negozio fisico.

Un aspetto da non dimenticare è il confronto con gli altri competitor che sul Web è decisamente più veloce e più semplice rispetto ad un negozio fisico: sul web le distanze non esistono… ogni negozio è come se avesse il suo diretto concorrente nella stessa strada e nella porta accanto. Per avere un’idea di quello che accade è un po’ come essere sul Ponte Vecchio a Firenze dove ci sono tutti i negozi di orafi e gioiellieri uno accanto all’altro: “cosa possiamo proporre di distintivo che risponda a desideri o necessità al cliente potenziale da noi individuato per fare in modo che entri nel nostro negozio? “

Quali strumenti utilizzano i navigatori del web per ricercare le informazioni ?

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In Italia ci sono più di 35 milioni di utenti su internet di cui almeno l’80% sono navigano anche i social network e li utilizzano quotidianamente anche più volte al giorno.

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Inoltre sempre più gente naviga ormai principalmente da tablet/smartphone quindi è importantissimo che il sito Web e le attività siano mobile-oriented: sito responsive, mobile-friendly, app mobile.

Per affrontare il mondo digitale bisogna pensare con la mente del visitatore, ovvero bisogna chiedersi “se io dovessi cercare la mia azienda e i miei prodotti, quale ricerca farei su google? “.

Facciamo qualche esempio:

· Perché si cerca uno psicologo ? non perché si conosce la propria malattia ma normalmente perché si ha un problema e non si sa come affrontarlo, è quindi pensabile che il visitatore ricerchi su internet informazioni sui propri sintomi e problemi.

· Perché e come si cerca un’azienda di serramenti ? perché si ha bisogno di serramenti basso-emissivi, perché si vuole usufruire di una detrazione del 55%, perché si cerca un’offerta sul mercato di riferimento, perché si cerca un certo marchio o un certo brand e quindi si vuole trovare il rivenditore migliore in zona….

· Perché e come si cerca un computer ? ho bisogno di un portatile, di un tablet e voglio trovarlo con certe caratteristiche al prezzo migliore offerto dal mercato. Con molta probabilità se sono in questo caso utilizzerò i portali come “trovaprezzi” o altro che già fanno una scrematura dei prezzi e che mi danno dei feedback da parte di altri utenti.

Il normale visitatore, non potendo direttamente e di persona interagire con il “negozio virtuale” cerca informazioni e conferme sulla reputazione dell’azienda direttamente sul web. Analizza i commenti, i feedback e confronta con altri competitor in tempo reale. Con molta probabilità il normale visitatore non si sofferma molto sulle pagine del sito Web mentre passa molto più tempo a verificare commenti ed analizzare proposte alternative. Per questo nei primi 15 secondi di visualizzazione deve essere ben chiaro al visitatore cosa viene offerto, cosa c’è di distintivo e soprattutto creare il feeling giusto per instaurare un rapporto di fiducia che permetta di continuare la navigazione.

A questo punto, riprendendo i dati dell’Osservatorio si evince che gli strumenti digitali devono entrare a pieno titolo nei piani marketing delle PMI , non sono un accessorio ma un importante mezzo di vendita non solo dei prodotti ma anche e soprattutto della propria reputazione. Non si dovrebbe più parlare di SEO e SEM ma necessariamente di Content Search sulle quali occorre effettuare investimenti corretti. Le piattaforme di e-commerce di mercato offrono strumenti potenti per aprire il proprio negozio virtuale da associare alla vetrina che è il sito Web ma è necessario ricordare che il negozio non si “autogestisce” in modo automatico ma ha bisogno di manutenzione e di essere aggiornato quotidianamente come un negozio effettivo: sconti, promozioni, variazioni di listini e tariffe ecc…

Come consulenti e formatori in ambito marketing ci rendiamo conto che l’alfabetizzazione digitale nasce non tanto dalla conoscenza degli strumenti web che si hanno a disposizione quanto da “come utilizzarli al meglio”, come correlarli ai propri discorsi di redditività , come saper gestire e valutare il lavoro effettuato dai fornitori di servizi web e soprattutto dalla formazione e cultura alla redazione di un piano marketing che li includa e consideri come mezzi importanti per lo sviluppo dell’Impresa.

–> ECCO COSA FACCIAMO <–

Paola.

Perchè Cloud, Mobile e Social vanno a braccetto?

L’azienda dinamica è uguale in tutto il mondo e ha già acquisito alcuni meccanismi di partecipazione delle persone e di produttività delle persone che sono proprie di questa tipologia di aziende. Peraltro in questa crisi l’azienda dinamica ha cambiato più velocemente di altri la struttura dei costi e spesso anche organizzativa riuscendo a minimizzare l’impatto delle turbolenze del mercato, riducendo i prezzi pur mantenendo il margine e aumentando la produttività pur riducendo i costi di gestione.

Ma dove sta il trucco, e perché molte aziende non ce la fanno? Non c’è nessun trucco in realtà ma solo una leadership dedicata all’innovazione, di prodotto, di processo, senza paura del cambiamento. Persone che non prendono neanche in considerazione la frase “abbiamo sempre fatto così” ma ogni anno inventano nuovi modelli per mantenere la leadership del mercato che cambia.

Le aziende di questo tipo esistono anche in Italia e non necessariamente sono piccole e quindi, si direbbe, più flessibili e non necessariamente sono consolidate o emergenti. Dipende solo dalle persone che partecipano all’azienda soprattutto ai piani alti perché sono quelle che creano impatto.

logo barilla

Barilla ha sia un ottimo marketing digitale e social con l’esempio vincente della community http://www.mulinobianco.it/ ed altre iniziative, sia un ottimo approccio al Cloud avendo vinto il premio della categoria “L’innovazione dei processi interni di Business attraverso il Cloud”  del MIP – School of Management del Politecnico di Milano. Il caso Barilla è stato presentato all’evento dell’osservatorio sul Cloud e ho conosciuto in quella sede il CIO Mauro Viacava che ha fortemente creduto nel progetto. Una persona di esperienza che usa l’Mcbook della Apple con il sistema operativo Windows perché così ha ottenuto il meglio per la propria produttività e che crede nell’innovazione gestita dal Business per i propri obiettivi strategici. Niente di strano fin qui ma quante aziende della dimensione di Barilla riescono a creare community internazionali con ambienti di lavoro condivisi da zero con investimenti ragionevoli. Io credo che oggi solo con il Public Cloud si possano creare ambienti produttivi con tutti i migliori servizi alle persone investendo poco ma bene in questo periodo di crisi. Il problema del nostro paese è sempre stata una spesa informatica fatta male da persone incompetenti o con interessi non trasparenti. Oggi le aziende che emergono sono quelle che hanno a guida dell’ICT persone competenti e trasparenti che non hanno paura di mettersi in gioco dando all’esterno servizi non critici come la posta, la collaboration etc… ma mantengono una chiara direzione strategica di gestione.

Barilla ha creato la Barilla Community Platform partendo da Office 365 di Microsoft adattato alle proprie esigenze, in modo da costruire la piattaforma di collaborazione del futuro velocemente e con la massima mobilità, facilità di accesso, scalabilità e dinamismo come richiesto dai piani strategici della direzione. Instant messaging, video communication e information sharing (blog, forum, wiki) senza un server in casa, ma tutto nel Cloud per  4.200 white collar in tutto il mondo. Il progetto si è ripagato in 4 mesi con il risparmio nei costi di trasferta.

L’evoluzione del progetto prevede il trasferimento nel Cloud di applicazioni e informazioni riservate e mission critical, segno che una volta acquistata la fiducia nella nuova tecnologia se ne possono cogliere tutti i benefici.

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Vincitore premio della categoria “La trasformazione del ruolo della direzione ICT attraverso il Cloud” del MIP – School of Management del Politecnico di Milano. NTV Nuovo Trasporto Viaggiatori è il primo operatore privato Italiano a operare su rete ferroviaria ad alta velocità con una flotta che oggi conta 25 treni. L’azienda ha realizzato il proprio sistema informativo partendo da zero nel 2009 combinando soluzioni “on premise” con soluzioni di Private Cloud da fornitori sia italiani che stranieri. Tutto il servizio clienti ed il CRM sono realizzati attraverso un sistema esternalizzato e i client sono virtualizzati, quindi il ruolo dell’ICT è principalmente di coordinatore dei vari fornitori e dei sistemi gestiti. E’ questo un approccio organizzativo che una “startup” può tenere, e che permette di avere costi di gestione variabili e commisurati all’effettivo volume di business senza investimenti inziali importanti.

Per chi invece non parte da zero, ma ha una organizzazione ICT ed investimenti pregressi esiste un percorso per la riduzione dei costi di gestione attraverso il Cloud, pubblico o privato, ma questo passa attraverso una razionalizzazione della propria infrastruttura informatica che non tutte le aziende vogliono fare oggi.

Tutte le aziende però possono migliorare il loro modello collaborativo / social o mobile, aggiungendo pezzi di servizi pubblici. Per questo i servizi che offrono i principali operatori possono diventare utilissimi per aumentare la velocità di relazione dell’organizzazione sia nei processi interni sia verso l’esterno. Il Cloud per definizione è un sistema aperto e sicuro quindi avere accesso ovunque alle informazioni aziendali in sicurezza e dare accesso controllato ai propri clienti e fornitori diventa molto più facile con questi servizi.

Molte aziende grandi e piccole lo stanno facendo con Microsoft Office 365, altre con Google o altri operatori. L’importante è fare innovazione nei processi collaborativi, social e mobile per riprendere la produttività persa in questi anni velocemente.

Non a caso l’evento dell’osservatorio del MIP quest’anno si chiamava: “Cloud Economy: ultima chiamata”. Il bravi imprenditore capisce quello che si vuol direSmile